Home Blog Pagina 11056

Tempo di rinnovi in casa Juventus

marotta_j

Aspettando la partita con il Sassuolo la Juventus pensa ai rinnovi; uno dei quali starebbe facendo penare i dirigenti bianconeri: si tratta di Stephan Lichtsteiner. Il terzino, tornato nella serata di ieri dal ritiro con la nazionale svizzera, ha il contratto in scadenza nel 2015 e ha più volte ribadito di voler continuare la sua avventura nel club torinese. Il problema è quindi l’ingaggio, molto alto, del calciatore che vorrebbe arrivare a 3 milioni di euro annui. La Juventus ne offre 2,3 e non sembra disposta ad aumentare tale cifra.

Marotta e i suoi collaboratori dovranno, quindi, discutere con l’agente dello svizzero ulteriori dettagli per non privare Massimiliano Allegri e i tifosi bianconeri di questo esterno che tanto bene ha fatto finora con la Juventus. Il pre-Sassuolo obbliga Allegri a fare i conti anche con gli indisponibili e non solo. Oltre allo squalificato Morata il tecnico ex Milan dovrebbe fare a meno, almeno dal primo minuto anche di Arturo Vidal; il cileno non è in grandissima condizione dopo la botta al ginocchio e le due sfide disputate con la sua nazionale. Inoltre il guerriero è stato multato dalla società (100 mila euro la cifra) per la notte brava prima della scorsa partita con la Roma.

De Sanctis: “Alla Juve interessa vincere, in qualsiasi modo…”

Qualche giorno dopo Juventus-Roma il patron dei giallorossi James Pallotta invitava alla calma, stop alle polemiche e concentrati sul futuro. Dopo le accuse reciproche tra bianconeri e giallorossi la bagarre è proseguita ricca di botta e risposta Roma – Torino.

Oggi a distanza di qualche giorno torna sull’argomento il numero 1 romanista Morgan De Sanctis, queste le parole rilasciate a gazzetta dello sport: “Per loro conta vincere, non importa come – attacca il portiere giallorosso – Con 20 anni di calcio alle spalle Totti ha fatto bene a parlare dopo il match. Si fatica ad accettare certe decisioni perché si ha la sensazione di non giocare ad armi pari… Fa riflettere la sproporzione tra quello che ha vinto in Italia e quello vinto in Europa”.

Le polemiche continuano, un testa a testa quello tra Juventus e Roma che sicuramente caratterizzerà l’intera stagione. La speranza è quella che non si debba assistere a nuovi arbitraggi ‘criticabili’ e che si possa parlare solo di calcio giocato, quello vero e senza polemiche.

Finalmente l’Italia ha scoperto l’Europa League?

Napoli

Un tempo la Coppa Uefa era addirittura più difficile della Coppa dei Campioni. Proprio così, perché in Coppa dei Campioni c’erano soltanto le squadre che l’anno prima avevano vinto il titolo nei rispettivi campionati, mentre in Uefa si trovavano le seconde, le terze e le quarte classificate. E spesso capitava di trovare in Uefa squadre che, in quell’anno, dominavano nettamente il proprio campionato. Anche per questo era una competizione che, seppur un gradino sotto la Coppa dei Campioni, trasmetteva prestigio e blasone.

Nata nel 1971, la Coppa Uefa andava a sostituire l’originaria Coppa delle Fiere. Poi, nei primi anni ’90, ecco la nuova formula della Champions League, un torneo rimodulato con gironi eliminatori ed esteso a più squadre, con l’obiettivo di creare una sorta di super lega europea, per garantire più partite, più spettacolo e, ovviamente, più indotto economico. E nel 2009 anche la Coppa Uefa ha preso la stessa strada diventando dopo 38 anni Europa League. Come per la Champions, ecco i gironi, quindi solo successivamente la fase ad eliminazione diretta insieme alle squadre eliminate dalla corsa per la coppa dalle grandi orecchie. Ma, diciamoci la verità, in Italia questa Europa League non è mai piaciuta molto. Strano, verrebbe da pensare. Già, perché in primavera si scatena puntualmente la corsa al posto per l’Europa League, quando poi l’anno dopo sembra consuetudine presentarsi all’appuntamento con disinteresse e seconde linee, come se la competizione continentale fosse un impiccio capace solo di togliere energie preziose al campionato.

Nemmeno la Juventus di Conte l’anno scorso, nonostante la finale proprio allo Stadium di Torino, è riuscita nell’impresa, eliminata in semifinale da un Benfica che non era certo superiore ai bianconeri. Per tutto questo, oggi, ciò che potrebbe sembrare scontato diventa notizia che ha del sensazionale. Per la prima volta, nella storia dell’Europa League, tutte le squadre italiane hanno vinto nello stesso turno. Fiorentina, Inter, Napoli e Torino hanno ottenuto i tre punti: a fare scalpore non è tanto l’aspetto tecnico – le rispettive avversarie non erano certo irresistibili, Qarabag su tutti, anche se una nota di merito va al Toro che ha sconfitto un sempre ostico Copenaghen – quanto l’apparente non sottovalutazione di una competizione che mai ha avuto in terra italica la dovuta considerazione. Eppure, facendo qualche esempio, un certo José Mourinho ha iniziato la propria trionfale avventura vincendo proprio una Coppa Uefa con il Porto, così come il tanto decantato Atletico Madrid di Simeone ha iniziato a divertirsi con la conquista dell’Europa League nel 2012.

Con il poker di vittorie nel secondo turno della fase a gironi, oggi l’Italia è in testa al ranking europeo annuale, con un coefficiente pari a 5.666 punti, davanti a Croazia, Spagna, Germania e Inghilterra. Numeri a parte, il segnale è positivo. Anche perché, non va dimenticato, proprio da quest’anno c’è una novità importante: chi vincerà l’Europa League nella finale di Varsavia otterrà l’accesso automatico ai preliminari o, in caso di qualificazione nel proprio campionato, direttamente ai gironi della Champions League.

 

Milan, rebus rinnovi

Pazzini

In casa Milan si lavora sodo, Inzaghi pensa al presente e come far rendere al meglio la squadra rossonera, in società si pensa anche al futuro. Molti i giocatori in scadenza o in ogni caso in dubbio. Chi confermare e chi lasciar partire? Questa la domanda nella testa dei dirigenti milanisti. Sono più di uno i casi da valutare, da Abate a De Jong, passando per Pazzini. Di seguito i singoli casi come riportati da milannews.it:

ABBIATI – Intervistato dai microfoni di Sky nel postpartita di Milan-Chievo, il portiere di Abbiategrasso ha fatto capire di non voler finire la carriera nel 2015, motivo per cui la sua avventura in rossonero potrebbe anche continuare. Difficilmente il club rossonero chiuderebbe le porte ad un eventuale rinnovo.

BONERA – Altro highlander rossonero, il centrale bresciano vedrà il suo contratto terminare il prossimo giugno. Qui la situazione potrebbe essere leggermente differente, vista la grande concorrenza che interessa la retroguardia rossonera. La sensazione è che il tutto verrà valutato mese dopo mese, basandosi sia sull’apporto di Bonera sia sulla tipologia d’Europa che conquisterà il Milan.

MEXES – Il centrale francese è attualmente uno dei “paperoni” rossoneri, ma allo stesso tempo è uno dei giocatori mai utilizzati da Inzaghi. Questo incipit mal si sposa con un rinnovo di contratto, ma sappiamo bene come il francese abbia spesso scalato posizioni nel corso delle ultime stagioni. Ad oggi le percentuali di prolungamento sono bassissime, ma cosa succederebbe se il transalpino dovesse tornare protagonista e poi accettare una proposta pesantemente al ribasso?

ESSIEN – Per Essien vale il discorso di Mexes, con la differenza che il centrocampista ghanese non ha ancora lasciato il segno in maglia rossonera. Gli esigui numeri della mediana potrebbero anche giocare a suo favore, ma il rinnovo arriverebbe solo in caso di una grandissima stagione.

PAZZINI – In pochi parlano della situazione contrattuale dell’attaccante di Pescia, anch’egli in scadenza a giugno 2015. Il giocatore ha sposato con ardore la causa rossonera, ma il ruolo di semplice alternativa a Torres (e Menez) potrebbe anche stargli stretto. Difficili fare previsioni ad ottobre, ma la grande stima di Inzaghi potrebbe favorire l’eventuale permanenza dell’ex blucerchiato.

Pogba pensa in grande: “Voglio diventare il migliore”

Pogba

Il francese della Juve Paul Pogba pensa in grande, a Parigi per ritirare un premio il centrocampista della Juve ha parlato di presente ma soprattutto di obiettivi futuri.

Queste le parole di Pogba: “Sono orgoglioso di ricevere questo premio e per me è stato un onore disputare un Mondiale. Non posso dire cosa accadrà in futuro, ma farò il possibile per vincere quanti più trofei. Lavorerò duro, il mio obiettivo è diventare il miglior giocatore del mondo”. Parole forti quelle del francesino, classe e carattere, tutte le caratteristiche per puntare a grandi traguardi, per il bene della Juve e della sua Francia.