Home Blog Pagina 11040

Inzaghi a testa alta: “Il Milan c’è”

Inzaghi

Il pareggio, amaro, di ieri sera del Milan contro la Fiorentina non toglie a Pippo Inzaghi la grinta e la voglia di prendersi il terzo posto. Obbiettivo ritenuto molto più che possibile dallo stesso allenatore, intervenuto ai microfoni di Sky: “Dispiace solo per il risultato, essercela giocata con la Fiorentina penso sia un grosso passo avanti. C’è amarezza perché abbiamo avuto la palla del 2-0 con Menez, poi c’è stato l’1-1 sull’unica palla sbagliata. Fino a poco tempo fa non ci avrebbe creduto nessuno ad un Milan davanti alle rivali per il terzo posto, siamo realisti, sono felice per questa squadra”.

Intanto, sul fronte societario, arrivano voci importanti per il futuro rossonero, voci che vengono addirittura dall’altra parte del mondo, dalla Cina. Durante il match di ieri sera in trubuna al fianco di Silvia Berlusconi e sua figlia Barbara sedeva Richard Lee, grande uomo d’affari cinese con il quale il Milan potrebbe avallare delle nuove iniziative, come quella ipotizzata dalla Gazzetta dello Sport: una replica di Casa Milan orientale; ciò per alimentare gli introiti legati al brand rossonero.

Marotta: “Deprecabile il comunicato stampa dell’Inter”

marotta_j

L’ad della Juventus Beppe Marotta torna sul botta e risposta Agnelli-Thohir, con Juve e Inter di nuovo al faccia a faccia. Il dirigente bianconero non ci sta e va all’attacco.

Marotta commenta così il comunicato stampa del club nerazzurro: “Ci ha dato molto fastidio. Agnelli ha risposto alla domanda fatta da un giornalista e ha espresso parole molto positive sia per il dirigente che per l’imprenditore. Poi, in senso ironico e affettuoso ha detto che ha commesso una follia accettando uno Scudetto ingiustamente. Da qui a leggere un comunicato così duro e fuori luogo non è ammissibile, è deprecabile quanto scritto sul sito dell’Inter”.

C’era una volta il calcio italiano

Superga

La Juve vince col Palermo e stacca la Roma, fermata sul pari per 0-0 sul campo della Sampdoria. La nostra serie A si può in sostanza racchiudere in queste poche righe che commentano l’attuale campionato. Una squadra che ormai da anni vince e stravince in Italia e un’altra che fa da unica inseguitrice alla lepre che prova a scappare. Per il resto c’è ben poco da dire. Le grandi del passato arrancano e vivono momenti difficili e differenti. C’è il Milan di Filippo Inzaghi, un cantiere aperto e che alterna prove buone ad altre meno buone, l’Inter di Walter Mazzarri, la cui situazione appare tutt’altro che tranquilla e la Lazio di Stefano Pioli, forse quella che per il momento sta regalando maggiori spunti positivi. La difficile situazione del calcio italiano è ormai stigmatizzata dalla pochezza che le nostre “big” esprimono al di fuori delle mura nazionali. La Juventus con Allegri voleva dare quella spinta europea in più, ma come con Conte la situazione non sembra affatto cambiata. Discorso diverso per la Roma, che nonostante la rosa lunga e comunque competitiva, si trova a dover fare i conti con un girone d’inferno in compagnia di Manchester City e Bayern Monaco.

Ma da dove nasce questo declino nel calcio nostrano? In primis basta pensare alla tassazione, con paesi come Germania, Inghilterra e Francia che fatturano il doppio o il triplo rispetto a noi che arranchiamo e non riusciamo a venire fuori da questo momento buio. Tolta la Juventus, le big italiane non hanno uno stadio di proprietà, con Milan e Inter che hanno solo abbozzato l’idea di costruire uno stadio di proprietà. Conseguenza di questo è la pochezza di risorse disponibili per fare mercato, con il Psg che si permette di spendere 50 milioni per un difensore come David Luiz mentre le milanesi e la Juve si assicurano campioni sulla via del tramonto come Alex, Vidic ed Evra. Eppure una volta nel nostro campionato sbarcavano campioni del calibro di Ronaldo, Zidane e Van Basten, mentre ora si cerca di acquistare sempre e solo a prezzo di saldo o a parametro zero con il rischio di prendere giocatori spremuti e senza stimoli. È l’epilogo del calcio italiano. Quel calcio di cui ormai resta ben poco da elogiare, se non quei pochi giovani come Verratti e Donati, che hanno scelto di cercare fortuna lontano da qui.

Thohir: “Fiducia in Mazzarri ma…”

Real Madrid Napoli, risultato, tabellino e highlights

MazzarriW

L’Inter torna a vincere ma il patron dei nerazzurri Thohir non sembra soddfisfatto al 100%. I tifosi nerazzurri hanno ormai scaricato il tecnico Mazzarri, ora sembra esser meno convinto della conferma anche il patron. Fiducia in Mazzarri ma condizionata, questo quanto lascia intendere l’indonesiano proprietario del club meneghino

Queste le parole rilasciate da Thohir dopo la vittoria di Cesena: “Ho fiducia in lui e nel suo lavoro, lo scorso anno avevamo come obiettivo l’Europa e l’abbiamo centrato. Bisogna analizzare in maniera equa il problema dell’allenatore. Vedremo nelle prossime due partite, ma cambiare il proprio tecnico in corsa non è mai una buona soluzione. Vogliamo dargli un’altra opportunità”.

Garcia: “Alla Roma è mancata un pò di fortuna”

Garcia

Il 7-1 rimediato in Champions dal Bayern Monaco sta, forse, portando ancora alcuni strascichi nell’ambiente giallorosso. La Roma di Garcia sembra in difficoltà rispetto alle prime giornate di campionato; il calo più che sul piano del gioco si evidenzia sul piano mentale. La squadra non sembra essere, almeno contro la Sampdoria, combattiva come ad inizio stagione; il tecnico del club Garcia racconta la partita e il momento delicato che sta affrontando a Sportmediaset: “È mancato solo qualcosa a livello offensivo e un po’ di fortuna. In difesa siamo stati solidi, la Sampdoria ha avuto solo un’occasione su un calcio piazzato. Un punto contro la terza in classifica è un ottimo punto, anche se, ripeto, è mancato qualcosa in attacco. La carica dei tifosi? Ci regala tanta forza, dobbiamo dare tutto in campo per loro. Il paragone con Mourinho? No, lui ha vinto tantissimo, io sono solo Rudi Garcia. 7-1? Stanno passando le scorie di questa sconfitta, la partita è stata disputata con fiducia sui nostri standard”.

Stamane Garcia e i suoi uomini sono tornati a lavorare a Trigoria; defaticante per i ragazzi impiegati ieri e lavoro differenziato per Keita e Maicon, ancora out, e si pensa subito al prossimo match contro il Cesena.