Tudor: “Non abbiamo obbiettivi, pensiamo solo a vincere. Immobile con Castellanos? Solo se c’è da recuperare il risultato”

Il tecnico biancoceleste presenta la sfida di domani contro la sua ex squadra

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IGOR TUDOR PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Igor Tudor ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match dell’Olimpico contro il Verona.

Tudor: “I ragazzi hanno sempre interpretato bene la gara”

Come sta la squadra?

“Vediamo oggi, abbiamo fatto due giorni di scarico dopo la Juve e un allenamento per preparare una gara che chiude questo giro di tante partite in poco tempo. E’ la più difficile e da non sbagliare, è troppo importante per varie ragioni e per la classifica. Tutti i punti sono super importanti e bisogna farne domani”.

Recupera qualcuno in vista del Verona?

“Devo vedere ancora oggi, qualcuno è a metà strada, qualcuno ha recuperato. Non posso dire più di questo”.

La panchina gialloblu può essere considerata la svolta della sua carriera?

E’ stata importante per la mia crescita e il mio percorso, come tutti i club prima e dopo. Vedo questo lavoro come una continua crescita. Ho iniziato ad allenare 12/13 anni fa in giovane età e per essere quello che uno è ora tutti gli step sono importanti, anche quando allenavo gli allievi dell’Hajduk”.

Cosa si aspetta dalla partita di domani?

“Il Verona è una squadra tosta, sul pezzo come si dice in Italia. La vedo super difficile, anche per la loro posizione in classifica”.

Quali difficoltà ha trovato dal suo arrivo e cosa la rasserena di più?

“Non c’è una difficoltà maggiore, ma è sempre nel poco tempo, nei pochi allenamenti e nella poca conoscenza della squadra. Niente di particolare. Dall’altra parte il bello era la disposizione dei giocatori, trovati tutti molto disponibili a non sbagliare niente. Questo mese, l’ho detto un paio di volte, non si è sbagliato un allenamento ed è la cosa più bella”.

Sorpreso dallo stile di gioco della Juve?

“No no. Poi più ti alleni e meglio è per la squadra. Io non rinuncerei a niente di questo mese qua, anche le gare precedenti sono state fatte nel modo giusto. Non posso dire che è stata fatta ora una partitona. Contro la Juve, se mi chiede qual è meglio, io le dico la vittoria perchè preparata in 5 o 6 allenamenti. Quella era molto più difficile. Fare paragoni è sempre difficile, ma l’importante è la strada che si traccia da tutti i punti di vista. Ci sono di mezzo soprattutto la mentalità, per cui ci vuole più tempo ma che va martellata tutti i giorni. Dagli allenamenti ai comportamenti in gara, per me è ancora più importante”.

Con la vittoria della Roma ieri il quinto posto è sfumato?

Non ho guardato la Roma ieri. I punti sono pochi, tutte le gare hanno importanza. Ogni squadra ha la sua posizione e i suoi punti da fare, sugli altri noi non possiamo influire. Inutile pensarci, inutile perdere energie. Vanno spese per la nostra squadra e le nostre partite”.

Vista la partita di martedì, ha qualche rimpianto per come è andata la semifinale d’andata?

“Non sono d’accordo. Rimpianti ci sono sempre, ho il rimpianto dell’allenamento di ieri. E’ giusto fare le critiche e le autocritiche, altrimenti non si cresce. Sono consapevole di tutti gli sbagli fatti, mi aiutano ad essere meglio. Vanno sempre interpretate le partite su tanti aspetti che qualcuno da fuori non conosce. Ci sono tante cose che decidono, poi anche il tempo che un allenatore spende per la squadra”.

Potremmo vedere una coppia Immobile-Castellanos?

“In un piccolo tempo se serve a ribaltare il risultato. C’è un sistema, un modo di giocare in fase offensiva adeguato a certi tipi di giocatori. A volte più giocatori che hanno gol in campo portano più facilmente a fare gol. Ma non vuol dire che se metti tutti quegli attaccanti sei pericoloso, magari in allenamento non ti sei preparato”.

Come sostituirà Felipe Anderson?

“Chi ha detto che manca? Vediamo oggi, però… Non è un problema di muscoli, ha preso un pestone. Ieri ha corso con le scarpe da ginnastica. Per noi è fondamentale, faremo il possibile per farlo giocare”.

Pellegrini lo vediamo poco. Non sta bene?

“Pelle si allena bene, è stato fuori per un periodo di infortunio. Altri hanno fatto bene mentre lui non c’era. Potrebbe giocare, potrebbe non giocare come tutti gli altri”.

Come vede Zaccagni tatticamente?

“Zaccagni può fare l’ala larga. Come quinto si e no, per me se fa un sacrificio lo può fare. Può giocare anche dietro la punta vicino la porta. Ci è mancato tanto, è fondamentale e il suo passato alla Lazio lo dimostra. Sono contento che sia tornato, è un giocatore che ci rafforza ancora. Ha fatto 2 o 3 allenamenti con noi. Non parte dall’inizio ma sarà in panchina”.

La sua Lazio è cresciuta in mentalità rispetto a quella di Sarri?

Ogni allenatore la vede in modo diverso. La mentalità mia o la sua è diversa. La mentalità fa parte di una cosa più importante che sono i valori del comportamento, che un allenatore vuole trasmettere. Poi si aggiungono anche altre robe come aggressività, cattiveria, voglia di soffrire e non sbagliare niente. Sono cose importanti non solo nel calcio, i valori vengono davanti a tutto. Prima gli uomini e poi i calciatori”.

La Champions è un obbiettivo?

“Non li ho fissati, nemmeno la società. L’obiettivo era fare il massimo possibile, vediamo che succede. Sulla carta a volte sembra che uno è più forte o meno forte, però questa differenza si annulla abbastanza nelle ultime gare. Non so se è più difficile il Verona che gioca per la salvezza o un’altra che gioca per l’Europa. Poi tocca a noi non sbagliare niente”.

Su Mandas…

Ha fatto bene. Quando un allenatore non fa sbagli che ti costano gol significa che fa bene. E’ cresciuto, abbiamo fatto anche certe scelte nel non forzare questo gioco da dietro che nel calcio di prima era una roba fissa. Lo abbiamo fatto per non mettere in difficoltà il portiere e lui ha risposto molto bene”.

Troppi infortuni muscolari?

“I dati vanno interpretati sempre in maniera migliore. Anche i dati fisici. C’è volume, ci sono le velocità e i duelli nel calcio, oltre all’approccio mentale. Tutte le squadre hanno diversità in queste cose qua. Nel nostro calcio c’è più duello e magari un po’ più di intensità. Il volume è importante perchè copri il campo. Non vuol dire però che una cosa è meglio di un’altra, ma ci sono diversità di approccio dal punto di vista fisico”.

Cosa gli è piaciuto e cosa va migliorato dal punto di vista tattico?

“Ci vorrà più tempo per parlarne. Cosa mi è piaciuto dal punto di vista tattico? Tutta l’interpretazione della squadra in questo aspetto. Cosa non mi è piaciuto? Niente, mi è piaciuto tutto”.

Isaksen in campo?

“Vedremo in allenamento. E’ un ragazzo molto concentrato che si allena sempre bene”.

 

Matteo Capone
Matteo Capone, redattore di SportPaper.it e di Komunicare Editore, esperto di calcio italiano ed estero