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Thohir: “Il futuro dell’Inter è con Mazzarri”

Si è svolto questa mattina un incontro nella sede dell’Inter tra Erick Thorir, Walter Mazzarri, Fassone e il ds Piero Ausilio per discutere delle strategie future della nuova società. Al termine il presidente si è fermato a parlare con i giornalisti che lo aspettavano sotto la sede rilasciando una breve intervista. Come già fatto al suo arrivo in Italia ha ribadito ancora una volta la fiducia a Mazzarri: “Ovviamente non c’è nessun problema. Il rapporto continuerà anche nella prossima stagione ed è importante programmare il prossimo anno. Possiamo comprare altri giocatori, ma dovranno avere la nostra stessa visione. Sapete già i nomi’’.

Sul significato dell’incontro ha detto: “Era programmato da tempo e ce ne saranno altri, precisamente ad aprile e a metà maggio. E’ stato importante per pianificare la prossima stagione e poi abbiamo parlato anche di mercato,sessione corta per via del Mondiale e della tourneè negli Usa. Forse non è un aspetto molto comune in Italia ma per me lo è’’.

Sul fatto di aver sognato o meno il rigore di Milito ha ripetuto: “Non so se ridere o piangere e la stessa cosa vale per il rigore. La Serie A è difficile, è un torneo duro. Lavorando duramente, comunque, otterremo buoni risultati”.

Per quanto riguarda, invece, le notizie sul campo è stato reso noto che Juan Jesus uscito ieri sera nella partita contro il Bologna, ha riportato una lesione prossimale completa del legamento collaterale mediale del ginocchio destro. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale della società la sua stagione sarebbe finita.

In ottica mercato il nome nuovo è Nilton, centrocampista che gioca attualmente nel Cruzeiro. Il suo agente Wagner Ribeiro raggiunto da fcinternews ha ammesso i contatti ma ribadisce che non c’è nulla di ufficiale. In attacco voci vedrebbero i neroazzurri su Jackson Martinez.

 

La Lazio non sbaglia: 2-0 alla Samp con Candreva e Lulic, 6° posto provvisorio

LULIC

Nel lunch match della 32° giornata in Serie A, la Lazio batte 2-0 la Sampdoria all’Olimpico e allunga la striscia nera dei blucerchiati, che hanno vinto soltanto una volta negli ultimi 22 anni nell’Olimpico biancoceleste. Pressoché zero le emozioni all’Olimpico in un primo tempo caratterizzato dal gran caldo e dall’ormai abituale ma sempre surreale atmosfera sugli spalti semideserti. La Lazio parte bene ma poi subisce l’organizzazione di gioco e le ficcanti incursioni della Sampdoria, pericolosa soprattutto sugli schemi da calcio piazzato: su uno di questi Gabbiadini spara al volo con il suo velenoso mancino e fa rabbrividire i pochi presenti allo stadio. La Lazio risponde con un gran diagonale di Candreva, respinto alla disperata da Da Costa, ma crea poco altro. La partita sembra scorrere via senza grossi sussulti fino all’intervallo, quando al 42’ arriva il vantaggio dei padroni di casa: Keita scappa via sulla destro e serve il solito Candreva al centro dell’area di rigore, l’estero di Tor de’ Cenci gira di prima intenzione verso la porta avversaria e sigla il vantaggio. Nel minuto di recupero concesso da Calvarese, Keita si invola per il raddoppio ma arriva stremato davanti a Da Costa e spara fuori.

In avvio di ripresa Helder Postiga – alla sua prima da titolare in biancoceleste – sciupa una buonissima chance, mentre Gabbiadini testa i riflessi di Berisha direttamente su calcio da fermo. Poco prima dell’ora di gioco, arriva l’episodio che potrebbe rappresentare la svolta negativa per i padroni di casa: Biglia perde un sanguinoso pallone a centrocampo e nel tentativo di recuperare affossa Krsticic, secondo giallo inevitabile e Lazio in 10 per tutto il resto del match. I blucerchiati tentano il tutto per tutto inserendo Sansone e Okaka, ed è proprio il primo a spaventare Berisha con un sinistro radente che il portiere albanese respinge esternamente. Reja butta nella mischia Mauri per Helder Postiga e il cambio si rivela azzeccato: prima il numero 6 mette pressione a Regini che rischia l’autogol, poi imbecca splendidamente in area Lulic per il raddoppio dell’esterno bosniaco al minuto 73. A risultato praticamente acquisito, Reja concede a Minala la gioia del debutto in Serie A, richiamando il panchina proprio l’autore del 2-0. Nel finale un brivido in area biancoceleste lo causa Berisha, la cui uscita a vuoto concede a Soriano il tap-in di testa a botta sicura, ma Biava è provvidenziale a salvare sulla linea. La squadra di Reja riesce comunque a gestire il finale di partita e porta a casa tre punti fondamentali, che le consentono di agguantare momentaneamente il sesto posto (in attesa del posticipo Parma-Napoli) e avvicinare l’Inter al quinto: i nerazzurri, ora, distano solo due lunghezze.

Coppa Davis: Seppi porta l’Italia in semifinale

Tennis

Impresa riuscita per l’Italia del tennis, che sconfigge per 3-2 la Gran Bretagna e si qualifica per le semifinali di Coppa Davis. Impresa importante per gli azzurri, che si presentavano a quest’ultimo giorno di gare in svantaggio per 1-2 contro gli inglesi. Nel primo pomeriggio ci ha pensato Fabio Fognini a strappare il punto del pari, con una gara super contro il favoritissimo Andy Murray. Partita perfetta del ligure, assolutamente in forma contro un Murray che ha saputo impensierirlo solamente nel game di apertura. Nel pomeriggio, ci ha pensato poi Andreas Seppi ha trascinare gli azzurri in semifinale con un agevole successo contro Ward, numero 161 al mondo.

Ora sulla strada degli azzurri ci sarà la svizzera dei temibili Federer e Wavrinka, ma per l’Italia c’è già la soddisfazione di essere tornata tra le quattro migliori del mondo dopo 16 anni di distanza dall’ultima volta (1998).

 

Ancora un pari per l’Inter, contro il Bologna è 2-2. Milito fallisce un rigore

Palacio

Ancora un pareggio per l’Inter in una gara dalle tante emozioni, in cui non è bastata una splendida doppietta di Maurito Icardi e nemmeno il primo rigore concesso e fallito da Diego Milito. Finisce 2-2 a San Siro con l’Inter che rimanda ancora una volta l’appuntamento con la vittoria e per poco non subisce anche la beffa nel finale. Partono forte i nerazzurri e al 6′ passano in vantaggio con Icardi, bravissimo a anticipare la difesa del Bologna su cross di Nagatomo e ad infilare con un sinistro secco e potente. Ma come spesso è già successo in questo campionato l’Inter non riesce a chiudere e il Bologna al minuto 35 pareggia con Pazienza, che batte Handanovic dal limite dopo che lo stesso portiere sloveno aveva sventato bene su Christodoulopoulos.

Nella ripresa l’Inter entra bene in campo e dopo poco fa il suo ingresso in campo Kovacic per dare più vivacitá alla manovra. Il 2-1 dell’Inter arriva al 63′ ancora con Icardi, che si inventa un gran gol dalla distanza a giro, con palla che sbatte sul palo e si infila in rete. Sembra tutto in discesa ma il Bologna è vivo e al 73′ pareggia con Kone che approfitta di un’indecisione difensiva tra Cambiasso e Rolando e mette dentro da due passi. L’assalto finale dell’Inter porta il primo calcio di rigore al minuto 84′, concesso per una “cinturata” ai danno di Rodrigo Palacio. Sul dischetto va il neoentrato Milito, ma Curci sta in piedi fino all’ultimo e respinge il tiro non irresistibile del Principe. E nei minuti di recupero l’Inter rischia addirittura di capitolare, con Handanovic che in uscita a valanga si supera su Acquafresca.

Toni decide il derby di Verona (1-0)

Mandorlini

L’antipasto della 32° giornata è servito con la vittoria 1-0 dell’Hellas nel derby dell’Arena contro il Chievo grazie al gol di Toni. Mister Corini schiera il 4-3-1-2 e recupera Frey – a cui la Corte di Giustizia Federale ha annullato la squalifica di tre turni ritenendo non applicabile la prova TV – e in coppia con Paloschi preferisce nuovamente Obinna. Mister Mandorlini risponde con il 4-3-3 con Romulo preferito a Sala e con Donadel in cabina di regia. Toni è supportato in attacco da Marquinho e Iturbe. Nella prima fase della gara i toni agonistici sono accesi e i padroni di casa dimostrano una netta supremazia attaccando con una certa costanza ma avvicinandosi alla porta di Rafael solo con Obinna, mentre gli ospiti non riescono a produrre pressioni sugli avversari. Poi il ritmo cala e si fa vedere l’Hellas con Toni che ha l’occasione più limpida con un colpo di testa che Agazzi riesce a mandare in corner. Hallfredsson coglie l’incrocio dei pali con un tiro da 30 metri con il portiere cliviense immobile. Dramè è costretto a lasciare il campo a Sardo.

Nella rispesa è la squadra di Mandorlini a partire fortissimo con le conclusioni di Iturbe, deviata da Agazzi, Romulo con il portiere che nuovamente salva la porta e Toni a seguito di un’azione nata da un’impressionante cavalcata in velocità dell’argentino. Corini sostituisce Obinna con Thereau ma è ancora Iturbe ad impegnare Agazzi, che al 65’ capitola sulla conclusione di “rapina” di Toni che in scivolata piazza il pallone nell’angolo basso. Romulo fallisce l’occasione per raddoppiare spedendo la sfera alta sulla traversa. Pelissier subentra a Guarente e per gli ospiti Marques a Marquinho. I cliviensi orgogliosamente spingono lasciando la possibilità agli ospiti di colpire in contropiede Le conclusioni più nitide capitano sui piedi di Thereau, che spedisce a lato della porta di Rafael e di Radovanovic, fuori di poco. Festeggiano i supportes dell’Hellas nonostante le polemiche pre-gara e numerose defezioni della tifoseria “ospite” a causa del caro biglietti, in quanto il Chievo ha inserito questa gara nella fascia A, come “partita di cartello”. La squadra di Corini resta ferma a 27 punti e nel prossimo turno sarà impegnata nella trasferta decisiva a Livorno.