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Juventus, contro il Siviglia Allegri cambia tutto

La Juventus a Siviglia tenta il colpaccio

 

La domenica calcistica ha portato in dote alla squadra di Allegri buone notizie, la seconda dista sette punti, undici vittorie in tredici partite sono una buona dote per una squadra che ancora non ha dato tutto, anzi il motore a volte è sembrato andare al minimo dei giri, ma domani in Champions bisogna assolutamente accelerare per conquistare il primo posto nel girone.

Domani sera a Siviglia, vedremo in campo una squadra profondamente cambiata rispetto a sabato, l’unico reparto che non sarà toccato è l’attacco con la coppia Higuain-Mandzukic ancora titolare, causa indisponibilità di Dybala e Pjaca.

In difesa, probabile il rientro di Chiellini, anche se Evra non si è comportato male nel ruolo di centrale di sinistra, a centrocampo rientrerà Marchisio ed anche Pjanic riprenderà il suo posto anche se in campionato è stato egregiamente sostituito da Asamoah.

Buffon sarà nuovamente titolare tra i pali, l’unico ballottaggio riguarda quello tra Dani Alves e Cuadrado, con il colombiano che al momento sembra in vantaggio.

Oggi pomeriggio prevista la consueta conferenza stampa pre-partita, con Allegri che proverà a schiarirci le idee sulla formazione che scenderà in campo domani sera.

 

 

Milan raggiunto dall’Inter in zona Cesarini, finisce 2 a 2

Pari in extremis nel derby della Madonnina

Il Milan chiama, l’Inter risponde, la storia del derby della Madonnina. Rossoneri in vantaggio nella prima frazione con un gran gol di Suso, lo spagnolo disegna una parabola da applausi e batte Handanovic. Inizia male l’avventura di Pioli in nerazzurro. Nella ripresa l’Inter ci prova e cerca il pari, è Antonio Candreva a trovare il gran gol, tiro all’incrocio dei pali e pareggio. Festa che dura poco, ancora Suso protagonista, lo spagnolo sfrutta un’altra amnesia difensiva nerazzurra e trova il raddoppio, Milan sul 2 a 1. Inter che si tuffa in avanti, Pioli manda dentro anche Jovetic ma i rossoneri difendono al meglio il vantaggio. A tempo ormai scaduto arriva il clamoroso pareggio firmato Ivan Perisic. Il croato sfrutta al meglio l’occasione d’oro e batte Donnarumma, è il 2 a 2 che chiude la gara. Milan con l’amaro in bocca ma pareggio giusto per quanto visto nei 93′ di gioco.

MILAN-INTER 2-2
Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate, Paletta, Gustavo Gomez, De Sciglio; Kucka, Locatelli, Bonaventura (43′ st Pasalic); Suso, Bacca (26′ st Mati Fernandez), Niang (34′ st Lapadula).
A disp.: Gabriel, Plizzari, Ely, Zapata, Antonelli, Honda, Poli, Sosa, Luiz Adriano. All.: Montella
Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Medel (37′ Murillo), Ansaldi (20′ st Nagatomo); Brozovic (30′ st Jovetic), Kondogbia; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi.
A disp.: Carrizo, Ranocchia, Santon, Felipe Melo, Gnoukouri, Banega, Biabiany, Eder, Gabigol. All.: Pioli
Arbitro: Tagliavento
Marcatori: 43′ e 13′ st Suso (M), 8′ st Candreva (I), 47′ st Perisic (I)
Ammoniti: 
Kondogbia, Ansaldi, Jovetic, Perisic (I); Kucka, De Sciglio (M)

Valentino Rossi story… The Doctor

IL GENIO DELLE DUE RUOTE: VALENTINO ROSSI STORY

DAI GO KART AL MOTOMONDIALE

Valentino Rossi, classe 1979, ama le moto sin da bambino. Il padre, Graziano Rossi, pilota motociclistico, ha tramandato la sua grande passione al primogenito. Valentino inizia la sua avventura con i go kart, ma poco dopo passa alle due ruote. Ha solo 9 anni quando prende la prima licenza da pilota e inizia a correre con le minimoto nel Moto Club di Cattolica. Per il pilotino di Tavullia è già tempo di grandi cambiamenti: a 13 anni sale su un’Aprilia e l’anno dopo prende parte al campionato Sport Production guidando una Cagiva Mito 125. Nel 1995 è il vincitore del campionato italiano 125, già pronto per grandi traguardi. L’anno della svolta è il 1996: Valentino Rossi fa il suo esordio nel motomondiale.

PALMARЀS

A soli 17 anni, in sella ad un’Aprilia a due tempi, entra nella categoria 125. Il 1996 è anche l’anno della sua prima pole e della prima vittoria, arrivata a Brno nel Gp della Repubblica Ceca. Ma è l’anno dopo, il 1997, a regalargli il sogno più grande: il primo titolo mondiale. Rossi, con 321 punti e 11 vittorie, è il campione del mondo. Che il ragazzino avesse la stoffa del fuoriclasse era già chiaro all’epoca, infatti, dopo solo due anni in 125, Valentino è pronto ad affrontare la categoria successiva. Inizia la stagione 1998 in 250. L’inizio non è dei migliori: Rossi colleziona una serie di cadute, ma riesce ugualmente a portare a casa 9 vittorie e il secondo posto nel campionato, vinto dall’altro pilota italiano Loris Capirossi. Dopo un primo anno caratterizzato da alti e bassi,dopo aver preso confidenza con la moto vince il motomondiale anche in 250. Il ragazzino appena maggiorenne vanta già due titoli mondiali. Dimostra di avere le carte in regola per diventare “il” campione: gli viene data sin da subito la possibilità di dimostrarlo a tutti. Nel 2000 c’è il passaggio alla tanto ambita 500. Valentino Rossi abbandona la sua Aprilia e approda alla Honda. Il primo anno nella classe regina gli regala il secondo posto nella classifica mondiale. Anche qui, come nelle due categorie precedenti, non fa fatica ad ambientarsi e portare così a casa un nuovo mondiale. A 22 anni ha già in cassaforte tre mondiali. Nel 2002, con il cambio di categoria, si passa dalla 500 alla MotoGp, ma Valentino Rossi non è per nulla intimorito, tanto da conquistare il suo quarto mondiale. L’anno successivo raggiunge uno dei tanti record: non vince il campionato, ma conclude la stagione essendo riuscito a conquistare il podio ad ogni gara. Ma è il 2004 l’anno dei cambiamenti: dopo tre mondiali vinti con la Honda, Valentino decide di passare all’altra scuderia giapponese, la Yamaha. Questa scelta si preannuncia una vera e propria scommessa per il pesarese: molte erano infatti le critiche circa la reale competitività della moto. Contrariamente alle aspettative, è proprio in sella alla Yamaha che Rossi raggiunge la piena maturità. Da questo momento in poi, la sua carriera procede brillantemente, riuscendo a vincere altri due titoli mondiali, nel 2004 e nel 2005. È tempo di record! Valentino è il primo pilota a vincere 5 titoli consecutivi. Gli anni successivi (2006-2007) sono avari di risultati, complice anche il primo infortunio in carriera. Nel 2008 Rossi torna ad essere competitivo e porta a casa l’ottavo mondiale. Un nuovo record arriva nel 2009: la 100esima vittoria tra 500 e MotoGp, battendo così il record di un altro campione, Giacomo Agostini. Sempre nel 2009 riesce ad avere la meglio sul suo nuovo compagno di squadra Jorge Lorenzo, vittoria che gli consegna il 9 titolo. Il 2010 è l’anno peggiore: arriva il primo grave infortunio nella carriera del pesarese, proprio su una pista a lui così cara come il Mugello. Durante le prove, a causa di una brutta caduta, Valentino riporta la frattura scomposta di tibia e perone ed è costretto a dire addio al sogno del decimo mondiale. Nel 2011 Rossi aggiunge un tassello alla sua carriera. Dopo 6 anni in Yamaha, Valentino ufficializza il suo passaggio in Ducati. Questo sodalizio sembrava promettere grandi risultati, ma così non è stato. Nel biennio in Ducati, Rossi è riuscito a collezionare soltanto tre podi. Un vero e proprio fallimento sia per il pilota che per i tifosi, da sempre abituati a gioire per i grandi risultati del Dottore. Questi due anni difficili hanno arrecato anche non pochi danni d’immagine al nove volte campione del mondo, senza però riuscire a demotivare un Valentino che, nel 2013, torna di nuovo in sella alla Yamaha, più carico che mai, ritrovando il suo compagno di squadra Lorenzo, campione in carica. Dal 2014 al 2016. un Rossi rinvigorito colleziona ben tre secondi posti nella classifica mondiale.

COSA RISERVERÀ AL DOTTORE IL FUTURO?

Nel corso della sua carriera Rossi ha lottato contro molti nemici: da Biaggi, Gibernau, Hayden fino ai più recenti Lorenzo e Marquez. È strano pensare che quando Rossi guadagnava i suoi primi mondiali, Lorenzo e Marquez erano nati da appena qualche anno e invece oggi sono i suoi più agguerriti avversari. Ma il Dottore, nonostante i suoi 37 anni, continua ad avere la grinta di un ragazzino e combatte da guerriero qual è per dare filo da torcere alle giovani promesse. E quando qualcuno prova a chiedergli se è giunto il momento di fermare la sua moto ai box, lui risponde che ha ancora la forza ma soprattutto la voglia di correre. Il sogno resta quello di vincere il decimo titolo mondiale. Ha un contratto che lo lega alla Yamaha fino al 2018 e certo lo vedremo correre per ancora due anni. E anche quando deciderà che sarà arrivata l’ora di fermarsi, per la gioia di alcuni e la stizza di altri, il Dottore non lascerà il mondo delle moto. Come è già noto a tutti, dal 2014, ha fondato una propria scuderia, la VR46 Riders Academy, che milita ad oggi in moto3 e moto2 ed è formata da ragazzi pieni di talento. Per il momento, non ci resta che goderci appieno questi ultimi anni e chissà quali soprese potrà ancora riservarci il Dottore.

Convegno – Lo sport contro la violenza sulle donne, il 21 Novembre a Roma

Le società sportive coinvolte per le celebrazioni della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Prende il via alle ore 10.30 di domani mattina, presso la Sala Mechelli del Consiglio Regionale del Lazio in via della Pisana, il Convegno sul tema “Lo Sport contro la violenza sulle Donne. Per vincere insieme”, organizzato dal segretario del GS Flames Gold, Carmelo Mandalari.

L’evento è stato promosso in collaborazione con l’UNAR-ANG (Presidenza del consiglio dei ministri), Consiglio regionale Lazio, ASI (Ente di promozione sportiva), le Associazioni: Donne per la sicurezza snlus, Hands off woman, Valore persona, Centri territoriali volontari, Blue berets international voluntary corps, le squadre A.S. Roma femminile e SS. Lazio femminile.
Si mira a una campagna di sensibilizzazione che coinvolge le Società sportive per contribuire a vincere insieme la sfida di un cambiamento culturale, facendo leva sulla straordinaria capacità dello sport di veicolare messaggi.

A conclusione della campagna contro la violenza sulle donne è previsto la produzione di un calendario e uno spot televisivo con la partecipazione di tutte le Istituzioni, Enti e Associazioni aderenti. Gli interventi di domani mattina saranno moderati dal giornalista Alberto GUARNIER. Sono attese le relazioni di Anna Silvia Angelini, presidente A.I.D.E. Lazio, di Luana Campa, avvocato criminologa, di Laura Bortolo, presidente dell’ Associazione Italiana Psicologia dello Sport, di Fabio Caiazzo, dirigente nazionale ASI, di Virginia Ciaravolo, presidente Associazione mai più violenza Infinita, di Caterina Grillone, avvocato criminologa, di Stefania Munari, presidente dell’APS Casa Lazzara, di Lia Strapoli, presidente associazione ConDivisa e di Silvia Strada, Agenzia nazionale per i giovani.

E prevista anche la presenza Roberta Cappelluti psicologa sportiva di CalcioDonne.it e di Irene Tagliente protagonista mondiale di kiteboarding nella veste di Madrine dell’evento.
Sono in programma anche gli intervenuti di Daniele Leodori presidente del Consiglio regionale del Lazio, di Lucia Valente Assessore alle pari opportunità della Regione Lazio, di Orazio Santagati presidente Premio Piersanti Mattarella e di Claudio Castagna consigliere regionale Lazio della Federazione Italiana Canottaggio.

E stata annunciata anche la presenza anche del prefetto Francesco Tagliente, noto per aver dedicato una vita allo sport e in particolare per il suo impegno per contrastare la violenza contro le donne.

La Roma cade sotto i colpi dell’Atalanta, la Juve ringrazia

Giallorossi sconfitti a Bergamo dai nerazzurri di Gasperini

Atalanta show, la Roma si arrende e la Juve ringrazia. A breve l’articolo

ATALANTA-ROMA 2-1
Atalanta (4-4-1-1): Berisha; Toloi, Caldara, Masiello (5′ st D’Alessandro), Zukanovic; Spinazzola, Gagliardini, Kessié, Kurtic (13′ st Freuler); Gomez; Petagna. A disp.: Sportiello, Bassi, Stendardo, Migliaccio, Grassi, Raimondi, Carmona, Pesic, Paloschi, Pinilla. All. Gasperini
Roma (4-2-3-1): Szczesny; B. Peres, Manolas, Fazio, Rudiger;  De Rossi, Strootman; Salah (13′ st El Shaarawy), Nainggolan, Perotti (28′ st Paredes); Dzeko.  A disp.: Allison, Crisanto, Seck, Juan Jesus, Emerson, Gerson, Iturbe. All.: Spalletti
Arbitro: Rocchi
Marcatori: 40′ Perotti rig (R), 17′ st Caldara (A), 45′ Kessié rig (A)
Ammoniti: Toloi (A), Strootman (R)