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F1, Gp Canada: Hamilton come Ayrton, pole numero 65!

Formula 1 highlights Turchia

Lewis Hamilton conquista la poleposition in Canada, facendo segnare il record della pista che resisteva dal 2004. Vettel è in ritardo di 3 decimi. Seconda fila Bottas – Raikkonen

Le Ferrari, dopo aver volato durante le terze libere, si sono dovute inchinare alla prestazione super di Lewis Hamilton. Il pilota della Mercedes ha infatti conquistato la pole numero 65 in carriera, eguagliando il suo idolo: Ayrton Senna.
La famiglia di Senna ha voluto donare al pilota inglese proprio il casco originale del suo beniamino.

Hamilton si porta così a meno tre pole dal primo di tutti i tempi Michael Schumacher, con cui condivide anche il numero di poleposition ottenute in Canada, ben sei.

Il tre volte campione del mondo con il suo tempo di 1:11.459 ha fatto segnare un altro record, quello della pista, che resisteva dal lontano 2004 nelle mani di Ralph Schumacher.
Grande anche la prestazione di Sebastian Vettel, anche lui sceso sotto l’1:12, peccato per il bloccaggio nell’ultimo giro nel finale di q3. Seconda fila occupata da Bottas e Raikkonen. I due Red Bull partiranno dalla terza fila: Verstappen davanti a Ricciardo. Settimo tempo per Felipe Massa, ottavo e nono Perez e Ocon su Force India. Chiude la top ten Nico Hulkenberg.

Hamilton conquista così la pole numero 6 nel circuito di Montreal, in cui ha ottenuto anche cinque vittorie su 10 partecipazioni, nonchè la sua prima vittoria in F1 nel 2007. Senza dubbio è la sua pista. Ma quest’anno la lotta per il mondiale è più accesa che mai, nulla è scontato.

Inter e Roma si contendono Sime Vrsaljko

Inter-Roma, è braccio di ferro per Vrsaljko

Il giocatore ex Sassuolo, Sime Vrsaljko, continua ad essere apprezzato in Italia. Dopo una stagione deludente con i colchoneros potrebbe far ritorno in Serie A: su di lui sono forti gli interessamenti di Inter e Roma. Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, l’esterno classe 1992, accetterebbe volentieri l’offerta del club giallorosso, dove probabilmente potrebbe ritrovare il suo ex allenatore Eusebio di Francesco.

Francesco Totti: “Qualsiasi giovane deve sognare di vestire un giorno la mia maglia”

“Qualsiasi giovane deve sognare di vestire un giorno la mia maglia”

La maglia numero 10 della Roma non darà l’addio insieme al capitano giallorosso Francesco Totti. Il saluto de er Pupone nella sua ultima esibizione davanti al suo pubblico, quel pubblico che lo ha sostenuto per tutta la sua carriera, ha commosso tutto il mondo, tifosi giallorossi e non.

In tanti, se non tutti, avevano pensato che il numero 10 sarebbe stato associato per sempre al nome di quella leggenda, Francesco Totti; ma ad interrompere questi pensieri romantici è arrivato il comunicato ufficiale.

Nel prossimo futuro si vedranno altri calciatori indossare regolarmente la maglia numero 10.  Di sicuro sarà un’investitura pesante e non sarà consegnata al primo arrivato. L’idea della società e quella di rendere questa maglia una sorta di premio, destinato a chi sarà più meritevole di scendere in campo con una divisa che per la storia del club giallorosso ha segnato un’epoca.

Dello stesso parere sembra essere Francesco Totti che ha espresso il suo parere sulla maglia:

“Qualsiasi giovane deve sognare di vestire un giorno la mia maglia”

 

La finale che non t’aspetti, Venezia e Trento a voi lo spettacolo

Avellino

Venezia-Trento, oggi si comincia 

Ore 21:15, “Taliercio” di Venezia: inizia lo spettacolo. La Reyer e Trento sono pronte a regalare spettacolo in questa inattesa finale. Se qualcuno ad inizio anno avesse puntano un paio d’euro su queste due squadre, probabilmente ora sarebbe in vacanza alle Canarie. Nonostante quindi in pochi potessero crederci, loro ora sono lì, pronte a giocarsi le chance di riscrivere la storia. Quindi pronti per la palla a due, sedetevi e pronti a godervi lo spettacolo.

Ecco come arriva la Reyer

La squadra di coach De Raffaele è di sicuro quella che arriva con i favori del pronostico. I lagunari hanno eliminato Avellino in una serie molto appassionante. La Reyer è in fiducia e vuole coronare il sogno di vincere il terzo scudetto della propria storia. Per riuscirci i veneziani dovranno mettere in mostra tutte quelle che sono le loro qualità: una difesa attenta, atletismo, cinismo e spaziature efficaci per liberare i tiratori. Nella serie contro Avellino è stato proprio il tiro da tre l’arma più efficace dei veneziani. Tuttavia con Batista la Reyer ha acquisito anche una dimensione d’area che prima non aveva. L’inserimento dell’ uruguayano ha fornito a De Raffaele nuove armi che prima Venezia non aveva.

In difesa bisognerà fare molta attenzione alla capacità di Trento di cambiare ritmo. Craft,Flaccadori,Hogue,Sutton e Beto sono giocatori in grado di accendersi in qualsiasi momento. L’unica chance dei lagunari è quella di limitare l’inventiva di Craft cercando di raddoppiarlo facendo attenzione alle sue accelerazioni. Trento inoltre è abilissima a muovere la difesa sfruttando la mobilità dei suoi uomini sul lato debole; ci vorrà attenzione sui backdoors e sopratutto bisognerà evitare le palle perse.

Ecco come arriva Trento

Dalla Serie D ala finale scudetto in 22 anni. 1995: nasce l’Aquila basket Trento dall’unione della Dolomiti Sport BC e dalla Pallacanestro Villazzano. 2017: Trento centra la sua prima storica finale scudetto, il sogno però non deve finire ora. I ragazzi di coach Buscaglia, sempre presente in questa cavalcata trionfale, non vogliono sciupare questa irripetibile chance. I trentini hanno compiuto una grande impresa eliminando 4-1 una Milano apparsa quanto mai fuori condizione fisica e mentale. Ora c’è da mettere la ciliegina sulla torta e vincere stasera potrebbe essere un ottimo primo passo.

Battere Venezia certo non sarà facile. I lagunari sono una squadra insidiosa dotata di esterni abili con il tiro da 3; inoltre con Batista i veneziani fanno paura anche a rimbalzo offensivo. Trento dovrà cercare di contenere il poderoso centro della Reyer e dovranno togliere aria ai tiratori ( Haynes e McGee su tutti apparsi caldissimi contro Avellino) con raddoppi costanti e cambi efficaci. Trento dovrà sfruttare le sua armi migliori: velocità, imprevedibilità e uno schema di gioco collaudato. Buscaglia ha dato delle direttive che i suoi ragazzi conoscono a memoria e sanno farle fruttare in campo. Decisivo sarà l’apporto di Hogue e Sutton; i due americani dovranno fornire una grande prova muovendosi molto e cercando di far cambiare spesso la difesa sfruttando i missmatch.

Craft e Beto dovranno sfruttare la loro agilità e il loro tiro per cercare di sorprendere la difesa di Venezia. Forray e Flaccadori saranno decisivi come sesti uomini dalla panca; Lechtaler invece potrebbe avere un ruolo chiave nella serie per tenere Batista. Che lo spettacolo abbia inizio.

 

Botta e risposta tra l’Atalanta e l’agente di Conti: “Sono deluso da Percassi”

Andrea Conti
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Il procuratore di Conti prova a fare chiarezza

Dopo le parole abbastanza dure del presidente dell’Atalanta nei confronti del Milan, ecco che arriva la risposta del procuratore di Conti a tuttomercatoweb:

“Voglio ricordare al Signor Percassi che nei miei rapporti con l’Atalanta ci sono stati quattro rinnovi di contratto e mi sono fatto pagare solo una volta. Questa è la dimostrazione che il sottoscritto gli interessi economici li mette da parte o forse non sa essere così bravo come l’Atalanta a metterli in primo piano. Io Conti l’ho preso in Lega Pro a Perugia, l’ho cresciuto e per me i soldi non esistono. Prima viene la felicità del ragazzo, posso anche lavorare gratis. Anzi, non chiederò neanche un euro per il lavoro che svolgerò per il contratto del mio assistito così faremo vedere a tutta Italia chi ha interessi economici e chi no. conti ha dato tutto per l’Atalanta, fino alla fine e noi ci siamo comportati sempre correttamente. Il Milan e io abbiamo avvisato Sartori dell’incontro; evidentemente Percassi non è stato informato bene dal suo direttore sportivo. L’ Atalanta prova a fare il suo lavoro, ma questi comportamenti nei confronti di chi ha dato tutto e verso di me, non mi piacciono. Rimango deluso perché credevo che dopo l’incontro avuto con Luca Percassi a febbraio fosse tutto chiaro: nel caso in cui fosse arrivata una richiesta importante il ragazzo sarebbe andato via. Deve mantenere la parola. Il contratto di quattro anni non sia una forma di ricatto, anche perché chi mi conosce bene sa che non mi sono mai fatto mettere il guinzaglio da nessuno, ne tantomeno me lo farò mettere da Percassi e dall’Atalanta”.