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Calciomercato Juventus, Antonio Silva è il primo nome in difesa: ma non c’è solo lui

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CRISTIANO GIUNTOLI PREOCCUPATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il giovanissimo portoghese, classe 2003, Antonio Silva, di piede destro, negli ultimi giorni è stato accostato alla Juventus, vista l’emergenza nel reparto difensivo. Cristiano Giuntoli, insieme a Jorge Mendes, sta valutando l’opzione della formula con il prestito oneroso, come già fatto questa estate con l’attaccante classe 2002 del Porto, Francisco Conceição, figlio di Sèrgio Conceição, suo ex allenatore, nonché suo padre.

Juventus ai ripari: serve un difensore

Secondo Tuttosport però, Juventus non sta valutando solo il nome del portoghese. A Giuntoli piace anche il centrale difensivo del Tottenham, già conosciuto per il suo passato nella nostra Serie A. Gli altri nomi interessanti sono John Lucumì, piede mancino con grandi doti fisiche, Jakub Kiwior dei Gunners, e Skriniar del Paris Saint-Germain.

Cristiano Giuntoli sulla situazione dell’attacco ha affermato: “Se prenderete un attaccante, avrà caratteristiche diverse da Vlahovic? Al momento non sussiste il problema, puntiamo sul recupero di Milik.”

Conte: “Campionato equilibrato, Vanoli grande lavoratore. Raspadori? Non indebolirò io il Napoli”

Antonio Conte ph: KeyPress

Intervenuto in conferenza stampa, Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha parlato in vista della sfida contro il Torino dell’amico Vanoli. Tanti gli argomenti, tra cui la possibile partenza di Raspadori già a gennaio.

Conte: “La rosa è molto cresciuta, merito dei ragazzi”

Due mesi in vetta, come si fa a non farsi condizionare negli allenamenti ed in partita?
“Dobbiamo essere realisti e sapere che siamo solo alla tredicesima giornata e nel giro di pochi punti ci sono 6 squadre. E’ un campionato finora equilibrato, a mio parere non penso rimarrà così fino alla fine. Già a fine girone d’andata inizierà un po’ ad allungarsi, ma a noi fa piacere, dimostra che il lavoro che stiamo facendo è buono e sono contento, giorno dopo giorno stiamo ponendo basi importanti e vedo una continua crescita come squadra ma anche come singolo. La rosa è molto cresciuta come livello dei singoli rispetto a Dimaro, va dato merito ai ragazzi che hanno voglia di migliorare”.

Vanoli che percorso sta avendo dopo le esperienze con lei?
“Paolo è un ragazzo serio, un grande lavoratore, ho avuto il piacere di conoscerlo a livello lavorativo quando ero alla nazionale, allenava una Under, quando c’è stata l’opportunità l’ho portato con me. Ha lavorato nel mio staff, un ragazzo curioso, perbene, mi è dispiaciuto quando ha deciso di staccarsi per intraprendere una strada diversa, ma al tempo stesso ero orgoglioso di aver potuto dare qualcosa a lui e lui mi ha dato qualcosa in quegli anni”.

Oriali in un’intervista ha detto Inter e Atalanta sono le favorite ed il fuoriclasse è Conte, è d’accordo?
“Lele è un amico (ride, ndr), il martedì, mercoledì e giovedì europeo hanno confermato che in Italia iniziamo ad avere un livello tattico, tecnico molto elevato altrimenti non ti imponi in questa maniera come stanno facendo Inter, Atalanta, Juventus in casa dell’Aston Villa perché so che stadio è, il Milan, senza tralasciare la Roma, sai, mi viene da pensare quando si sottovalutano delle vittorie. La Roma è una signora squadra, l’ha dimostrato in casa del Tottenham che io conosco molto bene ed ha una rosa davvero favorito per poter lottare per la Premier League. La Fiorentina, la Lazio stessa. Il calcio italiano è cresciuto in maniera importante ed oggi deve fronteggiare squadre forti come dimostrano anche in Europa. Complimenti a loro, fa parte di un percorso che anche noi un domani vorremmo aggiungere per avere ambizioni sensate”.

Si aspetta Kvara con ancora più voglia e carica a Torino?
“Kvicha come determinazione e voglia è in continua crescita, era molto deluso perché ha avuto due occasioni davvero importanti per fare due gol, dare più tranquillità a tutti noi e far gestire meglio il finale, ma è un ragazzo che ha voglia di crescita, ha solo 23 anni ed è sul pezzo, sintonizzato con gli altri, si attacca tuttti e si difende tutti insieme. Io quello che vedo in campo è voglia di fare step in avanti e quando vedo questo sono tranquillo e sereno. Poi parliamo di un bravo ragazzo che ha capito che può crescere tanto e sta lavorando tanto per farlo e diventare uno di livello top”.

Ha detto che è mancato cinismo, come si ottiene questa cattiveria? In napoletano diciamo cazzimma.
“Quello che dico a voi lo dico prima ai ragazzi, alla squadra il messaggio non arriverà mai dopo di voi. Dobbiamo migliorare in maniera forte quando arriviamo lì, negli ultimi 30 metri, nella scelta, nella qualità, nel colpo di chi è talentuoso, il modo di attaccare l’area in maniera cattiva, ci stiamo lavorando da un po’ e quest’aspetto dobbiamo migliorare. Ma dopo ogni allenamento sono contento per l’applicazione dei ragazzi, ogni volta che affrontiamo una situazione specifica e si applicano al 200%, quando vedo questo sono felice”.

In casa del Torino in difficoltà, contestato dai tifosi.
“Una squadra in difficoltà, ma io le patite le ho viste, le ho analizzate, le ultime 6-8 partite. Loro sono partiti benissimo, poi hanno avuto l’infortunio di Zapata che stava su livelli importanti, ma è un gruppo solido, ha buona qualità, è a metà classifica in maniera tranquilla e senza una vittoria da tempo, quindi ci sono valori. Può capitare, io vivo a Torino, quasi ogni domenica avevo il piacere di andare a vedere la partita ed è un ambiente che conosco, bello caldo, forte, attaccato alla storia, dovremo fare grande attenzione, è una partita da affrontare nella giusta migliore, con rispetto della qualità dell’avversario e dell’ambiente che troveremo e della loro storia”.

11 mesi fa il Napoli perdeva 3-0 col Torino, lei era in tribuna. Si sarebbe aspettato di guidare un Napoli così?
“Ricordo bene la partita, fu una gara un po’ particolare, ma è inutile guardare al passato, conta il presente, aver resettato un po’ tutto con i ragazzi. Io il calcio lo conosco benissimo, ci sono momenti in cui c’è negatività a prescindere, ti fanno un tiro e finisce sotto l’incrocio, un episodio, ti va tutto storto, entri in un periodo di negatività e lì devi essere bravo ad uscirne. Se proprio vogliamo… c’è l’esempio di una squadra come il City che viene da 4 sconfitte ed un pareggio, ci sono quei momenti negativi, ma bisogna ripartire alcune volte si è bravi, altri entri in una spirale. Noi abbiamo iniziato col pareggio col Modena, la sconfitta a Verona 3-0, pure noi abbiamo capito che serviva resettare senza guardare indietro dove troviamo cose bellissime due anni fa e bruttissime l’anno scorso, noi pensiamo al presente ed è importante aver trovato un gruppo che mi dà soddisfazione nel venire a Castel Volturno ma deve essere solo la base”.

Raspadori ha chiesto più spazio qualche giorno fa (ufficio stampa chiarisce che è un’intervista di un mese fa, ndr), ha in mente di coinvolgerlo di più?
“Per Jack vale il discorso per gli altri, è un giocatore importante, forte, io ho intenzione di rinforzare il Napoli e non indebolirlo, questo deve essere chiaro a tutti per il presente e per il futuro. Partecipiamo solo al campionato ed i ragazzi non hanno possibilità di altri sfoghi in altre competizioni, se hai solo la Coppa Italia sporadicamente è difficile dare minutaggio anche se poi vedi Raspadori dopo i titolari è forse quello più utilizzato rispetto agli altri. Sta crescendo, ho un’idea mia su Giacomo e sono molto contento. Quando hai questa classifica non significa che hanno contribuito solo i titolari, ma di un gruppo che sta lavorando e tutti vanno nella stessa direzione. Che sia chiaro anche per il futuro, io voglio rinforzare il Napoli e non indebolirlo e non sarò così stupido da lasciar andare giocatori che ritengo forti. L’ho fatto quest’estate, avendo anche ragione, lo farò anche adesso e nella prossima finestra. Noi vogliamo rinforzarci, non sarò stupido da indebolirlo”.

Sui mancini del Napoli.
“In alcuni ruoli preferisco il piede invertito, poi c’è il terzino sinistro si definisce sinistro perché deve essere sinistro, poi c’è Spinazzola… c’è chi è bravo con entrambi i piedi. Siamo al 60% mancini e siamo contenti da questo punto di vista”.

Fonseca: “Milan a due punte? Rimane questa possibilità. Mi piacerebbe avere più punti”

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PAULO FONSECA PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa, alla vigilia della sfida contro l’Empoli, Paulo Fonseca, tecnico del Milan, ha affrontato l’argomento davanti ai cronisti presenti a Milanello.

Fonseca: “Importante vincere a Bratislava”

Il termine più usato quando si parla di Milan è “equilibrio”. Che possa essere la sintesi tra la fase difensiva di Milan-Juve e la fase offensiva di Slovan-Milan?

“Sono state due partite diverse con momenti difensivi diverse. Con lo Slovan più momenti di transizione. Stiamo lavorando su una cosa che per me è importante, non è che se si vince allora si chiude gli occhi: è quello che ho fatto questa settimana. È stato importante vincere a Bratislava e mi è piaciuto, ma abbiamo avuto problemi difensivi su cui non posso chiudere gli occhi. Abbiamo parlato anche per migliorare questa cosa”.

È un problema di apprendimento? Cosa pensa i giocatori?

“A volte i problemi arrivano con le partite. Contro la Juve abbiamo lavorato tanto sull’organizzazione difensiva e la squadra ha fatto bene. Ora abbiamo avuto una squadra di transizione e abbiamo avuto problemi. Ma i giocatori capiscono. Ma in ogni caso siamo la quinta difesa del campionato, abbiamo preso tanti gol quanto l’Inter e la Lazio. Noi lavoriamo per migliorare, a volte sono cose che non sono tattiche. Il problema di Bratislava non è tattico, ma di lettura e momento individuale. Continuiamo a lavorarci, su lettura e tecnica individuale. I giocatori lo capiscono. È importante lavorare sul problema. Abbiamo vinto. Va tutto bene? No. Quando lavoriamo sul problema avuto in partita la squadra ha una risposta positiva”.

È possibile tornare al Milan con due punte?

“Rimane nella mia testa questa possibilità. Abbiamo bisogno di farlo contro strutture contro cui abbiamo vantaggio ad usare due punti: è una possibilità di questa squadra”.

Come mai il Milan non riesce ad avere una vittoria netta?

“Non è facile essere dominanti sempre contro l’Empoli, contro l’Atalanta, per le caratteristiche dell’altra squadra. La squadra crea, ma vogliamo equilibrio: la squadra crea ma bisogna avere la sicurezza difensiva per continuare a farlo. A Bratislava abbiamo avuto un’opportunità per farlo dopo il gol, ma abbiamo sofferto altre situazione e la squadra ha accusato quel momento. La cosa più importante è cercare questo equilibrio tra momenti offensivi e difensivi”.

Leao è meglio averlo in campo che in panchina. È d’accordo?

“Adesso sì. Gli allenatori hanno diverse strategie. Io ne ho usate due. Una non ha avuto risultati, l’altra mi sembra di sì. Sono molto soddisfatto della reazione di Rafa all’essere in panchina. Ma voglio continuità. La squadra ha bisogno di questo Rafa”.

Qual era l’altra che non ha funzionato?

“Non posso dirla (ride, ndr)”.

L’Empoli difende molto bene. Cosa deve fare il Milan rispetto alla gara contro lo Slovan?

“Possiamo dire che le squadre devono avere due facce offensiva. Se affrontiamo Juve e Slovan è una faccia. Adesso dobbiamo avere un’altra faccia per affrontare Empoli e Atalanta. Qual è questa faccia? Devo dire che sono due forma diverse di attaccare. Quando affrontiamo una squadra come l’Empoli ci sono cose più importanti rispetto a quando affrontiamo la Juve. Quali sono queste cose? Non posso dirlo. L’Empoli domani sarà molto difficile, sono molto aggressivi nel momento difensivo. Non prendono gol, sono la quarta miglior difesa in questo momento. Sarà difficile”.

Sui continui cambi nella coppia di difensori centrali:

“È chiaro che ho una coppia più stabile di altre. Ma dobbiamo capire anche che abbiamo tante partite, non possiamo giocare con gli stessi. Matteo era infortunato, ha giocato una partita, dopo l’infortunio era difficile fargliene giocare un’altra. So che è importante far giocare gli stessi nella linea difensiva, il problema è che abbiamo tante partite e quando ci sono infortuni dobbiamo gestire. Una gestione, in questo momento, quasi obbligatoria. Siamo felici, ma non abbiamo quasi nessun infortunio. Non voglio parlarne, ma è molto molto positivo. Ed è così anche perché abbiamo questa gestione”.

Ti preoccupano i 9 punti di distacco?

“Non posso dire altre cose, mi piacerebbe avere più punti. Ma vado avanti con positività”.

Il gol preso a Bratislava sembra identico all’azione dell’Udinese in cui è stato espulso Reijnders. Se si commette sempre lo stesso errore non c’è nessuno che può parlare in campo alla squadra?

“Sembra che sia la stessa situazione, perché alla fine abbiamo visto Tijji correre dietro al giocatore. Ma è una situazione totalmente diversa. Ma non c’è paragone. Sui corner abbiamo tre calciatori preparati per questo momento. È una scelta individuale, è stata una scelta individuale (sbagliata, ndr). In campo si può parlare, certo, ma è una scelta individuale. Sono situazioni comunque totalmente diverse”.

Si può dominare un po’ più compatti a centrocampo, lasciando spazio ai nostri giocatori più rapidi?

“Mi sta chiedendo è se non possiamo stare più indietro per avere più spazio per gli attaccanti? Nell’ultima partita abbiamo avuto due momenti. Siamo stati in più momenti in avanti, perché il Bratislava difendeva con 10 giocatori davanti l’area. Abbiamo però fatto due gol con spazio. L’ideale sarebbe avere i due momenti. Quando recuperiamo palla dobbiamo capire che abbiamo calciatori per uscire veloci. Ma quando non si può fare dobbiamo fare un attacco organizzato. I gol che facciamo sono più con spazio che con l’attacco posizionale o organizzato. I gol che facciamo normalmente sono molti di più col recupero palla e con spazio”.

È un problema che gli allenatori sono sempre così sotto pressione e sotto stress?

“Non possiamo scappare da questa pressione quando siamo in club come il Milan o come il Manchester City. Non so cosa sia successo con Guardiola (e i graffi sul viso, ndr). Ma stare qui vuol dire avere pressioni in tutti i momenti, tutti i giorni. Non solo con la stampa e i tifosi, ma anche qui dentro e con i giocatori. Siamo una squadra che deve vincere sempre. Se non vogliamo avere questa pressione non possiamo stare qui, a questo livello. Non penso ci sia altro modo. È una pressione grande, grandissima. E si sente tutti i minuti, tutti i giorni. Io dico che il calcio è per persone forti. Se non siamo forti non possiamo stare nel calcio a questo livello”.

Fofana può riposare domani visto che è diffidato?

“In questo momento non posso avere questo rischio di non usare Fofana. La prossima partita è la più importante. Mi aspetto che Fofana faccia una partita intelligente per non prendere il giallo. Quello che mi preoccupa non è Fofana in questo momento. Se sbaglia, sbaglia. Mi aspetto che gli altri non sbaglino in questo momento”.

In classifica ai primi posti ci sono squadre che hanno cambiato, come il Milan. Questa giustificazione che vale per il processo di cambiamento sta scadendo?

“Sono sicuro che alla fine saremo davanti a qualcuna di queste squadre. Ma parliamo di noi. Abbiamo cominciato la pre stagione con 15 giocatori ed i “bambini”. Siamo andati negli USA, le cose sono state bellissime. Abbiamo cominciato 8 giorni prima della prima partita con gli altri giocatori, i giocatori più influenti della squadra che sono stati all’Europeo. E ci abbiamo lavorato 8 giorni. Dopo non abbiamo avuto mai tempo per allenarci. E ora, piano piano, il nostro allenamento è più video, stiamo migliorando. Ma quando si cambia tanto è più difficile. Non mi sembra che queste squadre, tranne il Napoli, non hanno avuto i giocatori in prestagione: quelle sono 4-5 settimane di allenamento molto importanti quando si cambia. Poi una di queste squadre non gioca la Champions League durante la settimana. Il Napoli ha un nuovo allenatore ma ha tutta la settimana per lavorare. Poi ci sono due squadre molto forti come Inter e Atalanta con lo stesso allenatore da anni. Se poi vogliamo a vedere solo il risultato sono il primo a dire che dobbiamo fare di più”.

Siete tranquilli su Bennacer e sul suo stato fisico?

“Stiamo aspettando Bennacer nei prossimi tempi e recuperarlo per la seconda parte della stagione, può essere importante per noi. Siamo fiduciosi sul recupero di Bennacer”.

Con l’Empoli proprio non si può sbagliare… Il fatto del dentro fuori tutte le partite, che in Champions non avete, cosa fa?

“A Madrid eravamo sotto pressione… Io posso dire che sono esperto adesso nel momento di pressione: dal primo giorno che sono qui tutte le partite sono così. Non c’è nessuna novità per domani, è la stessa pressione. I giocatori anche sono abituati. Tutti qui sappiamo che dobbiamo vincere domani, e poi col Sassuolo e poi con l’Atalanta. Non sento più pressione che in altre partite. Non sono buono con me stesso, sono il primo a mettermi pressione”.

Però la pressione da primi è diversa dalla pressione da ottavi o noni…

“Per questo dico che sono esperto, non sono stato ancora lì su (sorride, ndr). È difficile per la squadre che sono indietro, la pressione di vincere è molto meglio. C’è comunque sempre pressione. La squadra che è prima, il Napoli ora sente grande pressione: c’è sempre pressione. Magari per me ora è una pressione diversa da quella del Napoli. Qui si lavora tanto ma io dormo sempre molto bene. Non dormo tante ore, ma le ore che dormo le dormo molto bene. Ho un bambino di un anno… È l’unica forma di non dormire bene (sorride, ndr).

Ci può dire qualcosa sulla formazione?

“Non posso dire niente, ma tra un’ora saprete la squadra che giocherà. Non sono io che parlo. Colpo di teatro? Magari (ride, ndr). Magari c’è qualcosa di diverso”.

Cagliari-Hellas Verona, le ultimissime sulle formazioni

simone scuffet
SIMONE SCUFFET PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Queste le ultimissime di formazioni in vista della sfida dell’Unipol Domus, che vede affrontare Cagliari e Hellas Verona, due squadre che cercano disperatamente punti salvezza.

Cagliari-Hellas Verona, le probabili formazioni:

CAGLIARI (4-2-3-1): Scuffet; Zappa, Palomino, Luperto, Augello; Makoumbou, Adopo; Zortea, Gaetano, Luvumbo; Piccoli. All. Nicola

HELLAS VERONA (4-2-3-1): Montipò; Tchatchoua, Ghilardi, Magnani, Bradaric; Serdar, Belahyane; Suslov, Tengstedt, Lazovic; Sarr. All. Zanetti

Fantacalcio – Dritte e consigli per la quattordicesima giornata

Fantacalcio

Senza un attimo di tregua; appena conclusa la tre giorni europea eccoci di nuovo in clima campionato e naturalmente torna anche il fantacalcio con un turno ricco di scontri interessanti.

Si parte stasera alle 20.45 con la sfida salvezza CAGLIARI-VERONA; i padroni di casa rinfrancati da due pareggi con Milan e Genoa, punteranno decisi alla vittoria. Per noi spazio a Piccoli, Luvumbo e Gaetano, senza dimenticare l’opzione Zortea. Gli scaligeri invece dopo il “cappotto” subito dall’Inter necessitano di un risultato positivo per riacquistare morale; Zanetti ancora saldo in panchina, ci proverà con Tengstedt, Lazovic e Harroui; la carta a sorpresa potrebbe essere Mosquera, inizialmente dato in panchina.

Sabato alle 15,00 un altro incontro in zona calda col derby lombardo tra COMO e MONZA. Fabregas avrà in Paz, Cutrone e Strefezza i suoi punti di forza; occhio pure a Fadera. Per Nesta saranno Maldini, Djuric e Mota le punte di diamante alle quali aggiungiamo il difensore Carboni.

Sempre sabato ma alle 18.00 il MILAN riceverà l’EMPOLI, risultati e classifica alla mano uno delle rivelazioni di questo inizio di campionato. Per Fonseca c’è solo un risultato: per conquistare i tre punti saranno fondamentali i guizzi di Leao, Pulisic e Morata ma anche Theo Hernandez prima o poi tornerà a farsi sentire in zona bonus. La coppia Pellegri-Colombo promette di intralciare i programmi rossoneri; inseriamo tra i possibili “guastatori” anche Esposito (dalla panchina) e Ismajli al quale manca solo un sigillo prezioso per evidenziare ancora di più il suo ottimo momento. Può tornare utile Maignan.

Il programma prefestivo si chiuderà alle 20,45 con BOLOGNA-VENEZIA. I padroni di casa, ormai ad un passo dall’eliminazione in Champions, cercheranno di ritrovare la diritta via in campionato dopo il k.o subito dalla Lazio; Castro, Odgaard e Orsolini sono già pronti ma occhio anche a Ferguson che su sta rimettendo in sesto e potrebbe tornare a pungere come spesso gli capitava nella scorsa stagione. Il Venezia proverà ad opporsi con Pohjanpalo, Busio e Nicolussi Caviglia. Stavolta il jolly lo mettiamo su Duncan.

Domenica si pranzerà in compagnia di UDINESE-GENOA. Lucca, Davis e Thauvin cercheranno di assicurare i tre punti ai friulani tra i quali potrebbe inserirsi tra i migliori anche Ehizibue. Per quanto riguarda i rossoblu di Vieira vedremo se Pinamonti e Balotelli riusciranno a lasciare il segno. Occhio a Zanoli e Messias pronto al rientro.

Alle 15.00 la LAZIO farà visita al PARMA nel tentativo di continuare la sua scalata ai vertici della classifica. Baroni, che potrebbe avere diversi problemi di formazione, probabilmente avrà in Castellanos, Zaccagni e Guendozi i suoi alfieri migliori. Occhio a Dia, se recupererà, e Isaksen. Pecchia dal canto suo non può restare a secco e per mettere i bastoni tra le ruote biancocelesti punterà su Bonny, Man e l’ex Cancellieri. Una chance anche per Balogh.

Sempre alle 15,00 TORINO-NAPOLI. I capoclassifica per restare al comando devono vincere; ci proveranno con i soliti: Lukaku, Kvaratskhelia e Mc Tominay, più Politano e Buongiorno. I granata si opporranno con Sanabria, Adams e Lazaro. Spazio anche per Njie.

Interessantissima la sfida delle 18 tra FIORENTINA ed INTER, appaiate al secondo posto. I padroni di casa punteranno su Kean, Colpani e Beltran, sperando di poter scatenare in corso d’opera anche Gudmundsson. I nerazzurri invece avranno in Thuram, Lautaro e Barella i consueti punti di forza. Occhio pure a Bastoni e Calhanoglu.

La giornata domenicale si chiuderà alle 20,45 con LECCE-JUVENTUS. I salentini hanno preso una bella boccata d’ossigeno a Venezia e cercheranno di dare continuità al momento anche se non sarà facile. Giampaolo avrà in Krstovic e la rivelazione Dorgu gli uomini più propensi al bonus. Aggiungiamo Gaspar e Baschirotto. Motta, ancora alle prese con tante defezioni, nella speranza di avere a disposizione Vlahovic, magari in corso d’opera, punterà su Weah, Conceicao e Koopmeiners. Dalle retrovie occhio alle zampate di Gatti. Di Gregorio (o Perin) potrebbe valere il bonus portiere.

Ultima gara, lunedì alle 20,45, l’attesissima ROMA-ATALANTA. la squadra più in forma del momento testerà se quella di Londra per i giallorossi fu vera “gloria”. Gasperini avrà in Retegui, Lookman e De Ketelaere i suoi puntelli ma anche Samardzic e l’ex Zaniolo potrebbero colpire. Nei capitolini spazio a Dybala, Dovbyk e Pellegrini. Jolly Soule.