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Il punto sui campionati esteri

Calciomercato Inter Kumbulla

Facciamo il punto sui campionati esteri, con riflettori puntati su Guardiola che batte Mourinho, e Balotelli che al ritorno in campo piazza una doppietta contro il Marsiglia.

Premier League

Era il match piu’ atteso, un Derby nel Derby, uno scontro tra due modi e due mondi di fare calcio, ma questa volta Guardiola mette al tappeto il rivale Mourinho con un 2-1 che non da’ piena luce ai meriti del City. Primo tempo da incubo per i Red Devils che subiscono il possesso palla dei Citizens, e complice le scelte errate dell’allenatore portoghese subiscono due reti ad opera di De Bruyne e Inehacho, ma a 5 dalla fine dal nulla Ibrahimovic con la complicita’ della difesa ospite accorcia le distanze. Subito dopo la difesa celeste salva sulla riga il possibile pari dei Red Devils, nel secondo tempo non basta il cuore dei padroni di casa spinti da un pubblico encomiabile, il match si chiude sull’1-2. Squadra di Guardiola che diventa a questo punto la favorita d’obbligo per la vittoria finale, mentre Mourinho diventa Normal One.
Il Chelsea di Conte pareggia 2-2 in trasferta contro lo Swansea di Guidolin Diego Costa con una doppietta salva i Blues dalla sconfitta, il Liverpool travolge 4-1 il Leicester di Ranieri che e’ lontanissimo parente di quello vittorioso dello scorso anno, mentre l’Arsenal al fotofinish batte 2-1 il Southampton. Travolgente il Tottenham in trasferta contro lo Stoke City un 4-0 che non ammettediscussioni, mentre Mazzarri salva la panchina vincendo in trasferta 4-2 contro il West ham dopo essere stato sotto 2-0.

Bundesliga

Continua il dominio del Bayern Monaco che vince 2-0 in trasferta contro lo Schalke04 con reti di Lewandowski e Kimmich, mentre il Borussia Dortmund perde 1-0 contro il neopromosso Lipsia con rete segnata da Keita, a sei punti in vetta c’e’ anche l’Hertha Berlino che vince 2-0 contro l’Ingolstatd, si riprende il Leverkusen che batte 3-1 l’Amburgo dopo essere stato sotto 1-0.

Liga

Ahiahi Barcellona cosa combini, una sconfitta clamorosa in casa 2-1 contro l’Alaves, ospiti in vantaggio al 39 con Deyverson, pari dei blaugrana ad opera di Mathieu, gol della vittoria al 64 di Ibai. Non bastano l’entrata di Messi, Iniesta e Suarez per ribaltare il match.
Il Real Madrid e’ solo al comando, ottiene tre punti battendo 5-2 l’Osasuna, mentre inizia la risalita dei Colchoneros di Simeone che battono in trasferta il Celta Vigo 4-0.

Ligue1

Psg in crisi ed a tre punti dalla vetta occupata da Monaco e Nizza che hanno 10 punti, i parigini sono a meno tre e Domenica buttano al vento una vittoria gia’ in cassaforte facendosi rimontare al 91 dal Saint Etienne.
Bene il Monaco che strapazza 4-1 in trasferta il Lille cosi’ come il Nizza che nel Derby del Sud batte 3-2 il Marsiglia. Autore di una doppietta e’ Balotelli che trascina i suoi alla vittoria ed e’ gia’ l’idolo della squadra rossonera. I gol sono stati messi a segno su rigore e nel secondo tempo con un colpo di testa. Che sia il ritorno di Supermario?

Dybala-Higuain, la Juve parla argentino

La Juve gongola, la formazione bianconera continua a vincere e convincere e da questa stagione può contare su una stella in più, Gonzalo Higuain. L’ex Napoli già idolo dei tifosi bianconeri, gol e giocate da campione per il pipita, l’argentino punta a confermarsi capocannoniere e a ‘regalarsi’ scudetto e… Champions.

Dybala e Higuain per la Champions

Una Juve che parla argentino, Dybala alla ricerca del primo gol ma continua in ogni caso a regalare giocate da campione. Il numero 21 bianconero più suggeritore che finalizzatore, il partner giusto per Higuain. Una coppia che pochi in Europa possono vantare, sufficiente per l’assalto alla Champions?

Finalmente l’Inter di De Boer?

Arrivato ad inizio agosto, De Boer sta cercando di capire quale sia la miglior soluzione per la sua squadra. Nella trasferta di Verona il tecnico olandese ha steccato nettamente proponendo uno strano 3-5-2, anche condizionato dalla tenuta fisica dei nerazzurri molto approssimativa. Nella partita casalinga contro il Palermo ha impiegato Banega regista per dare qualità alla manovra ma l’argentino porta troppo palla e spesso sbaglia passaggi che diventano ripartenze pericolose per gli avversari.

Tutto gira intorno a Banega

L’ex Siviglia è un giocatore atipico: molto forte tecnicamente ma non ha una posizione precisa in campo perchè anche sulla trequarti non si vede ma gli piace vagare per il campo senza compiti difensivi. Ieri, a Pescara, si è ritornato al 4-2-3-1, tanto caro all’ex Mancini, ma ci sono stati troppi errori di impostazione, questa volta regia riaffidata a Medel (solo un semplice lottattore e nulla più), e contropiedi che potevano diventare micidiali e, solo grazie ad Handanovic e traversa, non sono state concluse in maniera positive da parte degli abruzzesi.

Chi impiegare sulle corsie laterali?

Altro problema da risolvere sono i terzini: non accompagnano mai l’azione, non aiutano gli esterni alti che spesso hanno raddoppi di marcatura e non riescono a creare la superiorità sulle fasce. Fino adesso, in queste 3 partite, è andato in rete solo Icardi anche se la squadra ha creato nelle ultime 2 minimo una decina di palle goal e questo problema esisteva già dall’anno scorso: attacco poco concreto e spesso un il capitano troppo solo in area ( iera sera appena Palacio si è posizionato vicino al bomber di Rosario ci sono stati i 2 goal). Tanto lavoro ancora per De Boer e domenica arriva la Juve: se regala spazi come ieri in Abruzzo sarà veramente dura per la banda milanese.

Totti, Roma il suo Pallone d’Oro

francesco totti

Clonate Francesco Totti – Questo pomeriggio a Roma, alle ore 15, faceva molto caldo e non per le note vicissitudini che stanno coinvolgendo la nuova giunta capitolina. All'”Olimpico”, a quell’ora, si è dato il calcio d’inizio della partita fra Roma e Sampdoria, match valevole per la terza giornata di campionato. E con la Juventus a nove punti ed il Napoli a sette, per i ragazzi di Spalletti sarebbe stato necessario vincere per non perdere il treno delle prime. E’ passata in vantaggio la Roma con Salah, ma i doriani prima hanno pareggiato con Muriel (18′) e poi sono passati in vantaggio con Quagliarella al 41′, con una Roma un po’ in difficoltà. Alla mezzora Giacomelli ha concesso il time out tecnico per permettere alle squadre di rifiatare e tredici minuti dopo sulla Capitale si è abbattuto un uragano di pioggia. Il terreno di gioco è un lago, non ci sarebbero i presupposti per giocare ma per Giacomelli si sarebbe continuato. Dopo ottanta minuti di attesa, la partita è ripresa e alla fine è stato meglio così per i tifosi della Roma.

TOTTI IN CAMPO E LA PARTITA CAMBIA REGISTRO

La Roma sapeva che avrebbe dovuto pareggiare, la Roma sapeva che doveva vincere per non dover già rincorrere dopo appena 270 minuti di campionato.

Spalletti allora decise di smentire se stesso e lanciò subito due cambi’: fuori Perotti ed El Shaarawy, dentro Dzeko e, per l’appunto, Totti. Per il numero 10 romanista prima presenza stagionale, la 25a con la maglia della Roma che coincide con l’inizio della sua 25a presenza consecutiva in massima serie con la maglia della “sua” Roma, alla pari di un’altra bandiera del calcio italiano: Paolo Maldini.

Il nuovo attacco giallorosso ha avuto sin dall’inizio un altro passo rispetto a chi ha giocato nel primo tempo. La squadra ha spinto ed è salita, ma ha trovato davanti a sé un Viviano in formato di grazia e capace di parare tutto.

Tutto, ma non le invenzioni dei campioni: minuto 61, palla a Totti che lancia lungo trovando Dzeko. In area l’attaccante bosniaco non ha sbagliato il tocco e h superato il numero 2 ligure.

Pareggio della Roma e seconda rete per il numero 9 in campionato. Ma il merito del gol è stato tutto di Totti che, con una invenzione delle sue ha regalato al compagno la classica palla d’oro che non si doveva sbagliare. E Dzeko non l’ha sbagliata.

Sedici minuti in campo, un assist per l’eterno capitano giallorosso ed il numero 10 era in giornata di grazia. E la Roma, con il suo ingresso in campo, è stata un’altra Roma. Hanno provato tutti a segnare: Strootman, Naingolan, ancora Dzeko e poi Salah. Viviano ha fatto i miracoli, lasciando il match sul 2 a 2.

Minuto 93 ed episodio nell’area della Roma (la Samp nella ripresa non è mai fatta vedere dalle parti di Szczęsny): “scambio di complimenti” fra Dzeko ed il blucerchiato Škriniar, da poco entrato. Rigore per la Roma: dall’inferno al Paradiso in quarantotto minuti.

Sul dischetto non poteva che presentarsi lui, Francesco Totti: Viviano a destra, palla a sinistra, gol della Roma. Il capitano è corso sotto la “sua” Sud (il penalty è stato calciato sotto la sede del feudo del tifo romanista), si è tolto la maglia, i tifosi fanno quella che è chiamata in Argentina è chiamata “avalanche” e sono corsi giù (a mo’ di valanga) per festeggiare il gol del loro “Pupone”.

Palla al centro e fischio finale: tre punti alla Roma che sale a 7 punti, a meno due dalla Juve capolista (per ora) solitaria in attesa che venga recuperata Genoa-Fiorentina.

E chi devono ringraziare la Roma ed i suoi tifosi se ora la squadra è lì in alto in classifica? Ancora lui, sempre lui: Francesco Totti.

TOTTI ETERNO COME LA SUA CITTA’

L’eterno Totti sembra non voler proprio smettere di voler giocare e ha lo spirito di quando era una giovane promessa (mantenuta) del nostro calcio. E ora, alla soglia dei suoi primi quarant’anni (li compirà martedì 27), sembra non voler smettere. Una scelta coraggiosa ed una vera prova d’anore quella di legarsi a vita alla Roma, i giallorossi come un Pallone d’Oro per il capitano romanista.

Molti giocatori a quarant’anni hanno smesso da tanto tempo, ma lui no: Totti sempre in prima linea, Totti sempre sul pezzo, Totti sempre più idolo di una tifoseria che spera arrivi il più tardi possibile il 28 maggio 2017, giorno di Roma-Genoa all'”Olimpico”in quella che sarà l’ultima partita di Totti non solo da giocatore della Roma, ma di calciatore professionista.

Ma non solo i tifosi della Lupa non vogliono che arrivi quel giorno, ma tutti gli amanti del calcio. Totti è in formissima, è il core di questa squadra che, nonostante gli acquisti estivi, può ancora contare sull’apporto di questo uomo che il 28 marzo 1993 anni fa debuttava timidamente in un Brescia-Roma e che oggi è il Simbolo di una squadra e di una città intera. Dal suo debutto sono passate altre 758 partite (602 in Serie A), centosedici assist e 305 reti, di cui solo 249 in campionato. E il record di Piola di 274 che dura dal 1954 si sta avvicinando sempre più, anche se forse non verrà battuto dal capitano giallorosso. Ma mai dire mai con il “Pupone”.

Numeri da capogiro per un “giovanotto” che non vuole smettere di fare ciò che gli riesce meglio, quello che sa fare più di tanti altri colleghi un po’ troppo viziati e che dovrebbero abbassare la testa al suo cospetto (calcistico): fare il trascinatore, neanche il calciatore. Perché Francesco non gioca, trascina la sua squadra del cuore di cui è da sempre tifoso e, come un effetto domino, la sua passione e la sua emozione viene trasmessa ai compagni che, quasi come dei militari, obbediscono al loro maggiore in grado.

Francesco Totti è un patrimonio del calcio non solo italiano ed europeo, ma anche mondiale. E’ conosciuto in tutti i lati del Mondo, i grandi giocatori del passato e del presente per lui hanno avuto solo parole di elogio e di invidia. Invidia per uno che continua a segnare e a servire assist alla soglia dei quarant’anni.

Si dice che la vita inizi a quarant’anni. Noi diciamo una cosa sola: France’, dicci come fai. E per favore clonatelo, anche se di Francesco Totti da Porta Metronia ne nascono uno ogni 21 aprile 753 a.C., come i natali della città che ama e che lo ama.

Icardi trascina l’Inter, rimonta nerazzurra a Pescara

L’Inter soffre più del previsto a Pescara ma alla fine riesce a regalare al nuovo tecnico De Boer la prima vittoria in nerazzurro. Inter in campo con Joao Mario, fuori Kondogbia, in attacco Icardi supportato da Perisic, Banega e Candreva. Nerazzurri opachi, possesso di palla che risulta sterile, poche occasioni da gol e qualche sbavatura difensiva che mette paura ai tifosi interisti. Una traversa del Pescara fa venire i brividi ai nerazzurri, si salva Handanovic. La gara si sblocca nella ripresa, è il minuto 63 quando Bahebeck batte Handanovic sfruttando un errore difensivo dei milanesi e fa esultare il pubblico abruzzese.

Icardi trascina l’Inter, prima vittoria per De Boer

L’Inter non si scompone e al minuto 77′ trova il pareggio, Banega serve Icardi che di testa trova il pareggio battendo Bizarri. A tempo ormai scaduto arriva il secondo gol interista, è ancora capitan Icardi a trovare la via del gol, l’argentino sfrutta un rimpallo in area e fa impazzire i tifosi ospiti. Doppietta del numero 9 interista che vale i tre punti, De Boer può sorridere ma c’è molto da lavorare.

I numeri di Pescara vs Inter

Pescara (4-3-3): Bizzarri; Zampano, Campagnaro, Gyomber, Biraghi; Cristante, Memushaj, Brugman; Verre (23′ st Aquilani), Caprari (36′ st Pepe), Benali (12′ st Bahebeck).
A disp.: Fiorillo, Crescenzi, Bruno, Manaj, Zuparic, Vitturini, Mitrita, Coda, Fornasier. All.: Oddo
Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Santon; Joao Mario, Medel (30′ st Palacio); Candreva (30′ st Eder), Banega, Perisic (30′ st Jovetic); Icardi.
A disp.: Carrizo, Melo, Kondogbia, Biabiany, Ranocchia, Gnoukouri, Nagatomo, Brozovic, Miangue. All.: De Boer
Arbitro: Damato
Marcatori: 18′ st Bahebeck (P), 32′ st e 46′ st Icardi (I)
Ammoniti: 
Gyomber (P); Joao Mario (I)