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Borja Valero scommette: “Inter e Milan fino alla fine per lo scudetto. E c’è sempre il Napoli..”

Intervenuto ai microfoni di Dazn, Borja Valero, ex centrocampista di Fiorentina e Inter, ha parlato della lotta scudetto in serie A ma non solo visto che secondo lo spagnolo potrebbe rientrare in corsa anche il Napoli.

Borja Valero: “Se il Napoli ritrova certezze”

“Milan e Inter sono destinate a lottare fino alla fine, le considero in pole position. Poco dietro metto la Juventus, che potrebbe sfruttare l’assenza dell’impegno europeo: forse il gioco non è particolarmente brillante, ma è efficace. E comunque, non dimentico lo stesso Napoli: se ritrovasse alcune certezze…”.

Acerbi: “Spalletti vuole una mentalità vincente. Non mi sento un leader, e su Fagioli non giudico”

FRANCESCO ACERBI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa a due giorni dalla sfida contro Malta, Francesco Acerbi ha parlato della Nazionale di Spalletti e non solo.

Acerbi: “Questa maglia un privilegio”

Queste le parole del difensore ex Lazio: “Indossare la maglia dell’Italia deve essere sempre un onore, un privilegio. Spalletti ha parlato di attaccamento alla maglia ed è giusto, rappresentiamo una intera nazione. Il comportamento deve essere esemplare qua come nei club, per rispetto per noi stessi e per tutti serve un comportamento esemplare e questo è ciò che vuole il mister. E’ giusto. L’aria che si respira è molto serena, l’ambiente è tranquillo. Il nuovo mister ha i suoi concetti e siamo qui per eseguirli”.

Vi siete dati delle regole di comportamento non scritte? I club sperano che voi qui non vi facciate male
“Noi non vogliamo farci male, così come non vogliono i club. Venire in Nazionale deve essere qualcosa che tutti sognano, non deve essere qualcosa in più. Deve essere voglia di ambire a qualcosa che va oltre, tutti vorrebbero giocare per la nazionale italiana. Il minimo dolorino si può sopportare, poi se il giocatore stesso ha paura di farsi male meglio non convocarlo… Dipende anche dal calciatore, se uno ha paura di farsi male ha molte più probabilità di infortunarsi”.

Cosa ti disse ad agosto Spalletti?
“Mi chiamò, fu gentilissimo. Io mi infortunai il 5 agosto e arrivai alla fine del mese senza aver giocato: in quell’occasione, decidemmo che mi sarei messo in carreggiata per poi farmi trovare pronto. Avevo bisogno della pausa di settembre per fare chilometri, per tornare al passi con gli altri”.

Cosa cerca di trasmettervi il mister?
“Il mister cerca di costruire una mentalità vincente, una mentalità che ti permette di fare la partita. Dobbiamo essere coraggiosi, determinati, giocare a calcio e vincere che poi è la cosa più importante. Questo è fondamentale. Poi qui ci sono tanti giovani bravi, che vogliono arrivare, che devono crescere. A 21-22-23 anni devono dimostrare di aver voglia, di essere da Nazionale. Questo devono impararlo, devono farlo, c’è bisogno di questo come Nazionale”.

Ti senti il leader di questa squadra?
“Sono uno che parla abbastanza in campo, cerco di aiutare i miei compagni. Cerco di mettere ordine quando è necessario, parlo quando è il momento giusto. Mi sento ancora bene mentalmente, anche fisicamente. Ovviamente cerco di dare una mano ai miei compagni: mi sento vecchietto solo per l’età, cerco di dare l’esempio con la voglia di fare e di mettermi sempre in discussione. Non sempre bisogna per forza parlare, ma fare i fatti”.

A che punto è questa Nazionale?
“Innanzitutto pensiamo a Malta, una squadra che vuole giocare a calcio. Anche nella gara che abbiamo vinto 2-0 loro hanno giocato bene, la mentalità e l’attenzione deve essere sempre uguale, anzi anche qualcosa in più rispetto alle gare più difficili come quella contro l’Inghilterra. Se non scendi in campo con la giusta concentrazione rischi di fare una figura brutta, come già successo a noi contro la Nord Macedonia quando uscimmo. Ciò che non vogliamo è pensare cosa potevamo fare… Ogni gara deve essere affrontata con attenzione massimale”.

L’Inghilterra che pensieri ti fa venire?
“Non è una rivincita, quella vittoria in finale nel loro stadio è stata una cosa bella per noi e meno per loro. Sicuramente saremo pronti per la sfida”.

Stai rivedendo qualcosa del Napoli di Spalletti in questa Nazionale? Vi ha chiesto qualcosa di particolare in fase difensiva?
“Quel Napoli era davvero forte, ha disputato un campionato di altissimo livello. Giocava bene, tutti si muovevano ed era difficile andarli a prendere. Meritò di vincere il campionato. Qui sono con Spalletti da quattro giorni e vedo che prova a mettere in atto le sue idee. Vogliamo giocare con la voglia di giocare a calcio”.

In difesa in tanti giocate con la difesa a 3. E’ possibile vedere la difesa a tre nelle prossime partite?
“Deciderà il mister ciò che vuole fare, lui è sempre partito a quattro e per ora stiamo provando la difesa a quattro. Io tante volte ho giocato nella difesa a quattro, noi ci adattiamo, siamo giocatori esperti e sappiamo cosa fare, non c’è nessun problema sia a tre che a quattro”.

Quando parli di comportamenti esemplare fai anche riferimento alle scommesse nel calcio?
“Io intendo il sapere cosa vuoi, il fare le cose fatte bene per svolgere al meglio il tuo lavoro. Non ci sei solo te che vuoi quella cosa lì e non sei da solo, non è il tennis che giochi da solo. Il comportamento esemplare intendo questo, intendo il rispetto per te stesso e per gli altri. E poi ognuno deve avere grandi obiettivi per dare il 100% e non centra nulla ciò che è successo. Non è nelle mie competenze giudicare, noi siamo molto sereni e concentrati sulle due partite. Ciò che accadrà verrà giudicato da persone più in alto”.

Non siete andati al Mondiale anche perché qualcuno ha tirato la gamba?
“No, secondo me non era una questione di giocatori ma questioni mentali. E’ colpa solo nostra se siamo usciti con la Nord Macedonia”.

Avete ritrovato entusiasmo nel gioco?
“In passato è mancata un pizzico di spensieratezza come fu all’Europeo vinto. Abbiamo vinto l’Europeo che non eravamo favoriti ma quella era una squadra operaia, ognuno di noi faceva il massimo per raggiungere un traguardo insperato. Ora quella serenità c’è e sta a noi metterla in pratica”.

Calciomercato Milan, le novità sui rinnovi di Giroud e Kjaer

SIMON KJAER PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Giroud e Kjaer sono riconosciuti per l’importante ruolo che svolgono nello spogliatoio in termini di leadership, poiché la loro esperienza è fondamentale per la squadra. Il francese, nonostante i suoi 37 anni, continua a essere decisivo, con gol, assist e addirittura un salvataggio. Kjaer, sebbene non sia più un titolare fisso, è pronto a entrare in campo quando necessario, apportando ordine e controllo nella difesa.

Calciomercato Milan, Kjaer e Giroud saranno ancora rossoneri

Entrambi i giocatori si avvicinano alla fine delle loro carriere, quindi la questione del rinnovo dei contratti sarà valutata attentamente da entrambe le parti. Si prevede che i colloqui inizieranno a gennaio, in modo da valutare come sta procedendo la stagione. Sia Giroud che Kjaer hanno manifestato il loro affetto per il Milan in più di un’occasione, il che fa pensare che ci sia una buona probabilità di rinnovo contrattuale fino all’ultimo momento.

Zaniolo: “Kakà il mio idolo da sempre. La 10 di Totti? Troppa pressione”

NICOLO ZANIOLO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In un’intervista rilasciata a La Repubblica, Nicolò Zaniolo è tornato a parlare della Roma e dell’attuale allenatore della Nazionale, Luciano Spalletti. Di seguito le sue parole.

Con Spalletti che rapporto ha?
“All’Inter non ero pronto. Qui mi è sembrato subito un allenatore diretto, preparatissimo, che sa cosa vuole che tu faccia in campo. Se vai bene te lo dice, se è male te lo dice in faccia. Preferisco che una persona mi dica “Sei scarso”, piuttosto che ti prometta mille cose e non mantenga nulla. Molti lo fanno, lo hanno fatto e lo faranno sempre, nel calcio. Non è facile trovare persone come Spalletti”.

È rimasto deluso da qualcuno, allora?
“Nomi non ne faccio, le guerre mediatiche non mi piacciono. Ma alla Roma le cose potevano finire in modo diverso: provo un grande amore per i tifosi, i miei compagni, la squadra, la città, e loro nei miei confronti. È una delusione che ho provato. Io ho delle responsabilità, ma anche altre persone. Quando ci sono casini così vuol dire che tutti ci abbiamo messo del nostro. Ma del passato non voglio parlare, ora sono in Premier e penso al futuro”.

Sa di essere oggetto di un audio in cui una ragazza parla di un rapporto con lei? Qualcuno lo ha fatto girare, si sente vittima di queste pratiche da revenge-porn?
“Non ho mai sentito parlare di questa storia. Ma sono un personaggio pubblico, ho 24 anni, è normale che i ragazzi e le ragazze si avvicinino a te anche per quello che fai. Succede a tutti i calciatori: è un fastidio. Posso dire una cosa?”.

La dica.
“Io posso divertirmi, andare a ballare, ma non sono come mi descrivono: non ho grilli per la testa, mi alleno tutti i giorni, gioco, poi una volta a settimana vado a ballare. Mi serve a staccare la testa. Fare il calciatore è stressante anche a livello di pressioni. Che male c’è se col lunedì libero la domenica sera vado in discoteca?”.

La sua carriera nei fatti è iniziata in Champions: titolare al Bernabeu contro il Real Madrid a 19 anni?
“Riunione verso le 11, quando finisce Di Francesco mi prende e mi dice: “Sei pronto per giocare?”. Io non ero pronto per niente. Ma ho detto: “Sì, certo che sono pronto”. Allora lui mi fa: “Giochi mezzala, devi marcare Modric, Bale, Casemiro, occhio a Isco…”. Tutti campioni con cui fino al giorno prima giocavo alla playstation. Quando siamo usciti dallo stadio tutti cantavano a Modric “Pallone d’Oro, pallone d’Oro…”. Ho realizzato lì cosa era successo”.

Parliamo della finale di Conference a Tirana.
“I giorni precedenti Mourinho ha chiesto a tutti: siete pronti? Per tanti era la prima finale europea. Ci ha aiutato, ci ha detto che se eravamo arrivati lì era per tutto quello che avevamo fatto in campo e che il merito era solo nostro. Ci ha fatto arrivare carichi a giocarla”.

Poi l’ha decisa lei. L’impressione è quasi che lei renda di più nelle partite difficili….
“La partita difficile è più facile da preparare. Quando giochi contro una squadra meno attrezzata, anche se non vuoi, hai qualcosina in meno a livello di concentrazione. Quelle difficili sono diverse, sai che quella è “La” partita. E lì si vede il giocatore, quello che sai fare. Ho sempre amato le partite da dentro o fuori, mi diverto a giocarle”.

Chi era il suo idolo da bambino?
“Kaká è il mio mito da sempre: aveva tutte le caratteristiche che mi piacevano in un calciatore. Il numero 22 non è solo la data di nascita di mia mamma, l’ho scelto anche per lui”.

Le hanno mai offerto il “10” di Totti?
“Non lo avrei accettato mai: ti mette una pressione addosso che non serve. Le pressioni a Roma ci sono a prescindere, la piazza vuole tanto e chiede tanto: tutti sappiamo di chi era quella maglia e non ci ho mai nemmeno pensato di prenderla”.

Calciomercato Milan: occhi su Cristian Shpendi, ma c’è da superare la concorrenza del Sassuolo

Milan Scaroni

Il Milan interessato ad un giovane del Cesena

Il fratello Stiven è stato acquistato nell’ultima sessione di calciomercato dall’Empoli che lo ha strappato alla forte concorrenza del Pisa, ed ora Cristian Shpendi potrebbe raggiungere la Serie A nella prossima stagione.

I due ragazzi cresciuti a suon di gol nel Cesena hanno la strada spianata verso un bel futuro, Stiven è stato convocato in nazionale Albanese, e se continua così anche Cristian subirà la stessa sorte.

Cristian in questa stagione al Cesena ha messo a segno 5 gol in 7 gare, ed è stato messo nel mirino oltre che dal Milan, anche da Empoli, Fiorentina e Sassuolo.