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ESCLUSIVA – Amoruso: “Motta l’allenatore giusto per la Juve. Vlahovic deve migliorare, il Napoli di Conte è da scudetto”

Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, Nicola Amoruso, ex attaccante di Torino, Atalanta, Napoli e Juventus, ha parlato proprio della squadra bianconera, del periodo di forma di Vlahovic e della lotta Scudetto, che quest’anno sarà agguerrita anche grazie all’inserimento della squadra di Conte.

Amoruso sicuro: “Thiago Motta ha bisogno di tempo”

Cosa pensa di questa nuova Juventus di Thiago Motta? 

“Credo che bisognerà ancora dare del tempo a Thiago Motta, anche se è l’allenatore giusto per la Juventus. E’ uno che ha idee, ha bisogno però di un dato periodo e credo che inciderà sempre più nella squadra. Ha tanti giocatori nuovi anche se le qualità dei bianconeri verranno presto fuori”.

Secondo lei perchè Vlahovic non riesce ancora a incidere..

“E’ un giocatore che deve migliorare, non solo quando fa gol ma anche quando c’è da essere indispensabili per la squadra. Da attaccante deve esser bravo a tener palla e questo deve essere perfezionato”.

Abbiamo visto il derby di Milano.. Secondo lei è ancora l’Inter la squadra da battere? E un suo giudizio sul Napoli di Conte…

“Nonostante la sconfitta nel derby, che vuol dire poco, è la squadra più forte ed equilibrata del campionato. Il Napoli di Conte ci arriverà lì, sono solidi, determinati a far bene e sono convinto che sarà un bel campionato per la lotta al vertice”.

Roma, è Carnevali il post Lina Souloukou? | Le ultime

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Il Ceo della Roma Lina Souloukou ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Viste le dimissioni di Lina Souloukou la Roma è alla ricerca di un dirigente che possa integrarsi con Ghisolfi, rimasto a capo come direttore sportivo e nell’organigramma giallorosso.

Roma, spunta il nome di Carnevali

Secondo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport”, per il post CEO spunta il nome di Giovanni Carnevali, attuale ad del Sassuolo dal 2014 e che ha ottimi rapporti sia con Juventus, Inter ma anche con i giallorossi.

 

Lotito chiarisce: “I tifosi? Non ho nessun problema con loro. Faccio l’interesse della società..”

Lazio
CLAUDIO LOTITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intercettato all’uscita del Senato e intervistato da alcuni cronisti, Claudio Lotito, “La Lazio vince? Non si tratta di essere contenti, ma di prendere atto di una situazione che io conosco, sulla quale ho investito e che spero prosegua bene. Tifosi? Io non ho nessun problema con loro, ho fatto delle scelte e mi sono preso la responsabilità di ciò che ho deciso con coraggio, anche contro corrente. Io parlo con la testa,  sono un presidente-tifoso e non un tifoso-presidente. Faccio l’interesse esclusivo della società e di conseguenza anche dei tifosi perché se la società è forte, è credibile e porta risultati, allora fa anche l’interesse dei tifosi. Il gesto del maestro d’orchestra durante i cori di contestazione dei tifosi? Dico solo una cosa: le persone quando parlano devono prima connettere il cervello. Accordo con Legends per il Flaminio? Non vi preoccupate, gli accordi sono alla base della concretizzazione dei risultati”.

Lotito sicuro: “Se la società è forte..”

E poi ancora: “Plusvalenze? Il livello del giornalismo è così basso da non conoscere le norme, che prevedono il mancato versamento, non l’omissione, la frode o le false fatturazioni, e non c’è il riflesso penale. Oggi c’è una soglia, che sopra a 150mila scatta una denuncia penale anche dopo il chiarimento con il Fisco. Alla prima udienza si può pagare ed estinguere il debito penale. Perciò non è meglio rimuoverlo a monte? Non salva nessuna squadra”.

Giuntoli conferma: “Il rinnovo di Vlahovic si farà. Thiago Motta è un predestinato. Scudetto? Inter e Napoli favorite”

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CRISTIANO GIUNTOLI PREOCCUPATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il dt della JuventusCristiano Giuntoli, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera dove parla di mercato e Thiago Motta.

Giuntoli: “Koopmeiners trattativa difficile”

Il bilancio in rosso non vi consente di fare un grande mercato?

“Bisogna solo fare i conti, e tener presente la prospettiva di cinque anni. Prima potevi avere un giocatore, faccio un esempio, che guadagnava tredici milioni di euro lordi, ora ne hai uno che hai pagato 10 milioni ma che di stipendio pesa meno di un quinto: alla fine, tra ingaggio e ammortamento, risparmi oltre 30 milioni di euro. E così via, per tante operazioni fatte quest’anno”.

In cosa consiste il metodo Giuntoli?

“Non c’è nessun metodo Giuntoli: dovevamo abbassare il monte ingaggi e l’età media della rosa. E l’abbiamo fatto. Direzione? Costruire mattone dopo mattone il nostro percorso, siamo fra le squadre più giovani del campionato e abbiamo un progetto importante. Sono molto ottimista e anche contento di come è cominciata questa stagione”.

Vincere resta l’unica cosa che conta?

Certo, la Juve è una società che deve vincere. Non è la sola cosa, ma quella più importante. Noi dobbiamo mantenere l’equilibrio finanziario e una competitività elevata per riportare il club dove merita. C’è il risultato, ma anche il modo con il quale ci si arriva. Bisogna partire dalle prestazioni, sta qui la differenza”.

Avverte la pressione rispetto ad altri ambienti?

“Qui ce n’è di più. Ma più che di pressione parlerei di senso di responsabilità. Questo è quello che ho avvertito appena arrivato. La consapevolezza di essere in un club che ha fatto la storia, e di avere sulle spalle il peso di una mission importante. Non amo far trasparire le mie emozioni, anche la pressione è qualcosa che sento dentro, fuori prevale la lucidità, la serenità del manager che deve sempre prendere decisioni di testa e mai di pancia. questo il pregio che mi riconosco: la serenità in qualsiasi situazione”.

Cosa prova vedendo il JMuseum?

“Mi emoziona, sempre. Penso al mio babbo, mi rendo conto di dove sono e mi passano per la mente le immagini della Juve che sognavo da bambino”.

Idoli?

“Zoff, Cabrini, Scirea… Causio, che è stato un fuoriclasse. E Furino, la mia epoca da tifoso”.

Come sceglie i giocatori?

“I numeri rappresentano lo storico di un giocatore, ma ho bisogno di sentire l’emozione, di vederlo e capire cosa mi trasmette. Ed è una valutazione imprescindibile alla quale associ tutti i dati che vuoi, ma senza il sentiment non ho il quadro completo della situazione. Ma c’è sempre un margine di rischio quando prendi un calciatore. Scommesse perse? Certo, ci stanno”.

Avete iniziato un percorso nuovo.

“Abbiamo cambiato tanto, e quando lo fai rischi sempre. Abbiamo modificato completamente il modo di pensare calcio, partiti da zero. Non sappiamo ancora quello che possiamo fare, siamo alla scoperta di noi stessi. Adesso c’è anche la curiosità di capire, vedere cosa facciamo”.

Su Chiesa…

“Con la chiarezza e la semplicità, con il giocatore e il suo entourage siamo stati sempre molto onesti, tutti insieme abbiamo cercato la soluzione più giusta per il giocatore, che è molto forte e gli auguriamo tutto il bene possibile”.

McKennie era fuori rosa e poi è stato reintegrato.

“No, lui aveva un problema di rinnovo, ma non è mai stato fuori dal progetto”.

Su Koopmeiners…

“Anche questa è stata una trattativa difficile. È speciale nelle giocate, nella tecnica. Un calciatore a testa alta, sa sempre dov’è la palla, sa a chi darla. È uno tosto”.

Acquisto più difficile della sua carriera da dirigente?

“Forse Victor (Osimhen, ndr). Ci ho messo quattro mesi per portarlo a Napoli. Andava forse venduto prima, ma Aurelio (De Laurentiis, ndr) è un imprenditore intelligente e astuto. Gli devo tanto, gli voglio bene”.

Su Thiago Motta…

“È evidente che con il Bologna aveva fatto così bene che non eravamo gli unici ad avere gli occhi su di lui, ne eravamo consapevoli e abbiamo giocato le nostre carte, sposando evidentemente in toto il suo progetto di calcio. Ha avuto un grande impatto all’interno della Juve. Modi gentili, carini, con tutti. Lui è un predestinato, molto empatico con la squadra. Ha grandissima personalità. Dà tutto, vive per questo lavoro”.

Qual era il piano B in caso di non arrivo di Thiago Motta?

“Non dico il nome, ma è un allenatore straniero che esercitava ed esercita ancora in Europa”.

Qualche rimpianto per l’estate?

“Chi non ne ha? Avevamo l’esigenza di fare un buon mercato e mettere i conti in ordine. L’obiettivo era fare una squadra giovane, ma con uno storico che rappresentava la base”.

Su Calafiori…

“È un rimpianto per tutto il calcio italiano, non della Juventus. Bisogna interrogarsi sul fatto di non aver avuto la forza di tenere in Italia un giocatore della sua portata. Le grandi squadre hanno preso tutte un difensore, non lui”.

Cosa ne pensa della sostituzione di Vlahovic col Napoli?

“Nel calcio di Thiago succede, nulla di particolare”.

Il rinnovo di Vlahovic è un problema?

“No, un calciatore come lui con prospettive ancora importanti non può mai essere un problema, il rinnovo è un obiettivo, lo faremo. Un giocatore che vale tanto e guadagna tanto per noi rappresenta un patrimonio”.

Questa Juve può vincere lo Scudetto?

“Presto per dirlo, ma Inter e Napoli sono le favorite. Lo dice la storia, vince sempre la squadra più esperta. L’Inter lo è, il Napoli per il cambio strategia che ha fatto lo è diventata”.

Rapporto con Allegri?

“Mi spiace, di questo non parlo”.

Preferisce risultato o giocare bene?

“Dico equilibrio e comando del gioco, quello che mi piace di questa Juve. La squadra forte deve saper fare tutto”.

 

Verso Udinese-Inter, Inzaghi cambia ancora | Lautaro verso l’esclusione

inter calcio
SIMONE INZAGHI PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il derby ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi dell’Inter ma sopratutto ad Inzaghi, che è pronto a rivoluzione la squadra in vista della partita contro l’Udinese.

Verso Udinese-Inter, Inzaghi si affida a Frattesi e Taremi

Diversi i cambi che potrebbe effettuare il tecnico nerazzurro, a cominciare da Bisseck, Frattesi, Zielinski, con davanti Taremi al posto di Thuram. Questi le sostituzioni come riportate da “La Gazzetta dello Sport”.  L’Inter deve tornare a vincere per dimostrare che è ancora lei la squadra da battere anche perchè davanti ci sarà un Udinese molto agguerrito, che arriva dai 3 gol presi contro la Roma.