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Inter, Marcelino: “Sono felice, come sempre”

Marcelino a Milano, al tecnico ex Villareal la panchina dell’Inter?

Intercettato da RaiSport, l’ex tecnico del Villareal Marcelino glissa sul possibile futuro in nerazzurro e sulla possibile presenza a San Siro in occasione di Inter – Crotone. Il possibile futuro allenatore interista si mostra sorridente e dichiara: “Felice? Lo sono, come sempre“.

IL VIDEO:

Pareggio tra Napoli e Lazio, Keita risponde ad Hamsik

Marek Hamsik

Napoli fermato sul pari dalla Lazio

Il Napoli ospita la Lazio al San Paolo, Sarri rinuncia inizialmente a Gabbiadini, in attacco spazio a Mertens come falso nueve. Gara giocata a viso aperto, risultato che si sblocca nella ripresa. E’ il Napoli a passare in vantaggio con Hamsik bravo di sinistro ad infilare Marchetti. Passano solo due minuti e la Lazio ritrova il pari con Keita, il giovane attaccante biancoceleste di destro batte Reina per l’1 a 1. Il Napoli ci prova ma il risultato non cambia. Al San Paolo finisce in parità, la Juve ringrazia.

NAPOLI-LAZIO 1-1
Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Diawara, Hamsik (42′ st Allan); Callejon (36′ st El Kaddouri), Mertens, Insigne (22′ st Gabbiadini).
A disp.: Sepe, Rafael, Maksimovic, Strinic, Tonelli, Maggio, Rog, Jorginho, Giaccherini. All.: Sarri
Lazio (3-5-2): Marchetti; Basta, Wallace, Radu; F. Anderson, Parolo, Biglia, Milinkovic-Savic, Lulic (33′ st Patric); Immobile (42′ st Lombardi), Keita (38′ st Djordjevic).
A disp.: Strakosha, Vargic, Bastos, Hoedt, Vinicius, Cataldi, Kishna, Murgia, Leitner. All.: Inzaghi
Arbitro: Damato
Marcatori: 7′ st Hamsik (N), 9′ st Keita (L)
Ammoniti: 
Parolo, Radu (L)

Marcelino verso l’Inter, ma c’è chi spinge per il made in Italy

Ausilio
Ausilio ph KeyPress

Marcelino o Zola, chi la spunterà?

Come riporta Premium Sport, Marcelino sembra tornare in pole position per prendere il posto di De Boer sulla panchina dell’Inter. Al rientro in hotel Marcelino era accompagnato dai suoi tre collaboratori più stretti e dal suo agente-avvocato Eugenio Botas.

Si è parlato anche di contratto con la dirigenza interista? Fonti vicine a sportpaper.it parlano di una dirigenza divisa, con gli ‘italiani’ e Kia che vorrebbero puntare su Zola al contrario dei vertisi Suning intenzionati a virare su Marcelino. Quale sarà la decisione definitiva? Idee confuse in casa Inter… non ci resta che attendere la fumata bianca.

E’ un Torino formato europeo, 5 gol al Cagliari per sognare

Torino-Sampdoria

Il Torino di Mihajlovic vince e convince

Belotti trascina il Torino e Mihajlovic può sognare. Il popolo granata gongola, contro il Cagliari un importante 5 a 1 che fa sognare il toro. Una doppietta di Belotti, le reti di Ljajic, Benassi e Baselli permettono alla formazione piemontese di liquidare il Cagliari e quotarsi per un ruolo da protagonisti in serie a. Giusto sognare l’Europa?

TORINO-CAGLIARI 5-1
Torino (4-3-3): Hart; Zappacosta, Rossettini, Castan, Barreca; Benassi, Valdifiori, Baselli (17′ st Obi); Falque, Belotti (31′ st Maxi Lopez), Ljajic (25′ st Martinez). A disp.: Padelli, Bovo, Acquah, Vives, Moretti, Lukic, De Silvestri, Boyè, Ajeti. All.: Mihajlovic
Cagliari (4-3-1-2): Storari; Isla, Bruno Alves, Ceppitelli, Pisacane; Munari, Tachtsidis, Dessena; Sau (15′ st Padoin); Melchiorri (28′ st Giannetti), Borriello (11′ st Farias). A disp.: Rafael, Colombo, Di Gennaro, Barella, Capuano, Bittante, Salamon. All.: Rastelli
Arbitro: Mariani
Marcatori: 2′ e 14′ st rig. Belotti (T), 10′ Ljajic (T), 38′ Benassi (T), 41′ Melchiorri (C), 6′ st Baselli (T)
Ammoniti: Baselli (T), Farias (C), Ceppitelli (C)
Espulsi: Al 13′ st Dessena (C) per proteste

Quanto ci manchi Pirata…

LA STAGIONE CICLISTICA 2016 STA LENTAMENTE SPEGNENDOSI, NEL SEGNO DI PETER SAGAN. MA A QUESTO CICLISMO, FRA TANTI CAMPIONI, MANCA QUELLO CHE FA INFUOCARE I CUORI

Il Mondiale in Qatar ha incoronato il personaggio più pittoresco e affascinante del ciclismo mondiale. Peter Sagan, fuoriclasse slovacco di immenso talento, in ogni uscita sa sempre regalare spettacolo, diverte, quasi come una rockstar. Era dai tempi di Mario Cipollini che lo sport delle due ruote non godeva di un personaggio così istrionico, capace persino di giocare al rosso e nero della roulette una chance olimpica, ritornando alle origini, e deliziando il pubblico di Rio nella prova in mountain bike, quando tutti lo aspettavano su strada a battagliare con i vari Nibali, Van Avermaet e via dicendo. Una vittoria a cinque cerchi avrebbe rappresentato per lui un trittico incredibile, assieme al Mondiale e all’Europeo portati in saccoccia questa stagione. Ma da Sagan ti aspetti di tutto, e questo costituisce un bene per uno sport ricco di campioni “low profile”.

Nelle ultime settimane il Giro edizione numero 100 e il Tour de France hanno svelato le trame dei loro romanzi, e non possiamo non pensare a quello scricciolo di Cesenatico che calamitava l’attenzione mediatica su rapporti e pedivelle intrise di sudore e sangue, come ai tempi di Coppi e Bartali. In questo caso però, l’Italia era compatta per spingere sulle erte salite di Italia e Francia “quell’elefante magrolino che scriveva poesie”, come cantava splendidamente Gaetano Curreri.

Marco Pantani, indubbiamente, pur vincendo “soltanto” un Giro e un Tour, è stato negli ultimi trent’anni il campione più carismatico del nostro sport, assieme ad Alberto Tomba. Uno, romagnolo, con quell’aria di poeta maledetto delle due ruote che vinceva con un’aura di malinconia, l’altro, emiliano, che ha trascinato folle incredibili per seguirlo nel barnum del circo bianco, anche chi veniva da posti dove la neve la vedevano giusto in cartolina.

Nella sofferenza Pantani ha incarnato l’eroe maledetto, anche per le sue vicende post-Madonna di Campiglio, quando morì il Pantani ciclista, 5 anni prima del Pantani uomo in quella stanza dei misteri a Rimini.

Se ne sono dette di ogni risma sulla sua vicenda; gli hanno dato del dopato, quando non è mai stato squalificato per doping, è stato lasciato solo nel momento più difficile della sua tragica vicenda umana, da chi si è nutrito della sua fama come una sanguisuga. Non era facile da aiutare, l’orgoglio, la presunzione di immunità che ha alimentato il suo ego fattosi smisurato, beh, questo gli si è ritorto contro come un boomerang. Nel ciclismo delle provette, rappresentato da quel Lance Armstrong cannibale in giallo e poi sprofondato nel guano da lui creato, lui ha sempre proclamato la sua innocenza. E’ stata avallata la tesi del complotto, perchè ciò che è successo a Madonna di Campiglio nella sua dinamica è sembrato fin da subito poco chiaro. Ma di un Pantani totalmente esente da certe pratiche è difficile crederci, soprattutto in un mondo dove l’omertà regna(va) sovrana e la farmacologia fa sempre passi da gigante per occultare i soliti indegni magheggi. Con questo, a partità di condizioni, lui vinceva ed emozionava, gli altri, sicuramente più sistematici nell’affrancarsi all’immondezzaio farmacologico, potevano solo stare a guardare. E questo basta per redimerlo. E per consegnarlo al mito. Il più umano in un mondo di automi.