C’era un numero nove qualche anno fa, che era considerato l’incubo di ogni difensore. Bastava mezza palla vagante in area e lui la buttava dentro. Un vero rapace d’area, capace di diventare uno dei migliori marcatori europei di tutti i tempi prima del sorpasso dei vari Raul, Ronaldo e Messi. L’uomo in questione è Filippo Inzaghi, ieri osannato come un Dio da giocatore, oggi tremendamente criticato da allenatore.
L’addio al calcio dopo l’ultima rete ufficiale al Novara e l’inizio della nuova carriera di Superpippo, alla guida degli Allievi Nazionali del Milan. Come da giocatore il buon Pippo impara in fretta e nel giro di poco si fa notare dagli addetti ai lavori per il gioco della sua squadra che gli aprono le porte della Primavera rossonera. La vittoria del Trofeo di Viareggio sembra l’inizio di una cavalcata trionfale verso la grande occasione; quella di guidare il Milan da allenatore dopo tanti anni regalati da calciatore. E l’occasione arriva puntuale nel 2014, quando Silvio Berlusconi (fortemente spinto da Adriano Galliani) decide di affidargli la guida della prima squadra in sostituzione di Clarence Seedorf. Entusiasmo, ottimismo e una promessa di quelle pesanti; regalare bel calcio e diventare il Ferguson del Milan; sono queste le premesse del nuovo Milan targato Filippo Inzaghi.
L’inizio è ottimo, a parte qualche problema di troppo in difesa, ma l’entusiasmo iniziale piano piano svanisce lasciando spazio alle critiche e ai fischi del pubblico di San Siro. L’obiettivo di inizio campionato di tornare in Europa si sgretola col passare delle giornate, con Inzaghi che più che il salvatore della patria, si trasforma in simbolo di uno dei più brutti Milan dell’era Berlusconi. Il tracollo di Napoli è solo l’ultima brutta figura dei rossoneri, che a quattro giornate dalla fine, non hanno più veramente niente da chiedere al campionato.
La stagione 2015 sarà quella del “nuovo” rilancio del Milan, che potrà contare sull’apporto considerevole degli investimenti di Mr. Bee e su una squadra che dovrà essere costruita per tornare subito a vincere in Italia. In tutto questo però non ci sarà sicuramente più Filippo Inzaghi, che terminerà la stagione, prima di fare spazio a quello che sarà il nuovo allenatore rossonero. Un allenatore esperto, preparato e capace di gestire un gruppo (Klopp o Ancelotti sono solo due nomi), qualità che sono mancate al Filippo Inzaghi allenatore, che per il momento sarò ricordato solo come uno dei peggiori della storia milanista insieme a Tabarez e Terim.
ph: Komunicare





