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Serie A, nasce Torino Channel (in esclusiva su Sky Sport HD)

Grande Torino

Torino Channel: le novità

Torino Channel

Dopo l’arrivo su Sky Sport di Juve Tv e Roma Tv, a partire da oggi su Sky Sport sarà possibile vedere anche Torino Channel (canale 234), il nuovo canale telematico del club granata. Tanti i contenuti proposti dalla nuova emittente: interviste ai protagonisti, collegamenti da bordo campo durante le partite, news in anteprima con quattro notiziari quotidiani, dirette durante la settimana dal centro di allenamento e dai ritiri della squadra, programmi di approfondimento e format original.

Su Torino Channel, inoltre, andranno in onda le partite di campionato, in differita di 90 minuti e gli highlights, in differita di 40 minuti; saranno inoltre trasmesse in esclusiva le conferenze stampa pre partita dell’allenatore Sinisa Mihajlovic. Un’occasione unica per i tifosi granata per vivere a tempo pieno la passione per la propria squadra del cuore. Fino al 30 giugno, il canale sarà visibile a tutti i clienti Sky con decoder HD, senza costi aggiuntivi. A partire dal 1° luglio, Torino Channel diventerà, invece, un canale opzionale e per continuare la visione bisognerà aggiungerlo, a pagamento, al proprio abbonamento Sky. L’obiettivo è quello di raggiungere almeno 10 mila sottoscrizioni nel primo anno di vita.

Serie A: Juventus-Inter arbitra Rizzoli

A Rizzoli è stato affidato il big match Juventus-Inter

Ecco di seguito l’elenco completo:

Atalanta-Cagliari, Gavillucci di Latina (Meli-Di Iorio/De Pinto/Mariani-Rapuano); Bologna-Napoli (sabato), Massa di Imperia (Preti-Paganessi/Longo/Damato-Pinzani); Chievo-Udinese, Aureliano di Bologna (Pegorin-Del Giovane/Passeri/Pairetto-Serra); Empoli-Torino, Di Bello di Brindisi (Tasso-Liberti/Dobosz/Calvarese-Chiffi); Genoa-Sassuolo, Russo di Nola (Di Liberatore-Citro/De Meo/Valeri-Pasqua); Juventus-Inter, Rizzoli di Bologna (Di Fiore-Manganelli/Barbirati/Orsato-Mazzoleni); Milan-Sampdoria, Guida di Torre Annunziata (Marzaloni-Valeriani/Di Vuolo/Celi-Saia), Palermo-Crotone, Rocchi di Firenze (Vuoto-Tegoni/Fiorito/Doveri-Marini); Pescara-Lazio, Giacomelli di Trieste (Vivenzi-Mondin/Tolfo/Maresca-Ghersini); Roma-Fiorentina (martedì), Irrati di Pistoia (Costanzo-Crispo/Tonolini/Tagliavento-Fabbri)

Inter, Gagliardini: “Possiamo battere la Juve”

Gagliardini

Gagliardini aggiunge: “Andiamo a Torino per fare risultato”.

E’ la settimana che ci porterà a Juventus-Inter, più che una partita per entrambe le tifoserie, match diventato assolutamente da vincere per i tifosi bianconeri dopo la vicenda Calciopoli.

La Repubblica oggi ha intervistato Gagliardini, il giocatore ha risposto ad una serie di domande con tema principale il Derby d’Italia. Ecco di seguito un estratto della sua intervista: “Abbiamo la convinzione di giocarcela ad armi pari, di poter fare risultato. Per loro far bene sarebbe un tassello importante, ma se vincessimo noi daremmo un messaggio al campionato dimostrando di poter stare tra le prime tre”.

Chi toglierebbe alla Juventus: “L’inizio è fondamentale, bisogna partire con la cattiveria giusta per far capire che possiamo dire la nostra. Dovremo essere corti e compatti, pronti a difenderci e ad attaccare. Alla Juve toglierei Bonucci, il difensore più completo a livello complessivo”.

Thanks for all, Frankie

 

Grazie di tutto, Lampard 

Ieri gli amanti del calcio estero e non solo hanno avuto un sussulto: Frank Lampard ha deciso di ritirarsi. Il centrocampista inglese, dopo ventitre anni di professionismo, ha annunciato il suo addio: il destino ha voluto che lo stesso giorno decidesse di fare lo stesso “passo” anche un altro grandissimo interprete di questo sport, Ronaldinho.

L’addio di Lampard fa il paio con quello di pochi mesi fa di un altro grande centrocampista inglese, Steven Gerrard, cui si aggiungerà a fine stagione quello di John Terry, anche se “solo” a livello di Chelsea.

Lampard è figlio d’arte, poiché il padre Frank è stato un calciatore con un passato con la maglia del West Ham, con cui militò per diciotto anni vincendo una Second division e due Coppe d’Inghilterra. Ovviamente il figlio non poteva che crescere nella “cantera” degli hammers, la “the Accademy”, ma il debuttò da “pro” avvenne nel 1995 con i gallesi dello Swansea, club allora militante in Football League One (la nostra Lega Pro). Nel gennaio 1996 tornò ad Upton Park con lo zio Harry Redknapp in panchina e Frank iniziò giocò con regolarità. Lampard “raccomandato”? Assolutamente no, visto che da quel momento in poi si imporrà come uno degli migliori centrocampisti inglesi e d’Europa degli anni Duemila.

Rimase in maglia hammers fino all’estate 2001, giocando 187 partite e segnando trentanove reti, vincendo la “Intertoto” nell’estate 1999. Passò al Chelsea per una cifra di 11 milioni di sterline e a volerlo fortemente fu l’allora coach dei blues, Claudio Ranieri, che gli affidò le chiavi della linea centrale del campo con Zola e Stanic. Grazie anche a lui, il Chelsea iniziò la sua scalata verso il tetto d’Europa. Prese la maglia 8, il numero che lo accompagnerà per tutta la carriera.

Con i blues, Lampard vincerà tre titoli nazionali, due Coppe di Lega, due Community Shield, quattro Coppe d’Inghilterra e, soprattutto, la Champions League nel 2012 e l’Europa League la stagione successiva, entrambe da capitano. Grazie a queste vittorie europee, la squadra di Abramovich, complice le vittorie nella Coppa delle Coppe (1971 e 1998) e nella Supercoppa europea (1998), è una delle quattro società che hanno vinto tutte le coppe europee (insieme a Juventus, Ajax e Bayern Monaco).

Non sono mancate però le delusioni: una su tutte, la sconfitta nella finale-derby di Champions League contro il Manchester United a Mosca il 21 maggio 2008. La delusione per Lampard fu doppia, in quanto il numero 8 segnò il gol del pareggio nei tempi regolamentari, segnò il rigore nella “lotteria” ma la vittoria andò ai Red devils.

Lampard divenne insostituibile con tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina blues, ma è stato con Mourinho e Ancelotti che Lampard divenne…il Lampard che tutti noi conosciamo ora e che di cui ci spiace il ritiro.

Nel dicembre 2005 si classificò al secondo posto nella classifica del Pallone d’oro. Ironia della sorte: il premio lo vinse Ronaldinho e al terzo posto si piazzò Gerrard, i due giocatori menzionati qualche riga sopra. Per la prima volta due inglesi erano saliti sul podio del prestigioso premio di France Football.

La love story con il Chelsea si interruppe al termine della stagione 2013/2014 dopo 648 presenze e duecentoundici reti, andando dieci volte consecutive in doppia cifra nella classifica marcatori. A oggi Frank Lampard è il quarto giocatore del Chelsea con più presenze ed il top scorer di sempre della squadra.

Nel luglio 2014 firmò un contratto biennale con i New York City Football Club, squadra-satellite del Manchester City. La MLS iniziava a marzo e per tenersi in allenamento Lampard fu “parcheggiato” per sei mesi proprio al Manchester City. Prestito semestrale che divenne poi annuale, visto che fino alla fine del torneo rimase agli ordini di coach Manuel Pellegrini. Il suo passaggio ai New Yoyk City ed il prestito al Manchester City furono molto controversi.

Lampard giocò le due partite di campionato contro il Chelsea il 21 settembre ed il 31 gennaio: nella partita di andata segnò il gol del momentaneo vantaggio citizen, mentre nel match di ritorno tornò a Stamford Bridge venne accolto con grandi onori ed uno striscione con scritto “Super Frankie Lampard”, a dimostrare che nonostante il cambio di maglia, dalle parti dello stadio del Chelsea era ancora amato.A fine stagione le reti per lui furono otto a fronte di trentotto presenze.

Nell’estate 2015 il centrocampista inglese passò definitivamente ai NYC di mister Jason Kreis, giocando accanto a Pirlo e a Villa. Il suo score fu importante: quindici reti in trentuno partite giocate in due stagioni.

Ma ieri, dopo due campionati non tanto esaltanti in termini di successi, e con i 39 anni in arrivo (il compirà il prossimo 20 giugno), Frank Lampard ha deciso di ritirarsi.

Ovviamente Lampard è stato un faro anche della Nazionale inglese: al termine del Mondiale brasiliano, il numero 8 ha deciso di dire addio dopo 106 presenze e ben ventisei reti, con il cruccio di non aver mai vinto nulla con la Nazionale dei tre leoni. Lampard prese parte ad un Europeo (Portogallo 2004) e a tre Mondiali consecutivi (2006, 2010, 2014). Ha fatto parte di quella “Generazione di fenomeni” di calciatori inglesi che non vinsero nulla ma che fecero stropicciare gli occhi ai tifosi per la loro tecnica e la loro classe.

Lascia il calcio uno dei migliori giocatori inglesi degli ultimi decenni, un giocatore completo capace di usare entrambi i piedi, dotato di una predisposizione al gioco di squadra ed una passione viscerale per il gioco del football.

Lampard ha dichiarato che vorrebbe fare l’allenatore e che seguirà tutti i corsi necessari per diventare coach. E per uno che era già “allenatore” in campo, si spera possa diventarlo anche nelle realtà. Gerrard da poche settimane allena i giovani del Liverpool, volete che anche Lampard non faccia lo stesso percorso, magari allenando i giovani del Chelsea?. Sarebbe il top.

Per il resto, sarà dura per chi ama il calcio vedere il numero 8 del Chelsea su un’altra schiena. Ma la vita, come il calcio, devono andare avanti.

Lampard annuncia il ritiro

Il centrocampista affida ai social con una lettera aperta la notizia del suo ritiro

 

 

Frank Lampard ha annunciato poco fa tramite social il proprio ritiro dal calcio professionistico.

Il trentottenne centrocampista inglese era svincolato dal 1 gennaio 2017, quando era scaduto il contratto che lo legava al club di MLS dei New York City.

L’annuncio tramite lettera aperta sui social, in cui Lampard ha voluto ringraziare tutte le persone che lo hanno accompagnato in questi fantastici 21 anni di carriera. Dai genitori, alla moglie e le figlie, ai coaches, i compagni di squadra. Menzione speciale per i club in cui ha giocato: il West Ham che lo ha fatto debuttare e con cui ha vinto un titolo nel 1999, il Manchester City e il New York City, che sarà dunque la sua ultima maglia nonostante le offerte arrivategli nell’ultimo periodo, sia dalla Premier sia dall’estero.

Le parole più importanti Lampard però le ha spese per il Chelsea, squadra in cui ha militato per 13 anni e con cui ha condiviso i successi più grandi.

Con la maglia del Chelsea Lampard ha vinto 13 trofei: 3 Campionati, una Champions (2011/2012), un’ Europa League (2012/2013), 2 Coppe di Lega, 2 Community Shield e 4 Coppe d’Inghilterra. E del club è anche il giocatore ad aver segnato più gol in assoluto, ben 211.

Unico rammarico forse non aver vinto nulla di importante con la Nazionale, con cui però ha totalizzato più di 100 presenze e 29 gol.

Un’altra leggenda dopo Steven Gerrard appende gli scarpini al chiodo.

Il futuro cosa riserverà a Frank Lampard? La carriera fuori dal campo nelle vesti di allenatore. Il centrocampista ha infatti chiuso l’annuncio del ritiro dicendosi grato alla FA per dargli l’opportunità di studiare per ottenere la qualifica di coach.