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Dagli Stati Uniti: “Friedkin pronti ad acquistare l’Everton” | Cifre e dettagli

Friedkin
IL PRESIDENTE DELLA ROMA DAN FRIEDKIN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La famiglia Friedkin fa sul serio. Secondo le ultime voci che arrivano dall’America, sarebbe ad un passo la trattativa della famiglia Friedkin per acquistare l’Everton.

Roma, i Friedkin stavolta comprano l’Everton?

Questo è quanto rivelato da “Bloomerg”, che svela come l’accordo sia vicino tra il presidente Moshiri dell’Everton e quello della Roma, che si trova al centro di numerose polemiche dopo l’esonero di De Rossi e l’esonero di Lina Souloukou.

Pinzi controcorrente: “A me la Lazio è piaciuta. Serve un altro mediano a centrocampo”

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MARCO BARONI PARLA CON NICOLO ROVELLA, DELE BASHIRU E TIJJANI NOSLIN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato a Radiosei, Giampiero Pinzi, ex calciatore e collaboratore di Daniele De Rossi, ha parlato della sconfitta del Franchi della Lazio: “Contro la Fiorentina dispiace per il risultato.Primo tempo dominato a livello di gioco, concedendo solo un paio di uscite dal basso sbagliando la costruzione, sono errori da mettere in preventivo. Meritavamo un vantaggio più netto, poi i rigori c’erano anche se reputo la regola un po’ assurda. A me la la Lazio è piaciuta. Taty? La sua assenza si è  sentita tanto, Taty ora sta bene, i compagni lo cercano. Peccato perché la Lazio meritava di più”.

Pinzi: “Si è sentita l’assenza di Castellanos”

“Castrovilli in mediana? Avendo Bove e Cataldi come giocatori lineari, quindi baroni potrebbe averlo inserito per questo. L’ex viola ha bisogno di tempo. I cambi di Baroni? Mi ha un po’ sorpreso l’uscita di Dia, forse per la botta sulla caviglia. In mezzo al campo la Lazio credo qualcosa deve fare a gennaio. Dele Bashiru bene la prima, male a Udine e forse non lo ritiene pronto per il campionato. Castrovilli necessita tempo, la scelta di un nuovo acquisto dipende dal mister e dalle sue scelte tattiche. Serve un giocatore dinamico visto che giochi a due. Un play vero da prendere in Italia è difficile, a gennaio non hai grandi opzioni.  Folorunsho? Grande forza, porta palla e riparte, gran tiro e in dote porta qualche gol. Nell’Hellas ha giocato a due, io vedo la necessità di uno più geometrico, più puro”.

E poi ancora: “Isaksen è un giocatore che divide molto? Grande investimento, va aspettato ma sembra ancora un po’ incompiuto. Spesso in area si perde, non vede la giocata e non è deciso. Non ha fiducia in sé stesso, va aspettato anche se a Roma c’è molta fretta. Ad Udine siamo abituati ad aspettare, magari alcuni giovani esplodono dopo un anno. Noslin? A me sembra più un esterno. Ieri lui e Castrovilli nel primo tempo sembravano pesci fuor d’acqua”. Queste le parole riportate da Lalaziosiamonoi.it.

Fonseca ribalta il Milan e il suo destino | Il derby può essere un punto di partenza

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LA GRINTA DI PAULO FONSECA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il destino di Paulo Fonseca sembrava essere già scritto: sconfitta anche nel derby ed esonero certo. Ma così non è stato e la vittoria di ieri sera contro l’Inter ha certamente la sua firma: il tecnico portoghese ha voluto osare mandando in campo un 4-2-4 che alla vigilia sembrava un azzardo, ma la squadra si è ritrovata in questo assetto che si è rivelato decisivo per la vittoria finale. Grande iniezione di fiducia per lui e per tutto l’ambiente Milan, che ora guarda al futuro con curiosità e ottimismo.

Fonseca aveva già un piede fuori dal Milan nonostante la fiducia di Ibra

E’ vero, Zlatan Ibrahimovic aveva dichiarato che la stracittadina non sarebbe stata decisiva per il futuro di Fonseca, ma è molto probabile che una sconfitta avrebbe sfilacciato completamente un rapporto mai sbocciato. E invece Fonseca l’ha vinta, dopo 6 derby consecutivi persi dai rossoneri, e l’ha fatto con le sue idee.

Avanti con il 4-2-4, ora il Milan cerca continuità

Il Milan risorgerà dopo questa vittoria nel derby? Lo diranno le prossime partite contro LecceBayer Leverkusen Fiorentina. La squadra rossonera deve trovare continuità sia nelle prestazioni che nei risultati, altrimenti il successo di ieri rischia di essere stato solo un episodio. Ma Fonseca è ottimista e i giocatori sembrano iniziare ad entrare nei concetti proposti dal tecnico, che vuole un calcio offensivo e spregiudicato e che è innamorato calcisticamente della coppia Abraham-Morata, per l’intensità, il sacrificio e la qualità che possono mettere in campo.

 

Il derby perso è un campanello d’allarme per Inzaghi | L’Inter ha perso solidità e motivazioni?

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LA GRINTA DI SIMONE INZAGHI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Negli ultimi anni la squadra che ha vinto lo scudetto non è riuscita mai a ripetersi nell’anno successivo, e anzi la tendenza è stata alquanto negativa sia per il Milan che per il Napoli. L’Inter dopo la seconda stella acquisita lo scorso anno al termine di una stagione spettacolare, ha iniziato la stagione con la voglia di riconfermarsi e di fare un altro step nel suo percorso di crescita, ma l’avvio di campionato non è stato fin qui semplicissimo per Inzaghi. Il derby di ieri, perso per la prima volta dopo due anni, è stato il campanello d’allarme definitivo, colto sia dall’allenatore, che dalla società, che dalla squadra stessa.

Inzaghi arrabbiato per la sconfitta, richiama tutti al lavoro e all’umiltà | Anche Lautaro si assume la responsabilità

E infatti dopo la partita c’è stato un vero e proprio richiamo da parte di Inzaghi, che si è assunto tutte le responsabilità di una partita giocata malino sia sul piano tattico sia sul piano dell’atteggiamento, con un’Inter poco affamata e lenta nei recuperi, nelle seconde palle e nelle coperture preventive. Nel secondo tempo il Milan ha rischiato di dilagare. Anche Lautaro Martinez al termine della partita ha parlato con grande onestà, richiamando i suoi compagni al lavoro e all’umiltà e ammettendo di essere in una condizione non ancora ottimale.

Inzaghi sa quanto è difficile ripetersi in campionato, e per natura è un perfezionista. Da questo deriva la sua preoccupazione, la preoccupazione che l’Inter possa aver perso un po’ di smalto, un po’ di motivazione nell’ambire alla perfezione e alla vittoria in tutte le competizioni. Anche perché il problema sembra più mentale che fisico o tattico, perché nella partita di Manchester contro il City di Guardiola l’Inter ha dimostrato di essere ancora quella squadra solita, convinta e consapevole che abbiamo visto nella passata stagione. Ci sarà da ritrovarsi anche in partite meno stimolanti, perché i campionati si vincono con la continuità e fin qui la squadra nerazzurra ha avuto un andamento altalenante, con 2 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta in campionato.

Roma, i Friedkin alle prese con la scelta del nuovo Ceo: ecco i nomi più quotati

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Lina Souloukou pensierosa ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La Roma e tutto l’ambiente sono in subbuglio dopo la decisione della società di esonerare Daniele De Rossi per far spazio a Ivan Juric. Prima della partita di ieri con l’Udinese, la prima del nuovo tecnico sulla panchina giallorossa, sono infatti arrivate le dimissioni del Ceo del club, Lina Souloukou: la dirigente greca paga la decisione del cambio di allenatore fortemente contestata dal pubblico giallorosso. Il tifo più caldo della Roma non ha digerito la sua scelta di esonerare De Rossi e nelle ultime ore, insieme alla sua famiglia, era stata messa anche sotto scorta per possibili ripercussioni.

I Friedkin riflettono sul nuovo Ceo | Anche Boniek e Boban nella lista per sostituire la Souloukou

Con la Souloukou che ha fatto un passo indietro, da capire adesso chi la famiglia Friedkin deciderà di mettere al suo posto. I primi nomi circolati nell’ambiente giallorosso, scrive la ‘Gazzetta dello Sport’ oggi in edicola, sono quelli di Umberto Gandini e Giampaolo Montali, dirigenti che hanno già fatto parte dell’organigramma giallorosso, anche se i Friedkin fin qui hanno sempre lavorato in discontinuità col passato della società. E infatti al vaglio della proprietà ci sono anche figure come Boban e Boniek. In attesa della decisione definitiva, a tenere le redini del club sono Lorenzo Vitali, legale di fiducia dei Friedkin, e Maurizio Lombardo, il segretario generale.