Una delusione di nome Pipita

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Higuain, il Pipita deluso…

Non c’è cosa peggiore per una società di calcio (e per una tifoseria) rimanere delusi da un nuovo arrivo durante il calciomercato. Per carità, la storia del calcio è piena di giocatori che sono stati acquistati per fare far alla squadra il salto di qualità, ma molte volte questo salto non viene compiuto. Delusioni di calciomercato c’erano, ci sono e sempre ci saranno.

Prendiamo Gonzalo Higuain: arrivato in estate al Milan in prestito dalla Juventus, l’attaccante argentino è da oggi un nuovo giocatore del Chelsea. L’esperienza del “pipita” alla corte di mister Gattuso è durata appena sei mesi. Sei mesi divisibili in due tranche: la prima, con il numero 9 di Brest bomber quasi implacabile, la seconda con un “pipita” lontano parente di quello visto precedentemente, alla Juventus, al Napoli e al Real Madrid.

Voleva (e forse doveva) già andare al Chelsea in estate dal suo mentore Maurizio Sarri in estate, ma poi il Milan lo ha convinto a rimanere in Italia per diventare l’anti-Cristiano Ronaldo. Chiuso da Ronaldo e Mandzukic, Higuain ha accettato l’offerta rossonera di diventare quel numero 9 che in casa rossonera mancava dai tempi di Filippo Inzaghi, ovvero da sette anni.

Da quando il “Pippo nazionale” ha deciso di ritirarsi, la maglia numero 9 del Milan è stata indossata da calciatori presi per far fare il salto di qualità ma che invece sono stati di una delusione che dire cocente è un eufemismo: da Pato (che però ha iniziato con la 7) a Matri, da Torres a Destro, da Luiz Adriano a Lapadula fino ad André Silva. Per carità, attaccanti degnissimi, ma la 9 del Milan ha un certo peso e l’apporto di questi giocatori è stato negativo. E Gonzalo Higuain rientra in questa cerchia a pieno titolo

Ma se gli altri sono onesti calciatori, nel caso dell’attaccante argentino a delusione è massima perché Gonzalo Higuain come storia personale, successi e gol segnanti è di un altro livello rispetto agli altri. Ma avendo fatto male in questi sei mesi, il suo livello è…come quello dei precedenti.

L’operazione Higuain-Milan ha visto il giocatore andare in prestito oneroso dalla Juventus per un anno a 18 milioni di euro con diritto di riscatto per i rossoneri fissato a 36 milioni. Un’operazione costosissima per un atleta di 31 anni. Un atleta che ha sul suo curriculum 55 reti con la Juventus, novantuno con il Napoli e centoventuno con il Real Madrid. Il Milan si accaparrava ad ad agosto un attaccante da 23 gol a stagione come minimo, con il record di 36 reti in trentacinque partite nell’ultima stagione al Napoli. In pratica, numeri da Schevchenko, Kakà e Ibrahimovic.

Il bottino dell’Higuain rossonero è di otto reti complessive in venti partite. Come detto, una vera delusione anche se la sua prestazione al Milan ha un punto di non ritorno: il match di andata contro la Juventus dell’11 novembre. In quell’occasione il “pipita” avrebbe dovuto trascinare la sua squadra a disputare la partita (quasi) della vita contro la corazzata bianconera. Era Cristiano Ronaldo contro Gonzalo Higuain. Era la sfida fra i due attaccanti più forti della nostra Serie A ed invece Higuain si era fatto parare il rigore da Szczęsny e nella ripresa ha ricevuto un cartellino rosso che lo ha fatto uscire di senno. Dopo quella partita, solo un gol contro la Spal (con il giocatore andato ad abbracciare Gattuso) e la querelle della Supercoppa italiana con Higuain non presente nella foto ufficiale e partito dalla panchina ed in campo solo una ventina di minuti.

I numeri sono impietosi, ma a difesa di Higuain c’è da dire che alla Juventus era il real nueve e gli arrivavano tantissimi palloni da giocare (ed insaccare), mentre al Milan la fatica è stata maggiore perché la squadra è tutta stagione che fa fatica e tribula (nonostante sia in piena corsa per un posto in Champions, anche se è uscita subito in Europa League) e non gli sono mai arrivati palloni utili da giocatore.

Insomma, una delusione cocente per un club che ha speso molto per lui (tra ingaggio e prestito) e che doveva essere il fiore all’occhiello di Elliot. Una società che non ha gestito per nulla questa problematica. In poche parole, anni fa in casa Milan un “caso Higuian” non ci sarebbe stato o comunque la dirigenza si sarebbe espressa, mentre a oggi non ha mai detto nulla.

Per carità, le stagioni negative le hanno tutte ma Higuain è stato un flop totale: poco incisivo, assente nelle partite che contano, un giocatore spaesato. E per il Milan è il secondo flop consecutivo: prima Bonucci, oggi il “pipita”. Un’operazione che vede il club di via Aldo Rossi notevolmente danneggiato perché dal passaggio di Higuain al Chelsea non guadagnerà nulla. Anzi, sarà la Juventus a beneficiarne. Come dire, piove sul bagnato.

Ora per l’attaccante ex Napoli l’esperienza inglese a seguito di Maurizio Sarri, quello che più di lui (ancora più di Allegri) ha creduto in lui. L’hype nei suoi confronti è molto alto ora, poiché i Blues stanno arrancando come risultati e prestazioni (già tre sconfitte in questo 2019), non giocano un bel calcio e la magia verso il “sarrismo” sembra si stia assottigliando. Higuain dovrà prendere il ruolo di Álvaro Morata prossimo alla partenza per l’Atlético Madrid e avrà il compito di guidare l’attacco del Chelsea supportato da gente come Pedro, Willian e Hazard. Anche il Chelsea prendendo Higuain rischia molto perché deve già fare i conti con la stagione negativa di Giroud ed un attacco che vede come miglior marcatore…un centrocampista, anche se della qualità di Eden Hazard.

Attenzione però perché lo stesso hype ora ce l’avrà Krzysztof Piątek, quello che dovrà sostituire Higuain nell’attacco rossonero. Il numero 9 polacco, che il Milan dovrebbe pagare 40 milioni di euro permettendo al Genoa di fare una plusvalenza monstre (almeno 36 milioni), autore di diciannove reti in ventuno partite giocate tra campionato e Coppa Italia con il Grifone, avrà un bel peso da supportare e non è detto che gli venga assegnata la pesante maglia numero 9 rossonera.

Per Higuain ora prossima tappa Chelsea, un’opportunità enorme per far ricredere tutti. Un’opportunità per far capire che al Milan ha fatto male perché è stato l’uomo sbagliato-al posto sbagliato-nel momento sbagliato. Un’opportunità per dimostrare che in area il “pipita” è sempre devastante, anche nel campionato più bello (ahi per noi) del Mondo.

Per il Milan un errore da non ripetere mai più in futuro, anche se ultimamente sembra abbonato ad errori marchiani di mercato.