Oggi ai nostri microfoni abbiamo avuto l’ex presidente del Torino Attilio Romero con il quale abbiamo parlato di attualità ma anche di passato e dei granata.
Le sue dichiarazioni:
Cosa ha rappresentato e cosa rappresenta per lei ancora oggi il Torino?
“È la mia squadra del cuore, io sono tifoso da molto tempo del Torino e rappresenta uno dei miei affetti”.
Come sta vedendo la Serie A?
“La Serie A sia sinonimo di Inter, Milan e Napoli, non so se ci sarà un inserimento della Juventus o no. La squadra del Torino è da centro classifica”.
Secondo lei perché oggi in Serie A ci sono fondi e non più presidenti attivi?
“Non ci sono più le famiglie che investono, una volta c’erano i Rizzoni, i Moratti, i Berlusconi. Era un calcio che pur avendo delle cifre molto alte era sopportabile dalle grandi famiglie. Adesso anche le grandi famiglie fanno fatica e sono ai margini. C’è ancora la Juventus attraverso Exor ed Elkan altrimenti il destino è nelle mani dei fondi”.
Nella sua esperienza da presidente come viveva le partite prima del derby?
“Le vivevo con grande tensione perché la rivalità principe era la Juventus. Abbiamo fatto anche dei grandi risultati come il famoso 3-3 che perdevano 3-0, il girone di ritorno 2-2 con un errore arbitrale di Paparesta. Erano le partite che vivevo con la massima tensione da bambino e da presidente”.
Durante la settimana dei derby lei andava al centro sportivo e cosa diceva?
“Non dicevo nulla perché sono partite facili da preparare e non c’è bisogno da ricordare ai giocatori l’importanza del match”.
Un allenatore che le è dispiaciuto esonerare?
“È stato Simoni perché aveva sempre fatto bene ovunque, però eravamo partiti molto male e il mio azionista riteneva che era il caso di cambiare. Visti i risultati io non mi ero opposto, poi Camolese fece benissimo ci portò in A battendo tutti i record”.
Un acquisto che lei voleva fare e non è riuscito? Uno a cui è legato?
“Particolarmente legato De Ascentis fece molto bene, Galante me lo ritrovai. Avrei voluto prendere il primo Recoba non quello che arrivò dopo. Oppure dicendo una cosa eretica Nedved mi piaceva tantissimo”.
Oggi giorno cosa ne pensa del malumore nella piazza tra i tifosi e Cairo?
“Guardi la squadra è sempre in quella zona grigia che va dal 10 al 13 posto. Che i tifosi siano scontenti è fuori discussione. Non ci sono mai segni si svolta. Detto questo sa i tifosi del Torino non sono facilissimi come tutte le tifoserie, quando le squadre non vanno bene”.




