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Il Milan ha un nuovo direttore sportivo

Calciomercato Milan

Mirabelli lascia l’Inter e passa ai rossoneri, sarà il nuovo ds

Massimiliano Mirabelli lascia l’Inter e si accasa al Milan, il dirigente ormai ex nerazzurro sarà il nuovo direttore sportivo del club rossonero. Mirabelli è molto stimato dall’ad Fassone, l’uomo giusto per regalare un futuro da protagonista al diavolo.

Esperto di calciomercato giovanile

Esperto soprattutto di settore giovanile, il nuovo direttore sportivo avrà il compito di rinnovare la squadra e scovare nuovi talenti low cost, oltre che operare sul mercato nel modo migliore per cambiare il presente e futuro dei rossoneri. Il futuro è oggi, buon lavoro al nuovo DS Mirabelli. Si attende l’ufficialità.

Balotelli, che sia la volta buona?

Nizza è l’ultima tappa di un percorso vorticoso, riuscirà SuperMario a scacciare i suoi demoni?

Spesso, vedendo giocare Mario Balotelli, si ha avuto l’impressione di un ragazzo coivolto controvoglia in un gioco all’inizio seducente e allettante, che poi, con le sue regole contorne e scritte in appendici microscopiche, gli si è ritorto contro.

Un ragazzo quasi annoiato da proprio talento, difficilmente in grado di regalare una qualsiasi emozione positiva, anche nei momenti più fulgidi di una carriera finora ricca di punti di domanda. Come se il vestire i panni della superstar fosse diventato un onere più grande di lui, un abito di certo non confezionato su misura, che inibisce ogni naturalezza nel movimento e alla lunga soffoca chi lo indossa.

Rabbia, soltanto quella. Ma di quella negativa, che logora all’interno e crea nemici all’esterno, spesso immaginari.

Dalla memorabile doppietta contro la Germania, negli ultimi quattro anni SuperMario ha centellinato impegno e dedizione al lavoro, lottando con quell’iconografia che lo vuole più icona pop che calciatore, più personaggio da riviste patinate che idolo delle curve. E passando di stagione in stagione, fra una Milano rossonera che lui ha ripagato soltanto in parte e un Anfield che non può vederlo neanche in fotografia, abbiamo assistito ad uno spreco enorme. E non ci riferiamo soltanto al Balotelli calciatore.

IN COSTA AZZURRA PER TORNARE A SORRIDERE

Nizza rappresenta a questo punto per lui un approdo decisivo, per porre fine agli incubi e zittire i suoi demoni. E soprattutto per smascherare il calciatore vero travestito spesso da bluff, come certi suoi colleghi lo hanno apostrofato in più tornate. E dati alla mano era difficile dargli torto.
Senza necessariamente scomodare quei sentimenti d’invidia e livore che comunque regnano sovrani in un mondo contorto come quello pallonaro, e che nonostante tutto Balo ha spesso usato come pretesto e scusante per mascherare le sue debolezze e le sue mancanze.

Vedendolo segnare nel derby, fralaltro sentitissimo, contro il disastrato Marsiglia di questi ultimi tempi, abbiamo assistito ad una rivoluzione dell’oleografia che spesso ha rappresentato SuperMario agli occhi del mondo. Una rivoluzione marchiata da un sorriso distensore che non può non aver fatto gioire, e sorprendere al tempo stesso, chi negli ultimi anni è rimasto scottato dal suo clamoroso declino.
Un rigore realizzato con giustezza e una sgrullatina di testa per scendere dalla giostra, piantare i piedi per terra e ricominciare a sognare. E soprattutto a divertirsi, cosa che anche in passato, nei suoi momenti miglior,i raramente ha dimostrato di fare.

Nizza si è innamorata di lui all’istante, e non poteva essere altrimenti. La Ligue 1, campionato spesso violentato dalla dittatura stucchevole e glamour del PSG, diventa una realtà decisamente più interessante e capace di regalare storie nuove e, si spera, un epilogo sorprendente.

Immaginare un Balotelli in grado di sconquassare le granitiche gerarchie degli ultimi quattro anni è un pensiero che rasserena, perchè l’icona plastificata di questo calcio 2.0 sveste i panni vestiti finora, per indossare quelli di un Don Chisciotte in salsa nizzarda pronto ad abbattere i mulini a vento e a regalare un po’ di romanticismo in uno sport dove si parla troppo di finanza e meno di uomini.

Silvio Berlusconi, storia di un vincente rossonero

Berlusconi

28 trofei da presidente del Milan

Silvio Berlusconi compie oggi 80 anni, un vero e proprio rivoluzionario non solo del calcio. Imprenditore di successo, uomo con idee chiare e precise, stupire il suo obiettivo. Proprio ciò che è riuscito a fare da presidente del Milan. Una storia in rossonero ricca di successi, ben 28 i trofei conquistati da numero 1 del club.

Una storia in rossonero ricca di successi

Arrivato in rossonero rivoluzionò il club, la scelta ‘rischiosa’ di affidare la panchina ad un giovane Arrigo Sacchi, la scelta di puntare sul trio olandese Gullit, Rijkaard e Van Basten, e tanti tanti successi e trofei alzati al cielo.

I trofei del Milan di Berlusconi, il palmares:

2 Coppe intercontinentali (1989 e 1990)
1 Coppa del Mondo Fifa per Club (2007)
5 Coppe dei Campioni/Champions League (1989, 1990, 1994, 2003, 2007)
5 Supercoppe Europee (1989, 1990, 1995, 2003, 2007)

I trofei italiani sono invece 15
8 scudetti (1988, 1992, 1993, 1994, 1996, 1999, 2004, 2011)

1 Coppa Italia (2003)
6 Supercoppe di Lega (1989, 1992, 1993, 1994, 2004, 2011)

E’ un Napoli da sballo

Marek Hamsik

Poker al Benfica per i ragazzi di Sarri

Napoli in grande spolvero, una vittoria super quella degli azzurri di Sarri. La formazione campana rifila il poker ai portoghesi del Benfica e si conferma leader del girone ipotecando la qualificazione. Un 4 a 2 roboante firmato Hamsik, Milik e Mertens (autore di una doppietta).

Il Napoli vince e convince, in Italia e in Europa. L’anno giusto per alzare al cielo un trofeo?

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol (11′ Maksimovic), Koulibaly, Ghoulam: Allan, Hamsik, Jorginho; Callejon (25′ st Insigne), Milik, Mertens (37′ st Giaccherini).
A disp.: Sepe, Maggio, Zielinski, Gabbiadini. All. Sarri
Benfica (4-5-1): Julio Cesar; Semedo, Lisandro Lopez, Lindelof, Alex Grimaldo; Carrillo (22′ st Guedes), Andrè Almeida, Fejsa (37′ st Josè Gomes), Horta (11′ st Salvio), Pizzi; Mitroglu.
Adisp.: Ederson, Luisao, Cervi, Celis. All. Rui Vitoria
Arbitro: Brych (Germania)
Marcatori: 20′ Hamsik (N), 6′ st e 13′ st Mertens (N), 9′ st rig. Milik (N), 25′ st Guedes (B), 41′ st Salvio (B)
Ammoniti: 
Lisandro Lopez, Julio Cesar, Carrillo, Fejsa (B); Reina (N)

Wanda Nara contro il CT della Nazionale Argentina

Icardi

Icardi non convocato dall’Argentina, Wanda Nara non gradisce

Il CT Bauza esclude ancora Mauro Icardi dalla lista dei convocati dell’Argentina, una decisione non troppo a sorpresa in ogni caso non gradita in casa dell’attaccante interista. La moglie e procutrice dell’attaccante Wanda Nara non ci sta e si sfoga su twitter: Las injusticias son parte de esta vida … queste le parole della signora Icardi.

LA LISTA DEI CONVOCATI DI BAUZA

Portieri: Nahuel Guzmán (Tigres de México) Sergio Romero (Manchester United) Mariano Andújar (Estudiantes LP)
Difensori: Facundo Roncaglia (Celta de Vigo) Mateo Musacchio (Villarreal) Ramiro Funes Mori (Everton) Marcos Rojo (Manchester United) Martín Demichelis (Espanyol) Gabriel Mercado (Sevilla) Nicolás Otamendi (Manchester City) Pablo Zabaleta (Manchester City) Emmanuel Mas (San Lorenzo)
Centrocampisti: Matías Kranevitter (Sevilla) Javier Mascherano (Barcelona) Ever Banega (Inter) Erik Lamela (Tottenham) Nicolás Gaitán (Atlético Madrid) Ángel Di María (PSG) Guido Pizarro (Tigres)
Attaccanti:  Ángel Correa (Atlético Madrid) Lucas Pratto (Atlético Mineiro) Sergio Agüero (Manchester City) Paulo Dybala (Juventus) Gonzalo Higuaín (Juventus) Lucas Alario (River)