George Mikan, la prima grande leggenda della storia NBA

Prima di Jordan, Magic,James, prima della linea da 3 punti, prima della pallacanestro che oggi conosciamo bene... George Mikan portò la NBA in alto.

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L’infanzia e la crescita 

Da Wilt Chamberlain ad Earvin “Magic” Johnson, fino alle tantissime dei giorni nostri, il numero di stelle che ha contribuito a rendere l’NBA una lega apprezzata attorno al globo è davvero alto. Pochissimi, tuttavia, dimenticano la prima vera grande star che ha spaccato in due la Lega per entrarci prepotentemente e (come vedremo in seguito) cambiarla non solo a livello di regole, ma specialmente per ciò che concerne la percezione del pubblico del tempo. Ecco la storia di George Mikan.

Nel 1930 Son House incide “Preachin’ Blues”, un inno all’anticonformismo indirizzato nello specifico contro la grettezza cristiana. Il sentimento che scorre in casa Mikan è però (e legittimamente) diverso. Ci vorrebbero un altro paio di storie per approfondire il contesto sociale di questi ambienti statunitensi, volte a spiegare sia le grandi differenze tra afroamericani e non, sia i conflitti presenti proprio all’interno della comunità nera. Ma non è questo il nostro obiettivo.

Tornando a Mikan, papà Joseph e mamma Minnie, emigrati rispettivamente da Croazia e Lituania, sono molto devoti, e trasmettono il tutto al figlio George, che vede la luce il 18 giugno 1924 a Joliet, Illinois. Tra un bruttissimo incidente al ginocchio rimediato da piccolo e la sua volontà di diventare prete, nessuno crede che il ragazzo possa trasformarsi in un qualcosa di simile ad un atleta. 

Al liceo incontra però Ray Meyer, che vede in lui qualche potenziale mai minimamente scorto da nessun altro, George in primis, ed inizia ad istruirlo per preparare al grande salto nel basket collegiale. 

In ogni caso, se a 18 anni sei 2.08m, qualcosa su cui lavorare c’è. Dal 1942 Meyer allena George anche alla DePaul University, poco lontano da casa, ed in 4 anni (l’NBA nasce proprio nel 1946) lo trasforma in un mostro sacro: Mikan domina tutti i match, pur senza mai portare la sua squadra al titolo nazionale, ma vincendo ben 2 Helms Player of the Year, una sorta di trofeo MVP collegiale, e terminando per 3 anni consecutivi nella All-American First Team.

Ed ecco la prima regola cambiata a causa del suo strapotere: la NCAA, viste le qualità difensive di Mikan che gli permettevano di stoppare tantissimi tiri, introduce il goaltending: chiunque tocchi il pallone quando la parabola tracciata da questo è in fase discendente commetterà un’infrazione (regola poi estesa anche alla giovane NBA).

L’entrata nel mondo dei grandi 

Dopo un anno in NBL, lega professionistica poi fusa con la NBA, i suoi Chicago Gears vennero letteralmente cancellati dalla Lega, ed i giocatori redistribuiti per le 11 squadre che al tempo componevano l’allora Basketball Association of America. Se vi ricordo che parliamo di star, popolarità e tanta voglia di vincere, probabilmente avete già indovinato la squadra in cui è terminato; in caso contrario… sì, i Lakers.

La franchigia (al tempo ancora a Minneapolis e non a Los Angeles), da quel momento, vive la prima grande epoca della sua storia, e con Mikan vince 4 titoli con loro di cui 3 di fila, dal ’52 al ’54, mettendo a segno il primo celebre “three-peat” della storia.

Le sue medie, nonostante l’allargamento dell’area dei 3 secondi per cercare di limitare il suo tempo trascorso vicino a canestro, restano però paurose: parliamo infatti di 28.0 punti e 14.1 rimbalzi a partita nelle prime 3 stagioni, ricordando che giocate difensive come stoppate e palle risate non vengono ancora conteggiate. Dal 1951 i suoi numeri calano, ma il suo impatto resta nettamente il più distruttivo dell’intera Lega: non a caso, proprio da quell’anno viene nominato All-Star per 4 volte consecutive, prima di chiudere la carriera da giocatore piuttosto presto specialmente per badare alla famiglia e per i tantissimi infortuni a cui va incontro. In realtà torna, due anni dopo, ma questa volta con scarsi risultati ed una sconfitta al primo turno di Playoffs.

“Mikan with the three!”

Questa frase non è mai stata pronunciata su un parquet. Ma la personificazione di progresso cestistico risiede in lui, ed è proprio Mikan che, una volta entrato nella già progressista ABA da commissioner,  nel 1969 istituisce la linea dei tre punti, ripresa dalla NBA ben 10 anni dopo! A Steph Curry, Ray Allen, James Harden e tanti altri: ringraziate George, fatelo assieme ai tanti innamorati di questo sport, perché se lo sviluppo sociale e cestistico della pallacanestro professionistica americana ha seguito questa linea, il merito di George Lawrence Mikan è molto più grande di quanto possiate immaginare.