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Conte: “Pellè titolare? Un’opzione…”

Pellè

Pelle_Osvaldo

L’Italia pronta per una nuova sfida, dopo aver vinto contro l’Azerbaigian tutto pronto per la sfida contro Malta. Conte potrebbe regalare qualche novità, soprattutto in attacco. Mentre a centrocampo potrebbe esserci Verratti, in attacco possibile esordio dal 1′ per Pellè, anche se Conte nasconde le carte.

Queste le parole del ct come riportate da mediaset: “Contro la Norvegia hanno giocato a viso aperto e han preso gol solo su contropiede. Il bel gioco porta vittoria, è quello che cerco di inculcare alle mie squadre. Lavoriamo per calcio propositivo”.

Conte poi aggiunge: “Per fare valutazione sul nuovo corso, aspetterei qualche partita in più. Questa squadra ha identità precisa, faremo bene”. Verratti o Pirlo? “Pirlo ha fatto bene contro l’Azerbaigian, ma rientra da infortunio serio, quindi faremo delle valutazioni. Verratti è nelle condizioni migliori per giocare. Pirlo è abituato a subire marcature a uomo, ne va a discapito anche il gioco del calcio”. Sul possibile impiego di Pellè: “Domani può essere un’opzione per domani come Destro, Giovinco, Immobile e Zaza”.

Inter ai piedi di Icardi e Palacio

Palacio_Jonathan

Altro spavento per l’Inter di Mazzarri; Gary Medel ha subito un contrasto duro, gomitata in piena faccia, mentre era in campo con la nazionale cilena e ha riportato una lussazione e una frattura a due denti ma da quanto rilasciato proprio dallo stesso giocatore sul suo profilo twitter sarebbe già in grado di giocare. Il pitbull cileno dovrebbe, quindi, essere in campo contro il Napoli la prossima domenica. Nel match con i partenopei il tecnico toscano potrebbe riproporre Hernanes dal primo minuto, il brasiliano ha deluso in questo inizio di campionato ma essendo rimasto a lavorare ad Appiano durante la pausa per le nazionali dovrebbe aver ritrovato la condizione ottimale. Oltre ad Hernanes i nerazzurri puntano molto anche sul pilastro difensivo Vidic e sull’estro e la tecnica del Trenza Palacio. Sono loro i nuovi “tre tenori” di napoletana memoria per il cambio di rotta su cui spera Walter Mazzarri.

Mentre alla Pinetina si lavora per ritrovare il gioco e la grinta è attesa in giornata la visita del Presidente Erick Thohir che, come si apprende dal sito nerazzurro fcinternews.it, si incontrerà con i vertici Pirelli per parlare di rinnovo (il contratto con lo sponsor scadrà nel 2016) e con Moratti; ma potrebbe anche far visita alla squadra. Il Tycoon, avrebbe anche intenzione di rilasciare un messaggio a tutti i tifosi interisti affinché stiano vicini alla squadra in questo momento difficile.

Inzaghi-Milan, work in progress

Inzaghi

I rossoneri di Inzaghi, in attesa della ripresa del campionato, domenica 19 contro il Verona di Mandorlini, studiano le mosse da proporre al Bentegodi. Superpippo sembra essere deciso a puntare nuovamente su Fernando Torres come unica punta; a fargli compagnia nel tridente dovrebbero esserci Menez a sinistra e Honda a destra con El Shaarawy ancora in panchina. Al posto dello squalificato De Jong, invece, spazio a uno tra Poli ed Essien con Muntari e Bonaventura ai lati; in difesa confermati Abate, De Sciglio e Rami con il rientro di Alex e Diego Lopez dopo i problemi fisici.

Come detto il faraone El Shaarawy non dovrebbe essere della partita, almeno dall’inizio: di ciò e di molto altro parla il Vice Presidente del Milan Paolo Berlusconi ai colleghi di Milannews.it: “Stephan? Il suo talento è indiscutibile. Ha tutto per riprendersi il posto da titolare e tutte le carte in regola per tornare protagonista”. Come valuta questo inizio di campionato? “Menez e Honda mi hanno sorpreso. Credo che nessuno avrebbe scommesso su un impatto così importante da parte di questi due giocatori. Il gol di Jeremy a Parma è stato qualcosa di geniale. Anche Bonaventura mi è piaciuto molto e sono convinto che anche Diego Lopez potrà essere un protagonista della nostra squadra. C’è ancora il cartello “work in progress” fuori dal cantiere della squadra. Il Milan non può che crescere”. Infine una battuta sul sogno del nuovo stadio: “È un’aspirazione, assolutamente necessaria, ma c’è da fare i conti con il fair play finanziario e quindi bisogna fare i conti con i soldi. Speriamo che arrivino presto”.

Legge Bosman 1995. La fine del calcio “italiano”

C’era una volta la Juventus di Platini e di Laudrup e il Milan dei tre olandesi. Sembra l’inizio di una favola, ma in realtà è solo il nostro panorama calcistico prima dell’avvento della legge Bosman.

Per chi non conoscesse tale norma in ambito calcistico basta uno sguardo su Wikipedia per capirne la portata innovativa. Una decisione del 1995 della Corte di Giustizia delle Comunità Europee che proibì alle leghe calcistiche nazionali degli stati UE e Uefa di porre un tetto al numero di calciatori stranieri. L’Italia limitava a massimo tre la presenza di extracomunitari in squadra, ma di fronte alla sentenza non poté fare altro che adeguarsi ai principi imposti dagli organi. Uno sguardo al passato doveroso, ma che ci permette di affrontare un problema ormai sempre più grave che affligge il calcio italiano. La presenza di giocatori stranieri nel nostro campionato si fa sempre più pesante tanto che ormai ci troviamo di fronte a squadre come l’Inter e l’Udinese e non solo in cui il numero di calciatori italiani si può contare su una mano. Da Karnezis a Dodò, da Hertaux a Medel, passando per Handanovic, Muriel e Guarin. Ma le due società sono solo l’esempio più lampante di un pallone sempre meno italiano e sempre più aperto alle multinazionalità.

La Juventus campione d’Italia in carica con i vari Pogba, Tevez e Llorente, la Roma con Pjanic, Maicon e Skorupski e il Milan con De Jong, Muntari e Honda. Un’autentica diaspora di calciatori non italiani che porta lo stesso calcio nostrano a risentirne. Sintomo è la mancanza di ricambi di qualità nella nostra nazionale minore, quell’Under 21 che in passato ci ha regalato campioni del calibro di Buffon, Pirlo, Totti e Nesta. Oggi il commissario tecnico ha a disposizione solo un “cumulo” di campioncini (per la cronaca i vari Belotti, Bernardeschi, Bardi e Rugani) e si trova di fronte alla pochezza di scelte che il nostro calcio offre. Una situazione drammatica, ai limite dell’inverosimile se pensiamo a quando il nostro calcio dettava legge in ogni stadio del mondo regalandoci i portieri e i difensori più ambiti di tutto il panorama calcistico.

Nuovi problemi per Vidal

vidal

Non c’è pace per Arturo Vidal, il centrocampista della Juve e del Cile al centro dell’attenzione. Oltre alle bravate fuori dal campo, nuovi problemi fisici per il mediano.

Come conferma il tecnico del Cile Sampaioli, Vidal soffre ancora per i problemi al ginocchio. Queste le dichiarazioni riportate da mediaset: “Vidal ha chiuso la partita con alcuni fastidi al ginocchio, vedremo cosa fare dopo i controlli. Arturo, a causa di questi problemi, ha giocato il Mondiale al 30-40 per cento”. Sampaioli aggiunge: “È stato un grande esempio di abnegazione per tutti i compagni ha rischiato di compromettere la sua carriera futura pur di essere in campo e difendere la maglia della nazionale”