Home Blog Pagina 10478

Carpi, Frosinone, Bologna, si salvi chi può

StelloneSe i vertici alti della classifica di Serie A vedono una situazione piuttosto equilibrata, con 3-4 squadre che lottano verosimilmente per il titolo, smentendo anche quello che è stato il trend degli ultimi anni, nella zona retrocessione lo status è apparso invece abbastanza chiaro sin dall’inizio del campionato: le due neopromosse Frosinone e Carpi, in particolar modo la seconda, non sembrano essere ancora pronte al salto di categoria, mentre l’Hellas ha deluso in quest prima parte di stagione, dopo due anni più che esaltanti nella massima serie.
LA QUOTA SALVEZZA A 40 PUNTI? I NUMERI DICONO CHE…
Nonostante la quota salvezza negli ultimi anni si sia abbassata considerevolmente (non si parla più dei famosi 40 punti ma piuttosto di 35-36), il Verona e il Carpi appaiono troppo lontani dal resto della comitiva per poter sperare realisticamente in una remuntada; i ciociari invece, anche in virtù dell’ottima condizione fisica espressa nelle ultime gare, sembrano avere ancora qualche possibilità di salvarsi.

Gli scaligeri hanno salutato Mandorlini, rimpiazzato da Del Neri, ottenendo finalmente qualche segnale di speranza: i due pareggi con Milan e Sassuolo potrebbero essere il primo passo verso la ripresa. Bisogna ricordare tuttavia che il 6 gennaio c’è la trasferta allo Stadium contro la Juventus e lì sarà molto complicato proseguire su questa strada.

La squadra di Castori ha ottenuto invece un risultato inaspettato in Coppa Italia, superando la Fiorentina, mentre non è riuscita nell’impresa di battere la Juventus in campionato, nonostante un avvio in vantaggio e un finale di gara al cardiopalmo, restando così a 10 punti, -6 dal Genoa quartultimo. La prossima gara con la Lazio all’olimpico sarà decisiva anche per il prosieguo del tecnico sulla panchina emiliana.

Infine resta il Frosinone di Stellone che, nonostante le tre sconfitte consecutive, ha, come detto, ancora qualche speranza: l’esplosione di Ciofani e il mix tra giovani promettenti e giocatori d’esperienza garantiscono un campionato competitivo e una salvezza ancora possibile.

Non bisogna dimenticare, in ogni caso, che stiamo per entrare nella sessione invernale di mercato, nell’ambito della quale le tre squadre al momento in zona retrocessione potrebbero approfittare di qualche occasione per trovare gli innesti utili a risollevarsi in classifica.

In casa Carpi si parla già dei primi nomi: il più gettonato nelle ultime ore è Marco Crimi, centrocampista del Bologna classe ’90; con la società rossoblù inoltre le trattative non si fermeranno al giovane calciatore ma si intavolerà il discorso anche per il trasferimento di Mancosu, soprattutto qualora dovesse andar via Borriello.

Per quanto riguarda il mercato del Frosinone il nome più caldo nelle ultime ore è quello di Trotta dell’Avellino:l’attaccante classe ’92 dovrebbe trasferirsi per sostituire Samuele Longo, volato a Crotone.

A Verona invece, dopo l’arrivo dello svincolato Urby Emanuelson, separato in casa per 6 mesi a Milanello, si lavora adesso per sostituire Rafael: spesso in ballottaggio con Gollini per il ruolo di portiere titolare, il brasiliano avrebbe chiesto di partire e, qualora dovesse andare via, l’ipotesi per sostituirlo sarebbe Gianluca Pegolo del Sassuolo, già portiere dei gialloblù agli esordi in carriera.

Non è detta, dunque, l’ultima parola in materia di retrocessione: tutto è ancora possibile.

Calciomercato, tra top e… flop

AtaHotel

Ci siamo: è il mercato di gennaio, e parte l’annuale marasma di nomi e cifre, sparati più o meno a vuoto. In cuor nostro, abbiamo imparato a rassegnarci ai colpetti a salve del mercato di riparazione (che quasi mai “ripara” ciò che si è rotto dall’estate ad ora) ma poi il fascino di un “Juve-Gundogan: ora si può” vince su ogni diffidenza e allora avanti ogni anno col solito carrozzone, quasi sempre di “sóle” e meteore, flop e carneadi che difficilmente capovolgono l’inerzia del nuovo club.

Basti dare un’occhiata allo scorso mercato invernale, del 2015. Milan e Inter mettono a segno, sulla carta, diversi colpi importanti, ma la stagione rimane anonima, a tratti deprimente, per entrambe le squadre: 6 mesi dopo il Milan aveva già liquidato tre dei 6 colpi invernali (Destro, Paletta e l’inspiegabile “cameo” di Bocchetti), un altro ha appena lasciato in questa sessione (Suso) e un quinto sembra essere al passo d’addio (Cerci). Antonelli è l’unico confermato di un mercato che sarà ricordato più per la funesta cessione di Saponara a mezzo milione con diritto di riscatto.

Vani anche i botti dell’Inter con Shaqiri e Podolski, che hanno deluso le attese e lasciato la Pinetina già in estate, così come Felipe (francamente prevedibile); Santon a tratti bene ma spesso fuori dai radar e il solo Brozovic a pagare i dividendi dopo circa un anno. Il tutto mentre la Juve, sotto traccia, prende senza sganciare un euro Sturaro e Matri, niente di altisonante, ma comunque determinanti, assecondati certamente dall’annus mirabilis della compagine bianconera.

Cosa poi abbia trovato la Roma in Spolli, Ibarbo e Doumbia per puntare su di loro alla rincorsa della Juve, in piena lotta per il titolo, rimarrà sempre un mistero: loro presto liquidati con disonore e Roma che da gennaio a maggio prosegue sulla scia di una stagione anonima che aveva posto le proprie basi da novembre/dicembre.

Il vero colpo lo aveva messo a segno la Fiorentina, con l’egiziano Salah accolto con diffidenza nell’ambito di uno scambio col Chelsea per la cessione di Cuadrado, in breve tempo idolo e altrettanto in fretta diventato nemico pubblico in una giostra di contraddittorie emozioni suscitate nei tifosi viola, ai quali non ha neanche risparmiato lo sgarbo di un gol alla prima da ex. Non lo stesso tourbillon hanno scatenato gli altri colpi di gennaio: Rosi e i tre figliol prodighi Rosati, Diamanti e Gilardino, tutti e quattro congedati a fine stagione.

Lontani dall’essere memorabili anche gli innesti di Mauricio e Strinic per Lazio e Napoli, con i partenopei che hanno comunque aggiunto alla lista della spesa Manolo Gabbiadini, protagonista di un buon impatto lo scorso anno.

Lo scorso mercato di gennaio è stato molto povero, confusionario e non ha riparato nulla praticamente per nessuno, ma non è stato un caso isolato, piuttosto la conferma di una sessione che risulta spesso un tentativo più grottesco che provvidenziale.

Lo sanno bene i tifosi interisti che, nonostante ogni gennaio le spese siano ingenti per migliorare la rosa, negli ultimi anni hanno dovuto sorbirsi gli acquisti inutili di Kuzmanovic, Kharja e Schelotto, il canto del cigno di un Tommaso Rocchi in età pensionabile, le grandi e mai attese speranze di Hernanes, Ranocchia e Kovacic. Pure nell’anno del triplete, a Mourinho a gennaio venne regalato un McDonald Mariga, a conferma che se è l’anno giusto vinci anche se acquisti un keniota che in tre stagioni e mezzo in nerazzurro collezionerà la bellezza di 21 presenze con un gol segnato, ovviamente realizzato nell’anno di grazia 2009-2010. La speranza nel 2016 per Roberto Mancini sarà di godere di acquisti più redditizi rispetto al suo primo quadriennio interista quando, dal 2004 al 2008, nei mercati di riparazione gli furono consegnati solo l’esterno laziale Cesar e la meteora portoghese Maniche (uguale bottino per entrambi: 8 partite e un gol).

Non è da meno il Milan che, toccando probabilmente il fondo con la commuovente pantomima di Galliani a casa di Destro per convincerlo ad accettare il trasferimento, ha raggiunto il culmine di una serie di mercati di riparazione dispendiosi e deficitari: dal contributo alla pensione di Michael Essien ai quattro mesi neanche così terribili del marocchino con problemi di peso Taarabt, dalla deprimente rassegna di terzini sinistri (Mesbah, Didac Vilà, Emanuelson) ai giovani in rampa di lancio (Salamon e Adiyiah), passando per la storia strappalacrime di Maxi Lopez chiuso in hotel ad aspettare la chiamata del Milan. Fuochi d’artificio invece nel gennaio 2011, culminato non a caso con la vittoria del campionato grazie anche all’apporto di Cassano e Van Bommel (più timido, per usare un eufemismo, il contributo di Legrottaglie). Alzi la mano chi ricorda i mesi rossoneri di Amantino Mancini nel 2010, che si fece notare solo per un gol sbagliato contro il Napoli che avrebbe regalato al Milan il sorpasso sull’Inter di Mourinho al primo posto della classifica.

Non aveva grande bisogno di rinforzi la Juve negli anni di Antonio Conte e allora passano in secondo piano gli acquisti, assolutamente dimenticabili, di Osvaldo, Peluso, Anelka e Borriello (comunque pesantissimo il suo gol al Cesena). Ne avrebbe avuto bisogno invece nel 2010, durante la nefasta gestione Ferrara, il tecnico napoletano che a gennaio non riuscì ad invertire la rotta nonostante gli “imponenti” acquisti di un giovane Candreva (liquidato con troppa fretta) e del talento Paolucci (attuale attaccante dei romeni del Petrolul, a conferma della lungimiranza dell’operazione).

Sempre molto attiva la Roma che, nell’era Pallotta-Sabatini, ha regalato ai tifosi le giocate brasiliane di Marquinho, Rafael Toloi e Michel Bastos: male ma si può fare molto peggio e nell’inverno 2015 il capolavoro negativo, spendendo cifre più vicine ai 40 milioni che ai 30 per i cartellini di Doumbia e Ibarbo, il prestito di Spolli, il riscatto di Yanga-Mbiwa e i giovani Pepin e Radonjic.

Ma le storie più imbarazzanti le regala forse la lotta salvezza: nel 2013 il Pescara neopromosso, dopo un girone di andata neanche tanto male (tre vittorie nelle ultime quattro partite), decide di fare grandi investimenti per confermare la categoria: arrivano gli argentini Bianchi Arce e Caraglio, gli espertissimi (logori) Kroldrup, Zauri e Sculli, il promettente Rizzo e il colpaccio D’Agostino. Il risultato? 2 punti nel girone di ritorno e ovvio ultimo posto. Uno dei due punticini arriva in casa del Palermo, anch’esso in procinto di retrocedere e anch’esso attivissimo a gennaio: qualcuno si ricorda di Anselmo, Nelson, Boselli, Faurlin, Formica, Fabbrini e Sperduti arrivati in quel mese di gennaio 2013? Insieme a loro l’us(ur)ato sicuro di Aronica e Dossena e retrocessione senza colpo ferire.

Inarrivabile, infine, la prestazione leggendaria dell’Ancona 2003-2004 che a gennaio cedette 16 giocatori e ne acquistò 14, imbottendo la squadra di vecchi e di vecchissimi (regalando momenti di puro imbarazzo come la presentazione e le condizioni di Jardel). La rivoluzione sortì ottimi risultati, dato che ad aprile arrivò la prima vittoria stagionale, peccato la retrocessione fosse già certa a quel punto. Dettagli.

Napoli, rinforzi dal mercato per lo Scudetto

SarriSe c’è una squadra che ha saputo sorprendere ed entusiasmare in questa prima metà di stagione, quella è sicuramente il Napoli di Maurizio Sarri. Dopo l’amaro quinto posto dello scorso anno e un avvio di campionato piuttosto preoccupante, la squadra azzurra ha iniziato ad ingranare, mietendo vittime illustri (5-0 alla Lazio, 0-4 a San Siro contro il Milan e 2-1 contro Juventus, Fiorentina e Inter) riuscendo a scalare rapidamente la classifica.

I meriti vanno divisi tra un’organizzazione difensiva di cui non si era vista traccia nell’annata scorsa e un attacco mostruoso, guidato da un ritrovato Higuain, dominatore incontrastato della classifica marcatori con 16 reti in 17 partite. Da non sottovalutare neanche il ritorno di Reina, fondamentale tra i pali ma anche all’interno dello spogliatoio e la definitiva esplosione di Lorenzo Insigne (già entrato nel mirino di Psg e Arsenal). Un mix di elementi che ha portato il Napoli a ritrovare, anche solo per una giornata, la cima solitaria della classifica di Serie A, traguardo che mancava da 25 anni. In un campionato senza grandi squadre protagoniste, il Napoli, che si afferma come una delle squadre più solide e spettacolari del nostro calcio, si distanzia dalla capolista Inter di un solo punto e ora può iniziare a credere davvero nel sogno Scudetto.

LO SCUDETTO PASSA DAL MERCATO

Tra le squadre in lotta per il primato, il Napoli è quella che ha le maggiori possibilità di rafforzare la propria rosa sul mercato. Gli obiettivi? Un difensore e un centrocampista. Per il reparto arretrato piace sempre Maksimovic, sondato a lungo nel mercato estivo e ko da settembre a causa di una frattura al piede rimediata con la Nazionale serba. Il Torino continua a chiedere 25 milioni, mentre gli azzurri vorrebbero scendere a 18. Si continuerà a trattare.

A centrocampo gli obiettivi sono parecchi, ma in cima alla lista della dirigenza c’è senza ombra di dubbio il nome di Andrè Gomes, portoghese classe ’93 di proprietà del Valencia. È uno dei giovani in rampa di lancio nel panorama calcistico europeo e costituirebbe un alternativa di lusso ai titolari Hamsik e Allan. Anche in questo caso il Napoli non vorrebbe superare i 20 milioni, distanziandosi parecchio dalla clausola da 80 milioni fissata dal club spagnolo. Le due alternative più accreditate sono Vecino e Zielinski, che con Sarri hanno in comune l’Empoli, altra squadra rivelazione di questa prima parte di stagione. Vecino, ora alla Fiorentina, è esploso proprio nell’Empoli di Sarri, ma i viola non vorrebbero privarsene per avvantaggiare una diretta concorrente; Zielinski è, invece, uno dei nuovi perni del centrocampo del club toscano, ma per averlo il Napoli dovrebbe contattare direttamente l’Udinese, proprietaria del cartellino del polacco e da sempre bottega molto cara. Da non sottovalutare, infine, le piste che portano a Poli, Henriksen e Klaassen. Per il futuro piace il giovane Grassi dell’Atalanta.

Calciomercato, la Roma ha scelto Perotti

Perotti

La Roma ha deciso, arriva Perotti. L’attaccante del Genoa ad un passo dal club giallorosso, esterno d’attacco duttile, ciò che occorre per rinforzare il reparto avanzato dei capitolini. Perotti prenderà il posto di Iturbe, l’attaccante argentino arriverà per 12 milioni di euro: 9 fissi più 3 di bonus, per l’ufficialità servirà in ogni caso qualche giorno.
ROMA, DAL GENOA ARRIVA PEROTTI
Perotti il colpo targato Walter Sabatini, la Roma cerca il riscatto e spera di vivere una seconda parte di stagione da protagonista. Perotti l’uomo giusti per Garcia? Questo ciò che si augurano i tifosi giallorossi. Abbandonata la pista El Shaarawy che potrebbe approdare proprio al Genoa per prendere il posto di Perotti. Per la difesa si continua a seguire Adriano.

Calciomercato Juve, si punta tutto su Gundogan

Marotta

marotta

Marotta vuol fare un bel regalo ad Allegri, far arrivare alla Juventus Ilkay Gundogan: non sarà facile ma l’offerta c’è e ora si attende la risposta da Dortmund, che al momento non vuole cedere il forte centrocampista. Per far cassa sono stati messi sul mercato Zaza e Caceres, il primo vuol essere titolare per non perdere il treno dell’europeo mentre il secondo non sembra rientrare più nei piani di Allegri avendo confermato Rugani.

Per l’attaccante ex Sassuolo c’è l’offerta da 20 milioni del Crystal Palace, che lo vuole fortemente a Londra per consegnarlo a Pardew il più presto possibile. Il centravanti è quello che serve alla squadra londinese considerando che al momento i vari Chamakh, Frazer e Campbell stanno segnando col contagocce. L’acquisto potrebbe avvenire anche grazie al cambio societario e a denari freschi provenienti dagli americani Blitzer ed Harris, che possiederanno il 70% delle quote azionarie per un valore di circa 137 milioni di euro.

Questo sarebbe il primo acquisto, per la campagna di rafforzamento del team che ora si trova con 30 punti, a meno nove dalla vetta. Per quanto riguarda il sostituto del centravanti italiano, si punta sul diciannovenne Moussa Dembelé che milita nel Fulham, in Championship, ed autore fino ad ora di 9 reti in venti presenze. Su di lui ci sono già gli occhi di diverse squadra, ma l’affare potrebbe chiudersi con un’offerta di 5-6 milioni di euro.
Per quanto riguarda invece Caceres, al momento tutte le tracce portano a Milano, con un derby che si è scatenato tra Milan ed Inter per l’acquisto del difensore uruguayano.
I neroazzurri lo prenderebbero subito, mentre i rossoneri preferirebbero attendere Giugno, considerando che il giocatore è in scadenza di contratto.

Altre voci riguardano Moutinho del Monaco ed Oscar del Chelsea, ma al momento il portoghese è confermatissimo nella squadra francese e la trattativa per Oscar sembra difficile. La squadra nel frattempo continua a lavorare a Vinovo, oggi prevista doppia seduta, continuano a lavorare a parte Barzagli, Mandzukic, Pereyra ed Hernanes, che con molta probabilità non faranno parte della lista convocati per il match del 6 Gennaio contro il Verona.
Allegri è intenzionato a dare fiducia a Rugani in difesa, mentre Morata partirà titolare in attacco in coppia con Dybala.