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Luis Enrique: “A fine anno lascio il Barca”. Ecco la lista dei sostituti…

Rivelazione shock in conferenza stampa dopo la vittoria in Liga. La lista dei possibili sostituti.

Non è bastata la larghissima vittoria per 6-1 contro lo Sporting Gijon e la riconquista della vetta in Liga (il Real ha pareggiato 3-3 con il Las Palmas) per portare serenità nell’ambiente blaugrana. Nell’ultima conferenza stampa rilasciata dal tecnico Luis Enrique, lo stesso ha annunciato che a fine stagione lascerà la panchina del club catalano. Queste le parole dell’allenatore:

“A fine stagione non sarò più l’allenatore del Barcellona. E’ una decisione difficile per me. A inizio anno ci fu una riunione con la dirigenza in cui gli dissi che c’era la possibilità di non rinnovare. Il motivo? E’ per come voglio vivere questa professione. Il che significa poche ore di riposo, in cui potersi distaccare”

Come scrive la Gazzetta dello sport, sarebbe già partito il toto-allenatore per il prossimo anno: i nomi più gettonati quelli di Valverde dell’Atlethic Bilbao, Jorge Sampaoli del Siviglia, Eusebio Sacristàn del Celta e Mauricio Pochettino del Tottenham.

 

Germania, Grosskreutz e Gotze… quando eravamo eroi

Borussia Dortmund

DORTMUND HA DATO I NATALI CALCISTICI, E NON SOLO, A QUESTI DUE IDOLI INDISCUSSI DELLA CURVA GIALLONERA. ORA, STANNO ATTRAVERSANDO IL MOMENTO PIU’ DIFFICILE DELLA LORO CARRIERA.

 

La Sudtribune, con i suoi 24.500 spettatori, è la più grande curva d’Europa. Lì si sviluppa e cresce da decenni la passione di una delle tifoserie più calde di Germania, quella del Borussia Dortmund. “You’ll never walk alone” cantano i tifosi prima di ogni partita dei ragazzi di Thomas Tuchel, quasi come una trasposizione di Anfield o del Celtic Park, senza sosta, sapendo che il ruolo di dodicesimo uomo si addice perfettamente a chi indossa il giallonero del club più importante della Ruhr (assieme allo Schalke 04).

Kevin Grosskreutz e Mario Gotze sono figli di quel Borussia Dortmund che, con il Gegenpressing predicato dal maestro Jurgen Klopp, hanno esportato in giro per l’Europa una concezione moderna e più ammaliante del concetto di contropiede. Con loro, ma anche con i vari Reus, Hummels, Gundogan e Lewandowski, si sono portati a casa per due anni di fila lo Schale riservato ai campioni di Germania. Fatto indiscutibilmente straordinario, se pensiamo che il Bayern ha lasciato poco campo libero alla concorrenza soprattutto in questi ultimi 15 anni. In più, nella meravigliosa cornice di Wembley, sono arrivati ad un passo da quella Coppa dei Campioni già vinta 16 anni prima. Il gol di Robben ha posto fine al sogno, ma quella squadra ha avuto un seguito, che perdura tutt’ora con l’ex Mainz (proprio come Klopp) Thomas Tuchel. Grosskreutz, dopo sei stagioni e 174 partite, viene messo però al bando, e il suo carattere non lo ha di certo agevolato. Idolo indiscusso della curva, dopo un breve soggiorno in Turchia nel Galatasaray, torna in Bundes per dare il suo contributo al disastrato Stoccarda della passata stagione. Tutto inutile, perchè gli Schwaben retrocedono e per lui si prospetta lo scenario meno accattivante della ZweiteLiga. Ma anche nella città della Mercedes entra nel cuore dei tifosi, anche se l’ultimo episodio che lo ha visto protagonista potrebbe chiudere per sempre la sua parentesi con la squadra di Hannes Wolf. Infatti, nella notte fra lunedì e martedì, è andato a festeggiare assieme a un gruppo di adolescenti, fra cui tre elementi dell’Under 17 dello Stoccarda. Alle 2 Grosskreutz e il suo gruppo vengono aggrediti a Wilhelmsplatz da un altra banda di ragazzi della stessa età. Le risultanze della rissa non sono gravi, ma Grosskreutz (ufficialmente infortunato ed esonerato dall’allenarsi il giorno dopo) riporta diverse ferite ed escoriazioni. E’ l’ultima bravata che lo vede protagonista, dopo il lancio di kebab contro un tifoso e l’aver urinato nella hall di un albergo. Wolfgang Dietrich, presidente dello Stoccarda, è indeciso se multarlo o addirittura cacciarlo. I tifosi sono già pronti alle rimostranze, si spera civili, in caso di risoluzione del contratto.

Diversa la parabola di Mario Gotze, uno dei giocatori simbolo dell’ultima covata di campioni che ha contribuito a rilanciare alla grande la NationalMannschaft. Una generazione di fenomeni che a Rio de Janeiro ha toccato il punto più alto, laureandosi campione del mondo. A farne le spese, nella sempre splendida cornice del Maracanà, è l’Argentina di Leo Messi. Il gol che regala ai tedeschi la quarta stella porta la firma di Mario Gotze, con una volée stupenda di sinistro a 7 minuti dal termine dei supplementari. Sembrava l’episodio che avrebbe rilanciato la carriera di un giocatore sì talentuoso ma che nel primo anno al Bayern aveva dimostrato qualche limite. Soprattutto caratteriale. Questo è quello che sembrava dall’esterno. Purtroppo c’era dell’altro. Le sue presenze sul campo si diradavano progressivamente, facendo fatica a tenere sotto controllo il peso e mostrando parecchia indolenza sul terreno di gioco. Per non parlare dei frequenti guai muscolari che spesso hanno costretto Guardiola a tenerlo in naftalina. Il ritorno, l’estate scorsa, nella sua Dortmund poteva presagire un pronto rientro fra i grandi del calcio europeo. Ma invece anche vestendo l’amata casacca giallonera, Gotze ha evidenziato le stesse problematiche. Fino all’ultimo responso dei medici, che gli hanno diagnosticato una malattia metabolica, alla base dei suoi frequenti malanni fisici. E noi che spesso lo abbiamo tacciato di indolenza… Starà lontano dai campi a tempo indeterminato, ma il ds del Borussia, Michael “Susie” Zorc, ha assicurato che il male di cui soffre l’ex enfant-prodige del calcio tedesco è assolutamente curabile. Ma, come si dice in questi casi, prima recuperiamo l’uomo, che deve sconfiggere i suoi demoni che hanno seminato in lui a sua insaputa il germe della disistima, poi, di conseguenza, senza fretta, riavremo il calciatore.

La triste storia di Quagliarella: “Stalkerato per 5 anni”

Il racconto dell’intervista shock rilasciata a Le Iene dal calciatore doriano

 

Fabio Quagliarella ha gli occhi lucidi mentre racconta a Giulio Golia de Le Iene della storia che lo ha tormentato in questi ultimi 5 anni. La storia di come uno stalker abbia potuto rovinare la vita e probabilmente la carriera di un calciatore.

Fabio nel 2010 sembra aver coronato il sogno che ogni bambino con la passione per il calcio ha nel cassetto: giocare per la propria squadra del cuore, in questo caso il Napoli. Sogno che però diventerà un incubo, proprio perchè durante quella stagione l’attaccante stabiese inizia a ricevere delle lettere minatorie ad opera di sconosciuti. Foto di bambini, accuse di pedofilia e di connivenza con la camorra, minacce di morte. La mente e la vita di Fabio si oscurano nelle tenebre di un incubo improvviso e inspiegabile.

Il calciatore si affida così alle indagini di un amico di famiglia, un poliziotto della postale conosciuto a seguito di un problema con una password del computer, non sapendo che dietro quella figura, risiedeva il suo stesso carnefice. Raffaele Piccolo, ufficiale della postale, aveva guadagnato con quell’episodio la fiducia di casa Quagliarella, così Fabio ritenendolo un onesto tutore della legge, gli affida le indagini del caso.Passano i giorni, i mesi, ed il clima di costante minaccia e tensione avvertito distrugge il quotidiano familiare e calcistico del ragazzo. E’ totalmente ignaro che in realtà il burattinaio di questo macabro gioco è quello stesso Raffaele Piccolo al quale ha affidato le indagini. L’amico di famiglia al quale consegna denunce e confida i contenuti delle lettere.

La trama ordita dallo stalker è così ben congegnata che Fabio ed i suoi familiari giungono a sospettare di chiunque tranne che di lui. Persino Giulio, il migliore amico di Fabio, rimane coinvolto nella vicenda, colpevole del solo rapporto stretto che ha con il calciatore, costretto a difendersi dinanzi l’accusa da parte della DDA di affiliazione alla camorra, il tutto sempre orchestrato da Piccolo geloso di tutto ciò.

Come se non bastasse, durante una trasferta con la Nazionale in Svezia, dove Fabio avrebbe dovuto giocare titolare, arriva una telefonata: “Meglio che non giochi, sei appena stato ceduto alla Juventus”. L’incubo si fa completo: il tifo napoletano, legato fortemente ad un figlio della loro stessa terra, vedono l’accaduto come un alto tradimento. Quelle stesse lettere che perseguitano Fabio, sono state recapitate anche alla sede del Napoli che lo ha venduto al più grande degli avversari. Il “Quaglia” si trasferisce a Torino con la nomina di infame e traditore, perseguitato da uno stalker che per lui non ha né un nome né un viso. Passano gli anni e la persecuzione continua, Fabio è un uomo travolto dalle minacce di uno sconosciuto e un calciatore tacciato di infamia dalla sua città e dal suo popolo.

Dopo ben 5 anni di inferno, papà Vittorio ha un sospetto: un particolare tradisce Raffaele Piccolo, un sms di minacce ricevuto e inspiegabilmente cancellato dallo stesso poliziotto. In questura i sospetti diventano certezze: le centinaia di denunce consegnate a Raffaele Piccolo non sono mai state consegnate.

La polizia dunque inizia le indagini, ed in poco tempo si giunge all’incriminazione dello stalker, condannato pochi giorni fa a 4 anni e 8 mesi di carcere. Fabio è finalmente libero dall’incubo che lo ha perseguitato per 5 anni, costringendolo ad un doloroso divorzio dalla sua terra che per troppo tempo lo ha reputato ingiustamente un traditore. Una storia a lieto fine? Non del tutto: il processo a carico di Raffaele Piccolo probabilmente andrà in appello e successiva prescrizione facendo decadere il tutto. Ma soprattutto chi ridarà a Fabio gli anni di carriera irrimediabilmente compromessa e il suo sogno di vestire e vincere con la maglia della propria città?

Presentato davanti al Consiglio dei Ministri l’Europeo Under 21

Serie A Tim

Presentato davanti al Consiglio dei Ministri l’Europeo Under 21 che si svolgerà in Italia nel 2019

 

Inizia il lungo cammino che porterà l’Italia per la prima volta ad organizzare l’Europeo Under 21 del 2019.

Le partite saranno giocate negli stadi di Bologna, Cesena, Reggio Emilia, Trieste ed Udine, ma anche a San Marino tutto ciò grazie alla collaborazione tra FIGC e Federazione Sanmarinese.

 

Queste la parole di Tavecchio, tratte dal sito ufficiale della FIGC: “Finalmente,  il Campionato Europeo Under 21 si gioca in Italia: nonostante la grande tradizione azzurra in questa competizione, infatti, non avevamo mai ospitato la Fase Finale. L’assegnazione da parte della UEFA arriva in un momento veramente propizio perché, grazie alla collaborazione del Governo, del CONI, degli Enti Locali e dei Club, vogliamo dimostrare quanto il nostro calcio stia facendo di positivo sia in campo che fuori per la valorizzazione dei giovani e per la riqualificazione degli impianti”.

 

Dopo i successi degli azzurrini degli anni 1992, 1994, 1996, 2000 e 2004, si spera di ritornare al trionfo in casa.

 

Calciomercato Milan, Daniel Sturridge possibile obiettivo

kessie

Con Bacca in partenza, il nuovo Milan pensa a Daniel Sturridge del Liverpool

 

Secondo quanto riporta talksports, il Milan sarebbe sulle tracce di Daniel Sturridge, 27 enne attaccante ora in forza al Liverpool di Klopp.

L’attaccante inglese non rientrerebbe più nei piani di Klopp, e già nella scorsa sesisione di calciomercato avrebbe potuto lasciare la casacca de i Reds per accasarsi al West Ham, ma poi l’affare non andò in porto.

In questa stagione l’ex attaccante del Chelsea ha totalizzato 21 presenze, andando in rete in 6 occasioni e riuscendo a fornire tre assist ai compagni, in totale 967 minuti giocati.

Il Milan cinese penserebbe a Sturridge per il dopo Bacca, il colombiano sicuramente in estate verrà ceduto, per lui c’è da scegliere tra il ritorno in Spagna od una nuova esperienza nel campionato Cinese.

Alla fine di questa stagione l’attaccante dei Reds deciderà il suo futuro, rimanere in patria o scegliere come destinazione Milano.