Inter, Spalletti lascia fuori Icardi: “Non è convocato, per le prossime vedremo”

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Icardi e Spalletti sempre più lontani

Ormai sembra una questione personale quella tra Icardi e Spalletti, il tecnico toscano ha deciso di non convocare il centravanti argentino nonostante i problemi in rosa dei nerazzurri. Ufficialmente non convocato dal mister causa condizione fisica non ottimale, ma la sensazione è che continui la ‘guerra’ interna. Certamente a giovarne non è l’Inter.

LA CONFERENZA DI SPALLETTI
Che importanza assume questa partita.
“Abbiamo di fronte una concorrente diretta, stanno disputando un ottimo campionato come nelle ultime stagioni. Inzaghi li ha messi tutti nei ruoli precisi, hanno qualità tecnica in trequarti e se non saremo bravi a guadagnare campo in ogni scarico o cambio di gioco, andando a limitare lo spazio sulla trequarti potremmo avere dei problemi. I tre punti diventano più pesanti per il valore e perché è una concorrente diretta”.

Come hai visto Icardi? Pensi di convocarlo?
“Per certi versi l’ho trovato come un calciatore nuovo, perché era tanto che non si allenava con noi. Si è allenato e per certi versi dobbiamo reinserirlo bene nel nostro comportamento in allenamento. Visto quanto successo in questo periodo, compreso ieri, ritengo giusto che ancora per questa partita non possa essere in grado di aiutare i compagni. Per cui per la partita di domani non è convocato”.

La sosta non vi ha aiutato.
“Dipende da dove vieni, da che settimana hai passato. Se vinci una gara importante e poi dopo la Nazionale ti mancano due pedine è chiaro che ti crea dei problemi. Se invece, come è successo in precedenti situazioni, ti permette di recuperare dei calciatori… Noi non siamo stati molto fortunati, ma abbiamo una rosa che può andare a sostituire chiunque e di conseguenza abbiamo dei calciatori a disposizione che prenderanno il posto di De Vrij, come Miranda o Ranocchia. Miranda è un titolare, Ranocchia ha avuto poco spazio ma quando impiegato ha fatto vedere una condizione fisica e mentale eccellente. Ha dato il suo contributo. Davanti qualche problema ce lo crea. Però abbiamo delle soluzioni e ci aiuteranno a cogliere l’obiettivo”.

Le prossime due partite possono essere considerate un esame di maturità per l’Inter?
“A volte ci siamo un po’ incasinati noi quando non c’erano i presupposti. Sono due partite di un livello di pericolosità importante, ma anche la precedente per come ci siamo arrivati. Noi dobbiamo essere bravi di giocare il calcio che possiamo giocare e che in tante partite abbiamo fatto vedere e che ci sia sempre la stessa attenzione a livello mentale, con la convinzione che si possa vincere su tutti i campi”.

L’Inter paga un prezzo alto a livello di Nazionali. Una sosta a dieci partite dalla fine va ripensata?
“Ci sono esigenze da parte delle Federazioni, in ogni caso è una domanda che non mi sono mai posto. Quel che diventa fondamentale è che chi va in Nazionale deve avere un dialogo aperto con il mister, i dottori, che ci sia collaborazione tra gli staff medici dei club e delle Nazionali perché noi muscolarmente non eravamo così puliti, avevamo detto ai calciatori di mettere in preventivo un dosaggio dei minuti avendo due gare ravvicinate. Però quando si tratta di giocatori giovani che vogliono mostrare e dare un contributo alle proprie nazionali crea sempre qualcosa di particolare quella maglia. Per cui si mettono a disposizione anche se hanno il dolorino. Lì bisogna invece prendere le comunicazioni giuste coi dottori delle Nazionali”.

In quanto tempo Icardi può essere pronto? Cosa è successo ieri?”Io ho fatto una proiezione del periodo passato, dall’altra volta fino a ieri. Va considerato tutto. Si è allenato con noi tutta la settimana, ci sono cose nuove che sono successe da dover valutare. Ma gli allenamenti sono fondamentali. Per le prossime valuteremo”.

A distanza di un anno e mezzo l’Inter è dove se l’è immaginata?
“Cercando di lavorare in maniera corretta, è dove me l’ero immaginata. Si poteva passare il turno in Champions o in un’altra competizione. Ci sono stati determinati eventi in alcune partite, ma come forza complessiva in campionato o per come abbiamo perso alcune partite in Europa, credo di poter valutare che abbiamo lavorato abbastanza bene”.

Come sta Nainggolan?
“Per Nainggolan c’è il fatto di doversi allenare con la squadra e dover avere dei ritmi e delle velocità in allenamento che diventano fondamentali per dare il meglio”.

Cosa si aspetta da qui a fine stagione da Icardi?
“Preferisco parlare dei convocati per la partita di domani”.

Allegri e Gattuso hanno rimandato ogni discorso per il futuro a fine stagione. Per lei è così?
“Mi pongo che ci vediamo anche il prossimo anno”.

Cosa pensa di Esposito?
“L’abbiamo convocato e l’abbiamo fatto esordire. E’ molto giovane, ha una spiccata personalità e ha una grande sintesi su cosa fare in area. C’è da metterlo in condizione di crearsi quel guscio che per diventare campioni si chiama essere uomo. Deve crearsi la corazza che lo difende dalle insidie. E’ tutto sulla corretta strada, è chiaro che gli ci vuole ancora un po’ di tempo”.