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Spalletti: “Ho fatto tante riflessioni dopo l’Europeo. Acerbi e Darmian fuori? Le porte non sono chiuse a nessuno”

nazionale italiana di calcio
LUCIANO SPALLETTI AMAREGGIATO A BRACCIA APERTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa a Coverciano nel primo giorno di ritiro in vista delle prossime gare, Luciano Spalletti, tecnico dell’Italia, è tornato a parlare dopo l’Europeo. Il ct ha analizzato poi questo inizio di campionato e la forma dei calciatori.

Spalletti: “Ho trascorso una brutta estate. Kean ora gioca con continuità”

Queste le parole riprese da TMW:

Che riflessioni ha fatto dopo l’Europeo?
“Sono state tante. I fattori sono sempre diversi, non è mai uno solo il fattore nell’arrivare a una gara di quel tipo. Ho trascorso una brutta estate, bruttissima. Il discorso andava sempre lì. Quando si parla di fallimento Europeo bisogna fare un’analisi un po’ più corretta perché secondo me è riferita a quella gara lì, con la Svizzera, che è stata bruttissima. Contro la Spagna anche abbiamo fatto male, siamo stati messi sotto, poi però la vittoria netta della Spagna ridimensiona un po’ la brutta partita contro di loro. La partita contro la Svizzera, invece, è stata bruttissima soprattutto come atteggiamento, siamo stati arrendevoli. Non abbiamo onorato la nostra forza e la nostra storia: mi sento responsabile di ciò che è successo. Tutto ciò che mi succede intorno dipende sempre da me al 100%, ora do un 1% anche ai miei collaboratori ma i giocatori sono esentati da questa responsabilità. Probabilmente gli ho messo troppa pressione addosso e non gli ho dato la possibilità di gustarsi la maglia dell’Italia. Io devo essere attento nel prendere cose nuove per portare un messaggio differente, devo essere il primo a credere che si abbia una forza differente rispetto a ciò che abbiamo fatto vedere. Sono il primo a non volersi arrendere di fronte a qualsiasi difficoltà e ad avere fiducia nel lavoro che posso portare avanti. Non hanno responsabilità i giocatori che erano con me in Germania e nemmeno quelli che sono rimasti a casa. Ora si apre una pagina nuova e visto che adesso bisogna analizzare anche la carta d’identità credo sia questo il momento per fare qualcosa di differente. Questo, inevitabilmente, esclude altri calciatori. Vado a creare un nuovo gruppo, una nuova squadra, trasferendo loro meno pressione addosso e facendoli sentire più la bellezza della maglia azzurra”.

Può entrare più nel dettaglio delle convocazioni e sul ritorno di Tonali? Perché non c’è Chiesa?
“Con Chiesa ci siamo sentiti e abbiamo fatto una valutazione equilibrata. Io l’avrei portato come giocatore in più non facendolo partecipare alle due partite. Lui mi ha detto che aveva parlato con la nuova società e aveva bisogno di fare una preparazione specifica per lavorare con loro. C’era bisogno di sviluppare un periodo di allenamento forte, duro, deve adeguarsi ai nuovi metodi di lavoro e parlando lui con i nuovi dirigenti e io con lui tutti eravamo convinti che dovesse sviluppare questo lavoro perché può stare sereno per rientrare poi in questo gruppo. Tonali invece s’è allenato regolarmente, è un giocatore sul quale noi riponiamo molta fiducia e viene dentro. E’ uno di quelli che ho sentito più di tutti in questo periodo, il ragazzo ha riflettuto molto e questo è un motivo in più per portarlo con noi”.

Come evolverà il sistema di gioco? Che Nazionale ha in mente?
“Nelle riflessioni a cui facevamo riferimento prima c’è anche la tattica della squadra. Nelle richieste un po’ troppo esigenti c’era anche quella di difendere a quattro e costruire a tre, di cambiare vestito durante la partita e probabilmente quello è stato un errore. Ora questo dubbio voglio toglierlo: giocheremo sempre 3-5-2 o 3-4-2-1. Ora se fate il giochino dei doppi ruoli diventa facile partendo dal 3-5-2 o dal 3-5-1-1 o dal 3-4-2-1. In avanti si è un po’ più liberi di interpretare le qualità che si hanno, ma il sistema è quello. Ho riflettuto, probabilmente devo fare in maniera diversa e questa è una delle cose che cambierò. Ricci? Ha sempre fatto il mediano davanti alla difesa e il fatto che possa giocare anche a centrocampo è un qualcosa in più. E’ un vantaggio. Ne ho convocati 23 precisi e anche questo è figlio di ciò che ho pensato e visto: chiamandone di più poi gli allenamenti non vengono al meglio, sei lì continuamente a cambiare e loro non sono liberi di allenarsi al meglio. E poi così si sentiranno totalmente dentro il progetto di queste due partite. Voglio tutti i giocatori molto interessati alla causa”.

Qual è stata la cosa che ti ha dato più fastidio in questa tua brutta estate?
“La prestazione che abbiamo fatto. Tutto il resto per me conta relativamente. A volte faccio quello arrabbiato, quello che è pronto a mordere, ma sono tutti giochi che si fanno in base alle posizioni. Ma sono 30 anni che faccio questo lavoro e non ho ricordanze di una mia squadra che non ha lottato come quella squadra lì. Abbiamo fatto poco… Bisogna essere obiettivi e fare le giuste valutazioni: io spero che anche altri calciatori abbiano avuto il malessere che ho avuto io durante l’estate. Questa estate non ho fatto altro che ripensare al ritorno in Nazionale: sono stato tre giorni a Ponza e poi sempre in campagna a casa mia, non sono andato da nessuna parte. Mi dava fastidio aver fatto vivere un momento come la partita contro la Svizzera ai tifosi dell’Italia. Come sta Bastoni? Abbiamo visto cosa è successo durante la partita, l’ha chiamato Buffon e poi io. I dottori erano stati un po’ più pessimisti, mentre lui è stato molto più ottimista sulla possibilità di mettere tutto a posto in pochi giorni. E questo già da sabato mattina. Oggi aveva ancora quella idea, si valuterà di giorno in giorno e poi si prenderanno le corrette decisioni”.

Che squadra ha rivisto oggi?
“Quello di oggi è un giorno bello per me e per loro, ci si ritrova qui a far parte della Nazionale. Abbiamo tutte le caratteristiche per poter far bene: abbiamo calciatori che hanno dentro questa convocazione un illustre passato. Abbiamo a che fare con una squadra che ha grande qualità, grande possibilità di livellamento alto. La pensiamo sempre allo stesso modo. E’ chiaro che poi a fare la differenza sono la condizione fisica e lo svolgimento interpretativo e di richiesta della partita, ciò che fai nella partita fa la differenza e in questo tenteremo di lasciarli più liberi per mettere in pratica la loro qualità perché di qualità ne hanno”.

Perché la squadra è mancata contro la Svizzera?
“Voglio togliergli un po’ di difficoltà, di gestione di quelle emozioni. Forse le ho caricate troppo quelle partite da un punto di vista della responsabilità. Io nelle analisi con loro gli ho sempre portato dati che vedevo nello sviluppo di altre partite. Anche dopo aver giocato abbastanza bene la prima, noi eravamo un po’ sotto il livello di intensità medio rispetto alle altre squadre. Ad alta velocità facevamo meno metri degli altri. E qui torno sul discorso relativo alla condizione fisica: quando è così, devi tenere la palla perché se la tengono gli altri diventa tutto più difficile. A rincorrere si fa sempre più fatica, se non hai palla diventa tutto più difficile. Contro la Svizzera e contro la Spagna l’abbiamo tenuta poco, contro la Svizzera è mancata voglia e determinazione, un aspetto balzato sotto gli occhi di tutti perché contro la Croazia la squadra è riuscita a pareggiarla. Siamo stati fortunati a segnare all’ultimo secondo, ma in quella occasione abbiamo giocato alla pari contro un avversario fortissimo. Il nostro girone non era assolutamente facile. Dobbiamo rimettere apposto gli errori commessi contro la Svizzera, mi hanno dato tantissimo fastidio e spero sia stato così anche per i calciatori.

Ha avvertito la fiducia? La sente ancora?
“La mia volontà di proseguire passa anche dall’aver capito fin da subito che la gara con la Svizzera non cambiava assolutamente nulla sulla considerazione del presidente e della Federazione. Avessi avvertito sensazioni diverse, mi sarei messo a parlare con loro. Questa fiducia mi ha permesso di mettermi subito al lavoro per andare a trovare delle soluzioni alternative, per rimettermi subito in pari dopo gli sbagli che hanno causato questa brutta sconfitta. Mi mette più in difficoltà chi cerca le scusanti di ciò che è successo, chi ti compatisce con lo sguardo. Al contempo, fa enormemente piacere vedere che chi hai intorno ti riabbraccia e ha fiducia nel tuo lavoro. Per me Gravina s’è mostrato fin dal primo giorno come una persona competente, preparata e sincera ed è sempre stato così, è ancora così. E’ una persona perbene, l’ho sentito ogni tre gironi al telefono da quando ho preso questa posizione e quasi sempre lui mi ha chiamato per trasferirmi la sua fiducia nei miei confronti. E’ uno dei principali motivi che mi ha spinto ad accettare questo incarico, nonostante il momento delicato che stava attraversando la Nazionale in quel momento lì. Ringrazierò sempre Gravina e la FIGC per avermi permesso di essere in questa posizione”.

La squadra ha capito la gravità di ciò che è successo? Perché non c’è Locatelli?
“Stamani sia io che Buffon abbiamo parlato coi giocatori. Per quei dieci minuti che ho parlato mi sono sembrati molto determinati. Quando ha parlato Buffon erano attentissimi, Gigi ha toccato anche tasti emotivi. Il resto poi si svilupperà durante gli allenamenti. A me sono sembrati con lo sguardo corretto visto il momento che stiamo attraverso e per la competizione che andiamo ad affrontare. Questa competizione può darci il vestito corretto per poi andarci a giocare la qualificazione Mondiale, sono gare di altissimo livello che poi ci danno esperienza per andare a giocarci la qualificazione. E poi è un torneo a sé, c’è una classifica e un blasone da rispettare. Locatelli lo conosciamo bene e sta facendo bene, lui è dentro il gruppo che noi pensiamo possa far parte della Nazionale. E’ codificabile cosa sa fare e il suo apporto, mentre Fagioli e Ricci hanno possibilità di un cambiamento totale nel farli giocare, hanno iniziato adesso e stanno crescendo. Devono ancora far vedere il loro livello e questo è un po’ il ragionamento. E’ facile portare Acerbi, il suo rendimento è sicuro. Ma dobbiamo giocare una competizione tra due anni e delle personalità nuove. Da un giocatore di 27-28-30 anni sai cosa aspettarti, un giocatore di 20-22 anni può cambiare totalmente dandogli fiducia in competizioni che non ha giocato”.

Jorginho è fuori dalla Nazionale? Non c’è il rischio che l’arrendevolezza vista con la Svizzera diventi una costante?
“Per Jorginho è un po’ lo stesso discorso fatto con Acerbi. Sicuramente ti dà la qualità nella gestione e attualmente è difficile ritrovare questo aspetto in altri calciatori. Ma io penso che ci sia qualcosa che ancora non è venuto fuori e possa fare anche meglio di quella qualità lì. Andando a cercare qualcosa di nuovo, voglio vedere se riesco a trovare qualcosa di più in quel ruolo. Poi sarà il campo a dar ragione a un modo di pensare o a un altro. Per quanto riguarda il pensiero dei calciatori, stiamo facendo conoscenze nuove. Con Calafiori facendolo giocare abbiamo trovato dei valori altissimi: se l’avessi gestito, non avrei trovato quelle qualità. Si fanno delle prove che in alcune casi possono esser azzardate… Ma Chiellini non c’è più, nel 2021 c’era Chiellini e va ritrovato in altri giocatori che noi portiamo e vogliamo capire se hanno determinate qualità”.

C’è una scelta fatta per l’Europeo che non rifarebbe? C’è un reparto che le mette più ansia degli altri?
“Delle riflessioni le faccio sempre, ci sono delle cose che a volte ti mettono lì 50 e 50 e devi fare una scelta. Locatelli è un giocatore forte e quando lo lasci fuori un po’ ti dispiace, stesso ragionamento per Cristante. Mi dispiace per tutti coloro che ho lasciato fuori anche perché non sono loro i responsabili di ciò che è accaduto, il responsabile sono io. Ne ho portati soli 23 perché voglio sentirli e vederli dentro il progetto, questo credo gli determini un po’ di fiducia in più. E noi si va avanti dritti per la nostra strada, convinti della strada che abbiamo davanti. Vogliamo disputare una grande partita a Parigi contro la Francia. Non c’è alcun reparto che mi mette ansia: mi aspetto molto dalla fisicità di Kean e di Retegui, dalla corsa di Tonali e Brescianini, da Ricci. Voglio vedere un Fagioli differente rispetto alle scelte fatte in quella partita lì. Devo fargli sentire fiducia. Abbiamo una difesa forte da un punto di vista fisico e di velocità, l’essenziale è riuscire a farli funzionare”.

C’è stato un qualcosa questa estate dal punto di vista personale che l’ha resa più o meno brutta? Oggi si sente più selezionatore?
“L’allenatore è quello che lavora in campo in un certo modo, ma poi in quel lavoro lì c’è anche il selezionatore. Qual è la differenza sostanziale? Difendere a quattro e impostare a tre è una cosa che può comportare un periodo di lavoro più lungo e per questo ho deciso di eliminarla, questa è una cosa che va in quella direzione. Però in questi ragionamenti c’è sempre la qualità individuale. Giocherò con tre difensori centrali e imposterò a tre, però poi ci sono fasi di gioco che non sono sistemabili tutte le volte e c’è la qualità e il livello individuale. Tra selezionatore e allenatore non so quale sia la differenza, io devo sempre selezionare undici giocatori che vanno in campo. E’ come il discorso del calcio facile e del calcio difficile, io so solo che se faccio quella professione lì devo dedicargli tempo. Noi dobbiamo avvicinare i bambini a questo sport e io devo pensare a come attrarre i bambini. Chiunque chiamasi professionista deve lavorare per quella professione un tot di ore al giorno, deve andare a lavorare. E questo non vuol dire togliergli l’uno contro uno, io sono per un calcio molto libero e fluido. Detto ciò, col 3-5-2 e con le coppie prestabilite tolgo questa difficoltà che gli avevo dato l’altra volta. A livello personale non mi disturba nulla, se faccio una brutta figura è giusto che la gente pensi che non sono adatto al ruolo. E’ impossibile non rincorrere una palla come non si è fatto in quella gara lì: devo stare zitto quando negli sguardi alludono che non sai fare il tuo lavoro, c’è da pedalare e da fare meglio”.

Chiamando 23 giocatori vuole formare una squadra simile a un club?
“Il discorso è quello di creare un gruppo, far crescere i calciatori e dare poi la possibilità a dei calciatori che hanno valori forti di poterli mettere in evidenza. Poter far vedere delle giocate che ancora sono nascoste, che non hanno totalmente evidenziato il valore di quel calciatore. Anche qui c’è bisogno di un gruppo, di fare una corsa in più per il compagno e con un gruppo un po’ ristretto è più facile. L’intenzione è far crescere i giocatori

Perché Okoli e Brescianini? Per giocatori come Acerbi, Darmian e Jorginho porte definitivamente chiuse?
“Le porte non sono mai chiuse per nessuno, ma è chiaro che voglio concedere questa prova a questi ragazzi e andremo a valutare che risultati si hanno. Questi ragazzi dovranno mostrare una voglia straordinaria di portare a casa anche una rimessa laterale e si andrà a vedere se si è pensato male oppure no. Okoli e Brescianini li ho chiamati perché è sempre il campo ciò che decide tutto. Okoli ha fatto vedere di avere una forza fisica ottima e velocità in campo aperto. Poi nelle valutazioni e nel posizionamento deve migliorare certe cose, ma quello è possibile. Mentre i cento metri in dieci secondi o li sai fare o non li sai fare”.

Cosa pensa del calciomercato aperto? Dispiaciuto per la decisione di Barella di operarsi? Cosa pensa di Kean?
“Sul calciomercato sono allineato a tutto ciò che hanno risposto tutti i miei colleghi, è una roba incredibile che crea ulteriori difficoltà. Secondo me la sintesi è che giocare mentre si è in trattativa con un’altra squadra è come fare l’amore con una e pensare a un’altra. Kean ora gioca con continuità, Palladino è entusiasta delle qualità del suo calciatore. Noi nutrivamo fiducia in queste sue qualità, l’avevamo già portato e gli avevamo fatto giocare spezzoni di partita importantissimi. Barella mi ha chiamato subito dopo la convocazione e mi ha messo al corrente della sua difficoltà: gli voglio bene, è un professionista serio e in questo caso non posso cambiare la direzione del vento, posso solo adeguare un po’ le vele. Per cui debbo avere l’alternativa e aspetto Barella per la prossima convocazione. Ho parlato con Volpi, medico sociale dell’Inter, ma di solito a parlare sono i nostri medici e a loro è stato spiegato bene il problema. Deve farsi questo intervento e l’hanno programmato per questa sosta qui. Nel ragazzo io ho fiducia, l’ho trovato sincero: ha difficoltà respiratorie ed è bene metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio”.

Punto GG – L’Inter torna prepotente; esordio vincente per Lukaku, Fonseca rischia?

Barella in azione ph: KeyPress

Inter e Juventus in testa; soffre ma vince il Napoli di Conte e Lukaku

Nella giornata che segna il primo stop per la Juventus, fermata sul pareggio a Torino da una Roma attenta e coperta, l’Inter strapazza l’Atalanta e ristabilisce le gerarchie in classifica.

I nerazzurri di Inzaghi hanno surclassato quelli di Gasperini, gravati da qualche assenza di troppo, con un perentorio 4-0 che la dice lunga sulla forza d’impatto dei Campioni d’Italia. Bellissima la rete di Barella con un destro al volo di rara potenza e precisione mentre Thuram, con una doppietta in fotocopia, rassicura i tifosi preoccupati per l’avvio al rallentatore di capitan Lautaro. Che la formazione meneghina fosse la più completa del campionato lo si sapeva già alla vigilia ma nonostante gli sforzi profusi nell’ultimo calciomercato dalle rivali più accreditate, la sensazione è che al momento attuale il divario con alcune di esse si sia addirittura allargato.

Finisce in parità e senza reti lo scontro dello Stadium tra Juventus e Roma. Poche le emozioni e poco gioco da entrambe le parti; un passo indietro per i bianconeri, fin qui molto brillanti, che hanno però iniziato soltanto nella seconda parte di gara il processo d’inserimento dei nuovi arrivati più prestigiosi che dovranno contribuire in maniera determinante alla crescita del gruppo e alla conquista dei risultati attesi da una società che non ha lesinato per accontentare il nuovo mister. Per la Roma, anch’essa in fase di ristrutturazione pesante e con Dybala a mezzo servizio, è comunque un buon punto che dà un po’ di morale dopo il rovescio con l’Empoli. Ora poi con l’arrivo probabile degli svincolati Hummels e Hermoso anche la difesa avrà più pedine, forti ed esperte, a supporto di un De Rossi ancora alla ricerca della quadratura del cerchio.

Chi potrebbe aver trovato il rinforzo giusto è naturalmente Antonio Conte che ha finalmente riabbracciato Lukaku, voluto ad ogni costo dal tecnico salentino e subito in gol all’esordio. Il Napoli per la verità non ha giocato una gran partita subendo molto l’aggressività ma anche le geometrie del bel Parma di Pecchia, piegato soltanto nel finale grazie all’orgoglio, un pizzico di fortuna (che non guasta mai), e forse all’occhio un po’ benevolo da parte dei direttori di gara.

Fonseca rischia il panettone; Lazio a fasi alterne, Palladino mister X

Non accolto benissimo dall’ambiente che sperava in ben altre figure per la panchina dei rossoneri, Fonseca sembra disorientato e l’atteggiamento di alcuni calciatori tra quelli più rappresentativi non pare particolarmente comprensivo nei suoi confronti; a noi la situazione ricorda un po’ quanto accaduto lo scorso anno dalle parti del Maradona… vedremo se Ibra, o chi per lui, riuscirà ad invertire per tempo quella che sembra una tendenza tutt’altro che positiva. All’Olimpico contro i rossoneri si è vista una Lazio dalle due facce; impacciata e farraginosa nel primo tempo, briosa ed a tratti incontenibile nella ripresa quando l’innesto di Isaksen e la crescita di Nuno Tavares hanno fornito gli sbocchi sulle fasce necessari alla squadra di Baroni priva di un vero regista e di un uomo in grado di connettersi alle punte con estro ed imprevedibilità. La Fiorentina di Palladino, protagonista nella fase finale del mercato, continua invece ad inanellare pareggi; buona la crescita di Kean mentre risulta ancora in ritardo rispetto alle aspettative il pupillo Colpani.

Udinese e Torino belle sorprese, riparte il Lecce mentre il Como si specchia troppo

Tra le altre sono doverosi i complimenti all’Udinese del nuovo tecnico Runjaic, il cui impatto sul nostro campionato è stato fin qui davvero sorprendente. Per battere un Como molto ordinato e volitivo c’è voluta tuttavia una bella dose di fortuna, associata alla prestazione del portiere Okoli e naturalmente all’erroraccio di Cutrone dal dischetto nei minuti di recupero. La squadra di Fabregas, che fatalmente lotterà per la salvezza, dovrà iniziare a specchiarsi meno se non vorrà trovarsi presto in acque già perigliose. Prima vittoria per Gotti ed il suo Lecce che ha ragione di un Cagliari bloccato anche dai legni. Ottimo l’avvio del Torino, nonostante le contestazioni dei tifosi che non condividono le politiche societarie; Cairo forse non brillerà per generosità ma sembra quantomeno aver centrato l’allenatore giusto!

Juventus, un piccolo passo indietro: le pagelle di Paolo Laganà

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THIAGO MOTTA INVITA TUTTI ALLA CALMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Juventus, primo stop contro la Roma: le pagelle di Paolo Laganà

Per essere essenziali basterebbe dire che è stata una brutta partita. De Rossi sceglie di giocarla così, con fisicità e mediocrità. Ad inizio stagione non c’è ancora la forza per farlo pentire di questa scelta.
Sfida totalmente bloccata tecnicamente, nella quale la Roma cerca di imbrigliare fin da subito le trame di gioco, portando a giocare male tutti i protagonisti.
La Juventus è rea di qualche forzatura di troppo nella fase di ripartenza ed è meno fluida nel possesso palla rispetto alle precedenti uscite. Il ritmo è troppo basso per troppo tempo, non c’è sufficiente lucidità nelle scelte e ci sono troppe difficoltà a trovare spazi giocabili. Dopo una prima frazione di sostanziale equilibrio, buona parte del secondo tempo gli uomini di Motta riescono ad essere superiori nella costruzione, ma sempre senza riuscire ad affondare in modo concreto e imprevedibile. I nuovi innesti aiutano a cucire il possesso, ma la Roma si chiude bene e vanifica ogni tentativo d’imbucata. Ai punti l’avrebbero spuntata i padroni di casa, ma servono anche i gol e la Roma è brava a non farne e non subirne, quindi giusto lo 0-0 per un match che non passerà alla storia.

Di Gregorio 6
Terza partita da spettatore, senza dover dimostrare nulla. Aspettiamolo quando davvero ci sarà bisogno di difendere la porta.

Savona 6,5
Prestazione ancora positiva, importante nelle 2 fasi. Ha personalità, si propone e sembra trovarsi molto bene con i compagni. Nel secondo tempo attento alle preventive, ma meno propositivo davanti. Sta diventando già una certezza.

Gatti 7
In crescita durante l’arco di tutta la partita, anticipa e riparte, ringhia e appoggia con qualità. Presenza essenziale per il reparto defensivo, ma anche per trasmettere grinta a tutta la squadra. Alcune chiusure fondamentali.

Bremer 6
Pulisce quelle poche situazioni di pericolo, è quasi sempre in anticipo e prende subito le misure agli avversari. Quando non è in anticipo è preciso a fare fallo in posizioni non pericolose. In affanno sulle palle in impostazione. Imprescindibile sempre la sua presenza.

Cabal 5.5
Purtroppo cade nella serata storta della fascia di sinistra insieme al compagno mbangula. Dietro ha paura e rischia troppo, davanti non convince e non sgamba come dovrebbe. Non supportato dai compagni, ma sceso in campo senza la giusta energia.

Conceição 6.5
Molto generoso e rapido, sembra essere in una buona condizione fisica. Si butta su ogni palla e punta sempre l’uomo. Diventa presto un punto di riferimento sul lato destro e si smarca facilmente. Unica pecca sembra un po leggero sui contrasti, ma i presupposti sono ottimi.

Locatelli 6.5
Continua a convincere senza se e senza ma. Tornato nel suo ruolo naturale si trova più a suo agio e sembra mettersi sulle spalle l’intera squadra. Una buona prestazione, senza lampi di genio, ma onesta ed efficace.

Fagioli 6
Più coinvolto della serata a Verona, ma troppo impostato e attento a non sbagliare per portare fantasia allo sviluppo del gioco. Poco concreto e mai determinante. Errore e ammonizione giusta al primo minuto. Livello base, sufficienza in saldo, vogliamo di più.

Douglas Luiz 6
Superiorità tecnica evidente e gestione sicura del giro palla. In fase di crescita ma mancano ancora le giocate di vera qualità. La presenza di Thuram alle sue spalle dovrebbe dargli la possibilità di disegnare più calcio in verticale.

Cambiaso 6
Duttile e instancabile, ma anche molto impreciso. Alti e bassi da tachicardia, ma comunque prezioso nel riempire gli spazi. Grande dinamismo in tutte le zone che ricopre, ma deve rallentare e ricordarsi sempre dei piedi che ha.
Lui può e deve determinare di più.

Yildiz 6
Atteggiamento giusto, volontà e determinazione, ma troppi pochi spazi per rendersi davvero pericoloso. Copre tante zolle di terra e in quelle davvero importanti non riesce a mettere il guizzo geniale per cambiare la partita.
Da questo talento bisogna sempre aspettarsi di più. Motta gli chiede tanto, forse troppo. Finisce stremato a terra, senza aver lasciato il segno.

Mbangula 5
Solo un tempo a sua disposizione dove non convince e non trova le ripartenze sorprendenti dei due incontri precedenti. Impreciso, troppo frettoloso. Nonostante tutto mantiene l’atteggiamento giusto di chi vuole conquistarsi un ruolo importante in questa squadra.

Koopmeiners 6
Un intero stadio che aspettava il suo esordio, un momento sognato da troppo tempo. La sua presenza in campo fa un certo effetto, ma non è ancora il suo momento. Un po’ di ansia da prestazione non gli permette di brillare alla sua prima uscita. Il suo ruolo deve essere quello di trascinatore e siamo certi che lo sarà. Stasera ci ha chiesto la nostra mano, il matrimonio si farà.

Vlahovic 5,5
Tanto impegno e poca incisività. Non è nella sua miglior serata e ricorda alcune partite dell’anno scorso, anche se non si risparmia e cerca di lottare su ogni palla. La frustrazione di non aver sfruttato le poche occasioni che ha avuto a disposizione lo fa uscire dalla partita sconfitto.

Allenatore: Thiago Motta 6
Si continua a lavorare e bisogna permettere l’ambientamento per chi corre alla Continassa da poche ore. La Juventus non ha rischiato praticamente nulla, si è dimostrata solida e compatta.
La squadra e il gruppo navigano verso grandi obiettivi, sorretti da un grande comandante. Questa sera però De Rossi decide di arrendersi in anticipo alla superiorità avversaria e prepara un tranello dentro cui anche Motta cade inaspettatamente. Non bastano i nuovi acquisti per cambiare il mood e l’inerzia della partita. Nè vincitori nè vinti, tutti sotto la doccia.

Quarta giornata Serie A: sabato Empoli-Juventus e Milan-Venezia. Domenica sera Monza-Inter

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LAUTARO MARTINEZ E MARCUS THURAM PERPLESSI ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Questi gli impegni della quarta giornata, che riprenderà al termine degli impegni per la Nazionale. Sabato alle ore 18 ci sarà Empoli-Juventus con Milan-Venezia alle 20.45. Domenica invece sarà il turno di Genoa-Roma, impegnate alle 12,30, Cagliari-Napoli alle 18 e Monza-Inter alle 20.45. La giornata si chiuderà lunedì all’Olimpico dove andrà in scena la sfida tra Lazio e Hellas Verona.

Serie A, tutti gli orari della Quarta giornata:

Sabato 14 settembre:
Ore 15 Como-Bologna
Ore 18 Empoli-Juventus
Ore 20.45 Milan-Venezia

Domenica 15 settembre:
Ore 12.30 Genoa-Roma
Ore 15 Atalanta-Fiorentina
Ore 15 Torino-Lecce
Ore 18 Cagliari-Napoli
Ore 20.45 Monza-Inter

Lunedì 16 settembre:
Ore 18.30 Parma-Udinese
Ore 20.45 Lazio-Verona

Milan, contro il Venezia Abraham dal 1′ | E torna Morata

serie a enilive 2024 2025: lazio vs milan
LA GRINTA DI TAMMY ABRAHAM IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La gara contro la Lazio nonostante la fragilità difensiva ha lasciato buoni propositi a Fonseca, soprattutto per quanto riguarda l’attacco. I cambi della ripresa infatti a partire da quelli di Rafael Leao e Tammy Abraham hanno cambiato il Milan visto che l’azione dei due ha portato alla rete del pareggio.

Milan, c’è Abraham. Fonseca ritrova anche Morata

Nonostante il caso del cooling break, il tecnico portoghese punterà sul capitano e sull’ex Lille visti i tanti impegni che ci saranno. E non è finita qui però perchè oltre a contare su Abraham(può partire dall’1′ contro il Venezia), per l’ex Roma ci sarà anche Alvaro Morata, che tornerà a disposizione dopo la sosta. Servirà lo sforzo di tutto perchè il Milan sarà chiamato ad una doppia sfida importante contro Inter e Liverpool, dove Fonseca si giocherà il suo futuro.