Inter, c’è qualcosa che non va. Conte, perchè non cambiare modulo?

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ANTONIO CONTE PERPLESSO A BRACCIA APERTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter, Conte sul banco degli imputati?

Non solo Conte sul banco degli imputati, tempo di riflessioni in casa Inter. Un inizio di stagione certamente non esaltante, evidenti problemi in difesa e tante domande. Un mercato senza colpi ad effetto ma una rosa da molti definita la più completa, addirittura superiore a quella della Juventus. Ma i risultati non arrivano, e a tener banco son soprattutto le polemiche.

Eriksen, giusto tenerlo fuori? La cosa certa è che non è ritenuto dal tecnico Conte un punto fermo, c’è anche da dire che il centrocampista non ha fatto nulla per far cambiare idea al tecnico e ribaltare le gerarchie. Impalpabile e mai decisivo quando ha avuto modo di mettersi in mostra, difficile oggi preferirlo ai vari Barella, Sensi o Brozovic. Fuoriclasse o giocatore sopravvalutato? Difficile dare una risposta, ma giusto definire al più presto il ruolo del calciatore evitando incomprensioni tattiche e futili polemiche.

Difesa a tre o a quattro? Altra domanda in cerca di risposte quella relativa alla disposizione tattica dei nerazzurri, giusto insistere sulla difesa a tre, sopratutto tenendo conto delle caratteristiche dei calciatori in rosa, o meglio passare a quattro? In molti son pronti a scommettere che l’Inter renderebbe al meglio con la linea a quattro, con due terzini classici e magari un centrocampista nel ruolo di trequartista dietro le due punte Lukaku e Lautaro Martinez. Magari proprio quell’Eriksen al momento non incisivo e quasi fuori dal progetto. La difesa, in questo inizio stagione, soffre. Tante le reti subite e qualche giocatore, Kolarov su tutti, che soffre la disposizione tattica.

In cerca di risposte – Un’Inter alla ricerca della giusta identità, cosa da fare in fretta per non rischiare di ritrovarsi a troppo presto a troppe lunghezze dalla vetta. Difesa a tre o a quattro, Eriksen si o Eriksen no a parte, la cosa che occorre è trovare al più presto l’11 base e la giusta identità tattica. E magari quel pizzico di mentalità e determinazione assenti nelle prime uscite stagionali.