Tour de France, decima tappa: Bennett chiude il cerchio. Highlights

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Tour de France, la tappa di oggi

Gli mancava la vittoria al Tour de France, dopo aver vinto tappe al Giro e alla Vuelta. Sam Bennett oggi ha chiuso il cerchio trionfando sul traguardo dell’Île de Ré. A giudicare dalle (molte) lacrime versate nell’intervista all’arrivo, era un obiettivo che aveva preparato da tanto tempo. Lavoro e fatica sono le parole che meglio descrivono il razzo irlandese, che si è fatto accompagnare dal compagno Morkov fino ai 100 metri e poi ha scaricato tutta la sua forza mista a velocità. In confronto al secondo arrivato Caleb Ewan, molto più piccolo e agile di lui, sembrava un gigante intento a spingere un macigno e non un velocista con la sua leggerissima bicicletta. L’azione titanica gli è valsa la sognata vittoria di tappa, ma anche la maglia verde. Al traguardo volante di Châtelaillon-Plage, aveva lasciato la seconda posizione (primo Trentin) al rivale Peter Sagan. Punti poco preziosi in confronto alla volata condotta magistralmente sempre in testa da Bennett e compagni. Tutti alla partenza di questa decima tappa si aspettavano un arrivo così, forse però con meno imprevisti. L’apprensione era tutta rivolta ai risultati dei tamponi, visto che bastano due positivi per mandare a casa un’intera squadra. Giorno di riposo in tempi di coronavirus è sinonimo di test. L’atteso verdetto di oggi sentenzia appena quattro contagiati, ma nessuno tra i corridori. Ineos, Cofidis, Mitchelton-Scott e AG2R hanno dovuto allontanare un membro ciascuno del loro staff. Se sono stati confermati tutti in sella, non si può dire lo stesso per le auto, visto che il numero uno del Tour (sempre dietro al gruppo), Christian Prudhomme, è risultato positivo. La preoccupazione ora riguarda le sue condizioni, ma anche quelle di chi gli è stato vicino negli ultimi giorni. Il pensiero va subito al premier francese Jean Castex, spettatore dell’ottava tappa, che ha annunciato di essersi auto-isolato. Tra i corridori però non è ripartito Domenico Pozzovivo, che ha deciso di ritirarsi dalla corsa. Troppo forti i dolori dopo la caduta della prima giornata: era così malconcio da non riuscire a mettersi neppure la mascherina da solo. Nel caso del corridore della NTT l’asfalto bagnato è stato fatale. Oggi non si sono viste nuvole, ma l’infermeria non è di certo vuota. Ci sono almeno quattro cadute importanti, che mandano a terra pure Pogacar, Martin, Alaphilippe, Formolo, Lopez e Valverde. Il vento era il protagonista più atteso, ma il gruppo viene spaccato da strade strette e spartitraffico perfetti per limitare la velocità, ma pericolosissimi quando passa il Tour. I contatti e gli scivoloni sono tanti, ma non riguardano il team Jumbo-Visma. La squadra è sempre attenta e allerta per evitare che Primož Roglič soffra per qualsiasi cosa, dal soffio di vento alle cadute. L’obiettivo infatti è continuare a mantenere il vessillo del leader per altre due settimane e per questo serve che la prima maglia gialla slovena della storia salvaguardi le energie per salite e tappe insidiose. La tattica si è dimostrata all’altezza nella prima settimana, soprattutto domenica, dove Hirschi è stato ripreso a -2 chilometri dall’arrivo. Il corridore svizzero ha dato inizio ad un ottimo trend sportivo. Oggi infatti la fuga era formata da due connazionali: Schär e Küng. Due giorni fa invece la nazionale elvetica di calcio ha pareggiato contro la Germania giocandosi la vittoria. Un po’ come Hirschi che ha rischiato di fare il colpo grosso venendo ripreso dalle corazzate soltanto all’ultimo.

Tour de France, la sintesi della tappa

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Tour de France, le lacrime di Sam Bennett

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