Calcio, Federico Chiesa: “Vorrei lasciare un’impronta nel calcio, vincendo scudetti e la Champions”

Federico Chiesa si racconta a 360 gradi tra passato presente e futuro

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Juventus Dinamo Kiev highlights
Federico Chiesa ph: Fornelli/Keypress

Juventus, Chiesa: “A 13 anni volevo smettere con il calcio, erano tutti più bravi di me”. Il n. 22 bianconero racconta il suo percorso da calciatore durante il webinar ‘Allenare, Allenarsi, Guardare altrove’.

Federico Chiesa, pedina fondamentale nello scacchiere di Andrea Pirlo, vanta nella stagione in corso 13 gol e 11 assist in tutte le competizioni. L’esterno della Juventus è riuscito da subito a integrarsi nel gioco bianconero ma non ha mai nascosto le difficoltà che lo hanno accompagnato nei settori giovanili. Il n. 22 ha sottolineato che il suo non è stato un percorso da predestinato: al contrario, Federico, ha dovuto lottare in un mondo dove migliaia di giovani calciatori trovano difficoltà ad emergere e molto spesso, sconsolati, gettano la spugna.

Le parole di Federico Chiesa durante il webinar ‘Allenare, Allenarsi, Guardare altrove’

Difficoltà a emergere nel settore giovanile – “Ho avuto una carriera un po’ in salita nelle giovanili. A 13 anni passai un brutto momento, perché vedevo i miei compagni di squadra crescere fisicamente e tecnicamente, migliorare e giocare ogni domenica, mentre io facevo fatica a tenere il ritmo e dovetti retrocedere di un anno per poter giocare qualche minuto. È stato così duro che ho pensato di smettere“. Poi è arrivata la svolta, soprattutto dal punto di vista mentale: “Con un po’ di determinazione e l’aiuto dei miei genitori e di un mister che mi ha fatto crescere come persona, ho iniziato a considerare l’allenamento quotidiano come la mia partita, la mia sfida personale, e sono riuscito a superarlo”.

Determinazione e voglia di arrivare –  “I miei compagni di squadra mi descrivono come un giocatore generoso più che talentuoso, perché il mio vero valore è che ogni giorno in allenamento e in partita do tutto, ho lavorato tanto per arrivare dove sono adesso. Il mio pensiero fisso è alzare l’asticella ogni giorno ed è questa mia caratteristica che ha fatto la differenza nella mia carriera, portandomi alla Juventus”.

Obiettivi per il futuro – “La filosofia della Juventus è vincere sempre, non arrendersi mai e continuare a migliorarsi. Arrivare fino a qui può anche essere stata una fortuna, ma poi bisogna confermarsi ogni giorno ad alti livelli ed è questa la parte veramente difficile di questo mestiere. Quando avrò chiuso la carriera vorrei aver lasciato un’impronta di vittorie, vorrei aver vinto scudetti e la famosa Champions League, ma soprattutto vorrei essere di ispirazione ai tanti ragazzini 13enni che stanno faticando nelle giovanili, in panchina e sfiduciati, mostrargli con la mia storia che possono farcela”.