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Abodi si candida alla Presidenza della Federcalcio

Abodi ha ufficializzato la sua candidatura alla Presidenza della Federcalcio

 

 

Il presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi, si è candidato ufficialmente per la presidenza della Federcalcio. Abodi ha annunciato la sua candidatura e dovrà vedersela con il presidente attuale, cioè Carlo Tavecchio.

Tensione in casa Milan, attrito Berlusconi-Montella

Berlusconi

SI VOCIFERA DI TELEFONATE PRIVATE CHE IL PRESIDENTE ROSSONERO AVREBBE FATTO ALL’ALLENATORE

Secondo quanto riportato stamane dalla Gazzetta dello Sport, in casa Milan si respira un’aria piuttosto tesa. Il motivo? Da quanto si apprende pare che il rapporto tra il presidente Silvio Berlusconi e l’attuale allenatore Vincenzo Montella non sia mai decollato.

LE TELEFONATE Si parla di telefonate private intercorse tra il presidente e l’allenatore, iniziate già dal mese di dicembre, nelle quali Berlusconi ha espresso il suo disappunto riguardo alcune scelte fatte da Montella. In questa situazione, la cosa che desta più curiosità è che pare esserci stata una telefonata persino dopo la vittoria di Doha. Il presidente Berlusconi non è soddisfatto delle scelte tattiche dell’allenatore, infatti, già nel mese di novembre aveva espresso la sua voglia di voler vedere un Milan con due punte e una mezz’ala. Montella, dal canto suo, avrebbe preferito ricevere complimenti piuttosto che critiche, dato che il Milan visto finora è di gran lunga migliore di quello degli anni precedenti. Tra i due, per ora, non c’è stato un confronto faccia a faccia, ma si è trattato esclusivamente di colloqui telefonici. A quanto pare però, Montella non si lascia destabilizzare dalle critiche del suo presidente, dal momento che sta continuando a portare avanti il suo credo, schierando la formazione che più lo convince.

 

Sei Nazioni- Il punto dopo il 2° Turno

Sei Nazioni Rugby Franco Smith

L’INGHILTERRA FA DAVVERO PAURA. VINCE AL “MILLENNIUM” FACENDO LEVA SU AVANZAMENTO E PELO SULLO STOMACO. LA FRANCIA CONFERMA I PROGRESSI VISTI ALL’ESORDIO MENTRE PER L’ITALIA E’ CRISI NERA.

 

 

Cosa ci lascia in eredità la seconda tornata di partite del Sei Nazioni 2017? Innanzitutto, l’Inghilterra di Jones sbanca Cardiff al termine di una partita semplicemente stupenda, sia per intensità che per livello tecnico mostrato. Il Galles, fino a 4 giri di lancette dal termine, conduceva la partita facendo leva su una gran difesa ma soprattutto sull’ottima regia del mediano di mischia Rhys Webb, vero cervello dei Dragoni. Dan Biggar, ottimo in avanzamento, spesso ha creato superiorità, favorendo lo sviluppo del gioco corto di una squadra che non ha mai perso la maniglia del match. Dove l’hanno vinta allora gli inglesi la partita del “Millennium”? Semplice, non rinunciando a fare pressione, mantenendo una certa abrasività e soprattutto facendo valere le ottime capacità di calcio di Farrell, che ha lavorato ai fianchi un Galles troppo falloso nella ripresa. La meta di Daly, ben servito proprio da Farrell, ha sancito il clamoroso ma meritato sorpasso. Magari non porterà a casa il Grand Slam come la stagione scorsa, dato il livello medio degli avversari di quest’anno , ma se si vuole vincere il Sei Nazioni bisogna per forza fare i conti con la selezione della rosa, forse l’unica che, in relazione agli avversari affrontati, ha mantenuto la medesima intensità di gioco, in entrambe le partite, fino all’ottantesimo. Dovesse poi ritrovare il Joseph dell’anno passato, semplicemente illegale, allora tanti saluti alla concorrenza.

Fra due settimane, a far visita ai bianchi, ci sarà la bistrattata Italia di Conor O’Shea. Se contro il Galles abbiamo almeno offerto un buon gioco per un tempo intero, contro l’Irlanda di Schmidt siamo crollati, incappando per giunta nel nostro peggior score casalingo della nostra breve storia in questo torneo. Non sono state tanto le 9 mete subite, che già basterebbero a spiegare il tracollo, ma è l’atteggiamento mentale espresso a lasciare sconcertati. Nella ripresa, oltre che fisicamente, abbiamo dato l’idea di non avere la giusta “garra” per lottare, facendoci infilare a difesa schierata come una mediocre squadra di terza serie. Si parla di una Nazionale figlia di un movimento ancora monco, con un campionato immediocrito e due franchigie, nel Pro 12, poco competitive. Non si hanno tutti i torti nel trovare dei collegamenti in tal senso, e un esempio lo abbiamo nel Sei Nazioni del 2013, il migliore di sempre per i nostri colori, con un Benetton capace di vincere il 90% delle partite in casa e di conseguenza un Italia in grado di schiantare proprio l’Irlanda. Occorre lavorare alla base, questo è indubbio, per rendere le nostre due compagini nella lega celtica ben più presentabili, e soprattutto per formare giocatori in grado di essere pronti anche all’estero. Per questo ci vuole un torneo di Eccellenza di maggior spessore, e un ruolo importante lo possono avere le nostre Accademie e i nostri vivai.

Se c’è un Irlanda che ride, piange invece la Scozia che, pur giocando un’ottima gara, si fa battere dall’emergente Francia di Guy Novès. L’immagine simbolo della partita di Saint Dénis è l’errore sesquipedale di Finn Russell nel convertire la meta di Swinson. Nel capovolgimento di fronte, Lopez piazza la punizione che tiene a galla i “Bleus” quando l’inerzia sembrava favorevole a Hogg e compagni. Nella ripresa, i piazzati dell’apertura francese e il lavoro degli avanti (Picamoles mostruoso in avanzamento), hanno impedito alla Scozia di muovere la palla con la stessa disinvoltura della prima frazione. Da segnalare l’ottima prova di Pryce, mediano di mischia del Glasgow, entrato al posto dell’infortunato Laidlaw in avvio di gara. Gran velocità nel distribuire il pallone, sempre presente a sostegno dei compagni ma soprattutto gran personalità. La Francia, vincendo, conferma quanto di buono ha mostrato contro l’Inghilterra nella prima giornata. Gioco alla mano semplicemente sontuoso, con un ottimo Serin in regia, e soprattutto capacità di allargare il gioco sfruttando le accelerazioni di Nakaitaci, a tratti devastante. Se bisogna fare un appunto, talvolta la squadra si specchia troppo in sè stessa e pecca di sufficienza al momento di gestire la partita dal punto di vista emozionale.

Cassano, un consiglio ad Insigne: “Non alzare gli occhi al Bernabeu”

Si avvicina il giorno di Real Madrid Napoli e Cassano ha voluto dare un consiglio al suo amico Insigne

Il Napoli mercoledì sera sarà di scena al Santiago Bernabeu, partita di enorme importanza per squadra e tifosi, un’esperienza da vivere tutta d’un fiato. Lo stadio del Real mette i brividi, e Cassano intervenuto sulle colonne del Mattino, ha voluto dare un consiglio all’amico Insigne, ecco le sue parole: “Non alzare gli occhi in alto, perchè quello stadio non finisce mai”, e se lo dice uno in cui ci ha già giocato c’è da crederci.

L’esperienza di Cassano al Real Madrid non è stata delle migliori, per Fantantonio in 19 presenze solo due reti all’attivo, ma la consapevolezza forse di aver buttato al vento a causa del suo carattere un’opportunità unica.

 

 

I TOP e i FLOP della 24ma Giornata

NELLA DOMENICA DI COMMIATO PER RICCARDO CUCCHI DAI MICROFONI DI “TUTTO IL CALCIO…”, LA JUVE DEL “PIPITA” PIEGA IL CAGLIARI E CONSOLIDA IL SUO PRIMATO. L’ATALANTA NON MOLLA LA PRESA IN ZONA UEFA, MENTRE LE LACRIME DI ODDO SONO IL SIMBOLO DELLA RESA.

 

IL TOP

GONZALO HIGUAIN – Dopo le celebrazioni doverosissime per un gigante del passato come Giggirriva (alla cagliaritana of course…), un altro mostro dell’area di rigore mette il suo personale timbro in questa domenica di campionato. E sono 11 perle nelle ultime 9 uscite per il fuoriclasse argentino, che sta preparando l’artiglieria pesante per fare danni anche oltralpe. ILLEGALE.

ATALANTA – Vincere a Palermo di questi tempi non è di certo un’impresa. Ma la banda di Gasperini non molla la presa, nonostante la partenza di Gagliardini e le continue voci di mercato che vedono protagonisti i suoi tanti gioielli. Con un Gomez del genere, ben sorretto da un impianto di gioco sempre di alta qualità, l’Europa è ampiamente alla portata. CONFERMA.

RICCARDO CUCCHI – La curva dell’Inter gli ha reso omaggio con due striscioni che riconciliano col calcio e col mondo variegato della tifoseria, quella sana, quella che porta colore e spettacolo. Lui, in trent’anni di radiocronache, ha saputo raccontare l’Italia del calcio con stile e sobrietà, unite a una grande competenza. Nel calcio spezzatino figlio della bulimia televisiva, collegarsi alla radio spesso è diventato quasi terapico. Grazie soprattutto a voci come la sua. ROMANTICO.

IL FLOP

PESCARA – Le lacrime di Oddo, figlio della città del Delfino, sono l’epilogo di una stagione a dir poco balorda. La squadra crolla in meno di un’ora, rivitalizzando un Torino in piena crisi. Poi, come da copione, il tentativo di rimonta, quando è ormai troppo tardi. E’ il film simbolo di un’intera stagione, dove il Pescara, pur giocando a tratti anche un bel calcio, non è mai riuscito a vincere sul campo. IMPRESENTABILE.

MICHAEL FABBRI – Il fischietto di Ravenna, con la collaborazione nefasta del giudice di porta, regala un rigore inesistente alla Samp e di fatto pone fine alle speranze del Bologna di fare risultato pieno a Marassi. Da quell’errore clamoroso i blucerchiati traggono ulteriore slancio per l’arrembante finale di partita che gli permetterà addirittura di vincerla. DISASTROSO.

SASSUOLO – D’accordo, Eusebio Di Francesco quest’anno ha avuto spesso e malvolentieri gli uomini contati. Il gioco, nonostante tutto, era sempre all’altezza delle legittime speranze di un club che punta decisamente in alto. Proprio in queste settimane, paradossalmente, recuperando alcuni elementi fondamentali, la squadra sembra avere perso smalto e rabbia. La salvezza non è a rischio, però dai neroverdi ci si aspetta un finale di campionato migliore. APPAGATO