Da Materazzi a Kjaer, quando le riserve diventano punti di forza

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Da Materazzi a Kjaer, non è la prima volta in cui una riserva o potenziale tale diventa fondamentale e vincente.

Molte volte le riserve diventano a sorpresa punti di forza, fondamentali e soprattutto vincenti. La storia del calcio ci racconta tanti casi, parlando di difensori e restando alla Milano calcistica bello raccontare le similitudini tra Materazzi e Kjaer. Il difensore rossonero arrivato in prestito dall’Atalanta dove era ai margini del progetto Gasperini, nell’ambiente rossonero veniva inizialmente considerato una riserva, un’alternativa utile a rinforzare un reparto messo a dura prova dagli infortuni. Mai considerato un titolare dagli addetti ai lavori, uno di quelli che difficilmente si vedono negli 11 ipotizzati da tifosi e giornalisti. Simon Kjaer in punta di piedi ha conquistato la fiducia di società e tecnico conquistandosi un ruolo sempre più di primo piano fino a diventare ad oggi una delle sorprese, un vero punto fermo del nuovo Milan targato Pioli, risultando decisivo e in grado di regalare solidità alla retroguardia rossonera.

Ci ricorda la storia di quel Marco Materazzi, diventato protagonista con la maglia del Perugia a suon di gol, cosa inusuale per un difensore, fino a conquistarsi la maglia dell’Inter. Una carriera di colpo da top player. Per Materazzi, nel 2006, la storia si trasforma in favola. In Germania con la nazionale di Lippi arriva da riserva della coppia titolare composta da Nesta e Cannavaro, il primo si infortuna ed è costretto a dire addio al torneo e Materazzi si ritrova titolare a comporre quella che risulterà la coppia ‘mondiale’ composta appunto da Materazzi e Cannavaro. Protagonista anche da bomber, due le reti al mondiale, entrambe decisive. E il ‘cattivo’ Materazzi, da riserva di lusso, diventa Campione del Mondo da protagonista. Storia di vincenti.