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Verso Psg – Inter, Thuram: “Champions? Un sogno, bisogna alzare la coppa”

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LA GRINTA DI MARCUS THURAM ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Per Thuram la finale di Champions è un sogno che si realizza. L’attaccante francese, ai microfoni di Sky, con questi termini ha descritto la finale che si giocherà il 31 maggio.

Psg – Inter, le dichiarazioni di Thuram

In particolare il numero 9 dell’Inter ha affermato:

“È un sogno, quando sei bambino ti immagini nel giardino che giochi queste partite e ora finalmente lo puoi fare. Quindi è un sogno”.

E chi era il tuo idolo in giardino?
“Non so, dipendeva, ma anche alla Play Station quando giochi metti ‘Finale Champions’ perché è la più bella da giocare”.

La finale di Champions spazza via il campionato?
“È vero che questi giorni sono stati pesanti, ma è lunedì e iniziamo una nuova settimana con una delle partite più belle da giocare”.

Chi sono i tuoi amici nel PSG?
“Ne ho tanti, ma uno dei migliori amici è Dembelé. Ci sentiamo al telefono tutti i giorni”.

Cosa gli dirai?
“Non lo so, ma gli parlerò sicuro”.

Hai mai parlato con tuo papà di giocare una finale di Champions? Anche a Barcellona eravate seduti assieme in panchina dopo la partita…
“Non mi parlava della partita, ma di altre cose. Con lui posso parlare di tutto, mi dirà delle cose ma niente di nuovo”.

Hai pensato a come celebrare in caso di vittoria?
“Prima bisogna alzare la coppa, poi vediamo”.

In breve, Thuram ha descritto le sensazioni uniche che si provano durante l’attesa di una sfida così importante. Emozioni importanti e di grande peso ma che non devono distrarre l’Inter dal suo obbiettivo: la vittoria della Champions League.

Igli Tare è il nuovo direttore sportivo del Milan

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IL DIRETTORE SPORTIVO DELLA LAZIO IGLE TARE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

E’ ufficiale, Igli Tare è il nuovo DS del Milan

IL COMUNICATO | AC Milan comunica di avere affidato il ruolo di Direttore Sportivo della Prima Squadra a Igli Tare, che riporterà all’Amministratore Delegato del Club, Giorgio Furlani.

Nato a Valona (Albania) il 25 luglio 1973, Tare ha maturato una lunga esperienza nel calcio professionistico italiano, vestendo le maglie di Brescia, Bologna e Lazio. Al termine della carriera da calciatore, si è affermato come dirigente di alto profilo, ricoprendo per oltre quindici anni il ruolo di Direttore Sportivo della S.S. Lazio e contribuendo ai recenti successi del Club biancoceleste, tra cui tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane.

L’Amministratore Delegato di AC Milan, Giorgio Furlani, ha dichiarato: “Siamo felici di accogliere Igli Tare nella famiglia rossonera. La scelta giusta da cui ripartire: competenza, determinazione e valori forti, unite a una solida conoscenza del calcio italiano e una visione internazionale, lo rendono la figura ideale per contribuire al rilancio del Club, attraverso lo sviluppo di un progetto sportivo ambizioso”.

Il nuovo Direttore Sportivo rossonero, Igli Tare, ha commentato: “Entrare a far parte di un Club come il Milan è motivo di grande orgoglio e responsabilità. Ringrazio la società per avermi affidato questo incarico. La società conosce la mia grande determinazione e la mia volontà di far bene mettendo tutta la mia esperienza al servizio di un grande Club che ha l’obiettivo assoluto di tornare a essere protagonista in Italia e in Europa”.

Punto GG – Lazio fuori dall’Europa ed Empoli in B, gli ultimi verdetti del campionato

serie a enilive 2024 2025: lazio vs lecce
L’URLO DI MARCO GIAMPAOLO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il Napoli non sbaglia e trionfa per la quarta volta; inutile vittoria per Inzaghi a Como

Come da pronostici il Napoli supera la flebile resistenza del Cagliari con un gol per tempo; sintomatico che le reti siano arrivate proprio dai due maggiori artefici in campo di questo successo: McTominay, una vera rivelazione per chi non lo conosceva bene, e Lukaku, rimesso a lucido dall’altro indubbio ed indiscusso protagonista della stagione partenopea, quello seduto in panchina, Antonio Conte, al terzo scudetto in Italia con tre squadre differenti, cosa mai riuscita prima a nessun allenatore. A Como l’Inter timbra il cartellino ma senza gioia: sarà la finale di Monaco di Baviera a stabilire se questa stagione per i nerazzurri verrà ricordata in futuro con nostalgia e riconoscenza dai propri tifosi o solo con tanti rimpianti e senso di frustrazione…

Champions per Tudor; la straordinaria rimonta di Ranieri vale l’Europa League, mentre la Lazio brucia la stagione e salva il Lecce

Soffrendo più di quanto era immaginabile, la Juventus conquista a Venezia la prima vittoria in trasferta con Tudor in panchina; i lagunari sprofondano in B (la seconda retrocessione consecutiva per Di Francesco), mentre i bianconeri agganciano l’ultimo vagone del treno targato Champions. Forse non basterà al tecnico croato per meritare la conferma ma certo gli varrà la gratitudine da parte dei tifosi, disorientati dalla “programmazione sprogrammata” della società. La Roma vince l’ennesima partita di una gestione Ranieri che sa quasi del miracoloso considerando lo stato nel quale versava la squadra prima dell’avvento del tecnico testaccino. Il successo sul disarmato e disarmante Torino delle ultime settimane, vale ai giallorossi la qualificazione all’Europa League, impensabile tre mesi fa, e quasi quasi lascia l’amaro in bocca ai tifosi (comunque soddisfatti) che per lunghi tratti della serata di ieri, stante l’altalena del Penzo, avevano perfino cullato il sogno Champions.

Nessun sogno ma una pesante realtà, parafrasando il presidente Lotito, quella che hanno dovuto affrontare i sostenitori biancocelesti, che non solo hanno assistito ad una prestazione inqualificabile della squadra, sconfitta in casa dal Lecce ridotto in 10 per un tempo, ma hanno patito anche l’onta dell’aggancio/sorpasso da parte della Fiorentina con conseguente eliminazione da ogni competizione europea nella prossima stagione. Con i tre punti Giampaolo salva i salentini, mentre oltre al già citato Venezia e al Monza, retrocesso da tempo, cade pure l’Empoli, condannato dalla sconfitta a domicilio ad opera del Verona.

Ora tutti al lavoro per preparare la prossima stagione, con l’imminente valzer degli allenatori che darà il via al mercato dei sogni e delle illusioni…

 

Verso Psg – Inter, Marotta: “Siamo l’Inter vogliamo essere protagonsti”

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L’AMMINISTRATORE DELEGATO DELL’INTER GIUSEPPE MAROTTA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Per Marotta non ci sono dubbi: l’Inter deve fare la storia. A pochi giorni dalla partita più importante della stagione, il presidente neroazzurro ha rilasciato importanti dichiarazioni a Sportmediaset, durante il media day tenutosi ad Appiano.

Inter, le dichiarazioni di Marotta

Nel dettaglio, il presidente ha dichiarato:

“Abbiamo iniziato con l’intento di fare qualcosa di straordinario, ci siamo riusciti date le due finali in tre anni, qualcosa di forse irrepetibile. Ma non abbiamo tralasciato le altre competizioni, in Coppa Italia siamo arrivati in semifinale e in campionato ci è mancato quel centimetro per vincere. Ne approfitto per fare i complimenti al Napoli. Abbiamo giocato 19 partite più del Napoli, ma Inzaghi ha modulato le energie e ci ha portato a vivere questo momento”

Aggiungendo inoltre:

“La Champions è di gran lunga la competizione più importante. Siamo l’Inter e l’Inter ha una storia, vogliamo essere protagonisti. Speriamo sia una serata bellissima e che si possa coronare qualcosa di straordinario per i nostri tifosi”.

E infine:

“La Champions è la manifestazione più importante e per noi è motivo di grande orgoglio esserci per la seconda volta in due anni. Merito del lavoro profuso dalla squadra e in particolare del nostro allenatore, così come della proprietà che è entrata con intelligenza e che ci ha saputo sempre supportare essendo silenti e senza dare fastidio. Ci siamo arrivati battendo due squadre di caratura mondiale come il Bayern Monaco e il Barcellona”

Dunque Marotta evidenzia l’eccezionale percorso svolto dall’Inter, ponendo l’attenzione sul lavoro di Inzaghi. Adesso però i neroazzurri sono a un passo dalla conquista della Champions, non resta quindi che aspettare il 31 maggio per vedere se l’Inter sara in grado si salire sul tetto d’europa e scrivere la storia.

Verso PSG-Inter, Inzaghi: “Petto in fuori, sabato grande partita. Futuro? Ho in mente solo l’Inter”

Inzaghi
SIMONE INZAGHI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Simone Inzaghi, in occasione del Media Day in programma oggi ad Appiano Gentile, parla della sfida di sabato col PSG e di futuro, queste le parole come riportate da mediaset.

LE PAROLE IN CONFERENZA STAMPA DI SIMONE INZAGHI

Qual è la sua emozione nell’arrivare in finale di Champions per la seconda volta in tre anni? Ha uno slogan per questa sfida?
In me c’è ancora grandissima emozione per il traguardo di due anni fa, ma sappiamo tutti che abbiamo fatto un ottimo percorso ma che ci manca l’ultimo passo per coronare un sogno ed entrare nella storia. Inutile negare che c’è sofferenza per aver perso lo scudetto, ma è giusto fare i complimenti al Napoli per aver vinto un campionato giocato punto a punto. Bisogna saper perder e saper vincere nel caso, purtroppo ci è mancato qualcosina in Serie A e non è giusto parlare d’altro. Non parliamo di campionato perché non voglio rischiare di sminuire il lavoro di un’altra squadra.

Che differenze ci sono nell’avvicinamento rispetto a due anni fa? E quanto conta quell’esperienza?
Le sensazioni non le ho ancora perché la nostra settimana inizia da oggi, fino a venerdì eravamo impegnati sul campionato. Ho la speranza di avere tutti a disposizione, sono fiducioso per Pavard e Zielinski, proveremo ad avvicinarci nel migliore dei modi. Siamo concentrati e sappiamo che avversario affronteremo.

Avete superato le aspettative: quanto sarà importante gettare il cuore oltre l’ostacolo in questa partita?
Il cuore sarà determinante, ma questa squadra ha fatto vedere che l’ha sempre messo in campo. Sono orgoglioso di allenare questo gruppo, affronteremo un grandissimo avversario come contro Bayern e Barcellona, ma dovremo affrontare i momenti di difficoltà che ci saranno gestendoli bene. Siamo una squadra esperta, ma anche il Psg arriva da una finale di Champions persa.

Meglio arrivare con la pancia piena come il Psg o come voi con la voglia di conquistare il primo titolo?
Fare due finali nel giro di tre anni con l’Inter è qualcosa di storico, ma per scriverla veramente bisogna cercare di vincere. Incontriamo una super squadra che però incontrerà l’Inter che ha un obiettivo identico, cercheremo di fare una grande partita.

Il Psg è una squadra da affrontare più difficile rispetto a Barcellona e Bayern?
E’ un’ottima squadra, con ottime individualità e un allenatore che stimo molto che ha saputo dare principi di gioco precisi. Sappiamo cosa troveremo di fronte e che ci vorrà una grande Inter per provare a vincere.

Le voci sul tuo futuro rischiano di far perdere concentrazione?
La mia società mi conosce bene. Ogni anno ci sono richieste per me, dall’Italia, dall’estero e dall’Arabia. In questo momento sarebbe folle pensare a quello. Il giorno dopo la finale ci siederemo e parleremo come abbiamo sempre fatto in questi anni, con un unico obiettivo che è il bene dell’Inter. Se ci saranno i presupposti andremo avanti in armonia come abbiamo sempre fatto in questi anni. Ma non voglio parlarne oggi, è una cosa che non esiste.

Come fai a gestire la pressione?
La notte tra venerdì e sabato non sarà una notte come le altre. Prima di una finale di Champions non può essere come le altre volte. A non tutti gli allenatori capita di giocarla, nemmeno a tutti i giocatori me compreso. Cercheremo di fare il massimo. La pressione fa parte del gioco come critiche ed elogi, ci siamo abituati.

Vale di più vincere la Champions da giocatore come Filippo o da allenatore come te?
Speriamo di avere il problema di decidere. Chiederò ai miei genitori quale sarà stata la soddisfazione maggiore.

Che differenza si aspetta tra il Psg e le altre squadre affrontate come Bayern e Barcellona?
Sono tutte grandi squadre, ognuna con i propri principi di gioco come li ha l’Inter. Non cambia nulla, affronteremo una squadra di grande qualità, con una rosa molto ampia e completa. Anche loro però dovranno stare attenti all’Inter perché abbiamo meritato di essere in finale con un grande percorso alle spalle. Mancano gli ultimi 90 minuti in gara secca, dovremo essere bravi a indirizzare gli episodi dalla nostra parte.

Come sta Lautaro Martinez?
Sta bene, era già disponibile per la partita di Como. Farà una settimana di lavoro normale e anche a Como se ci fosse stato bisogno sarebbe sceso in campo. Ho deciso di aspettare il rientro, ma sia lui che Frattesi mi hanno dato garanzie di recupero al 100%.

Il Psg per molti è favorito: come potete sovvertire la situazione?
Con organizzazione e spirito, sicuramente è qualcosa che potrà aiutarci. In finale ovviamente si trovano grandi avversari come lo è stato il Manchester City due anni fa. In una gara secca non c’è modo di rimediare, quindi ci vorranno corsa, determinazione e grinta come abbiamo già dimostrato di avere.

Come si fa a far capire alla squadra che la finale di Champions va oltre lo scudetto appena perso?
Per questi quattro anni i ragazzi sono stati fantastici, a loro non posso dire nulla. Hanno tutti un grande senso di appartenenza e la società è d’accordo con me. Hanno gioia nelle vittorie e lacrime nelle sconfitte, come venerdì che non è stato un giorno semplice con un campionato perso difficile da mandare giù. Guardiamo avanti, petto in fuori e testa alta. Li ho rivisti oggi per la prima volta, abbiamo pranzato insieme perché dopo Como li ho lasciati tranquilli. Abbiamo una grande partita di fronte e questo gruppo mi ha sempre emozionato e lo farà anche sabato.

Per qualcuno quattro anni fa questa squadra non aveva futuro: quali sono i presupposti per andare avanti insieme?
Tra me e la società c’è una bella unione. Ho un contratto con l’Inter e sto benissimo qua. Parleremo, ma il focus principale è l’Inter. Ora conta solo la partita di sabato e va oltre ogni discorso su Inzaghi…

Cosa pensi delle parole di Conte secondo cui il campionato premia la regolarità mentre la Champions è più legata ad episodi…
Ognuno ha le proprie idee, l’importante è che ci sia onestà intellettuale. Io non sono d’accordo, ma gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo tanto in campionato quanto in Champions e per questo entrambe le competizioni possono essere condizionate da un rigore, una squalifica o un’ultima giornata di campionato più facile rispetto ad un’altra.

Qual è stato il ruolo di Carlos Augusto in questa Champions e quale sarà in finale?
Bisogna fare i complimenti alla società perché è stato un acquisto valutato buono, ma meno di quanto ha reso. Ha fatto due ottimi campionato con fisicità e tecnica, può fare il terzo di difesa o il quinto a centrocampo. Allenandolo ho capito che era ancora più forte di quanto pensassi. Mi posso fidare di lui in ogni ruolo e sono sicuro che Ancelotti lo seguirà con attenzione.

Voi siete lo stesso gruppo di Istanbul in pratica, il Psg è cambiato molto dalla sua finale: quanto conta la volontà di rivalsa rispetto a Istanbul?
Può essere una risorsa, perché averla giocata può aiutare. Sappiamo però che nel Psg ci sono giocatori che hanno fatto finali, hanno vinto un Mondiale e un allenatore che ha già raggiunto questi traguardi. Ci giocheremo la partita.

In questa finale l’Inter è arrivata con uno status europeo consolidato: come cambia nella preparazione della partita?
Sicuramente ci arriviamo con la delusione di aver perso il campionato. Potevamo fare qualcosa di più nonostante tutto quello che ci è successo, ma che non voglio commentare più. Nemmeno il percorso per arrivare a Istanbul fu semplice, ma sono stati due percorsi abbastanza simili per arrivare in finale. Ora il passato non conta, pensiamo al futuro.

Quanto può e deve cambiare i discorsi futuri la vittoria della Coppa?
Sappiamo che vincere o meno fa tutta la differenza del mondo, ma il percorso dei ragazzi è stato straordinario in questa stagione. Abbiamo dato tutto sul campo senza fare scelte, pur con qualche imprevisto e senza cercare alibi.