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RB Lipsia che sorpresa! Real e Nizza prime in Spagna e Francia

Il punto sul calcio estero
Il punto sul calcio estero

Ancelotti perde il primato a Dortmund. CR7 tripletta all’Atletico Madrid

Bundesliga

Il Lipsia fa sul serio, la squadra di Hasenhuttl colleziona la quinta vittoria in altrettante partite, in dieci match otto vittorie e due pari e Venerdì sera batte 3-2 in trasferta il Leverkusen. La neopromossa è la clamorosa sorpresa della Bundesliga, fino a sette anni fa la squadra non esisteva, ma adesso a quelle latitudini è la squadra più odiata, a Lipsia il sogno è realtà se pensiamo che il valore della rosa della squadra è di 82 milioni di euro, contro i 582 di quella di Ancelotti.

Proprio il Bayern perde 1-0 contro il Dortmund, autore della marcatura è Aubameyang ed ora la distanza dal Lipsia è di tre punti, mentre il Dortmund segue a 21. L’Hoffenheim, altra sorpresa di questo campionato pareggia 2-2 in casa contro l’Amburgo ultimo in classifica ed ora è a sei lunghezze dalla vetta.

Liga

 

CR7 annienta con una tripletta la squadra di Simeone, ed ora il Real Madrid guida la Liga con quattro punti sul Barcellona e sei sul Siviglia prossimo avversario della Juventus in Champions.

Ronaldo ormai si avvia a vincere il suo ennesimo pallone d’oro, è in una forma strepitosa e le tre reti di sabato ne sono la prova lampante , a Madrid i tifosi sognano il titolo che manca dalla stagione 2011-12.

Il Barcellona pareggia clamorosamente in casa contro il malaga, con protagonista assoluto il portiere Kameni, che para proprio tutto a Messi e compagni, ricordiamo che il malaga ha chiuso in nove la partita.

Il Siviglia vince 3-2 in casa del Deportivo LA Coruna e mantiene la terza piazza, mentre il Valencia di Prandelli non va oltre l’1-1 casalingo contro il Granada.

 

Ligue1

Nonostante l’assenza di Balotelli, visto in tribuna a San Siro, il Nizza vince ancora, 1-0 in casa del Saint Etienne con rete di Eysseric, e mantiene tre punti di vantaggio su PSG e Monaco.

I parigini battono agevolmente 2-0 il nantes, con reti di Di Maria e Jese allo scadere su rigore, mentre il Monaco vince in trasferta 3-0 contro il Lorient.

Continua la risalita del Lione, che è alla terza vittoria consecutiva, l’ultima vittoria ottenuta 1-0 contro il Lille, ed ora si trova a dieci punti dalla vetta.

 

 

Derby della Madonnina, il day after per Milan e Inter

Montella e il Milan con l’amaro in bocca. Inter, buona la prima di Pioli ma la strada resta in salita.

La notte di San Siro ci ha regalato una stracittadina in salsa milanese ricca di emozioni e spunti. I temi che meritano un’analisi approfondita sono diversi, ma quello che più conforta, al di là dello spettacolo offerto, è la prova che Milano non ci sta più a fare da spettatrice in questo campionato.
Il Milan di Vincenzo Montella ha sfiorato un successo che, per come si è svolta la gara, poteva apparire largo ma fino a un certo punto; il “normalizzatore” Stefano Pioli, dal canto suo, sa che avrà molto da lavorare, ma la squadra dimostra di seguirlo e caratterialmente non si è squagliata, anzi, ha dato prova di volere reagire a questo inizio di stagione tormentato, dimostrando che gli 8 punti di distacco fra le due non sia uno specchio fedele della differenza di valori.

Analizziamo ora i temi più importanti che sono emersi dal derby di ieri sera:

1. Montella non cerca più il gioco attraverso il possesso palla, andando in totale controtendenza; lo si è visto fin dal principio, quando ha capito che nella sua squadra non abbondano i palleggiatori ma gente che ha una visione più verticale del campo. Il contropiede che ha prodotto il primo vantaggio di Suso, nel miglior momento dell’Inter, ha dimostrato quanto i rossoneri sappiano soffrire in fase di non possesso, prerogativa di chi crede fortemente nel proprio allenatore e nelle proprie qualità. L’Inter nella prima frazione ha giocato un calcio migliore, il Milan è stato cinico e bravo nel compattarsi, isolando Icardi e costringendo Perisic e Candreva a una miriade di traversoni a vuoto, oppure ad accentrarsi per provare il tiro da fuori. Il grande pressing esercitato sui portatori di palla di Pioli, Kondogbia e Joao Mario su tutti, è sinonimo inoltre di ottima condizione fisica.

2. Pioli dal canto suo ha subito, fin dalle prime sedute di allenamento (con una rosa dimezzata peraltro…), fatto breccia sul carattere spesso molle che l’Inter ha mostrato nelle precedenti uscite. Un dato di fatto evidenziato anche dal capitano Maurito Icardi dopo la sconfitta di Southampton. Lavorare sulla fiducia come primo step si sta rivelando la scelta giusta, dato che i piedi buoni di gran parte dei giocatori dell’Inter tali sono rimasti. Occorreva una spinta caratteriale e lo si è visto già alla prima, delicatissima, uscita. I due gol di Suso sono arrivati nel momento migliore dei nerazzurri, avrebbero potuto risultare una mazzata; ma l’Inter è riuscita a non farsi condizionare dall’inerzia particolare del match e, seppur nel finale, è riuscita a strappare il pari.

3. A livello di gioco, sono scese in campo due squadre agli antipodi. Il Milan è stato maestro nel contropiede, ma esercitato con qualità. La transizione condotta da Bonaventura che ha portato al primo gol di Suso è da insegnare nelle scuole calcio. In più i rossoneri hanno goduto di grande vicinanza fra le linee, grazie al lavoro sporco di Bacca. Il colombiano sente che Lapadula costituisce una validissima alternativa e non è un rincalzo buono per far numero; Montella più volte ha lamentato la scarsa propensione dell’ex Siviglia a coprire in fase di non possesso, ma nel derby si è visto un giocatore più in linea con i dettami del suo tecnico. La squadra si è allungata e accorciata grazie ai suoi movimenti senza palla, gli manca solo il gol ma arriverà di certo.

4. L’Inter, invece, forse del possesso palla ne ha abusato fin troppo, rallentando a volte il gioco e consentendo al Milan di chiudere ogni linea di passaggio. In particolare Kondogbia ha palesato i soliti, cronici problemi. Poche le verticalizzazioni del francese, troppo lento nel cincischiare col pallone e permettendo ai centrocampisti rossoneri, Locatelli in primis, di braccarlo costantemente chiudendogli ogni spazio. Lo stesso Joao Mario, seppur con maggior qualità, ha tenuto troppo la palla, e questo non ha permesso a Icardi di trovare i tempi giusti per dettare il passaggio.
Quello che conforta è che l’Inter ha cercato il gol con altre soluzioni che non fossero esclusivamente quelle offerte dall’argentino, ma occorre una gestione del pallone più veloce, e un movimento senza palla più produttivo.

5. Ultimo aspetto, il mercato. A Gennaio Montella godrà di un rinforzo per ruolo e questo, se risulterà funzionale, darà una dimensione migliore ad un Milan sicuramente in evoluzione, ma che con la giovanre età di gran parte dei suoi giocatori, talvolta dimostra di peccare di eccessivo entusiasmo. Logico che l’esperienza la si costruisce sul campo di partita in partita, ma l’obiettivo Champions è ampiamente alla portata di un gruppo che vuole iniziare un ciclo di successi.
Per l’Inter, le prestazioni poco incoraggianti dei terzini (Ansaldi in primis…) obbligano la società a lavorare in tal senso; ai nerazzurri è mancata copertura ma anche spinta sulle fasce, costringendo spesso Perisic e Candreva ad accentrare il loro gioco, mancando le sovrapposizioni. In più, occorre trovare una punta da alternare a Icardi, apparso un pochino spento, dopo aver tirato la carretta da solo per tre mesi. Nel derby si è visto poco anche per questo motivo.

I top e flop della Serie A

Fiorentina-Inter

La Roma stecca contro una super Atalanta. Muriel e Quagliarella da applausi, male il Palermo di De Zerbi

IL TOP
1. ATALANTA – E sono cinque le vittorie consecutive per la banda del Gasp. Contro la Roma, nel big match del pomeriggio, ha saputo reagire allo svantaggio, umiliando i giallorossi con un secondo tempo sontuoso. In particolare, è risultato impressionante l’apporto di Kessie, un giocatore completo, devastante a livello fisico e favoloso anche in fase di costruzione. A Gennaio partirà per la Coppa d’Africa, lì vedremo di che pasta sarà fatta la Dea, quando mancherà il suo giocatore più importante del suo centrocampo. Scommettiamo che Gasperini ha già un’idea al riguardo? Spettacolare.

2. QUAGLIARELLA – Si unisce al club dei centenari dando il La ad una rimonta strepitosa. La Samp di Giampaolo è in salute, grazie allo stato di forma dei suoi attaccanti. Muriel sta finalmente recitando da primattore, dopo tante annate insipide; ma il suo compagno di reparto è la nota più lieta, grazie al gol dell’1-2 e dando vita al contropiede del pareggio un minuto dopo, sfruttando un’amnesia di Acerbi. Un giocatore ritrovato, per una Samp che ritorna a pensare in grande. Fondamentale

3. BERNARDESCHI – Riportato nel suo ruolo originario, nel derby con l’Empoli è semplicemente devastante. Inutile girarci intorno, la Fiorentina per poter coltivare sogni d’alta classifica, non può prescindere dal suo talento migliore. Per la Viola e la Nazionale, un importantissimo elemento su cui costruire l’immediato futuro. A patto di non snaturarne l’estro. Pirotecnico.
IL FLOP
1. ROMA – Ci risiamo. Al momento di dare finalmente un segnale importante al campionato, ecco che i giallorossi incappano nei soliti problemi. In vantaggio di un gol, peccano di presunzione e concentrazione, lasciando campo libero ad un’ Atalanta che nel primo tempo avevano saputo imbrigliare bene. Ha ragione Spalletti nel denunciare questa schizofrenica squadra. Ma occorre trovare la terapia giusta, e in fretta, perchè la Juve se ne sta andando. Recidiva

2. SASSUOLO – Dispiace mettere ancora i neroverdi fra i peggiori. Ma il calo di concentrazione, nel finale di una gara che sembrava già chiusa, è inconcepibile. I giocatori migliori stanno recuperando, e presto vedremo un’altra squadra, ma la gestione pessima di tante situazioni simili (come contro il Milan) significa che a livello psicofisico è un Sassuolo in fase calante. Ridimensionato

3. PALERMO – Se col Milan i rosanero avevano offerto una prova incoraggiante, contro il Bologna non brillantissimo di quest’ultimo periodo i ragazzi di De Zerbi sono incappati nei soliti, cronici, limiti. Nestorovski ha illuso in avvio di partita, poi, lentamente, il coma profondo. Gli scricchiolii stanno diventando più rumorosi, anche se Zamparini ha mantenuto un inusuale riserbo. Che suoni come ammissione di colpa? Comatoso.

Juvetus: Higuain, Dani Alves e Benatia non convocati

Juventus-Chievo

Allegri deve rinunciare ad Higuain, Dani Alves e Benatia.

Proprio non ci voleva, nella partita più importante di questo scorcio di stagione Allegri dovrà fare a meno di Higuain, di Dani Alves e di Benatia, a cui si aggiungono Dybala e Pjaca infortnati di lungo corso,

Ecco di seguito il comunicato ufficiale della Juventus:

“Sono 20 i convocati da Massimiliano Allegri per Siviglia-Juventus, quinta gara della fase a gironi di Champions League, in programma martedì sera all‘Estadio Ramon Sanchez-Pizjuan.

Per Gonzalo Higuaín forte trauma contusivo alla coscia sinistra, rimediato negli ultimi minuti della gara contro il Pescara: l’attaccante verrà monitorato quotidianamente per valutarne l’evoluzione. Medhi Benatia, invece, non ha ancora smaltito le conseguenze del trauma riportato al ginocchio destro.

Questo l’elenco diramato dal tecnico al termine dell’allenamento di rifinitura sostenuto questa mattina a Vinovo, prima della partenza per l’Andalusia”:

1 Buffon
3 Chiellini
5 Pjanic
6 Khedira
7 Cuadrado
8 Marchisio
11 Hernanes
12 Alex Sandro
17 Mandzukic
18 Lemina
19 Bonucci
22 Asamoah
23 Dani Alves
24 Rugani
25 Neto
27 Sturaro
32 Audero
33 Evra
34 Kean
37 Merio

Inzaghi: “Spero che Biglia rinnovi”

Stevan Jovetic

La Lazio vola, Milan e Roma sono distanti un solo punto.

 

Inzaghi può ritenersi soddisfatto, i 25 punti fino ad oggi sono un buon bottino per una squadra che all’inizio del campionato non aveva certamente il ruolo di favorita, la zona Champions dista un punto non male per un allenatore che alla lazio non avrebbe dovuto neanche esserci.

Di questo ha parlato Inzaghi, intervistato da radio anch’io Sport:

Se Bielsa non avesse rifiutato di venire alla Lazio, lei non sarebbe qui… 

“Penso che tutti abbiamo un percorso, si vede che era destino. Io sono convinto di averla meritata questa panchina, anche se non sembrava così. La Lazio mi ha richiamato e ci avrei pensato due volte se fosse stata un’altra squadra, ma la Lazio è casa mia da 17 anni”.

Ha mai parlato del caso Bielsa con Lotito?

“No no, sono cose serie. Non mi va di scherzare su questo argomento. Massima serenità qualsiasi cosa fosse successa, sarei andato a Salerno senza problemi ed avrei fatto il massimo. Ora le cose vanno bene ma dovremmo fare il massimo per continuare su questa strada”.

Immobile, Felipe Anderson e Keita insieme stanno andando alla grande…

“Sono ragazzi che ascoltano. Keita e Felipe li conoscevo, Immobile lo volevo fortemente e l’ho conosciuto quest’anno. È un ragazzo molto disponibile che si è fatto apprezzare da tutti. Hanno tanto talento e lo devono mettere a servizio della squadra in fase di non possesso, non possiamo permetterci di perderli in fase difensiva. L’hanno sempre fatto in queste prime partite”.

Biglia andrà via?

“Penso e spero di no. So che sta trattando con la società. Voglio che rinnovi perché in Europa giocatori come lui nel suo ruolo non ce ne sono. Sarebbe una perdita importante, è il nostro capitano”.