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Cagliari-Bologna, probabili formazioni e dove vederla

Monza Fiorentina, risultato, tabellino e highlights
Vincenzo Italiano ( ph: Fornelli/Keypress )

In un match dai 3 punti quasi sanguinosi, si affrontano Cagliari e Bologna. La squadra di Nicola ha bisogno al più presto di un successo mentre la squadra di Italiano arriva dal match rinviato col Milan.

Cagliari-Bologna, le probabili formazioni:

CAGLIARI (4-2-3-1): Scuffet; Zappa, Mina, Luperto, Augello; Marin, Adopo; Zortea, Viola, Luvumbo, Piccoli

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Posch, Lucumì, Beukema, Lykogiannis; Moro, Freuler; Orsolini, Fabbian, Ndoye; Castro

Lotito chiarisce: “I tifosi continuano a fare cori su di me, non guardo alla Roma. La Lazio non è in vendita”

Lazio
CLAUDIO LOTITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato dai giornalisti presenti all’uscita del Consiglio Federale, il presidente della Lazio, Claudio Lotito ha parlato dei tanti argomenti proposti al numero uno: “È uno stimolo per far riavvicinare le persone al calcio, non tutti hanno le risorse per abbonarsi… Dobbiamo riconquistando un po’ di appeal. Il tennis ha fatto un grosso passo in avanti da questo punto di vista”.

Lotito: “Champions? Non faccio proclami. Puntiamo a traguardi più importanti”

La Lazio ha riconquistato i tifosi.
“Lo dice lei che ha riconquistato i tifosi, a me hanno continuato a fare i cori…”.

Però siete a un passo dalla Champions.
“Lasci fare quello che siamo. Penso che nella vita contino i fatti, ho sempre lavorato con questa logica. Non faccio proclami: hanno contestato l’allenatore, i giocatori… Adesso il cammino della squadra sta smentendo in modo chiaro e inelluttabile le critiche. Noi camminiamo con i piedi per terra, con umiltà, determinazione e spirito di gruppo, partita dopo partita”.

Cosa manca per non contestare anche lei?
“Chi ha studiato la storia lo sa: ‘Nemo profeta in patria’. Purtroppo quando diventi ingombrante, ovvero che sei una persona che ha una visione e fai cose che gli altri non fanno, diventi oggetto di contestazione. Forse perché limiti le aspettative di qualcuno che vorrebbe un’altra considerazione”.

È una sua rivincita?
“Vorrei ricordare a tutti che sono presidente da 20 anni e sono l’unico che l’ha presa in Eccellenza, l’ha fatta ripescare in Serie D pagando un contributo straordinario e l’ha portata in Serie A, vincendo tutti i campionati e vincendo pure Supercoppa Italiana e Coppa Italia. Ho preso la Lazio che aveva 550 milioni di debiti, oggi ha un centro sportivo, dicono, all’avanguardia. Farò pure un documentario specifico, così se ne renderanno conto. Abbiamo vinto 7 trofei, dopo la Juve siamo quelli che hanno vinto più di tutti, qualcosa abbiamo fatto. La critica l’accetto, il giudizio funzionale al miglioramento… Sono il primo, sapete quante cose ho preso dai tifosi, tantissime, ma devono essere cose costruttive. Hanno messo lo striscione agli arabi: ‘Comprate la Lazio’. Non è in vendita, quindi non se la possono comprare, primo problema. Poi se andiamo a vedere quello che succede nel sistema sportivo italiano, dove l’80% delle società sono estere, non mi sembra che stiano brillando di efficienza. Oltre al risultato sportivo, c’è anche quello economico e organizzativo”.

Avete riconquistato anche un primato cittadino.
“Lo abbiamo sempre avuto, da quando sono io presidente, la Roma ha sempre veleggiato su posizioni di classifica inferiori, a parte lo scorso anno. In termini di trofei vinti, parlano i numeri. Non è questo, la mia competizione non è con la Roma, vedo a casa mia, non nelle altre: mi interessa risolvere i problemi nella mia società, renderla più efficiente e credibile, che dia soddisfazione. La nostra è una famiglia, dove io ci metto la faccia, tanto è vero che attaccano tutti me. Ora però da altre parti cominciano a dire: ‘Avessimo noi un presidente come Lotito…’. Il tema non è questo comunque, ma che se assumi la responsabilità di una gestione lo devi fare fino in fondo. Ho in testa un programma tale per portare la Lazio a raggiungere certi obiettivi sportivi e organizzativi, senza sicuramente fare la figura della cicala. Quello non lo farò mai. Io sono un presidente tifoso, non un tifoso presidente, i tifosi presidenti sono tutti forti da un punto di vista imprenditoriale”.

Punterete anche traguardi più importanti?
“Certo, assolutamente sì. Il denaro è importante, ma non è indispensabile, senza il quale non vinci. L’Atalanta ha vinto l’Europa League, ma c’erano squadre più attrezzate”.

Lo stadio è un elemento fondamentale.
“Stiamo lavorando anche per quello, guardate quanti fronti abbiamo aperti: abbiamo finito il centro sportivo, inizieremo i lavori per l’Academy la prossima settimana… Che cos’è l’Academy? Perché poi la gente dice l’Academy e sembra un fatto teorico, invece è pratico. Faremo una scuola, uno studentato, la foresteria per i ragazzi… Coltiveremo i bambini dalla scuola calcio al settore giovanile e farò erigire anche la chiesa, che per me è fondamentale perché educare i giovani ai valori cristiani è fondamentale. I valori del calcio sono il rispetto dell’essero umano, l’umiltà, il merito, la dedizione. Il calcio deve stare al servizio della gente e non di Claudio Lotito. Io sono il proprietario, ma io coltivo chiaramente un coacervo di passioni che sono nate nel 1900 quando è nata la società e che sono state coltivate. Ho l’obbligo di preservarle, mantenerle e tramandarle. Io dissi: ‘Il calcio è didascalico e moralizzatore’. Deve insegnare qualcosa, insegnare le persone meno fortunate, portare loro un sorriso. Immaginate quante persone ci sono che non hanno condizioni fisiche ottimali o disponibilità economiche di un certo tipo, ma attraverso la vittoria della squadra del cuore o la prestazione fatta con il cuore superano le difficoltà della vita quotidiana e diventa uno stimolo. Questo dobbiamo fare, sennò finisce. Ho fatto una fondazione che sta lavorando nelle carceri, negli ospedali perché ritengo che il calcio per il potere mediatico che ha abbia questo obbligo di ricaduta sociale, altrimenti non serve. Al tempo delle Olimpiadi si fermavano le guerre, lo sport era il bene supremo e noi dobbiamo fare questo, essere utili alla società e riportare il sorriso a chi soffre. Tifoso significa appassionato, non ci sono differenze culturali, è la cosa più bella che deve fare il calcio”.

Ha già pensato al rinnovo di Baroni?
“Ancora? Baroni se l’ho scelto l’ho fatto con una funzione e penso lo abbia capito, oltre a interpretarlo nel migliore dei modi perché si sente parte integrante di una famiglia. Noi la abbiamo creata, tutti sono figli e Baroni è colui che la coordina dal punto di vista tecnico. Fino ad ora lo sta facendo con maestria, correttezza e rispetto dei singoli perché non sta privilegiando nessuno. Questa situazione sta pagando, per loro deve essere un maestro di vita, diventa un punto di riferimento di un giocatore. Ho in testa la filosofia di Maestrelli, l’ho preso con quello scopo. Ho azzerato tutti, non ho ridimensionato. Non voglio più i nomi, voglio la sostanza, le persone che combattono, combattenti e mai reduci, che entrano in campo con la voglia di dare il 100% per le persone che li sostengono. Io gliel’ho detto: ‘Esistete perché esistono persone che vi sostengono e dovete rendere ciò che vi danno alle persone meno fortunate perché quando combattete la gente si appaga. Se vi danno affetto voi dovete renderglielo'”.

Pedro sembrava essere uno scarto e invece…
“Ma chi lo ha detto che era uno scarto? Non è stato ceduto, è stato inserito nella lista UEFA, significa che ci abbiamo puntato perché è un campione esemplare, si allena sacrificandosi e questo sta dando i suoi frutti. Lui è di esempio. La capacità di un allenatore è impiegare i giocatori in base alle loro potenzialità. Se uno ha 40 anni, e non è il caso di Pedro, non può correre sulla fascia 90 minuti. Pedro è intelligentissimo, sta sempre al posto giusto al momento giusto e dà i risultati”.

Per il Flaminio tutto sta procedendo nel verso giusto?
“Certo, io non parlo e quando lo faccio significa che le cose le sto facendo. Ho mai parlato del Flaminio? Ho preso l’impegno con l’amministrazione comunale che a metà novembre avrei portato uno studio di pre-fattibilità, cosa che avverrà matematicamente perché ho voluto fare un progetto che sia funzionale all’efficienza dell’impianto alla luce delle norme attuali e non di 40 anni fa. È come se ci fosse Nervi oggi e rimodellasse il Flaminio all’esigenza di 50mila spettatori. Guardate che lavoro certosino abbiamo fatto: abbiamo il direttore del dipartimento all’università dove era all’epoca ordinario Nervi. Ho ripreso il capo attuale perché lui non c’è più, il suo erede. Ho preso un rappresentante della famiglia, altre che sono le più titolate per organizzare le cose dal punto di vista gestionale. Quando ho presentato il progetto tutti sono rimasti entusiasti, ho coniugato le caratteristiche architettoniche con l’esigenza che necessita il calcio attuale. Ora tocca metterle a terra, non vanno solo proclamate e non è semplice. Quando dico che abbiamo l’Academy non è che una mattina mi sveglio e uso la bacchetta magica. C’è tutto un iter procedurale, è passato del tempo e così è adesso. Sono fiducioso che piano, piano, salvo complicazioni, cercheremo di dare la casa ai laziali, dopodiché un presidente che ha reso il centro sportivo tra i primi in Italia, ha fatto l’Academy, uno stadio… Che deve fare? Non ho fatto debiti e a farli ci vuole poco. Se faccio l’Academy e poi un buco da 100 milioni, sono tutti buoni a farlo… Adesso venite tutti a chiedere i giocatori, io sorrido: ‘Chi è quello, chi è questo?’. La Lazio ha fatto una sala scouting dove ci sono 8 persone che lavorano 24 ore al giorno e vedono i giocatori in tutto il mondo e noi sappiamo quali sono i più funzionali. Una volta selezionati dal punto di vista visivo, li andiamo a visionare dal vivo”.

Lo Scudetto lo può promettere?
“Io non prometto niente, non l’ho mai fatto e non sono in grado. Posso dire solo lavorerò alacremente come sto facendo da 20 anni per cercare di riportare la Lazio agli albori del calcio non solo nazionale, ma anche internazionale”.

UFFICIALE – Balotelli al Genoa, c’è la firma | L’attaccante torna in Serie A

Balotelli
Balotelli ph: Fornelli/KeyPress

“Mario Balotelli è un nuovo giocatore del Genoa. L’attaccante italiano, nato a Palermo il 12/09/1990, ha firmato il contratto con il suo nuovo club. In carriera Balotelli ha vinto nove titoli a livello professionistico con le squadre di appartenenza. In Nazionale maggiore è stato capo-cannoniere e vice-campione all’Europeo 2012, collezionando in totale 36 presenze e 14 reti. Benvenuto a Genova, Super Mario! “.

Balotelli al Genoa, ci siamo

Con questo comunicato, il Genoa di Zangrillo ha annunciato l’arrivo di Mario Balotelli, calciatore che torna in Serie A dopo l’esperienza in Turchia.

Fonseca: “Napoli fortissimo, vince bene le partite. Leao? Ha lavorato bene ma non dico chi giocherà”

serie a enilive 2024 2025: lazio vs milan
LA GRINTA DI PAULO FONSECA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa, Paulo Fonseca, allenatore del Milan, ha parlato in vista della sfida di domani sera contro il Napoli a San Siro.

Fonseca: “Il Napoli può vincere lo Scudetto”

A San Siro arriva il Napoli con grande fiducia…“Sono fortissimi con un allenatore fortissimo. Sono primi, arrivano qui molto motivati. Ma anche noi siamo motivati per giocare questa partita. Il Napoli è forte, ha vinto bene le partite che ha vinto”. 

Come avete vissuto questi giorni per la gara contro il Bologna? “E’ stato un momento difficile da gestire. Non sapevamo se giocavamo o meno, potevamo fare allenamenti diversi se avessimo saputo di non giocare. Era una partita che volevamo giocare. Siamo stati molto penalizzati dal rinvio”. 

Come sta la squadra? “Volevamo giocare anche perchè ora abbiamo due giocatori imprtanti squalificati. La squadra si è allenata bene, ho fiducia in tuttti i giocatori”. 

Camarda è entrato bene in Champions… “E’ entrato molto bene, è un bravo ragazzo. Ha confermato quello che penso di lui, avrà un grande futuro”.

Come ha visto Leao? Domani giocherà? “Oggi non dico chi giocherà domani (sorride, ndr). Rafa ha lavorato bene, non c’è nessun caso. Presto ritornerà quello che tutti vogliamo che sia. Se giocherà domani? Non lo dico”. 

Napoli favorito per lo scudetto? “In questo momento è al primo posto: è una delle squadre che può vincere lo Scudetto”.

Come sta succedendo a Leao? “Che l’allenatore non lo sta facendo giocare, perché se lo facessi giocare non ci sarebbero problemi. Ma sono cose normali nel calcio: alcuni giocano, altri no. Io penso sempre a diverse cose quando scelgo. Per me questo è molto normale”.

Il Milan è in corsa per lo scudetto? “Per me sì. I tifosi devono crederci perchè siamo forti e siamo in crescita. Possiamo lottare per lo scudetto”. 

Il fatto di recuperare la gara contro il Bologna a febbraio falsa il campionato? “Non voglio più parlare di Bologna. Pensiamo solo a domani, guardiamo avanti”. 

Calabria può giocare a sinistra? “Sì, può giocare”. 

In tanti avrebbero voluto Conte sulla panchina del Milan… “La mia motivazione è di essere l’allenatore del Milan, punto”.

Come procede la crescita della squadra? “Il nostro focus è vedere ciò che abbiamo fatto bene nelle partite precedenti e ciò che dobbiamo migliorare. Domani sarà una partita diversa, equilibrata, contro una squadra che difende molto bene. Noi abbiamo avuto una grande crescita in termini di organizzazione difensiva. Offensivamente stiamo crescendo nel possesso in queste ultime partite. Magari domani abbiamo bisogno di giocare più negli ultimi 30 metri, perché il Napoli pressa alto e difende con il blocco basso. Noi dobbiamo migliorare la nostra scelta negli ultimi 30 metri”.

Avere l’asterisco in classifica è penalizzante? Come si gestisce? “Per me è lo stesso. Magari penalizza chi guarda la classifica, a me non cambia nulla. Capisco però che per i tifosi sia diverso”

Qual è il ruolo ideale di Pulisic per lei? “Mi piace di più quando gioca più dentro al campo”.

Ha visto Inter-Juventus? “Sì l’ho vista. Gara spettacolare o gara con tanti errori? Entrambe le cose”.

Il cambio di Leao contro il Club Brugge? “E’ stata una scelta che ho fatto in base a quello che pensavo servisse in quel momento della partita. Nessuna punizione”. 

Il Milan ha la forza per vincere lo scudetto? “Sì vogliamo continuare a lottare per vincere lo scudetto. Abbiamo la forza per farlo”. 

Domani avrete diverse assenze… “Io ho fiducia in tutto il gruppo. Non possiamo fare nulla con i giocatori che non ci sono, ma con quelli che ci sono. Io vedo questa cosa come un’opportunità per chi giocherà. Io ho fiducia in tutti i giocatori. Siamo una squadra, non mi interessa i nomi di chi gioca. Domani dobbiamo essere squadra per vincere”.

Pavlovic terzino sinistro? “In nazionale gioca con la difesa a tre. Non credo abbia le caratteristiche per fare il terzino”.

Chi teme di più del Napoli? “Milan e Napoli hanno i giocatori più decisivi sulle fasce”. 

Domani può essere la partita della svolta? “Le vittorie portano vittorie e fiducia. La crescita di una squadra non può dipendere da una partita. Puoi fare una grande partita, ma se poi perdi quella dopo serve a poco”. 

Voi allenatori non allenate più i giocatori a difendere? “Possiamo stare qui a parlare due ore di questo. Se pensiamo alla Serie A, non si può dire che gli allenatori non lavorano difensivamente. Se c’è un campionato in cui si lavora di più difensivamente è la Serie A. Qui si lavora tanto sulla difesa. A me piacerebbe lavorare di più, ma qui non c’è tempo visto che giochiamo solo tre giorni. Per me è importante il lavoro individuale, si lavora tanto sul reparto, ma forse manca un po’ il lavoro individuale. I gol subiti in generali arrivano più per errori dei singoli che di squadra. Oggi è più difficile attaccare perchè le squadra si difendono meglio. Faccio un esempio, Barcellona-Bayern Monaco: il Bayern in avanti fa pressione uomo su uomo, a centrocampo non lo fa più. Il Barça ha segnato quando difendevano bassi. Io sono convinto che ora si difenda meglio che in passato”. 

Pallone d’Oro, colpo di scena | Il Real non ci sta

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Vinicius superato al fotofinish da Rodri, il Real non ci sta

Clamoroso colpo di scena, sembrava fatta per la vittoria del Pallone d’Oro da parte di Vinicius invece ecco la sorpresa, l’ambito premio sarebbe stato assegnato a… Rodri. Una scelta direrita malissimo dalla dirigenza delle merengues che avrebbero deciso di annullare la partecipazione dei rappresentanti e calciatori del Real Madrid alla cerimonia.