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Milan-Closing: siamo alla stretta finale

kessie

OGGI ALLE 13,30 VERRA’ CONVOCATO IN UNA SEDUTA STRAORDINARIA IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PER DIRAMARE UFFICIALMENTE LE DATE CHE PORTEREBBERO AL FATIDICO PASSAGGIO DI PROPRIETA’.

Casa Milan, ore 13,30. Siamo alla stretta finale. Il gruppo Fininvest ha deciso di convocare in seduta straordinaria il Consiglio di Amministrazione, i cui soci finalmente dirameranno le tempistiche definitive, che sanciranno il passaggio di proprietà ormai imminente del club rossonero.

I tempi sono stati più lunghi del previsto, con tutte le speculazioni del caso. L’incertezza che è regnata intorno all’ambiente milanista, dopo il rinvio dello scorso Dicembre, di certo non può non aver condizionato tutto il comparto societario, soprattutto a livello operativo. Il mercato rossonero, che poteva registrare manovre più corpose in caso di passaggio di proprietà prima di Natale, ha portato in dote un talento purissimo come Deulofeu e poco altro. I risultati sul campo, dopo il trionfo in Supercoppa, sono stati ampiamente al di sotto delle aspettative, con Montella che ha dovuto barcamenarsi fra mille problematiche, legate soprattutto agli infortuni che stanno falcidiando la sua già non nutritissima rosa.

L’1 o il 3 Marzo prossimi, salvo clamorosi sviluppi dell’ultim’ora, saranno giorni che resteranno scolpiti nella storia del Milan, perchè sanciranno la fine di una vera propria dinastìa, quella con a capo Silvio Berlusconi, che in trent’anni ha rilevato un club sull’orlo del baratro per portarlo in cima al mondo del calcio. Senza contare il suo ruolo seminale che ha ricoperto a livello manageriale, tracciando nuove direttive figlie della sua esperienza imprenditoriale. Il calcio- business come lo conosciamo oggi ha mosso i primi passi indubbiamente grazie a lui, con tutti i pro e i contro del caso ovviamente.

Il Gruppo Sino Europe, il 1 Marzo (con proroga massima fissata per le successive 48 ore…), verserà i restanti 320 milioni che gli permetteranno di salire al timone del club rossonero, dopo i 200 milioni versati fra lo scorso Agosto e Dicembre, divisi in tre tranche, per un totale di 520 milioni.

In più, la nuova proprietà, per il prossimo mercato, ha già deciso di stanziare la non trascurabile cifra di 130 milioni di Euro (che verrà incrementata magari con la cessione di qualche elemento in sovrannumero), per rendere il Milan subito competitivo ai massimi livelli. Fassone e Mirabelli stanno già scaldando i motori.

Coppa Libertadores:Orgullo Tucumano

L’ATLETICO TUCUMAN SCRIVE LA PRIMA PAGINA SIGNIFICATIVA DEL ROMANZO DELLA LIBERTADORES 2017. UNA PAGINA DESTINATA A PASSARE AGLI ANNALI COME UNA SORTA DI RIBELLIONE CONTRO LE CONVENZIONI DEL CALCIO MODERNO

San Miguel de Tucumàn da sempre ha incarnato una parola che in Argentina suona con una musicalità particolare, differente: “revolucciòn”. Il 9 Luglio del 1816, in quella che era chiamata Casa de Tucumàn (e poi ribattezzata Casa de la independencia), venne finalmente tagliato il cordone ombelicale che legava le “Provincias Unidas del Rio de La Plata” con la Spagna colonizzatrice. L’Argentina, come la conosciamo adesso, pronunciò i primi vagiti in questa terra, che noi italiani ricordiamo per essere stata l’ultimo scenario, il punto d’arrivo del deamicisiano “Dagli Appennini alle Ande”.

L’Atletico Tucuman, club non certo annoverato fra le big del Paese del “Diez”, quest’anno è chiamato a rappresentare l’Argentina contro i grandi potentati del Sudamerica, in quella meravigliosa “mescla futbolistica” che prende il nome di Copa Libertadores.

L’avversario del turno preliminare è una compagine equadoriana, l’El Nacional di Quito. All’andata, al “Josè Fierro” di San Miguel, finì 2-2, risultato sfavorevole per la piccola ma agguerrita formazione di Juan Manuel Azconzàbal. A Quito serve l’impresa, e in altura, sui 2850 metri che ne fanno la più alta capitale mondiale dopo La Paz, giocare per chi non è abituato a certe condizioni è pari al correre con un aratro legato dietro la schiena.

In più l’El Nacional è un club di prestigio, abituato a vivere tensioni agonistiche di un certo spessore; vanta oltretutto una peculiarità, essendo un club dell’esercito, ovvero che nel suo organico vanta esclusivamente forze indigene. Una sorta di Athletic Bilbao in salsa andina. Il pronostico pende quindi tutto a favore dell’ “Equipo Militar”.

Il calcio sudamericano va analizzato spesso facendo leva sullo scarso raziocinio, così europeo, per abbracciare la totale improvvisazione. E difatti, giusto per non correre rischi, in Ecuador cosa ti combinano? Arrivati a Guayaquil, l’Atletico viene forzatamente trattenuto in aereoporto per motivi, diciamo così, burocratici ancora da scoprire. Ne prendono un altro, più piccolo, lasciando a terra tifosi, parte della dirigenza e…. le divise!!!

Se ne accorgono quando sbarcano a Quito, già in ritardo di un quarto d’ora. Mentre l’ambasciatore argentino fa capire di non attaccarsi a certi cavilli (secondo il regolamento il ritardo massimo tollerabile sarebbe stato di 45 minuti), l’El Nacional cavallerescamente si prepara ad affrontare l’avversario a qualunque orario si presenti allo stadio, senza far alcun ricorso. Forse perchè troppo sicuri di vincere…

Ma senza divise, come ci si può presentare in campo? Guardacaso, proprio a Quito si sta disputando il Sudamericano Under 20, e i “pibes” decidono di prestare la loro divisa, scarpini compresi, ai tucumàni. Che diventa la propaggine dell’Argentina al quadrato, con le magliette “blanquiceleste” e stampati i nomi dei giocatori della juniores. Un calcio negli stinchi per i burocrati del gioco, sconfitti dalla passione che non può sempre soccombere dinanzi alla burocrazia e al potere delle carte bollate.

La partita si gioca con un’ora e mezzo di ritardo e finisce incredibilmente 1-0 per l’Atletico, col gol del “Bati” (in onore di Batistuta) Zampedri, il numero 9 di Azconzabal. E’ un’impresa titanica, soprattutto per le circostanze avverse che hanno preceduto il match. Circostanze diciamo non del tutto fortuite, in un continente dove davvero il fùtbol va di pari passo col respiro di ogni suo abitante.

Benvenuti, questa è la Copa Libertadores…

Juventus, sette punti di vantaggio. Campionato chiuso?

Calciomercato Juventus

Il 2-0 di Crotone permette alla squadra di Allegri di aumentare le lunghezze sulla seconda, sette punti di vantaggio sulla Roma

 

Missione compiuta anche a Crotone, vittoria per 2-0 firmata Mandzukic Higuain e lunghezze di vantaggio sulla seconda portate a sette.

Ancora una volta la porta bianconera resta inviolata, la debacle di Firenze è solo un lontano ricordo, da allora la marcia continua spedita, avversari annichiliti anche grazie al nuovo modulo che potemmo dire più offensivo, ma così non è considerata l’ermeticita’ della difesa.

 

Le avversarie nei prossimi turni hanno un calendario più difficoltoso rispetto a quello che incontreranno Buffon e compagni, la Roma dovrà vedersela con Crotone, Torino, Inter e Napoli, i partenopei incontreranno Genoa, Chievo, Atalanta e Roma, mentre la Juve andrà a  Cagliari, poi Palermo, Empoli ed Udine. Ma oltre al campionato incombono le Coppe Europee, la Juve dovrà vedersela con il Porto, il Napoli con il Real Madrid, la Roma si giocherà la qualificazione contro il Villareal, insomma questo mese sarà decisivo per tutti.

 

 

Il Milan in 9 vince a Bologna, la decide Pasalic all’89’

Vincenzo Montella

I rossoneri superano il Bologna in 9 uomini

Un Milan pazzo supera il Bologna grazie ad un gol di Pasalic all’89’. Rossoneri in inferiorità numerica già al minuto 37′ per il rosso rimediato da Paletta, squadra di Montella che resta in 9 al minuto 14 del secondo tempo per l’espulsione rimediata da Kucka. Gara in salita e Bologna che spinge alla ricerca del vantaggio ma che sbatte su Donnarumma. A tempo ormai scaduto con lo 0 a 0 che forse sta stretto al Bologna ecco la zampata vincente di Pasalic che regala il colpaccio esterno al Milan e tre punti che valgono doppio.

BOLOGNA-MILAN 0-1
Bologna (4-3-3): Da Costa; Krafth, Gastaldello (18′ st Petkovic), Maietta, M’Baye (32′ st  Torosidis); Dzemaili, Pulgar (35′ st Viviani), Nagy; Verdi, Destro, Krejci. A disp.: Ravaglia, Sarr, Oikonomou, Helander, Taider, Donsah, Rizzo, Di Francesco, Sadiq. All: Donadoni
Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate, Paletta, Romagnoli (31′ Zapata), Vangioni; Kucka, Locatelli (1′ st Gomez), Pasalic; Suso, Bacca (17′ st Poli), Deulofeu. A disp.: Storari, Plizzari, Bertolacci, Mati Fernandez, Honda, Ocampos, Lapadula, Cutrone. All: Montella
Arbitro: Doveri
Marcatori: 44′ st Pasalic (M)
Ammoniti: Paletta (M), M’Baye (B), Abate (M), Gastaldello (B), Verdi (B), Kucka (M), Vangioni (M), Nagy (B)
Espulsi: Paletta (M) al 37′ e Kucka (M) al 14′ st per doppia ammonizione

Inter, Pioli fa i conti con gli assenti

Inter, quante assenze. Chi al posto di Icardi?

Dopo le squalifiche di Icardi e Perisic e l’infortunio di Brozovic Pioli cerca valide alternative in panchina: al posto del centrocampista giocherà Kondogbia affiancato da Gagliardini mentre Joao Mario sarà il trequartista.

Icardi potrebbe essere sostituito da Palacio, con Gabigol che scalpita per una maglia da titolare, e Eder giocherà a sinistra. Intato arrivano brutte notizie per Gnoukouri: il giocatore dovrà stare fermo 3 mesi per problemi al cuore (a gennaio è passato all’Udinese in prestito con diritto di riscatto).