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Verso Milan vs Sampdoria

Cagl

Cresce l’attesa per il match in programma questa sera alle ore 20.45 tra Sampdoria e Milan allo stadio Marassi di Genova. Entrambe le squadre sono in cerca di riscatto a causa delle rispettive sconfitte contro Roma e Udinese. Sconfitte, tuttavia, dal sapore diverso: la Sampdoria ha vinto le prime due partite di campionato ed è attualmente a sei punti in classifica mostrando bel gioco e ampia qualità in attacco, con la squadra che ha ormai assimilato i dettami di Mister Giampaolo; il Milan, invece, viene da due sconfitte consecutive ( Napoli e Udinese ) ed è a tre punti in classifica grazie alla vittoria raggiunta contro il Torino alla prima giornata, 3 punti ottenuti all’ultimo minuto grazie al rigore parato da Donnarumma allo scadere dei tempi regolamentari. Ora andiamo ad analizzare le novità di formazione di entrambe le squadre.

Qui Sampdoria:

In casa Samp si respira molto ottimismo dopo le ultime prestazioni, nonostante la sconfitta rimediata all’Olimpico contro la Roma. Mister Giampaolo,per la partita contro i rossoneri dell’ex Montella, dovrà fare a meno di Alvarez, fuori dai giochi per due giornate di squalifica (una da scontare per l’espulsione contro i giallorossi di Spalletti, un’altra invece a causa delle frasi ingiuriose rivolte all’arbitro). Il tecnico blucerchiato, con Ricky Alvarez indisponibile, farà esordire dal primo minuto Praet, trequartista acquistato in estate dall’Anderlecht per una cifra vicino agli 8 milioni di euro. Fari puntati , oltre che sul giovane talento belga, anche sulla coppia d’attacco Quagliarella-Muriel che in queste prime giornate di campionato ha dimostrato di avere una sintonia e un’empatia calcistica mai vista finora.

Qui Milan:

Poche ma importanti novità di formazione in casa Milan. Mister Montella, dopo aver strigliato i suoi giocatori all’indomani della sconfitta contro l’Udinese, cambia le carte in tavola e inserisce Lapadula dal primo minuto con Bacca, quindi, destinato alla panchina; Niang, dopo aver scontato la giornata di squalifica rimediata al San Paolo contro il Napoli, riprende la sua postazione nel tridente d’attacco con Bonaventura che arretra a centrocampo nel ruolo di mezz’ala sinistra.
Nella giornata di ieri filtravano voci di possibili cambiamenti anche a centrocampo e sulla fascia destra con Montolivo e Abate possibili panchinari; tuttavia, per ora, Montella non vuole stravolgere totalmente la squadra e riconferma entrambi i giocatori.
In difesa la coppia centrale dovrebbe essere ancora formata da Paletta e Romagnoli, mentre l’unica novità difensiva concerne la fascia sinistra dove prenderà posto Calabria a causa degli infortuni occorsi ad Antonelli e De Sciglio.

Di seguito riportiamo le probabili formazioni di Sampdoria-Milan, match in programma questa sera alle ore 20.45 allo stadio Marassi di Genova:

SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano, Sala, Silvestre, Skriniar, Regini; Barreto, Cigarini, Linetty; Praet; Muriel, Quaglierella. Allenatore: Marco Giampaolo
MILAN (4-3-3): Donnarumma, Abate, Paletta, Romagnoli, Calabria; Sosa, Montolivo, Bonaventura; Niang, Lapadula, Suso. Allenatore: Vincenzo Montella

Lazio, il segreto è in… difesa

Lazio-Inter
In queste prime 3 giornate di campionato la Lazio ha segnato 5 goal ( 4 con l’Atalanta e 1 con il Chievo) e 2 reti sono state siglate da 2 difensori: De Vrij e Hoedt. Se in fase difensiva bisogna ancora migliorare tanto (hanno già subito 4 reti) almeno la retroguardia sta dando un aiuto all’attacco che, in queste partite, ha messo a segno solo 2 goal (Lombardi e Immobile).

Lazio, il segreto è la difesa

L’anno scorso solo Bisevac era riuscito a segnare tra i difensori biancocelesti mentre ora la media già è raddoppiata aspettando i goal decisivi dei proprio uomini d’attacco.

Inter, che combini? De Boer ha le idee confuse

L’Inter di De Boer a picco, i nerazzurri non convincono e i risultati son deludenti. La nuova era targata Frank De Boer non sta regalando i risultati sperati, idee confuse per il tecnico olandese e Inter senza idee. Continui cambi di formazione, un turnover forzato e uno schema di gioco ancora da individuare.

De Boer e Inter, che combinate?

Il 2 a 0 rimediato ieri sera in Europa League è preoccupante, contro una formazione modesta una sconfitta che brucia. Come rialzarsi? Sicuramente individuando e scegliendo un 11 definitivo, uno schema di gioco che dia una giusta identità alla nuova Inter. Domenica a San Siro arriva la Juve, un brutto ko potrebbe aprire ufficialmente la crisi. La palla passa a De Boer, a lui il compito di trovare le giuste soluzioni.

Il calcio a volte non ha davvero età

Martedì 27 settembre Francesco Totti compirà 40 anni. Un’età importante per ogni uomo (e donna) dove si inizia a fare un bilancio della propria vita. Anche Totti, fra undici giorni, si presume inizierà a fare questo bilancio, ma lo farà sui campi di Trigoria, perché il “Pupone” quel giorno si allenerà come fa dal 1993 ininterrottamente, da quando debuttò in Serie A alla tenera età di sedici anni e qualche mese. Da allora sono passate 758 partite, 116 assist, 305 reti e la favola dovrebbe terminare (condizionale assolutamente necessario) il prossimo 28 maggio: Roma-Genoa sarà (sarebbe?) l’ultima partita del Totti-calciatore, avvicinandosi quindi alle quarantuno “primavere”. Un record clamoroso per un giocatore che solo dieci anni fa, quando si riprese dal brutto infortunio alla caviglia che quasi gli compromise la partecipazione al Mondiale tedesco, non si pensava avrebbe giocato fino agli “-anta”. E nella maniera in cui sta giocando ora.

Dalla parte di Totti ci sono almeno tre fattori: la testa, le emozioni e (forse il più importante) i pochissimi infortuni subiti negli ultimi anni. E questo fattore è determinante per fargli ancora indossare gli scarpini chiodati e a segnare come domenica al 93′ sotto la “Sud”, anche se su rigore. Mettiamo le mani avanti: Totti si ritirerà all’alba dei quarantuno anni. Ma non è un record.

QUANTI “-ANTA” HANNO ANCORA CALCATO I CAMPI DA CALCIO

A quarantuno anno si ritirò Silvio Piola: era il 1954 e l’attaccante di Robbio pose fine ad una carriera iniziata nel 1929 nella Pro Vercelli e chiusa nella “rivale” Novara dopo 635 partite, trecentoquarantanove reti, due classifiche marcatori ed un Mondiale. E proprio Piola ed il suo record di gol in massima serie sono il chiodo fisso di Totti perché il numero 10 giallorosso è l’unico che, al giorno d’oggi, può batterlo.

Ma a quarantuno anni si sono ritirarti anche altri grandissimi giocatori: da Ryan Giggs ad Alessandro Costacurta, da Paolo Maldini a Javier Zanetti fino a Dino Zoff. Insomma, Giocatori con la G maiuscola, gente cui le proprie squadre (tranne il portiere friulano e Giggs) hanno ritirato il loro numero di maglia, cosicché nessun altro giocatore potrà mai più indossarlo. Non cose da poco.

Senza contare che Maldini, Zanetti e Costacurta hanno detto basta al gioco del calcio rispettivamente dopo 902, 858 e 693 partite. Ed i quattro giocatori appena citati hanno vinto una o più Champions League, ma solo Zoff ha avuto l’onore di alzare al cielo, da capitano, la Coppa del Mondo. E quella coppa il portiere azzurro l’alzò al cielo di Madrid all’età di 40 anni e qualche mese: nessun altro calciatore al Mondo ha alzato la coppa-sogno di ogni bambino a quell’età. A dire il vero un giocatore che ha fatto meglio di Zoff c’è, anche se la Coppa non l’ha alzata: Roger Milla, mitico attaccante del Camerun anni Ottanta-Novanta, segnò al Mondiale americano contro la Russia all’età di 42 anni. Un record che difficilmente sarà battuto, anche se nello scorso Mondiale brasiliano il portiere colombiano Faryd Mondragón superò il record di giocatore più anziano a disputare una partita mondiale (detenuto dallo stesso attaccante dei “Leoni indomabili”) a 43 anni.

Ed un calciatore a 41 anni vinse addirittura un Pallone d’oro, il primo della storia, nel 1956: sir Stanley Matthews. L’ex attaccante di Stoke City e Blackpool è a oggi il più vecchio vincitore del Pallone d’oro (FIFA e non) ed il più vecchio a giocare nella Nazionale dei “Tre leoni”, record che dura da ben cinquantanove anni: per quarantanove anni è stato il giocatore più vecchio a giocare nel massimo campionato inglese e per quaranta anni è stato quello di più vecchio giocatore a disputare una partita di un Mondiale, superato da Milla nel 1994.

Chi conta di arrivare a quarant’anni e giocare ancora un Mondiale è Gianluigi Buffon che di anni ne ha 38 e mezzo, para ancora come un ragazzino, ogni stagione sembra ringiovanire ed è reduce dal record di imbattibilità in Serie A. L’obiettivo del “Gigione nazionale” è quello di arrivare in Russia e difendere ancora la porta della nostra Nazionale: mettiamo avanti le mani (un’altra volta) e se dovesse vincere la Coppa, supererà il record di Zoff essendo nato a gennaio mentre Zoff è di febbraio. Però prima di arrivare alla finale di Mosca, dovranno passare altre due stagioni, la qualificazione al Mondiale russo e tutte le partite fino alla finale del “Lužniki”.

Sarà che il portiere è un ruolo dove c’è “poco correre”, ma altri due portieri si sono ritirati molto oltre gli “-anta”: il nostro Marco “nonno” Ballotta e Peter Shilton. Il portiere di Casalecchio di Reno ha giocato la sua ultima partita di Champions a 44 anni (è del 1964) mentre il portiere di Leicester (terra di miracoli, si vede) ha detto basta al calcio a quarantotto anni (nel 1997) e a quarantuno in Nazionale, detenendo il record di presenze in First Division/Premier League e con la maglia della Nazionale inglese.

Tornando ancora alle nostre latitudini, lo scorso maggio ha appeso le scarpette al chiodo anche Luca Toni, classe 1977 e calciatore più vecchio a vincere la classifica marcatori in Serie A a 37 anni con ventidue reti. La vittoria fu ad ex equo,in quanto la vinse anche Mauro Icardi, di sedici anni più giovane. E abbiamo lasciato per ultimo Alessandro del Piero che a quarant’anni disse basta dopo aver giocato in India con Delhi Dynamos e dopo ventitre stagioni (e mezzo) di calcio giocato a grandissimo livello.

E TOTTI NON E’ NEANCHE IL PIU’ VECCHIO A GIOCARE

Ad oggi in Serie A giocano tredici giocatori nati prima del 1980 mentre in cadetteria sono solo quattro: Francesco Totti, di questa piccola “legione”, non è neanche il più vecchio, superato da Roberto Colombo e Gabriele Aldegani, nati rispettivamente nel 1975 e quattro mesi prima dello stesso “Pupone”, rispettivamente terzo e quarto portiere di Cagliari e Pescara.

Totti è quindi l’attaccante più vecchio tra Serie A e B ed i supporter della Lupa sperano che, prima del soffio sulle quaranta candeline, Totti possa segnare ancora a Fiorentina, Crotone e Torino. Del resto, se sta bene ed è carico è giusto che giochi e sarebbe fantastico se segnasse almeno una rete. Largo ai vecchietti, allora. Loro non tradiscono mai.

Juve, l’anno della Champions?

Juve, l’anno giusto per la Champions, chi puo’ dirlo certo che gli uomini per tentare l’impresa ci sono, non sara’ semplice in quanto avversarie come Barcellona, Manchester City, Bayern Monaco e Real Madrid fanno paura, ma ad Allegri e’ stata consegnata una fuoriserie basta solo farla marciare con i giri giusti.

Juve, l’anno della Champions?

Ma mercoledi’ sera qualcosa non ha girato nel verso giusto, soprattutto nel primo tempo, la Juve sembrava impacciata ed il centrocampo con Lemina ed Asamoah ha tentennato grazie anche all’avversario che ha praticato un pressing alto, anche se le due occasioni capitate sui piedi di Khedira non sono state sfruttate al meglio.

La squadra del primo tempo, penso non abbia chance di arrivare fino in fondo, anche a causa dell’assenza di Pjanic che ha guardato il primo tempo e parte del secondo dalla panchina, giocatore che con i suoi lanci e la sua fantasia avrebbe fatto a pezzetti la difesa avversaria. Ed e’ cio’ che e’ successo nella ripresa, una Juve piu’ frizzante ed occasioni che fioccano in serie, solo la sfortuna e la traversa hanno fermato la squadra di Allegri da una vittoria meritata.

A questo punto sorge un dubbio, ma perche’ tenere il serbo in panchina, Allegri ha giustificato dicendo che con Asamoah avrebbe avuto piu’ fisicita’, duscorso fùgiusto ma si e’ privato di una fonte di gioco in piu’ e del possesso palla che anche se sterile e’ stato nella prima frazione tutto del Siviglia. Per vincere la Coppa, bisogna osare, avere in squadra quel guizzo in piu’ che gli altri non hanno, e comunque la base da cui partire e’ la solida difesa bianconera che e’ la migliore al mondo e continua a subire gol con il contagocce.

Ad Ottobre, con il rientro di Marchisio vedremo la squadra volare con Khedira e Pjanic ai suoi fianchi molto cambiera” e sara’ li che bisognera’ premere sull’acceleratore. E poi Allegri, ogni tanto una critica bisogna accettarla, sbagliamo tutti o no!