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Coppa Italia: Juve in semifinale, eliminata la Lazio (0-1)

Lichtsteiner e Zaza

All’Olimpico in campo Lazio e Juve, in palio la semifinale di Coppa Italia. Primo tempo giocato a viso aperto, squadre equilibrate e Lazio compatta, Zaza tra i più in forma, tra i biancocelesti si mette in mostra Keita. Proprio il giovane Keita sfiora il vantaggio per la Lazio ma spreca. Zaza ci prova per la Juve, ma il risultato non si sblocca. La prima frazione si chiude a reti inviolate.

Nella ripresa le squadre ci provano, Keita si conferma in grande spolvero, il giovane biancoceleste crea problemi alla retroguardia bianconera ma il risultato resta inchiodato sullo 0 a 0. Zaza si conferma attaccante di valore, il bianconero mette paura in più occasioni a Berisha ma si perde all’ultimo passaggio. La Juve inizia a metter paura alla Lazio ma la gara resta fermo sullo 0 a 0. Al 66′ ancora Zaza protagonista, gran tiro a giro che si stampa sul palo a Berisha battuto, l’ex Lichtsteiner si ritrova la palla sui piedi e la piazza, nulla da fare per la Lazio e vantaggio bianconero. La Lazio prova a reagire cercando il pari, dentro anche Matri tra i biancocelesti, nella Juve spazio a Dybala che appena entrato in campo sfiora il gol.

Vince la Juve e trova la semifinale di Coppa Italia dove trova i ‘nemici’ storici dell’Inter.

Lazio (): Berisha; Konko (28′ st Felipe Anderson), Bisevac, Mauricio (17′ st Hoedt), Radu; Milinkovic-Savic, Biglia, Lulic; Candreva, Klose (37′ st Matri), Keita. A disp.: Guerrieri, Matosevic, Braafheid, Patric, Parolo, Onazi, Cataldi, Mauri, Djordjevic. All.: Pioli
Juventus (3-5-2): Neto; Caceres, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (35′ st Cuadrado), Sturaro, Marchisio, Pogba, Alex Sandro; Zaza (45′ st Dybala), Morata (30′ st Mandzukic). A disp.: Buffon, Audero, Rugani, Padoin, Hernanes, Asamoah. All.: Allegri.
Arbitro: Damato
Marcatori: 21′ st Lichtsteiner
Ammoniti: Lulic, Mauricio, Konko (L); Chiellini, Zaza, Dybala (J)

Roma, testa al mercato e alla Juventus

Perotti

Roma attiva sul mercato anche nei giorni che portano alla sentitissima sfida contro la Juventus, già un banco di prova decisamente impegnativo che sarà termometro dell’impatto di Spalletti dopo un esordio piuttosto grigio: per Perotti dal Genoa è fatta e non è una novità, l’argentino punta ad essere disponibile per il tecnico di Certaldo già in vista del big match.

Altre operazioni vedono Castan, che evidentemente non ha giustificato la fiducia totale della società sul suo recupero, verso il prestito al Fluminense (con Gerson, pronto a sbarcare a Trigoria a giugno) e Gervinho lusingato dai milioni cinesi e pronto a sposare la causa (e gli yuan) dello scatenato Jiangsu dell’ex Foggia e Genoa Petrescu. Dovesse partire l’ivoriano (si tratta sui 12 milioni), affondo su El Shaarawy; congelata la cessione di Doumbia, l’altro ivoriano è seguito da diversi club di Premier League ma nulla di concreto al momento. In difesa il rinforzo potrebbe essere il madridista Nacho, impiegabile anche sugli esterni di difesa, che potrebbe liberarsi per 8 milioni; richieste meno esose quelle della Juventus per Martin Caceres, anche perché l’uruguagio si svincola a fine stagione.

Il profilo è insomma quello di un difensore duttile capace di giocare al centro come in fascia, proprio perché gli obiettivi per le fasce (Adriano su tutti) al momento sembrano più complicati. Sullo sfondo per la difesa il nome di Umtiti. Partente Ashley Cole (rescissione consensuale con destinazione MLS), procede bene la trattativa per l’acquisto del portiere brasiliano Alisson da perfezionare a fine stagione.

Intanto procede la preparazione alla sfida esterna contro la Juventus, decisa a vendicare la sconfitta dell’andata a condizioni di forma praticamente inverse: Spalletti potrebbe decidere di schierarsi praticamente a specchio e inaugurare la difesa a tre con De Rossi centrale in impostazione. Il lavoro settimanale continua a svolgersi nella ricerca di nuovi assetti tattici ed equilibri che vedrebbero Pjanic in cabina di regia (alla Pizarro, per fare un’analogia con la prima Roma di Spalletti) dove ha comunque bisogno di adattarsi e Nainggolan incursore dietro la punta, ruolo in cui ha segnato il suo primo gol stagionale e in cui può fare benissimo per capacità di inserimento ed esuberanza atletica e fisica.

Zarate vuole la Fiorentina, l’affare si può fare

Paulo Sousa

Paulo_Sousa

Potrebbe essere Mauro Zarate il nuovo rinforzo per la Fiorentina di Paulo Sousa. L’agente dell’ex Lazio e Inter conferma la trattativa per il passaggio dell’argentino in viola: “Sono a Londra per cercare di chiudere la trattativa, stiamo cercando un accordo con il West Ham. La Fiorentina è una squadra molto competitiva che attacca sempre e gioca un bel calcio. Mauro potrebbe rappresentare una scelta giusta visto che è un calciatore offensivo. Lui sta giocando spesso e quindi il club vorrebbe trattenerlo, Mauro però vuole la Fiorentina”, le dichiarazioni di Rolando a Radio Bruno.

Pepito Rossi al Levante, Mauro Zarate alla Fiorentina? Questo all’orizzonte. Scelta giusta da parte del club viola per puntare a traguardi ambiziosi?

Italia vs Spagna U17 alla presentazione del nuovo Centro Sportivo

Italia U17

Giornata molto importante in casa Frosinone. Oggi c’è stata l’inaugurazione del nuovo centro sportivo ‘Città dello Sport’ località Ferentino, dalle ceneri del vecchio impianto comunale. Due campi a 11, uno a 8 e uno a 5, una bella struttura oltre che un investimento importante per la società ciociara, sempre più desiderosa di voler rialzare la testa e provare ad acciuffare una salvezza che avrebbe le sembianze di impresa eroica. Nella mattinata taglio del nastro con il Presidente del Frosinone Maurizio Stirpe, il Vice Presidente UEFA, Giancarlo Abete, e il Presidente Federale, Carlo Tavecchio.

Alle 15 c’è stata l’amichevole tra gli azzurrini dell’Italia U17, allenata da Dal Canto, e la Spagna U17. Il risultato finale è di 1-1, gol nel prima frazione del canterano blaugrana Oriol Busquets Mas e pareggio nella ripresa di Byoti Moise Kean, classe 2000 della Juventus. Partita molto corretta e piacevole.

Una bella giornata di sport per la Ciociaria, che si augura di continuare a sventolare il vessillo canarino in Serie A e di tornare a fare punti, magari già sabato contro l’Atalanta.

ph: Rea/Komunicare

E se l’obiettivo di Mancini fosse… la Nazionale?

Mancini

C’è chi grida allo scandalo, così come chi dice che in campo, effettivamente, certe cose possano scappare. Il dibattito sarebbe estenuante a meno di prese di posizioni trancianti, rispettabili quanto poco esaustive. Molto più interessante è cercare di capire il motivo che ha spinto un grande personaggio di calcio come Roberto Mancini a scatenare un putiferio mai visto.

Già, perché non era mai accaduto che un addetto ai lavori si esponesse così tanto su un tema da sempre considerato tabù nel mondo del calcio. Non ci interessa tanto il merito della questione – se ne discute in Parlamento e potrebbe anche bastare – quanto, appunto, la molla che ha innescato l’ondata mediatica. E allora, facendo qualche supposizione, non possiamo non partire dall’intelligenza sopraffina che ha sempre caratterizzato Roberto Mancini, uomo di mondo e acuto osservatore del mondo, non solo calcistico. Sì, è un permaloso di natura e forse le offese di un “provinciale” come Sarri non gli sono andate giù, ma potrebbe esserci di più.

C’è, per esempio, che dopo gli Europei del 2016 pare che Antonio Conte voglia chiudere con la Nazionale. Ovviamente, è già partita la giostra del toto-nomi sul suo successore, una giostra in cui altrettanto ovviamente non manca Roberto Mancini. Preparare il terreno è la miglior tattica per raggiungere un obiettivo e lui, Mancini, da tecnico preparato lo sa bene. Ecco che all’improvviso entra durissimo su un tema che oggi in Italia è all’ordine del giorno, tra dibattiti parlamentari, talk show e manifestazioni di piazza.

Un tema che divide, certo, ma che mediaticamente traccia un solco netto tra “progressisti” che guardano al futuro e “conservatori” che vivono nel passato. In questo senso, è facile immaginare come nella corsa alla panchina della Nazionale Roberto Mancini – dopo aver dato addosso così rumorosamente ai “razzisti del calcio” – sarebbe “sponsorizzato” da larga parte dei media italiani ed europei, perché questa presa di posizione gli garantisce mediaticamente la patente ufficiale di grande uomo di calcio che il calcio lo vuole cambiare davvero, portandolo con coraggio verso un futuro illuminato.

Senza dimenticare, poi, che il Presidente della FIGC è tal Tavecchio, uno che su battute del genere si è giocato tantissima popolarità. Quale scelta migliore di Mancini, dunque, per ottenere un bel restyling di immagine? Forse sono solo supposizioni e ipotesi, ma il dubbio è naturale. Roberto Mancini sogna la Nazionale, una Nazionale con cui da calciatore ha sempre avuto un rapporto burrascoso proprio a causa di qualche presa di posizione un po’ troppo istintiva e maldestra negli anni della gioventù sampdoriana. Una lezione, quella, che il Mancio potrebbe aver capito molto bene. Il passato nella “civilissima” Inghilterra, un curriculum denso di trofei, le sciarpe eleganti e uno stile mai banale farebbero il resto.