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E’ morto Giuliano Sarti, ex numero 1 di Inter, Fiorentina e Juventus

All’età di 84 anni si spegne Giuliano Sarti

Calcio italiano in lutto, all’età di 84 anni si è spento Giuliano Sarti. Nato nel 1933, fu protagonista soprattutto con la squadra di Helenio Herrera: in carriera ha vinto 3 scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali

Gazzetta.it racconta il numero 1: “Sarti, Burgnich, Facchetti…”. Il suo nome è rimasto nell’immaginario collettivo per essere l’inizio della filastrocca con cui i telecronisti dell’epoca enunciavano la formazione della Grande Inter e della nazionale italiana. Nato nel 1933, Sarti aveva esordito in A con la maglia della Fiorentina, con la quale, dal 1954 al 1963, ha vinto uno scudetto, una coppa Grasshoppers, una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe. Passato alla “Grande Inter” di Helenio Herrera, si era affermato definitivamente e aveva conquistato due scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Giuliano Sarti aveva chiuso la carriera da professionista nel 1970, dopo due stagioni da secondo nella Juventus. Una volta appesi guanti al chiodo, si era cimentato come allenatore, ma solo a livello dilettantistico.

Calciomercato Juventus, Schick il primo colpo: l’attaccante conferma

Juventus, dopo la finale si pensa al mercato: obiettivo Schick

Serviranno settimane in casa Juventus per smaltire la delusione di Cardiff. L’ennesima Champions sfumata sul più bello però non abbatte i bianconeri, anzi da loro la forza per riprovarci già nella prossima stagione. La campagna di rafforzamento è di fatto già stata avviata: obiettivo è dare ad Allegri una rosa ultra competitiva anche in Europa, in una competizione in cui (specialmente in finale) la Juve ha dimostrato di avere la coperta troppo corta.
Tutti i limiti di una rosa che, tolti i primi 12-13 giocatori, basta si entro i confini nazionali ma non vale certo una finale di Champions League.
Tra i primi obiettivi della Juventus versione 2017/’18 c’è uno dei calciatori rivelazione dello scorso campionato: quel Patrick Schick che ha fatto gola anche a Napoli, Inter e Roma ma che a breve si dovrebbe accasare a Vinovo.

Il giocatore polacco conferma l’affare: si chiude in settimana?

Un affare che potrebbe definirsi già prima del termine della settimana. Già nei giorni scorsi Ferrero aveva ammesso come l’attaccante sarebbe andato alla Juventus, denunciando anche una scarsa possibilità di investimento della Roma (anche lei sul giocatore). I bianconeri pagheranno quasi sicuramente i 25 milioni previsti dalla clausola rescissoria di Schick e consegneranno ad Allegri il primo rinforzo della stagione.
Lo stesso giocatore polacco si è sbilanciato sull’esito della trattativa ed ha ammesso che a breve sarà un nuovo giocatore juventino. Ai microfoni di isport.blesk.cz infatti l’attaccante ha dichiarato: “Juventus? È possibile che ci sia un accordo prima del match con la Norvegia (sabato, ndr), ma è difficile da dire, ci sono ancora altre opzioni. Non so ancora nulla di definitivo…

Ciclismo, Giro del Delfinato, tappa 3, dove seguirla in diretta tv

Giro del Delfinato

Terza tappa del Giro del Delfinato

Giro del Delfinato, tappa 3. Oggi, martedì 6 giugno, si correrà la terza tappa del Giro del Delfinato, la Le Chambon-sur-Lignon. Si tratta di un percorso di 184 km,  favorevole ai velocisti nonostante la presenza di Côte des Sarrets e Côte de Roybon, una volta entrati negli ultimi 50 chilometri. La partenza è prevista per le ore 12.05, mentre l’arrivo tra le 16.10 e le 16.34.

La manifestazione ciclistica composta da ben otto tappe, ha preso il via domenica scorsa, 4 giugno con la Sant’Etienne-Sant’Etienne. In queste prime tappe è stata buona sia la prova di Antonio Nibali, fratello di Vincenzo che di Fabio Aru. Le speranze azzurre sono infatti riposte tutte in Aru. Per lui, il Giro del Delfinato è l’occasione per ritrovare la forma dopo l’infortunio al ginocchio dei mesi scorsi e rimettersi in gioco in vista del Tour de France.

Se Fabio Aru non fosse in grado di lottare per la vittoria finale, cercherà comunque di puntare a qualche vittoria di tappa. Sarà possibile per tutti gli appassionati di ciclismo e i tifosi delle varie squadre, seguire l’evento in diretta tv? Vediamo tutte le info utili nel paragrafo seguente.

Giro del Delfinato, come vederlo

Giro del Delfinato, diretta tv. Ebbene sì, per tutti gli appassionati di ciclismo e i vari tifosi delle squadre, sarà possibile seguire tutto il Giro del Delfinato in diretta tv. La terza tappa sarà trasmessa sia da Eurosport, sia in chiaro su Rai Sport a partire dalle ore 13.45. Possibilità di seguire la diretta anche in streaming su Rai Play. Non resta dunque che attendere la partenza prevista per le ore 12.05 e godersi lo spettacolo a due ruote.

Dal Real al Real, differenze tra i blancos…

Champions League

Real 1956-1960 vs Real 2015-2017

“Doppio” Ronaldo, Casemiro e Asensio sabato sera hanno dato al Real Madrid la dodicesima Champions League della sua storia. La squadra di Zinedine Zidane ha stabilito un record: mai una squadra aveva vinto il trofeo due volte consecutive. L’ultima a fare il back to back era stato il Milan di Sacchi, vincitore a Barcellona contro lo Steaua Bucarest e al Prater contro il Benfica nel 1989 e nel 1990, ma in quel caso il trofeo aveva il vecchio nome di Coppa dei Campioni. La vittoria del Millennium Stadium ha permesso ai blancos di staccare di cinque trofei la seconda squadra più vittoriosa nella manifestazione, il Milan, fermo a sette vittorie.
Per i castigliani i prossimi appuntamenti saranno la finale di Supercoppa europea contro il Manchester United ad agosto ed il Mondiale per club a dicembre. In entrambi i casi, il Real è detentore di entrambi i trofei.

Tra i tifosi e gli addetti ai lavori la vittoria della duodecima è stata senza se e senza ma: 1-4 alla Juventus con un Cristiano Ronaldo in formato…Champions. Per il talento di Funchal, dodici reti in stagione in Europa, 106 reti complessive nella manifestazione e quinto Pallone d’oro ormai a portata di…piede.

E la parola “cinque” in spagnolo in casa Real è ricorrente: dalla “quinta del Buitre” degli anni 80 alle cinque Coppe dei Campioni consecutive vinte nelle prime cinque edizioni del trofeo istituito nella stagione 1955/1956. Se per descrivere i cinque giocatori canterani la parola “quinta” in iberico significa altro (coopta), il Grande Real delle cinque coppe consecutive è stata la squadra più forte delle sua epoca ed una delle migliori della storia del calcio.
Fare paragoni è sempre una cosa stucchevole, figurarsi nel gioco del calcio. Eppure il Real Madrid della duodecima, delle sei finali vinte nelle ultime sei finali disputate nella coppa più importante (la terza negli ultimi quattro anni) può essere paragonato al Real Madrid del presidentissimo Santiago Bernabeu.

Il livello calcistico tra la fine degli anni Cinquanta e questo di metà anni Dieci è totalmente diverso per tecnica, pressione, tattica e livello agonistico, ma un paragone per ruoli è più che fattibile fra i due Real Madrid

Allenatore
In queste ultime due stagioni il Real Madrid ha avuto due tecnici: partito nella stagione 2015/2016 con Rafa Benitez, il gennaio successivo il tecnico castigliano è stato sostituito da Zinedine Zidane, ex numero 5 dell’era dei galacticos e tecnico allora emergente del Madrid Castilla, la squadra Primavera merengue. Con in panchina l’ex numero 10 della Francia Campione del Mondo e d’Europa, il Real Madrid ha vinto una Liga, due Champions League consecutive, una Supercoppa europea e un Mondiale per club. Si diceva che Zidane non fosse pronto ad allenare una squadra della caratura del Real Madrid: i suoi detrattori si sono evidentemente sbagliati. E molto.
Nel quinquennio 1956-1960 le meregues ebbero come entrenadores José Villalonga Llorente (due vittorie), Luis Carniglia (due vittorie) e Miguel Muñoz, il primo a vincere la coppa (allora a forma di anfora) sia da giocatore che da tecnico.

Portiere
Il Real di Zidane in porta può disporre di Keylor Navas, efficace portiere costaricano anche se molto lontano dalle performance di Iker Casillas, forse il miglior portiere della storia della squadra con la camiseta blanca.
Il Real del quinquennio ebbe il forte Juanito Adelarpe che difese la porta nelle finali di Parigi, Madrid e Bruxelles (contro Stade Reims, Fiorentina e Milan), mentre contro Stade Reims e Eintracht Francoforte a difendere i colori blancos ci fu Rogelio Domínguez

Difensori
Il Grande Real in difesa poteva contare su Miguel Munoz, Ángel Atienza, Marquitos, Juan Santisteban e José Santamaría. Difficile scegliere il migliore.
Il top in difesa di questo Real è rappresentato da Sergio Ramos, capitano della squadra e con tre Champions in bacheca. Dopo un avvio di carriera molto “grezzo”, il difensore andaluso è diventato uno dei più importanti interpreti del ruolo di questo XXI secolo, soprattutto perché è riuscito ad unire la precisione negli interventi con il vizio del gol (73 reti in carriera tra Siviglia e merengues, dieci in Nazionale). E i suoi gol sono risultati decisivi allo scadere delle partite: chiedere all’Atletico Madrid, che per un suo gol al 93′ si è visto sfuggire la Champions nella finale di Lisbona (poi vinta dai blancos ai supplementari). Non sarà né Baresi, né Beckenbauer o Scirea, ma il numero 4 di Camas è sempre un avversario da temere…e superare.

Centrocampisti
I centrocampi delle due squadre analizzate sono di altissimo livello: Raymond Kopa, José María Zárraga e Francisco Gento contro Luka Modric, Toni Kroos e Casemiro (con Sami Khedira e Angel di Maria presenti nella finale “derby” contro l’Atletico di Lisbona). I top delle due formazioni sono senza dubbio Kopa (Pallone d’oro 1958) e Modric. Per il centrocampista di Zara nessun Pallone d’oro in bacheca, ma quando il pallone arriva dalle sue parti difficilmente andrà all’avversario. E sabato a Cardiff il numero 19 croato è stato (escluso Ronaldo) il migliore.

Attaccanti
I due attacchi sono entrambi di una qualità esagerata: Alfredo Di Stéfano, Antonio Rial e Ferenc Puskás da un lato, Cristiano Ronaldo, Bale e Benzema dall’altro. Cosa aggiungere? Ah si, Amancio e Francisco Román Alarcón Suárez detto Isco, con quest’ultimo che ha ancora molto da dimostrare rispetto ai suoi compagni di reparto, ma che è stato autore di una stagione molto importante dove ha dimostrato di essere un giocatore di valore.

Giocatori simbolo: Alfredo di Stéfano e Cristiano Ronaldo
Le epoche dei due Real presi in esame sono diametralmente opposte e l’unica cosa in comune è il fatto che per vincere devono fare sempre un gol in più dell’avversario.
Entrambe le squadre hanno un giocatore rappresentativo: la saeta rubia Alfredo di Stefano e Cristiano Ronaldo. Sei Palloni d’oro in due (a dicembre diventeranno sette visto che il portoghese si porterà a casa il suo quinto trofeo), 307 gol per l’argentino-colombiano-spagnolo in undici stagioni al Real, quattrocentosei per il secondo in sole otto. CR7 è il giocatore che ha segnato di più nei 115 anni di storia del club e può essere considerato come il più forte di sempre passato dalle parti dei blancos.
Di Stéfano e Ronaldo, due attaccanti diversi ma veri cannibali dell’area di rigore. Due giocatori che hanno scritto la storia del club e che rimarranno nell’immaginario collettivo come due “maestri” di questo sport.
Ronaldo sta vivendo una seconda giovinezza, non è esplosivo come quando è arrivato a Valdebebas nell’estate 2009 per 94 milioni di euro, ma rimane il più forte giocatore di questi anni Duemila. CR7 da quando veste blanco viaggia ad una media di 50 gol in stagione e non fallisce mai nelle finali.
Di Stéfano, morto il 7 luglio di tre anni fa, è ancora oggi ricordato come uno dei principali attaccanti della storia del calcio e a molti piacerebbe vederlo in campo in questi anni per vedere come si sarebbe destreggiato con le difese arcigne, i centrocampi muscolari e gli attacchi esplosivi di questi ultimi anni.
Cosa accomunano di Stéfano e CR7? Senza dubbio velocità, fantasia, piedi vellutati, tecnica e tanto talento.

Qual è il Real più forte?
E’ difficile paragonare due squadre così diverse: il Real di di Stefano & C. giocava molto meno durante la stagione ed in Coppa dei Campioni le rivali erano poche (sedici iscritte nella prima edizione, ventisette nella 1959/1960) e nessuna alla sua altezza.
La squadra di Zidane invece gioca molto di più (57 partite giocate in stagione nel complesso), le avversarie sono di più (ventinove partite disputate complessivamente la prima edizione della Coppa dei Campioni, duecentodiciassette in questa appena conclusa) ed il valore è nettamente più elevato rispetto all’epoca dei pionieri della coppa a forma di anfora.
Ai punti è meglio questo Real Madrid, ma sarebbe intrigante vedere giocare il Real di di Stefano e Puskas contro il Real di Ronaldo e Benzema. Chissa come finirebbe. Non lo sapremo mai, ma ci piacerebbe vedere Ramos e Varane a marcare la saeta rubia e Puskas, oppure Santamaria “francobollarsi” a Benzema.

Lazio: idea Pavoletti per l’attacco

Leonardo Pavoletti

L’ex Genoa Pavoletti potrebbe essere l’uomo ideale da affiancare ad Immobile

Tare e Lotito dopo aver ricevuto i no secchi per i rinnovi di Biglia e Keita, con il primo destinato al Milan ed il secondo in partenza per Torino, pensano al mercato in entrata, il reparto  di attacco è quello più carente considerando che nella prossima stagione i biancocelesti saranno impegnati su tre fronti.

Per l’attacco l’idea dell’ultima ora è quella di Pavoletti del Napoli, per l’ex Genoa da Gennaio solamente 200 minuti giocati, acquistato come sostituto di Milik, in realtà ha trovato pochissimo spazio causa l’esplosione del trio Insigne, Mertens, Callejon.

Acquistato da De Laurentiis per 17 milioni di euro, adesso potrebbe essere ceduto a 13 milioni, lo stipendio che percepisce a Napoli 2 milioni all’anno rientra ampiamente nei parametri della Lazio.

Nei prossimi giorni i dialogo tra le due società diventerà più fitto, e se non ci saranno sorprese Pavoletti arriverà a Roma per completare un attacco Chelsea adesso è ridotto ai minimi termini.