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Mercato Juve, Emre Can sempre più vicino

Calciomercato Inter

Marotta avrebbe ottenuto il sì del giocatore

Sembrano esserci ottime notizie per i tifosi Juventini. Il centrocampista del Liverpool Emre Can avrebbe detto sì a Marotta e potrebbe passare in bianconero la prossima estate a parametro zero. Nonostante non ci sia ancora l’ufficialità, “Tuttosport” avrebbe rivelato di come sarebbe arrivata una soffiata da un emissario del Manchester City. L’addetto ai lavori inglese, avrebbe provato a sondare il terreno per il tedesco di origine turca; scoprendo che i campioni d’Italia sono più avanti di quanto tutti pensassero. Il giocatore sarebbe molto interessato al progetto bianconero e avrebbe intenzione di firmare a Gennaio, non appena ci sarà la possibilità. I piemontesi restano comunque cauti, fino a quando non ci sarà la firma, non c’è da stare tranquilli; il caso Witsel insegna. Ma se a rivelare informazioni così importanti sono delle rivali alla corsa per il centrocampista, più di una speranza i tifosi juventini la possono avere.

Gattuso: “A Donnarumma ci pensa Fassone. Io penso al gioco”

Rino Gattuso

Il tecnico ai microfoni di Milan Tv è fiducioso. La dirigenza risolverà la situazione con Donnarumma

Poteva essere una settimana tranquilla, la prima vittoria sulla panchina rossonera era arrivata e invece Gennaro Gattuso si trova a dover cercare di gestire un’altra situazione bollente. La saracinesca milanista e il suo procuratore Mino Raiola, sarebbero di nuovo in rotta con la dirigenza. Ma il tecnico è convinto che Fassone saprà risolvere la situazione e pensa al gioco del suo Milan

Parleranno Fassone e Mirabelli. Lo vedo tranquillo

“Da parte mia non c’è nessun problema, con lui ci parleranno Fassone e Mirabelli. Se realmente ci sono problemi sarà una questione che gestiranno loro. Io con lui ci parlo tutti i giorni, lo vedo tranquillo e non mi pare che abbia fatto emergere problemi simili. Gli brucia quando non arrivano i risultati, dopo Benevento era molto triste perchè abbiamo preso gol al 96esimo.”

I ricordi a Milanello. La voglia di stare in spogliatoio e non in ufficio

 “E’ come se non me ne fossi mai andato da Milanello; e invece, anche per scaramanzia, non ci ero mai venuto da quando ho smesso. Quando sono nelle stanze di Milanello ripenso ai grandi allenatori che ho avuto, mi fa strano. Nel mio ufficio non ci vado mai, il mio posto è in spogliatoio, con il gruppo. E’ il posto che preferisco”.

Meglio con la difesa a quattro

“Con la difesa a quattro ho visto un miglioramento. Sembra dare più garanzie, ma ancora abbiamo molto da lavorare. Lasciamo ancora troppi spazi agli avversari, nel primo gol abbiamo fatto qualche errore. Dobbiamo lavorare come una squadra. Non si difende solamente in quattro, ma tutti insieme. La squadra deve giocare bene anche in fase difensiva. 

Sorrentino: “Minacciato dai tifosi giallorossi”

Allison Roma

Il portiere del Chievo Verona parla della partita contro la Roma e le minacce ricevute dai tifosi

Stefano Sorrentino sta vivendo una stagione straordinaria. Spesso e volentieri risulta il migliore dei suoi e domenica scorsa, contro la Roma di Di Francesco è stato l’autentico protagonista della partita. Ai microfoni del Corriere di Verona la saracinesca di Cava de’ Tirreni racconta del match.

Io come Ed Warner, portiere dei cartoni animati? Un onore!

Palla deviata, ormai battuto, l’unica soluzione che potevo provare per prendere la palla era quella mezza rovesciata. È andata bene e siamo tutti contenti per il punto. Un giornalista ha paragonato la mia parata a Ed Warner, il portiere avversario di Holly & Benji, scusandosi per aver paragonato il tutto ad un cartone animato. Ma per me è stato un onore quel paragone. Da piccolo tifavo proprio per lui, il portiere pazzo”.

Insulti a causa delle sue parate

Non ci sono solo complimenti nei confronti di Stefano Sorrentino ma anche tanta, tantissima ignoranza:“I social bisogna saperli usare: c’è tanto odio, penso a quei tifosi della Roma che in queste ore mi hanno minacciato di morte o augurato di tutto”. Il male non si augura a nessuno, men che meno a chi onestamente svolge il proprio lavoro. E anche bene!

Il rispetto dell’avversario

Il portiere clivense evidenzia però di come in campo, abbia ricevuto il rispetto da parte degli avversari, tra cui Florenzi“A volte, quando c’è confidenza, l’avversario ti rende l’onore. A fine partita, dopo la Roma, mi sono scambiato la maglia con Florenzi, che conosco bene. Lui, la sua, me l’ha lanciata: “Tiè, Yashin, para pure questa!”

Sorrentino, numero 1 senza età

Sorrentino senza età

La cosa più brutta per un calciatore è l’essere considerato un sottovalutato, ovvero nonostante essere forte non l’aver mai avuto la chiamata da parte di un grande club quando in un grande club questo giocatore avrebbe potuto dire la sua senza problemi. La storia del calcio è piena di giocatori sottovalutati e l’Italia non è mai stata da meno. Uno di questi è senza dubbio Stefano Sorrentino.

Classe 1979, Sorrentino, alla ventesima stagione da professionista, ha sempre giocato ad alti livelli (otto squadre, quattro stagioni in B, due nella ex C1 e tre campionati all’estero), ma non è mai “emerso” e ha sempre giocato in provincia. E non ha mai ricevuto una convocazione in Nazionale. Eppure in provincia, in ogni piazza in cui è stato, è entrato nel cuore dei tifosi.

Il portiere del Chievo domenica nel lunch match si è superato, parando tutti i tiri della Roma verso la sua porta. E la parata di piede al volo lo ha reso iconico. Per il portiere cavese, il match del “Bentegodi” è stato una sorta di “risarcimento” verso i suoi tifosi dopo la pessima prova contro l’Inter, dove ha rimediato cinque gol.

Parliamo di un giocatore forte, che si è contraddistinto in carriera per la reattività, la precisione e quella capacità di parare rigori che è quel quid in più per ogni portiere. E farlo nei minuti finali, sotto la propria curva, parando il tiro del giocatore più pagato della storia della Roma alla sua prima partita intera (Patrik Schick), ha reso Sorrentino un emulo di Benji Price, anche se lui ha detto di aver ammirato l’alter ego del portiere della New Team, Ed Warner.

Del resto si sa: il portiere è il ruolo più pazzo di tutti e Sorrentino ne è il chiaro esempio, visto che spesso in carriera si è cimentato in parate miracolose. E le sue parole d’ordine, espresse anche in un recente tweet sono “tanto amore per il lavoro, passione e sudore”. Parole molto inflazionate da parte dei calciatori, ma Sorrentino se è arrivato a quasi 39 anni a compiere parate miracolose e a giocare ancora in Serie A, di “lavoro, passione e sudore” si nutre davvero.

Stefano Sorrentino, figlio di un ex portiere, è agli sgoccioli della sua carriera ma tutti gli auguriamo di giocare e parare ancora miliardi di tiri come quelli di Schick, perché è sempre stato uno che non si è mai tirato indietro e ha sempre lanciato il cuore oltre l’ostacolo.

Il numero 70 del Chievo, non dovrà mai dimenticarsi degli “occhi da tigre”, la sua caratteristica che lo ha reso uno dei “feticci” di tutti i fanta-allenatori e idolo della curva “Maratona” nei suoi quattro anni al Torino, dopo aver giocato una stagione nella Juventus dove non giocò mai chiuso da Peruzzi, Rampulla e de Sanctis e dalla sua giovane età (aveva diciotto anni).

A lui ora interessa salvare il suo Chievo, una storia d’amore giunta alla sesta stagione (e mezza). Per appendere i guanti al chiodo c’è tempo. Fino a quando gli “occhi della tigre” decideranno di dire basta.

Lazio, i tifosi chiedono di ritirare la squadra per protesta

Calciomercato Lazio

Non si placano le proteste da parte dei sostenitori laziali a causa dei torti ricevuti contro il Torino

Ai microfoni di “Tutti Convocati” parla il Capo Ufficio stampa della Lazio Arturo Diaconale, che rivela di come i tifosi stiano chiedendo una reazione, da parte della dirigenza: “C’è una richiesta da parte della tifoseria di compiere degli atti per protestare, in ipotesi estrema ritirare la squadra dal campionato”

Il diritto al sospetto è legittimo se gli errori si susseguono

“Vogliamo un campionato corretto; sia noi che i nostri tifosi”. Loro non hanno rubato nulla ed è stata una bella partita, ma lo sarebbe stata anche se fosse stata condotta ad armi pari. Sono contrario alle lamentele, ma se continuano a susseguirsi questi errori solamente contro di noi, il diritto al sospetto può essere rivendicato. La Var? Non c’entra niente. È uno strumento, dietro l’interpretazione ci sono sempre le persone”

Scandaloso non dare il rigore

“E’ uno scandalo”, tuona Diaconale. “Un rigore così solare non può non essere concesso; e concedendo quel rigore, non sarebbe successo nemmeno tutto il seguito, tra cui l’espulsione di Immobile; che tra l’altro non c’era. Ancora una volta siamo stati penalizzati. E’ iniziato tutto nel derby contro la Roma, poi ci sono errori con la Fiorentina, con la Sampdoria ma fortunatamente i tre punti sono stati guadagnati lo stesso ed ora contro il Torino. Tutti questi errori ci fanno pensare alla malafede”.