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Barcellona-Juventus, la gioia di Buffon e compagni sui social network

Juventus-Genoa

Barcellona-Juventus, la gioia di Buffon

Stiamo diventando un po’ più europei, dobbiamo crescere ancora e migliorare, ma dipende da noi. E voglia ne abbiamo“. Gigi Buffon riassume cosi ai microfoni di Mediaset Premium , il pensiero bianconero dopo l’approdo alle semifinali di Champions. “Non saprei scegliere il prossimo avversario: ormai siamo le 4 più forti d’Europa“.

Le reazioni social di Buffon e compagni

Poi appena lasciati gli spogliatoi si lascia andare, come tutti i suoi compagni del resto, ad una sana e meritatissima reazione di gioia affidando ai social network i propri pensieri più intimi sull’esito di Barcellona-Juventus.
Un altro pezzo di storia è stato scritto, ma la più bella è sempre quella che dovrà essere raccontata“. Così Gianluigi Buffon, imbattuto nei 180′ con il Barcellona, celebra su Twitter il passaggio del turno di Champions.

Anche altri bianconeri sono stati molto attivi sui social festeggiando l’approdo alle semifinali. Bonucci ha pubblicato un breve video che attribuisce al giorno del sorteggio dei quarti: “E’ il 17 marzo – dice – se becchiamo il Barcellona, lo facciamo fuori”.

Chiellini, anche lui insuperabile al ‘Camp Nou‘ è pronto alle prossime sfide: “Godiamoci questa vittoria, ma prepariamoci a un’altra battaglia. Avanti così“. Marchisio, neppure in panchina per un lieve infortunio, batte le mani a compagni, “Grandi ragazzi!“. E Dybala pubblica sui social la foto della Juventus a tavola: “Grande cena oggi. Vamooos!”.

Twitta anche Allegri

Chiusura doverosa per il condottiero Massimiliano Allegri che, come di consueto, lancia in piena notte il tweet definitivo: “Il prossimo mese e mezzo è più importante degli otto precedenti: lavorando come abbiamo fatto finora vi e ci regaleremo altre emozioni!“. Domani è un altro giorno e gli occhi saranno tutti puntati sull’urna di Nyon da dove uscirà il nome della squadra che separa i Bianconeri dalla finale di Cardiff, ma per Allegri quello che conta è la partita con il Genoa.

Mertens rinnova, prendi uno e paghi due

Dries Mertens

Calciomercato Napoli, le mosse di ADL

Per sottrarre Mertens dalla corte serrata dell’Inter, e dalla pressante richiesta di rinnovo da parte di Sarri, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis ha deciso di fare la mossa che Sabatini definirebbe “della coda di gatto maculato”. Vediamo grazie all’aiuto di TuttoNapoli il dettaglio

Le condizioni del rinnovo di Mertens

“Tiene banco in casa Napoli – riferisce il sito esperto in vicebde partenopee – la questione relativa al rinnovo di contratto di Dries Mertens. A fare il punto della situazione è Raffaele Auriemma, attraverso le colonne di Tuttosport: “Ci sarà da attendere per conoscere il destino di Mertens, unicamente perchè dovrà verificarsi la condizione sospensiva: il sì della consorte a riappacificarsi con il marito e fare il ritorno a Napoli. De Laurentiis e Giuntoli hanno chiuso sulla parola, con l’agente Francis Stijn, l’accordo per il prolungamento dell’intesa dal 2018 al 2021“.

Il quotidiano spiega i dettagli dell’accordo: 4 milioni, bonus inclusi, clausola rescissoria (il Napoli la vorrebbe da 31 mln, il calciatore da 20) più un contratto da 250mila euro per la moglie Kat, che in Belgio fa la conduttrice tv. Tutto, però, dipende dai rapporti tra Kat e Dries: se non si risolverà la concordia, l’entourage propende per una cessione al termine di questa stagione.

Suning vuole fare una grande Inter, ecco i nomi del rilancio

Calciomercato Inter, le mosse di Suning

Smaltita, più o meno, la delusione del pareggio al 97′ nel Derby di Milano i Neroazzurri si tuffano nel mare magnum del Calciomercato Inter 2017. Con l’ausilio, è proprio il caso di dirlo, del sito specializzato in vicende “bauscia” FCINTER1908 vediamo quali sono le mosse che Patron Suning sta studiando per ridurre già dal prossimo anno il gap con la Juventus

Calciomercato Inter, in arrivo un poker di stelle

Ci sarà “un poker di stelle al servizio di Mauro Icardi. L’Inter che verrà, sarà rifondata in difesa (Manolas è il nome quasi sicuro di approdare alla Pinetina), verrà puntellata a centrocampo, ma vedrà anche dei volti nuovi sulla linea delle trequarti, sempre che il sistema di riferimento per la stagione ’17-18 rimanga il 4-2-3-1″.

“Il club nerazzurro -prosegue il sito specializzato- ha intenzione di migliorare ulteriormente la qualità dei giocatori che si muovono alle spalle di Icardi: oggi dietro Maurito agiscono Candreva e Perisic, punti fermi sulle fasce, più – a ruota – Banega e Joao Mario; mentre Eder, Palacio e Gabigol sono le alternative.Per ridurre ulteriormente il gap con le prime in classifica, l’Inter ha deciso di mettere a disposizione dell’allenatore quattro giocatori di prim’ordine per i tre ruoli sulla trequarti e gli acquisti potrebbero essere anche due se dovesse uscire uno fra Banega, Perisic e Candreva”.

Il colpo dovrebbe essere James Rodriguez, il trequartista colombiano che al Real Madrid di Zidane continua a fare lo spettatore: anche martedì in occasione della partita col Bayern è rimasto in panchina. Il protagonista del Mondiale brasiliano nel 2014 ha giocato solo 16 partite da titolare sulle 27 in cui è stato schierato e ha messo insieme una media di 55 minuti a gara.

Troppo poco per chi ambisce a essere uno dei numeri 10 più importanti al Mondo. Suning già l’estate scorsa offrì 70 milioni (la cifra poi investita per Joao Mario e Gabigol), ma il Real e il giocatore dissero no. Adesso la situazione è cambiata e lo scorso 25 febbraio Jindong Zhang, patron di Suning e dell’Inter, ne ha parlato direttamente con Florentino Perez nel suo viaggio di lavoro a Madrid

La Champions League è sempre più Latina

Champions League

Gli apostoli del “nordismo” calcistico spazzati via della Champions League

Una delle antenate della Coppa dei Campioni, o Champions League che dir si voglia, era la Coppa Latina. Sublimava l’eccellenza del calcio mediterraneo, assolato, ricco di classe e colore, dove l’Italia recitava da primattrice. Il carnet delle semifinaliste dell’odierna Champions è di marca squisitamente latina, seppur eterogenea per costituzione e DNA. Abbiamo il Real Madrid multistellato e campione in carica, il Monaco che unisce classe a organizzazione, l’Atletico del “Cholismo” e infine la Juve, che è una summa di quanto appena descritto.

Il Barcellona ha chiuso il suo ciclo, già pronto dalla prossima estate a imbastirne un altro, il Bayern – al di là degli errori di Kassai – ha reso monche le Final Four, uscendo in una sorta di finale anticipata contro un Real spesso incontenibile, il Leicester ha completato la “Brexit” del football d’Albione.

Il football mediterraneo, fatto di stile e organizzazione detta legge in Europa

Iniziamo a parlare proprio delle Merengues, con Zidane ancora da inquadrare come tecnico ma sicuramente monumentale nella gestione delle proprie risorse umane. E con uno spogliatoio del genere oggettivamente la cosa non era poi così scontata. Dopo le festività natalizie, la squadra si era un pochino smarrita, anche perchè gli infortuni avevano iniziato a pesare non poco sul rendimento in campionato.

Ma quando sentono aria d’Europa, i blancos iniziano a regolare il minimo verso l’alto, e la prestazione contro il Bayern ha confermato che se si vuole portare a casa la “coppa dalle grandi orecchie” bisogna fare i conti col miedo escenico, che non necessariamente attanaglia le gambe degli avversari. Cristiano Ronaldo attualmente è al top del rendimento rispetto alla concorrenza, si è ripreso alla grande dall’infortunio che lo ha privato della finale europea con la sua Nazionale, e soprattutto è sempre più trascinatore di una squadra che sta recuperando i suoi uomini migliori. Zizou ha in mano un parco giocatori ineguagliabile, e se riesce a farne liberare il talento per gli avversari si fa durissima. Unico neo, la fase difensiva, dove spesso ha patito le transizioni dei bavaresi.

Ennesima prova di forza del Cholo

Rimanendo a Madrid, spostiamoci sul versante colchonero, con l’Atletico che meno di tutte ruba l’occhio, meno di tutte regala spettacolo, ma anche spazi agli avversari. Il Cholismo come marchio di fabbrica spesso, e non del tutto a torto, etichettato come Anticalcio. Più facile trovare una via mediana nell’analisi di una squadra che in prima linea non difetta di qualità, fra i vari Torres, Griezmann e Saùl. Gioca prevalentemente sull’avversario, incollandosi a lui e sfiancandolo a livello cerebrale. Chi detiene il possesso tende a rinculare, Gabi e suoi pretoriani sentono l’odore del sangue e iniziano a guadagnare metri per rubare palla e verticalizzare.

Le maniere talvolta sono un po’ troppo spicce, ma i risultati danno ragione a Simeone, che con un organico differente magari proporrebbe altre strade. Con questo materiale sa di poter sviluppare un’idea precisa di gioco, ma senza la qualità dei finalizzatori sarebbe impossibile coltivare sogni proibiti. Quantità e garra al servizio della qualità. Come avversario, di certo il più ostico, se guardiamo il calcio dalla lavagna.

Il capolavoro Monaco

A Montecarlo, Rybolovlev e Mendes hanno costruito un capolavoro. Con i talleri del primo e la competenza/influenza del secondo abbiamo ritrovato una realtà che sembrava sparita dai radar del calcio europeo. Il Monaco ha già assaggiato il sapore della finale, e nel 2004 è stato piuttosto greve. Si spera che Cardiff abbia fragranze più abboccate, e questo dipende da Jardim, allenatore che sta portando avanti il Verbo che dal Portogallo in questo secolo vanta parecchi profeti. Organizzazione, certo. Classe, of course. Programmazione, ecco svelato l’arcano.

Al contrario degli spocchiosi parigini, il Monaco ha deciso di valorizzare meglio la nouvelle vague, e l’esplosione di Mbappè è l’ultimo capitolo di una storia che è partita da Ranieri quando i monegaschi brancolavano in Ligue 2. Da Ocampos, passando per Kondogbia, James Rodriguez, Kurzawa e finendo con il “nuovo Henry”, di cui ricorda le movenze e il talento grezzo. E’ la variabile impazzita di queste semifinali, ma l’inerzia è dalla sua parte.

Champions League, l’impresa di Allegri

Chiudiamo con la Goeuba, che ha posto fine al ciclo del Barça mantenendo inviolata la propria porta. Già di per sè un’impresa, ma se guardiamo al percorso della Juve post-Firenze, con l’introduzione del modulo pentastellato, si nota che la squadra ha trovato i suoi equilibri senza scalfirne la qualità. Molti soloni hanno sproloquiato a vanvera dopo il pareggio di Napoli. Invece Allegri ha fatto le prove per la bolgia del Camp Nou, allestendo una Juventus equilibrata e capace di soffrire, Non un minus, ma di certo un plus se si vuole centrare il bersaglio grosso. Ha il vantaggio di avere chiuso a suo favore con largo anticipo ogni discorso in chiave interna, ora c’è l’Europa a solleticarne il palato insaziabile. Per chi scrive, è dietro solo al Real nel borsino delle pretendenti al soglio europeo. Ma di un’incollatura, che Allegri sa come colmare.

Barcellona-Juventus 0-0, i bianconeri fanno l’impresa e volano in semifinale

Renato Sanches

Barcellona-Juventus, la squadra di Allegri in Semifinale

Grazie ad una prova fatta di testa, di grinta e di cuore i Bianconeri chiudono Barcellona-Juventus sullo 0-0 e grazie al 3-0 dello JS-Stadium approdano per la seconda volta in tre anni alle Semifinali di Champions League. Venerdì prossimo il sorteggio di Nyon, i possibili avversari della squadra di Massimiliano Allegri sono il Real Madrid che ha eliminato il Bayern Monaco dopo un contestatissimo tempo supplementare al Santiago Bernabeu, l’Atletico Madrid che ha estromesso i Campioni della Premier League del Leicester e la capolista a sorpresa delle Ligue , il Monaco, che ha estromesso i tedeschi del Borussia Dortmund. Con questa impresa la Juventus La Juventus raggiunge le semifinali di Champions League per la 7° volta, più di ogni altra italiana nella storia, anche se a livello di Palmares i Bianconeri devono ancora sottostare ai trionfi delle milanesi.

https://www.facebook.com/sportnewsitalia/videos/1536312409715175/

Barcellona-Juventus, il tabellino

Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Sergi Roberto (76’Mascherano), Umtiti, Piqué, Jordi Alba; Iniesta, Busquets, Rakitic (58’Paco Alcácer); Messi, Suarez, Neymar. Allenatore: Luis Enrique. A disposizione: Cillessen, Denis Suárez,Digne, André Gomes, Aleñá,
Juventus (4-2-3-1): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Khedira; Cuadrado (82’Lemina), Dybala (74’Barzagli), Mandzukic; Higuain (87’Asamoah). Allenatore: Allegri. A disposizione: Lichtsteiner, Benatia, Rincón, Neto,

Reti: 0-0
Ammoniti: Iniesta, Neymar, Chiellini, Khedira
Espulsi:
Angoli: 13-4
Arbitro: Kuipers (Ola)
Assistenti: van Roekel Sander, Zeinstra Erwin