Riforma Serie B, i dettagli del progetto e i possibili gironi

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Serie B squalificati
Foto Alice Cardarello

Riforma Serie B : lo scenario

In attesa di capire quando ripartirà la Serie A, se il 13 giugno con i recuperi o qualche giorno più avanti, nelle segrete stanze della Federcalcio si sta giocando una partita a quattro tra Gravina, Balata, Ghirelli e Sibilia per gestire la Grande Riforma delle serie inferiori al massimo campionato nazionale. Va detto che la riforma alla fine della fiera potrebbe anche partorire un topolino, all’italiana, ma gli intenti da cui sono mossi gli attori della vicenda, al momento, sembrano ambiziosi. L’ambizione fa riferimento a quella riforma lanciata come news dal giornalista e conduttore televisivo Michele Criscitiello e che, fonti molto accreditate in seno alla Lega Nazionale Dilettanti, hanno confermato direttamente alla redazione di Sport Paper.

I dettagli della Riforma

La bozza a cui si sta lavorando è quella di una vera e propria cancellazione della Lega Pro e la relativa mutualità del 4% dei diritti televisivi per sostituirla con una Serie B decisamente robusta composta da ben 40 squadre. L’obiettivo è quello di eliminare dal panorama calcistico il cosiddetto ibrido del semi professionismo per promuovere a livello professionistico una serie di piazze che per censo, Stadio e bacino di utenza vivono con sofferenza la Lega Pro. Al tempo stesso verrebbero portate a livello di ASD, senza scopo di lucro, un cospicuo numero di società che non reggono economicamente i vincoli di una struttura professionistica.

La composizione

Entrando ancora di più nel dettaglio la Lega di Serie A resterebbe come adesso con le tre retrocessioni. La Serie B sarebbe a due gironi da 20 squadre. Le tre promozioni in Serie A sarebbero la prima di ogni girone e una terza che uscirebbe dal play off tra i due gironi. Sei le retrocessioni. Le ultime tre dei due gironi. La terza serie e la quarta serie, i nomi sono da definire, finirebbero tutte e due sotto il cappello dell’attuale LND e sarebbero composte da 222 squadre, 60 di terza serie, tre gironi da 20 e il restante nei 9 gironi di quarta serie da 18 squadre. Secondo quanto ci viene riferito dagli ambienti della LND, e che combacia alla perfezione con quanto scritto da Criscitiello, c’è “accordo sulla spartizione dei diritti televisivi. La quota che oggi va alla C andrebbe alla serie B. Oggi la Lega di Balata prende il 6% dai diritti tv della serie A, con la riforma andrebbe a prendere il 10%. Ai club che sono già in B spetterebbe il 6%, i club che arrivassero in B attraverso la riforma (promosse escluse) si dovrebbero “accontentare” del 4% dei diritti tv della serie A”.

Promozioni e Retrocessioni

Questo scenario, peraltro, potrebbe realizzarsi a costo zero. Sarebbe sufficiente non ripartire con il Campionato cadetto e con la Serie C e congelare le attuali classifiche. In questo modo salirebbero in Serie A le attuali prime tre della Serie B Benevento, Crotone e Frosinone in luogo delle tre retrocesse che verranno decise nello scorcio mancante di stagione (ad oggi sono Brescia, Spal e Lecce). Blocco delle retrocessioni dalla Serie B alla Lega Pro e inserimento nel nuovo format delle prime 20 squadre della graduatoria per media punti già stilata dalle Lega Pro.  La terza serie si comporrebbe, infine, con le 40 squadre non promosse in Serie B più le 9 vincitrici dei gironi di Serie D e da 11 ripescaggi scelti per esclusivo merito sportivo.

Riforma Serie B : i possibili due gironi

Una riforma nei fatti sostenibile e utile a tutti gli attori in scena, escluso forse Ghirelli che però potrebbe essere “ripagato” del “sacrificio” con un ruolo di prestigio in ambito FIGC o meglio ancora in ambito politico. Non dimentichiamo che in un passato molto lontano, nel 1992-1993 è stato Presidente della Regione Umbria. Un altro fattore da considerare è che uno scenario di questo tipo ridurrebbe a livelli minimi il rischio ricorsi. Detto questo proviamo a immaginare come sarebbe composta la nuova Serie B a due gironi. Sottolineiamo che si tratta di un gioco, un esercizio di stile, soprattutto in considerazione del fatto che realtà medio piccolo come Feralpisalò, Pontedera, Renate e Sud Tirol potrebbe avere difficoltà ad ampliare a 5500 spettatori, il minimo richiesto per giocare in Serie B nel 2019-2020, il proprio impianto. Va però sottolineato che in caso di rinuncia basterebbe scorrere la graduatoria coinvolgendo società di prestigio come Modena, Novara, Albinoleffe e Catanzaro.  

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