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Zanetti e Inter vs Roma: “Una finale, ma la Champions non cambia i programmi del club”

Si avvicina Inter vs Roma, nerazzurri con Icardi

Il vice presidente dell’Inter Javier Zanetti, intervistato da Il Giornale, parla di Inter vs Roma, di quel gol scudetto contro i giallorossi e dei programmi di Suning. Un futuro da protagonisti quello desiderato dalla proprietà del club nerazzurro, musica per le orecchie dei tifosi interisti. Contro la Roma tornerà capitan Icardi, l’argentino ha scontato le giornate di squalifica per il rosso rimediato nel match contro la Juventus.

Di seguito le parole di Zanetti come riportate da fcinternews:

Inter-Roma è la sua partita: del gol scudetto del 2008 cosa ricorda?
“Sicuramente la corsa per tutto il campo con i compagni che mi urlavano di fermarmi, e Vieira che non riusciva a prendermi. Stavolta è uno scontro che conta per la Champions, ma come tutte le gare che restano: sono tutte finali. Questo per ciò che concerne il campo, invece da dirigente dico che non andare in Champions non cambia la missione di Suning: un progetto non può dipendere da un risultato”.

Com’è Zanetti in società?
“Mi sono sempre messo a disposizione: la vicepresidenza è stata una sorpresa. Io volevo solo continuare a rendermi utile. Dopo 3 anni posso dire che questa una nuova fase della mia vita. Continuo a imparare. Un passo alla volta, mi sento sempre più coinvolto nelle decisioni importanti e apprezzato, ma anche se fosse solo un ruolo di rappresentanza sarebbe un onore. Prima ero giudicato per quello che facevo in campo sotto gli occhi di tutti. Ora ciò che faccio non si vede. E a me piace lavorare in silenzio”.

In quali ambiti interviene?
“Supporto l’area sportiva, parlo molto con Pioli e i ragazzi. Ma firmo anche contratti di marketing. Suning mi vuole operativo a trecentosessanta gradi. Ho smesso di giocare e mi sono messo a studiare: non avrei mai voluto fare la figura dell’impreparato a una riunione. Adesso esco da un riunione ed entro in un’altra. Mia moglie scherzando mi dice: ‘Ti vedevo di più quando giocavi'”.

Steven Zhang si è trasferito a Milano…
“L’approccio di Suning è quello di coinvolgere tutti, per essere una grande famiglia. Steven mi vuole sempre vicino perché rispettano tantissimo la storia dell’Inter. Parliamo tanto. Il fatto che siano qui è molto positivo perché da vicino si capisce meglio che succede in un calcio complicato come il nostro. Era solo una questione di tempo”.

Per i tifosi Suning fa rima con soldi, cosa ne pensa?
“Io metterei i soldi in secondo piano, il progetto conta molto di più. Però non nego che avere un gruppo così che ti supporta è un beneficio. Nella mia filosofia una squadra si deve avvicinare il più possibile a una famiglia che rispecchi i valori della società. Poi viene tutto il resto. Abbiamo i piedi a Milano e la testa al mondo. Suning ha grandi ambizioni. Nell’ultimo rapporto Deloitte rispetto al fatturato del Manchester United c’è troppa differenza. Ci stiamo espandendo, dobbiamo aumentare ricavi. Abbiamo due classifiche: la squadra deve inseguire la Champions League, noi la top 10 dei club europei”.

La Juve può essere un punto di riferimento?
“No. Abbiamo due storie completamente diverse. Le nostre idee e il nostro dna sono diversi. Comunque la Juventus al di là delle vittorie sta facendo bene da diversi anni a partire dallo stadio di proprietà”.

Juve vuol dire Derby d’Italia: sempre polemiche.
“L’ultimo rispetto al ’98 è stata una caramella…”.

Icardi ha preso due giornate di squalifica. La storia di Mauro è simile alla sua?
“È una partita sempre carica di tensione, che ha tradito Mauro. Lui si è accorto subito di aver sbagliato, ha chiesto scusa agli arbitri davanti a me. Icardi è un ragazzo educato, ci tengo che si sappia: io e Mauro abbiamo due personalità diverse, ma anche lui ci tiene tantissimo al club: per l’età e ruolo sta facendo grandi cose. Merita la nazionale. Intanto con la voglia accumulata in queste due giornate di stop dico che sarà lui a decidere la gara con la Roma”.

O magari Gagliardini.
“Incarna i valori dell’Inter, educato, professionale. Non è solo il presente, è un punto fermo anche per il futuro”.

Si va verso un’Inter più italiana?
“Dipende. Se ci sono 11 stranieri che pensano solo al bene dell’Inter, è uguale. Comunque una delle nostre priorità è avere un occhio di riguardo per i giovani italiani. A me piacciono molto Berardi, Bernardeschi e Belotti, ma se investi sui giovani bisogna saperli aspettare.

Come Gabigol?
“Siamo stati bravi all’inizio, perché l’Inter per lui non doveva essere un punto di arrivo, ma di partenza”.

Cosa pensa del caso Bonucci-Allegri?
“Succede, la cosa importante è che finisca lì. Un incidente di percorso non può distogliere dall’obiettivo”.

E con i tecnici che ha avuto com’è andata?
“Con qualcuno ho discusso, ma ho messo da parte l’interesse personale per il bene della squadra”.

Anche con Mazzarri?
“Non mi ha fatto giocare il derby, l’ultima partita mi ha mandato in panchina ma non ho mai detto nulla. Ci può stare di non essere d’accordo, ma il rispetto non è mai mancato. E alla fine l’ho ringraziato perché per me dopo l’infortunio tutto quello che è venuto è sempre stato un di più”.

Da dirigente ora ha Pioli. Cosa ne pensa?
“Arrivato nel momento di grande difficoltà, siamo stati bravi a fare squadra. Mi ha colpito per l’umiltà e la cultura del lavoro. La sua scelta è stata un atto decisivo, il primo della nuova gestione”.

E a lei l’ha mai sfiorata l’idea di fare l’allenatore?
“Mai. Troppo stress”.

Preferisce presidente?
La risposta è una grande risata: “Sono contento così. Facchetti? È sempre un punto di riferimento”.

In Argentina il calcio è nel caos, se la chiamassero?
“Già fatto. Ma il mio presente e futuro è l’Inter. Darò se posso una mano, visto il mio nuovo incarico alla Fifa. Spero che ex calciatori possano sempre più contribuire: in Italia ci sono Zanetti, Nedved… e basta. Spero che Gigi (Buffon) e Francesco (Totti) restino nel movimento anche dopo. È sbagliata l’idea che gli ex campioni siano ingombranti: l’esperienza sul campo conta. A proposito di Totti, sul ritiro dico che bisogna essere intelligenti, scegliere il momento giusto. Meglio farlo quando si sta bene e non aspettare che gli altri te lo facciano capire da come ti guardano senza dirti niente. Bisogna evitare di sentirsi sopportati. Io ho deciso in un momento in cui stava iniziando un altro ciclo e la società stava cambiando”.

Arrivano i cinesi del Milan. Che ne pensa?
“Ben vengano se servono alla crescita del calcio italiano”.

E domani Donnarumma fa 18 anni. Lui è il nuovo Buffon. Il nuovo Zanetti, invece?
“Ne approfitto per fargli gli auguri. Con lui e gli altri giovani l’Italia ha un grande futuro. Il nuovo Zanetti è mio figlio. Ha quattro anni e già corre, corre, corre…”.

Juve, Allegri perdona Bonucci: “Testa all’Empoli, dobbiamo vincere”

Allegri perdona il difensore e prepara la sfida di campionato

Il tecnico dei bianconeri Massimiliano Allegri prepara la sfida di campionato contro l’Empoli, una gara da non sottovalutare e da vincere per fare un altro passo decisivo verso il sesto scudetto consecutivo. Il mister toscano ‘perdona’ Bonucci, di nuovo a disposizione.

Di seguito la conferenza stampa come riportata da mediaset:

Ci sarà turnover contro l’Empoli?
Abbiamo fatto defaticante a Oporto con ventidue gradi, ci siamo rilassati. Oggi valuterò l’allenamento, ma sicuramente ci saranno dei cambiamenti

Chi riposerà? Bonucci giocherà?
Leonardo è di nuovo a disposizione, poi valuterò anche pensando alla Coppa Italia. Higuain valuto oggi, Khedira è probabile che riposi

Il caso Bonucci è stato chiuso?
Il caso è stato chiuso subito quando insieme alla società e al presidente abbiamo concordato una linea che segua la disciplina che contraddistingue la Juventus. Leo è importante e ha chiesto scusa, sono cose che capitano

Lei ha minacciato di lasciare la Juve se il giocatore non fosse stato punito?
L’importante è che ci siano regole, sono cose che sono sempre successe. In ogni caso hanno giocato Barzagli e Chiellini, non due a caso. Ora però pensiamo alla partita con l’Empoli perché dobbiamo prendere tre punti. Loro sono organizzati e noi abbiamo speso molte energie

Pjanic come interditore è un lavoro mirato vista la crescita?
Ha qualità importanti e in quel ruolo lì riesce a fare meglio le due fasi. Piano piano giocherà da solo davanti alla difesa, ha grandi intuizioni e ruba parecchi palloni. La squadra sta crescendo sul piano della maturità e dell’equilibrio, ma dobbiamo migliorare la verticalizzazione

Ha sognato i cambi di Oporto?
No, ma ero sicuro che Pjaca era pronto. Aveva dato segnali importanti con un atteggiamento diverso dal solito. Dani Alves invece è un campione, con un atteggiamento da bambino

La Juventus è in forte crescita per la Champions?
I nostri obiettivi sono di essere in corsa per tutto a marzo, e per ora ci siamo. Ciò non vuol dire che in Champions siamo passati, basti vedere cos’è successo alla Fiorentina. Il campionato è ancora lungo e con tutti gli scontri diretti, e contro l’Empoli non dobbiamo sbagliare l’approccio. Abbiamo grandi margini di miglioramento

Domani gioca Neto. Pjaca valuterò, mentre Marchisio è ideale che giochi una volta a settimana e domani sarà titolare

Qual è il ruolo giusto di Pjaca?
L’esterno, ma sta migliorando sul punto di vista tecnico, tattico e soprattutto mentale. E’ un giocatore molto tecnico, coi tempi di gioco giusti e sarà importante per il finale di stagione

Un pensiero sull’esonero di Ranieri?
Claudio rimarrà nella storia per quello che ha fatto col Leicester. Noi allenatori siamo legati ai risultati, ma lui ne esce vincitore. Quello che ha fatto rimane

Il fatto che la Roma giocherà a Milano, sarà un motivo per approcciare bene l’Empoli?
Noi dobbiamo pensare a vincere, non a guadagnare adesso i punti sulle altre. Sarebbe una vittoria in meno per vincere lo scudetto

Nella corsa scudetto dove vede le maggiori insidie?
Ci sono dappertutto, ma dipende da noi. Se facciamo buone partite dal punto di vista della concentrazione dipenderà da noi. Dovremo avere sempre l’atteggiamento giusto. Non sono gli scontri diretti, ma come ci arriviamo. Dovremo arrivarci nelle migliori condizioni possibili

Pensa di poter scrivere pagine importanti in Inghilterra anche lei?
Per il futuro c’è tempo, ora pensiamo solo alla Juventus. Ho un contratto qui e sono felice qui. Quello che ha fatto Ranieri penso sia irripetibile

Confermerà il 4-2-3-1?
Giocheremo sicuro con la difesa a quattro, poi valuterò

Leicester, Mancini al posto di Ranieri?

Ranieri esonerato, tutti increduli

Un vecchio ‘nemico’ tende la mano a Ranieri nel giorno dell’esonero, è proprio Josè Mourinho a scrivere una dedica al suo collega: “Campione d’Inghilterra e allenatore dell’anno FIFA, licenziato. Questo è il nuovo calcio, Claudio. Continua a sorridere amico, nessuno può cancellare la storia che hai scritto”.

Si scalda Mancini

Intanto si fa il nome del possibile successore, in pole position ci sarebbe Roberto Mancini, un altro ex Inter, sarà il mancio il nuovo allenatore delle foxes?

Suicidio Fiorentina, la viola si fa rimontare da 2 – 0 a 2 – 4 e addio Europa

Pazza Fiorentina, addio Europa League

Borja Valero e Kalinic illudono la Fiorentina, 2 a 0 in avvio di gara e discorso qualificazione che sembra ormai scontato. La viola invece si svuota e permette la clamorosa rimonta al Borussia M. Da 2 a 0 al 2 a 4 che fa dire addio all’Europa League alla formazione di Paulo Sousa. Un clamoroso capitombolo che brucia, difficile da digerire.

IL TABELLINO

FIORENTINA-BORUSSIA MOENCHENGLADBACH 2-4
Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu; Sanchez, Rodriguez, Astori; Chiesa, Vecino, Badelj (19′ st Babacar), Maxi Olivera; Borja Valero; Bernardeschi (19′ st Ilicic), Kalinic. A disp.: Sportiello, De Maio, Tomovic, Tello, Cristoforo. All.: Sousa
Borussia Moenchengladbach (4-4-2): Sommer; Jantschke, Christensen, Vestergaard, Wendt; Herrmann, Kramer, Dahoud (34′ st Strobl), Hofmann (28′ st Johnson); Hazard (27′ Drmic), Stindl. A disp.: Sippel, Kolodziejczak, Raffael, Hahn. All.: Hecking
Arbitro: Artur Dias (Portogallo)
Marcatori: 15′ Kalinic (F), 28′ Borja Valero (F), 44′ rig. Stindl (B), 2′ st Stindl (B), 10′ st Stindl (B), 15′ st Christensen (B)
Ammoniti: Vecino (F), Maxi Olivera (F), Kramer (B), Stindl (B)

Roma agli ottavi, il Villareal passa all’Olimpico ma viene eliminato (0-1)

Rudiger

Giallorossi avanti in Europa League

La Roma esce sconfitta dall’Olimpico 1 a 0 ma accede agli ottavi di finale di Europa League. I giallorossi entrano in campo forse deconcentrati e il Villareal ci crede, Borré porta in vantaggio gli ospiti. Spagnoli più volte pericosoli ma Alisson si dimostra insuperabile. Un 1 a 0 che serve a poco al Villareal, la Roma si qualifica agli ottavi. Nel finale di gara espulso Rudiger per doppio giallo.

IL TABELLINO

ROMA-VILLARREAL 0-1
Roma (3-4-1-2): Alisson; Manolas (1′ st Rudiger), Vermaelen, Jesus; Peres (37′ st Fazio), De Rossi (30′ st Nainggolan), Paredes, Mario Rui; Perotti, El Shaarawy;  Totti
A disp.: Szczesny, Emerson, Strootman, Salah, Dzeko. All.: Spalletti
Villarreal (4-4-2): Fernandez; Rukavina, Alvaro, Bonera, Angel; Cheryshev (28′ st Bakambu), Hernandez, Bruno (36′ st Dos Santos), Soriano; Borré, Soldado (20′ st Adrian)
A disp.: Barbosa, Ruiz, Costa, Castillejo. All.: Escriba
Arbitro: Zwayer (Ger)
Marcatori: 16′ Borré (V)
Ammoniti: Hernandez (V)
Espulsi: 36′ st Rudiger (R) – per doppia ammonizione