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Milan, Montella è furioso. Serve un pronto riscatto

Milan-Shkendija

Settimana intensa per i rossoneri di Mister Montella, chiamati a reagire dopo la deludente prestazione di domenica pomeriggio contro l’Udinese. L’allenatore rossonero, all’indomani della sconfitta per 1 a 0 contro la squadra di Iachini, ha strigliato i suoi giocatori chiedendo grinta, carattere, voglia e determinazione, concetti che dalle parti di Milanello, da ormai 2 anni, non è possibile ravvisare.

Milan a caccia del riscatto

I primi segnali di allarme si erano già percepiti con la sconfitta al San Paolo ad opera del Napoli: difesa traballante e centrocampo lento e macchinoso. Ora, dopo altri tre punti persi, Montella è intenzionato a cambiare le carte in tavola per il match di venerdì sera contro la Sampdoria: in attacco ritorna Niang che permette a Bonaventura di ritornare tra i tre di centrocampo. Il mister rossonero è intenzionato a fare comunque qualche modifica nonostante non abbia ancora a sua disposizione Kucka, che deve scontare ancora un’altra giornata di squalifica dopo il rosso rimediato durante la sfida del San Paolo.

Montolivo si, Montolivo no

Il capitano Montolivo, fino ad ora considerato intoccabile, nelle prime tre giornate di campionato è apparso lento, avulso dal gioco e senza idee; al suo posto dovrebbe giocare Sosa, dimostratosi brillante e uno tra i migliori nella sfida contro l’Udinese. In difesa l’unico dubbio rimane sulla corsia di destra dove è previsto un ballottaggio tra Abate e Calabria, mentre la fascia sinistra sarà affidata a De Sciglio dato l’infortunio rimediato da Antonelli domenica pomeriggio. Nonostante queste modifiche di formazione, tuttavia, lo slogan di Mister Montella per la sfida contro la Sampdoria appare scontato: piccole modifiche ma grandi risposte.

Nel segno della MSN

Calcio femminile Arabia Saudita

Si chiamano Lionel Messi, Luis Suarez e Neymar da Silva Santos, si scrive MSN, si pronuncia “gol”. Gli attaccanti monstre del Barcellona giocano insieme dalla stagione 2014/2015 e hanno segnato la bellezza di 266 reti, ripartiti equamente fra i 105 di Messi (459 totali in tredici stagioni da quando gioca nel Barcellona, ovvero da sempre), i 90 di Suarez ed i 71 di Neymar (86 totali, essendo arrivato in Spagna l’anno prima dell’uruguaiano). Dei tre, in proporzione, Suarez è quello che ha segnato di più, giocando nel club catalano solo dal novembre 2014, dalla fine della squalifica per il morso a Chiellini in Italia-Uruguay del Mondiale brasiliano.

Nel segno della MSN

Il Barcellona con i suoi tre “tenori” in due stagioni ha vinto due Liga, due Cope del Rey, una Supercoppa di Spagna, una Champions League, una Supercoppa europea e un Mondiale per club. Ed in tutti questi trofei, la MSN ha lasciato il marchio.

La MSN è uno degli attacchi più forti e completi della storia del calcio. Non solo di queste ultime stagioni, ma di sempre. Il motivo è semplice: segnano con una precisione e con una puntualità disarmante, con giocate sensazionali e piedi che fanno quello che vogliono.

E la partita di debutto in Champions League al “Nou Camp” di martedì sera contro il povero Celtic Glasgow (che tornava a giocare nella fase a gironi dopo tre stagioni), ha visto gli scozzesi non solo in balia del gioco del Barcellona, ma disintegrati sotto i colpi dei tre attaccanti blaugrana: 7 a 0, con tripletta della pulga, doppietta del matador uruguaiano ed un gol a testa per Iniesta e Neymar. Per non farsi mancare niente, il numero 11 brasiliano ha servito ben quattro assist vincenti.

Mancano ancora cinque partite prima che si chiuda il girone C, ma i catalani hanno messo una seria ipoteca sulla vittoria del turno. Una bella spada di Damocle per il Manchester City di Pep Guardiola (l’altra squadra del girone che potrebbe impensierire la leadership barcelonista del girone) che ha iniziato bene il girone vincendo in casa contro il Borussia Mönchengladbach, ma dovrà segnare tanti ma tanti gol nelle altre partite.

MSN, CALCIO VELOCE E SPETTACOLO

La MSN piace e non piace: piace a chi adora il calcio veloce e lo spettacolo, non piace agli avversari di turno e a quelli che credono che sia una cosa troppa barocca fare girare in quel modo la palla. Anche se tutti vorrebbero nelle loro squadre anche solo la metà della classe che hanno i tre attaccanti blaugrana.

I tre tenori del Barcellona se sono in serata non ce n’è per nessuno e spiace che il Barcellona sia stato eliminato nella scorsa edizione della Champions addirittura nei quarti, anche se a mandarlo a casa è stato il forte Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone, poi finalista perdente al “Meazza” contro il Real Madrid. Il sogno di tutti quanti è vedere un giorno la finale di Champions fra il Barcellona e il Real Madrid: MSN contro CR7, Bale e Benzema. Mica male eh?!

COME LORO NESSUNO MAI

Nessuna squadra europea ha un attacco come quello del Barcellona, un attacco che racchiude intelligenza (Messi), forza (Suarez) e fantasia (Neymar). Perché i top team europei hanno sì degli attacchi forti (da Ronaldo-Bale-Benzema a Lewandowski-Ribery-Müller; da Higuain-Dybala ad Aguero-de Bruyne-Sterling; da Gotze-Aubameyang-Reus a Cavani-di Maria-Lucas a Torres-Griezmann), ma nessuno vale la MSN.

Anche se Luis Enrique è un discepolo del tiki-taqua “guardiolano”, alla fine il gioco del Barcellona si riduce in tre momenti: possesso palla, palla a Iniesta, palla che arriva ad uno dei tre li davanti. E qualcosa succede di sicuro.

L'”uomo della strada” penserà: beh, facile giocare con i soldi che ha il Barça. Ovvio, la risposta è “si”, ma per arrivare a questi livelli bisogna fare una cosa sola che dalle parti del centro sportivo (o meglio, “città sportiva”) “Joan Gamper” è un dogma: programmazione, una parola che tutti cercano di scopiazzare ma che nessuno riesce a mettere in pratica. Oltre ad avere un brandche parla da solo ed un giro di soldi da multinazionale, da quando esiste il Pallone d’Oro Fifa, in sei edizioni, il club catalano ha riportato quattro vittorie (poker Messi), tre secondi posti (uno Iniesta; doppietta Messi) e quattro terzi posti (due Xavi nelle prime due edizioni; una volta Iniesta; una volta Neymar). E pensare che Suarez, nonostante i suoi numeri sotto porta, non è mai salito sul podio fa sorridere. E non a caso si dice che il Barcellona sia la squadra più forte di questi primi sedici anni di XXI secolo. I tre giocatori vorrebbero vincere anche qualcosa a livello di Nazionale anche se, a dire la verità, Neymar ha appena vinto l’oro olimpico con il Brasile. Ma lo stesso Neymar ha visto (dalla panchina) prima il 7 a 1 della Germania e poi 3 a contro i Paesi Bassi agli scorsi Mondiali e nell’ultima Copa America la Seleçao si è fermata ai quarti, mentre sembra che Messi non lascerà la Nazionale argentina.

Tornando al Barcellona, c‘è da dire una cosa però: se l’avvio in Champions è stato scioccante, in Liga i ragazzi di Luis Enrique stanno inseguendo la capolista Real Madrid: Iniesta e compagni hanno raccolto sei punti, frutto di due vittorie contro Betis e Athletic Club e la sconfitta di sabato sera contro il piccolo Alaves che, senza paura, ha sconfitto il Barcellona in casa per 1 a 2, con la MSN riunita solo a partire dal 66’. Va da sé che nella rotonda vittoria contro il Betis (6 a 2) è andato in rete per tre volte Suarez e due volte la “pulce”, mentre Neymar non era in panchina in quanto tornato da poco dalle Olimpiadi, con l’oro del Brasile guidato dalla stella diMogi das Cruzes, ma se ce l’ha fatta l’Alaves, allora ce la possono fare a tutti a battere questo Barcellona che quest’anno ha un unico obiettivo: alzare per la sesta volta la Champions League. E vista la campagna di rafforzamento estiva (da André Gomes a Jasper Cillessen; da Samuel Umtiti a Lucas Digne a Paco Alcácer), unita ad una squadra pazzesca, chiaro è che per uno dei due posti del “Millennium Stadium” si candidano in maniera importante i ragazzi di Luis Enrique.

E con una squadra che gioca a calcio come loro, unito al fatto che quei tre davanti fanno quello che vogliono, i tifosi barcelonistipossono già sognare in grande.

Champions League, solo un pari per la Juve contro il Siviglia

Moussa Sissoko

Solo un pari per la Juve contro il Siviglia, i bianconeri non vanno oltre lo 0 a 0 allo Juventus Stadium contro gli spagnoli di Sampaoli. Nel primo tempo occasione ghiotta per Khedira che sbaglia a tu per tu con Sergio Rico.

Khedira e Higuain sbagliano, la Juve non va oltre il pari

Nella ripresa è la traversa a negare il gol alla vecchia signiora, bel colpo di testa di Gonzalo Higuain che si stampa sul legno. Un punticino all’attivo per la formazione di Allegri, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

I numeri di Juve vs Siviglia

Juve (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Khedira, Lemina, Asamoah (22′ st Pjanic), Evra (23′ st  Alex Sandr); Dybala (40′ st Pjaca), Higuain.
A disp.: Neto, Benatia, Cuadrado, Mandzukic. All.: Allegri
Siviglia (4-1-4-1): Sergio Rico; Escudero, Rami, Mercado, Pareja; N’Zonzi; Kranevitter (32′ st Mariano), Iborra, Sarabia (17′ st Correa J.), Vitolo; Vazquez (44′ st Carrico).
A disp.: Sirigu, Ganso, Kiyotake, Vietto. All.: Sampaoli
Arbitro: Aytekin (Ger)
Marcatori:
Ammoniti: N’Zonzi, Iborra, Rami (S)

Fantacalcio, i consigli per la quarta giornata di campionato

Fantacalcio

Siamo giunti alla 4a giornata di campionato. Parecchi spunti interessanti, sia nelle piccole sfide così come nei big match (vedi Inter-Juve e Fiorentina-Roma).

Ora a voi i nostri consigli per il Fantacalcio

SAMPDORIA – MILAN

Si è vista un Samp organizzata, ma ancora inesperta. Vivono delle intuizioni di Muriel e Quagliarella. Buono l’apporto di Torreira in mezzo al campo. No a Praet nonostante le buone recensioni. Preferiamo Sala a Pavlovic.

La riscossa parte dai piedi di Bonaventura e Suso su tutti. Più in ombra Bacca e Montolivo. Si a Abate, meno a De Sciglio. Per la porta è buon nome quello di Donnarumma.

LAZIO – PESCARA

Pace fatta con Keità che dovrebbe essere titolare, sé lui il nostro preferito insieme all’ex Immobile, più indietro Felipe. Ok a Parolo e De Vriij, meno bene Biglia che potrebbe soffrire il ritmo blando.

E’ comunque un buon Pescara, quello organizzato da Oddo. Ottime le giocate di Verre e Memushaj, ancora lento l’avvio di Benali e Caprari. In difesa confermiamo Biraghi.

NAPOLI – BOLOGNA

Non è da escludere un piccolo turn-over. Bene Gabbiadini ben coadiuvato da un Insigne alla ricerca della forma migliore. Si anche ad Allan e Hysaj. Farei riposare Ghoulam e Hamsik.

Possibile lancio degli ultimi arrivi, con Torosidis e Viviani che scalpitano. Ma al momento le garanzie le offrono i vari Destro, Taider e Dzemaili. Più in ombra Verdi e Masina.

UDINESE – CHIEVO

Thereau è il nome buono tra i friulani. Con il francese saranno protagonisti anche Badu e De Paul. Buona scelta puntare su Widmer a destra. No a Hallfredsson.

I nostri preferiti sono Meggiorini e Birsa, due dal rendimento quasi assicurato condito magari da qualche bonus. I gol è difficile attenderli dai clivensi, che però potrebbero sfruttare gli inserimenti di Castro. Ok a Cacciatore, No a Cesar.

CAGLIARI – ATALANTA

Discreto gioco, ma finora pochi punti. I sardi così si affidano a Borriello e un ritrovato Joao Pedro. Se siete alla ricerca della sufficienza puntate su Padoin, per i bonus provate con Di Gennaro. No a Rafael tra i pali.

Alla ricerca della 2a vittoria consecutiva, con Paloschi che torna titolare magari centrando il primo gol. Gomez ancora indietro di condizione, preferiamo D’Alessandro e Kurtic. In difesa Masiello il più affidabile.

CROTONE – PALERMO

Calabresi già in fondo alla classifica a quota 0. Palladino e Falcinelli sono senza dubbio gli uomini più pericolosi. Confermiamo anche Rohden in mediana. Indietro Crisetig e Martella. Dietro scegliamo l’intraprendenza di Ceccherini.

Non certo un esordio da ricordare, quello di De Zerbi con il Napoli. Ma potrebbe rivedersi lo stesso modulo con Diamanti prima punta. Ne potrebbero giovare gli inserimenti di Bruno Henrique e Hiljermark. In attacco preferiamo Sallai a Nestorovski. Per la difesa scegliamo Rispoli a destra.

SASSUOLO – GENOA

Pesa nelle scelte del mister, la prima in Europa League. Noi tuttavia puntiamo sulla freschezza di Politano e Pellegrini. Potrebbero soffrire il doppio impegno capitan Magnanelli e Cannavaro.

Nel Grifone mister Juric sceglie Ocampos di fianco a Pavoletti, che come sempre sarà il terminale di tutte le azioni d’attacco. Buono l’apporto di Laxalt e Rigoni, meno quello di Lazovic e Veloso. In porta torna Perin che avrà una voglia matta, ma con poche chance di restare imbattuto.

TORINO – EMPOLI

Nel Toro si sono messi in mostra uno Iago in ottima forma, con Baselli e Martinez da fargli da spalla. In ritardo Maxi e De Silvestri. SI all’esordio di Valdifiori contro la squadra che l’ha lanciato nel calcio che conta.

Ritrovata la vittoria in campionato, è già tempo di conferme. In avanti Maccarone preferito a Gilardino, giusto a nostro avviso. Non al meglio Saponara, sarà più utile Pucciarelli e Mauri in cabina di regia. Tra i due uomini di fascia Laurini e Pasqual, optiamo per il primo.

INTER – JUVENTUS

Anche qui incombe l’Europa per entrambe le compagini. In casa nerazzurra dovrebbero essere confermati gli 11 con il Pescara. Noi puntiamo su Candreva e Banega su tutti. Meno Medel e Perisic, non convince ancora Joao Mario. Dietro evitate Murillo, meglio un esterno come D’Ambrosio.

Alternanza in avanti con Mandzukic che dovrebbe essere titolare, supportato da un Dybala in stato di grazia. Ok al possibile impiego di Lichsteiner e Asamoah. Decisivo Pjanic anche su palla da fermo.

FIORENTINA – ROMA

Incubo Europa League che lascia parecchi dubbi su ambedue le formazioni. I viola sperano in Ilicic a buoni livelli, con Bernardeschi e Borja Valero sugli scudi. Eviterei Kalinic e Oliveira. Non convince nemmeno Tatarusanu.

Mister Spalleti varerà qualche sorta di cambio, con De Rossi in regia al posto di Paredes. Per quanto riguarda gli uomini decisivi, confidiamo in Salah e Dzeko. Riposo per Strootman e Florenzi. Da schierare un Totti in questo stato, anche se per pochi minuti alla fine.

Inter-Juve, il Derby d’Italia si avvicina. I numeri della supersfida…

Inter Milan

Inter-Juve il Derby si avvicina, anche se non si tratta di una stracittadina, ma e’ una partita sentita dalle due tifoserie soprattutto dopo i fatti di Calciopoli che sconvolsero il mondo del pallone italiano nell’estate del 2006.

Il derby d’Italia si avvicina

Fu soprannominato Derby d’Italia nel 1967 dal grandissimo Gianni Brera, per la rivalita’ che esisteva tra le due squadre. Le tifoserie attendono spasmodicamente il match, e sugli spalti si sbizzarriscono in coreografie da applausi che suonano come sfotto’ nei confronti dell’avversario.

Il primo match si gioco’ nella stagione 1929/1930 e ad uscirne vincitrice fu l’Inter con un secco 2-0, l’ultimo e’ stato giocato il 2 Marzo di quest’anno, match di Coppa Italia che termino’ 3-0 per l’Inter, ma poi la Juve ebbe la meglio ai rigori. Ad oggi nelle 229 gare disputate si possono contare 103 vittorie bianconere, 56 pari e 70 vittorie neroazzurre, con 328 reti segnate dai piemontesi contro le 285 dei lombardi.

Negli anni ’70 ci fu un dominio bianconero con 5 vittorie della Juventus, 2 pareggi e 3 vittorie dell’Inter, mentre negli anni ’80 fu Platini ad incendiare il Derby. Pellegrini era ad un passo dall’acquisto del francese, che non fu ritenuto all’altezza, ed in seguito Agnelli lo acquisto’ , a Torino divenne Roi Michel, con i suoi lanci millimetrici e le sue punizioni, ricordiamo il 2-1 finale con relativa rete del francese nella stagione 1983/1984. Nella stagione seguente si ricorda un roboante 4-0 a favore dei neroazzurri con doppietta di Rummenigge, Ferri e Collovati.

Ma la sfida che tutti maggiormente ricordano fu quella giocata il 26 Aprile del 98, con il rigore non dato a Ronaldo nello scontro con Iuliano, l’allenatore dell’Inter Simoni espulso con la sua famosa frase diretta all’arbitro “ma si vergogni”. Il match si concluse 1-0 con rete di Del Piero su rigore che praticamente consegno ‘ lo scudetto ai bianconeri. Ricordiamo il famoso 5 Maggio, dove l’Inter perse il piu’ incredibili degli scudetti a Roma contro la Lazio proprio a favore della Juventus, che quasi incredula si ritrovo’ prima. Si ricordano infine le frasi celebri dell’Avvocato, che con le sue stilettate hanno accompagnato il Derby d’Italia. “Oramai in Italia non c’e’ piu’ ritegno se anche il mio cuoco puo’ comprare una squadra di calcio”, diretto a Pellegrini quando divenne il proprietario dell’Inter. “Che vinca la Juve o il migliore? Sono fortunato, spesso le due cose coincidono” Agnelli.

Anche Prisco lanciava frecciatine come la famosa frase “Quando stringo la mano ad un milanista me la lavo, quando la stringo ad uno juventino conto le dita”. Domenica alle ore 18,00 a San Siro ci sara’ il prossimo incontro, anzi per la verita’ sara’ l’ennesimo scontro.