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Ufficiale: continua la storia d’amore tra l’Inter e D’Ambrosio

Inter Torino

Arriva il rinnovo per il terzino napoletano

Per Danilo D’Ambrosio è iniziato un ottimo 2017: dopo la nascita del primogenito Leonardo e la convocazione in nazionale, oggi è arrivato il rinnovo di contratto con l’Inter.

Il terzino napoletano aveva il contratto in scadenza nel 2018 ma, con le sue buone prestazioni, ha convinto Suning a puntare ancora su di lui.

Con la maglia nerazzurra dal 2014 ad oggi ha collezionato 97 presenze, condite da 7 goal e 5 assist. E’ approdato in neroazzurro nell’estate del 2014 proveniente del Torino.

è un Terzino di spinta, forte fisicamente e dotato tecnicamente, gioca prevalentemente sulla corsia destra, ma spesso è stato impiegato anche su quella opposta grazie alla sua notevole versatilità. Può ricoprire anche il ruolo di esterno di centrocampo e, occasionalmente, quello di difensore centrale. Ricordiamo che il giocatore di Napoli è un classe 88′ e il 9 settembre compierà 29 anni.

Rinnovo D’Ambrosio, ecco il comunicato ufficiale della società

F.C. Internazionale annuncia di aver depositato il rinnovo del contratto di Danilo D’Ambrosio: il difensore nerazzurro vestirà la nostra maglia fino al 30 giugno 2021. Arrivato all’Inter nel gennaio 2014, Danilo ha nel tempo collezionato 97 presenze, 7 gol e 5 assist. In questa stagione D’Ambrosio è stato l’esterno difensivo con più presenze tra i nerazzurri e secondo solo a Miranda per numero di palloni recuperati tra i giocatori di movimento. Prestazioni che gli sono valse anche la prima convocazione in Nazionale italiana”. 

Juventus, Allegri: rinnovo in vista fino al 2021

Marcus McGuane

La dirigenza bianonera pronta ad allungare il contratto di Allegri, le parti si incontreranno dopo la doppia sfida con il Barcellona

Juventus-Allegri, prove di rinnovo, gli ottimi risultati conseguiti dall’attuale allenatore bianconero hanno convinto la dirigenza bianconera al prolungamento del contratto dell’allenatore toscano, che ricordiamo è stato stipulato fino al giugno del 2018.

Le parti si incontreranno dopo il ritorno contro il Barcellona, e sa quanto trapela il risultato dei quarti di finale sarà ininfluente ai fini del rinnovo, Allegri però detta una condizione, il rafforzamento della squadra con almeno due top player.

In caso di rinnovo.Allegri raggiungerebbe due ex allenatori della Juventus, che hanno fatto la storia del club, Lippi e Trapattoni, l’allenatore toscano entrerebbe così di diritto nella libri di storia bianconeri come uno dei tecnici più longevi.

Marotta e Paratici stanno già sondando il terreno da mesi, il primo acquisto sarà Tolisso del Lione, De Sciglio potrebbe essere più che un’idea, per l’attacco il sogno è Sanchez, ma per il cileno c’è da superare la concorrenza del Chelsea che sta puntando forte sul Nino Maravilla.

 

 

Mattia De Sciglio non rinnova, prossima destinazione Juventus

De Sciglio

De Sciglio si allontana dal Milan

La notizia era nell’aria da qualche giorno ma ieri è esplosa con grande fragore in un sonnacchioso pomeriggio milanese, Mattia De Sciglio, uno degli eroi di Doha, e il Milan si separeranno.

Ma la cosa che ai tifosi rossoneri farà ancora meno piacere è che il terzino cresciuto nel Cimiano il prossimo anno vestirà la maglia bianconera della Juventus. Vediamo il perché partendo dalle sue dichiarazioni rilasciate a margine di un evento della Fondazione Milan.

Ho ancora un anno di contratto come altri compagni, le persone che lavorano per me mi hanno detto che c’è poco da dire: non ci si è ancora seduti e quando sarà il momento più opportuno, anche in base a quello che accadrà in società, si siederanno e ne parleranno per valutare il da farsi

Se non è una dichiarazione di addio poco ci manca, la sostanza è che De Sciglio, complice anche qualche problema fisico e personale, è scalato nella considerazione di Montella e della Società (sia della vecchia che della nuova) e nessuno si è ancora fatto avanti con il suo procuratore Giovanni Branchini per prolungare il contratto in scadenza 30 Giugno 2018.

De Sciglio e l’offerta della Juventus

Va da se che Mattia e il suo legale da qualche tempo hanno iniziato a guardarsi intorno e hanno ben presto incrociato le attenzioni di Beppe Marotta che già in passato era stato a un passo dal portarlo a Vinovo. “A gennaio 2016 De Sciglio è stato molto vicino alla Juventus – parole di Branchini della scorsa primavera -. Bianconeri di nuovo alla carica in estate ed addio al Milan dove è stato a lungo indicato come uno dei capitan Futuro? Oramai non mi stupisce più di niente nel mondo del calcio“.

Questa volta si farà sul serio. La Juventus vuole sempre più configurarsi come top club europeo e vuole farlo dandosi una forte impronta Tricolore, non a caso sta rastrellando tutti i migliori talenti italiani (da Spinazzola a Caldara, da Rugani appunto a De Sciglio). Ci sarebbe anche già l’offerta, 8 milioni al Milan e un contratto da quasi 2.5 milioni netti per il calciatore.

De Sciglio e il finale di stagione

Sempre all’evento della Fondazione Milan Mattia De Sciglio ha parlato anche di campionato, del non fallire anche quest’anno la qualificazione europea e della rimonta al sesto posto dei cugini dell’Inter.”Abbiamo otto partite per la corsa all’Europa. E’ il nostro obiettivo e dobbiamo riuscire a centrarlo. Daremo il massimo e poi tireremo le somme“.

Noi speravamo nella sconfitta dell’Inter con la Sampdoria ma più che guardare loro guardiamo alla classifica. Siamo lì e ce la giocheremo fino in fondo“, aggiunge De Sciglio.

La prossima settimana dovrebbe essere quella del passaggio di proprietà del club. “Noi sinceramente non ci pensiamo più di tanto, stiamo pensando prima di tutto alla partita di domenica contro il Palermo perché sarà difficile, soprattutto dopo il pari di Pescara dove per continuare la corsa all’Europa dobbiamo fare 3 punti. Una volta passata la partita di Palermo penseremo al derby, e quello che accadrà al club vedremo…quelle sono cose societarie“.

Serie B: Verona, voci di esonero per Pecchia

L’allenatore gialloblu sempre più in bilico, il suo destino legato al risultato di Novara

Il Verona prepara nel ritiro di Peschiera il match di lunedì sera contro il Novara, Pecchia recupera Ganz che ha svolto lavoro con il gruppo.

Hanno svolto lavoro differenziato Souprayen e Ferrari, i due calciatori dovrebbero essere recuparati per la trasferta in piemonte.

Dopo la sconfitta casalinga contro lo Spezia, nel capoluogo veneto tira aria di esonero, le brutte prestazioni e la classifica che vede gli scaligeri al terzo posto potrebbero portare il Presidente a prendere una clamorosa decisione; a Novara in caso di sconfitta pecchia verrebbe e sonerato.

I possibili successori sulla panchina gialloblu potrbbero essere Stramaccioni, Guidolin, Reja, non si disdegna neanche la soluzione interna con Massimo Pavanel che verrebbe promosso dalla Primavera.

Ferrero e i suoi scheletri

Ferrero

Ferrero presidente sui generis, chi sarà il suo successore?

Che Massimo Ferrero fosse un presidente sui generis, lo si capii al momento del suo insediamento, quando il 14 Giugno del 2014 divenne presidente della Sampdoria, ereditandola a costo zero da Edoardo Garrone.

La squadra aveva riconquistato la massima serie da un paio di stagioni, ma traccheggiava nella mediocrità più assoluta, con qualche picco domenicale a ridare lustro al prestigio di un club ormai in parte decaduto.

Il suo approdo nel nostro calcio è stato come un fulmine a ciel sereno, e i tifosi blucerchiati più ortodossi hanno – giustamente – storto un po’ il naso, soprattutto agli inizi della sua avventura in blucerchiato. I modelli di riferimento hanno sempre incarnato quell’aplomb un po’ british che il genovese vecchio stampo porta con sé con malcelato orgoglio. Da Alberto Ravano a Riccardo Garrone, passando per l’immenso Paolo Mantovani, questi factotum hanno consegnato alle gerarchie dell’Italia pallonata un modo di interpretare il Gioco dove i risultati spesso si sono fusi all’allegria nel conseguirli.

La situazione giudiziaria di Ferrero

A Massimo Ferrero fin dal principio è stato condonato tutto, a partire dalla sua “verve” boccaccesca nei salotti televisivi nostrani, per non parlare del suo passato dove i fallimenti si sono sprecati, dal cinema alle velleitarie compagnie aeree. Ora che gli scheletri hanno visto la luce, il vaso di Pandora è stato aperto.

La condanna a un anno e dieci mesi lo priva di rappresentare il suo club a livello istituzionale, ma difficilmente ne uscirà scalfito. La storia del nostro calcio è ricca di seducenti bricconi che hanno fatto leva sul populismo delle tifoserie per acquistare ulteriore credito al fine di ottenere una sorta di scudo umano alimentato dal consenso.

I risultati dei giovani terribili di Giampaolo sono il movente di tutto ciò, con una Samp che sta seminando bene e raccogliendo ancora di più, con una tifoseria più allineata agli umori del Pres e alcune questioni che sicuramente non saranno lasciate in sospeso, stadio in primis.

Ne esce da questa vicenda più rafforzato che indebolito, e di questo bisogna dargliene atto.