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Milan, rinnovo Pulisic: essenziale per i rossoneri, l’accordo non è semplice

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LA GRINTA DI CHRISTIAN PULISIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Christian Pulisic è diventato sempre più fondamentale per la formazione dei rossoneri. Un vero e proprio punto di riferimento fondamentale anche per il neo tecnico Allegri. Con la sua personalità indiscussa, condita con i suoi gol e assist, ha conquistato tutti al Milan. Il 26enne americano è in scadenza e il rinnovo è diventato un argomento importante a Via Aldo Rossi.

Milan, non semplice il rinnovo a Pulisic

Il contratto dell’attaccante andrà in scadenza solo nel 2027, ma la dirigenza rossonera, sollecitata anche dalle innumerevoli richieste da club diversi, vuole blindare il giocatore americano il prima possibile. Attualmente, a primo impatto, l’idea principale è quella di prolungare e adeguare il suo contratto, i contatti con il suo entourage sono già iniziati.

Questa stagione sarà importante per tutti, in vista del mondiale nessuno ha intenzione di sbagliare. Il futuro è sempre imprevedibile e possono arrivare anche offerte irrinunciabili. Al momento, tra le due parti, non ci sono tensioni o rotture, ma a quanto trapela, nemmeno progressi concreti verso un accordo definitivo. Non sarà semplice trovare un accordo definitivo, anche perché l’adeguamento dovrebbe salire al di sopra di quanto prende Pulisic oggi. Il giocatore, attualmente, percepisce un ingaggio di 4 milioni di euro netti (cifra agevolata dal Decreto Crescita). Pulisic ha sempre affermato che si trova bene a Milano e ha più volte ribadito di considerare il club come un punto fermo della sua carriera. Qualche mese fa sembrava tutto pronto per la firma sul rinnovo fino al 2029, ma poi il nazionale americano ha chiesto tempo per valutare e riflettere sul nuovo corso rossonero dopo le delusioni della scorsa annata. Tare e Furlani sono convinti di ottenere il consenso a rimanere a Milanello dell’ex Chelsea. Il piano è quello di riprendere i contatti con il suo agente nella prossima sosta per le nazionali prevista per inizio ottobre con una buona dose di fiducia di arrivare al traguardo desiderato.

 

Fini: “Vieira mi vuole terzino”

Fini
Fini in azione con la Nazionale U21

Fini ha lasciato buone sensazione nella partita che la Nazionale Under 21 ha giocato contro il Montenegro, Baldini lo ha utilizzato esterno d’attacco anche se Vieira il suo allenatore al Genoa lo  vede come terzino.

Fini ha rilasciato un’intervista al Secolo XIX, queste le sue parole:

“Vieira dice che con le mie caratteristiche posso fare il terzino sinistro, il nuovo ruolo mi piace, imparo sempre qualcosa, e so che fare bene fase difensiva e offensiva sarà un’arma in più per me. Studio Martin,  Aaron è il mio maestro, il mio mentore. Cerco di imparare alla perfezione tutto quel che fa”.

Domani Fini dovrebbe partire nuovamente titolare con la U21 nella partita di qualificazione contro la Macedonia del Nord.

Israele – Italia, le scelte di Gattuso per la seconda uscita da CT

qualificazioni mondiali 2026: italia vs estonia
GENNARO GATTUSO SORRIDENTE SALUTA I TIFOSI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Italia in campo contro Israele, seconda da ct della nazionale per Rino Gattuso. Il nuovo allenatore ha le idee chiare, in attacco conferma per la coppia Retegui-Kean, per il resto pochi dubbi.

Israele Italia le formazioni

ISRAELE (5-4-1): Daniel Peretz; Dasa, Do Peretz, Lemkin, Nachmias, Revivo; Biton, E. Peretz, Gloukh, Solomon; Baribo. Ct. Ben Shimon.

ITALIA (4-4-2): Donnarumma; Di Lorenzo, Bastoni, Calafiori, Dimarco; Politano, Barella, Tonali, Zaccagni; Kean, Retegui. Ct. Gattuso.

Italbasket, Pozzecco: “Questa è la mia ultima partita con la Nazionale”

Pozzecco
Foto Wikicommons

Italbasket, Pozzecco: “Sono il peggior allenatore del mondo, ma nessuno li ha amati quanto me”

Questa è una serata doppiamente amara per il basket italiano. Non soltanto per l’eliminazione che spegne il sogno europeo degli Azzurri, ma anche perché segna l’ultimo atto di Gianmarco Pozzecco sulla panchina della Nazionale. Una figura amata come poche, capace di portare entusiasmo, passione e umanità in un ruolo che troppo spesso si riduce a schemi e numeri.

Pozzecco ha incarnato l’anima di questa Italia: fragile e coraggiosa, imperfetta e indomabile. Ha pianto, ha urlato, ha sorriso, ha stretto i suoi giocatori come fratelli, e il pubblico lo ha seguito riconoscendosi in quella verità che non ha mai nascosto, nemmeno nei momenti più duri. Per questo il suo addio pesa come una ferita che va oltre lo sport: è la fine di un legame che ha unito una generazione di appassionati alla propria Nazionale.

Dopo la battaglia di Riga, conclusa con la sconfitta contro la Slovenia, il Poz si è presentato davanti ai microfoni con la stessa sincerità che lo ha contraddistinto in questi anni. Le sue parole, colme di emozione e di riconoscenza, hanno il sapore di un congedo che lascia vuoto e gratitudine insieme:

“Congratulazione ai miei ragazzi che non hanno mai mollato. Brava la Slovenia e bravissimo Luka Doncic. Luka e Giannis sono straordinario giocatori in Europa e nella NBA. La mia decisione è che questa è la mia ultima partita con la Nazionale. Voglio ringraziare Petrucci che mi ha regalato questo onore e il miglior momento della mia vita nel ruolo di coach. Amo tutti i miei giocatori. Oggi sono molto triste perché abbiamo perso. Sono il peggior allenatore del mondo, è la verità, ma nessuno li ha amati quanto me”.

Non è l’Italia il Davide della Slovenia | Un incontenibile Doncic stende gli Azzurri 84-77

Basket

Italia, il sogno degli Azzurri si spegne agli ottavi di finale contro un Luka Doncic da 42 punti

La storia di Davide e Golia probabilmente è soltanto una leggenda, un’allegoria per dare ai più deboli la forza di non arrendersi dinanzi agli ostacoli e alle difficoltà che ognuno, nel proprio percorso, è costretto ad affrontare. Oggi, però, questo mito ha trasceso il suo significato biblico e si è inciso nella mente e nel sudore dell’Italbasket che, contro una Slovenia capace per lunghi tratti di non concedere agli Azzurri neppure un minimo spiraglio, ha comunque sognato fino all’ultimo possesso un insperato miracolo, che avrebbe spalancato le porte dei quarti di finale di questo Europeo.

La gara prende i suoi connotati già pochi minuti dopo la palla a due: dopo il 4-0 iniziale degli uomini di Pozzecco, gli sloveni infilano 15 punti consecutivi che indirizzano immediatamente l’inerzia, chiudendo il primo quarto sul 29-11. Dei 29 punti, ben 22 portano la firma del solito, incontenibile Luka Doncic, che segnerà la metà dei punti della sua Nazionale.

Nella seconda frazione Simone Fontecchio sale in cattedra e prova a prendersi la scena caricandosi i compagni sulle spalle: segna 11 punti che consentono agli Azzurri di rientrare e ridare senso al match, chiudendo un parziale di 29-11 e fissando il punteggio all’intervallo sul 50-40 per la squadra di Sekulic.

Dopo la pausa la Slovenia torna a fare la voce grossa. Doncic, dopo i 30 punti messi nel primo tempo, arriva a quota 35 alla mezz’ora, mentre Prepelic contribuisce con 8 punti nella frazione. L’Italia prova a restare in scia con Niang, Diouf, Gallinari e Melli, e lo stesso Fontecchio che mette altri 7 punti, ma il divario resta ampio: i biancoverdi provano ad archiviare la pratica sul 72-56.

Il quarto periodo inizia nel migliore dei modi per gli Azzurri, con un immenso Niang che subisce tre falli in meno di due minuti e manda subito in bonus gli avversari, costringendoli ad abbassare l’intensità difensiva. Gallinari ne approfitta e prova a riportare a galla l’Italia che, a tre minuti dalla fine, riesce ad accorciare fino al -3. Nel momento più caldo della sfida, però, mancano le mani ferme: Fontecchio fallisce due triple consecutive che gelano i tifosi presenti a Riga, e Pajola non trova il bersaglio da tre punti. A 1:53 dalla fine lo stesso Fontecchio trova un canestro in fade-away che vale il -1, ma l’errore successivo dall’arco, seguito da quello di Spissu, condanna gli Azzurri. L’avventura dell’Italia a Euro2025 si chiude così, al termine di una battaglia che resterà comunque nella memoria per il coraggio e la lotta fino all’ultimo respiro.