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Arrigoni contro Allegri: “L’allenatore della Juve deve puntare sempre a vincere la Serie A”

Allegri
MASSIMILIANO ALLEGRI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto a Sportitalia, Claudio Arrigoni, giornalista sportivo, ha parlato di Allegri in merito ad una possibile vittoria dello scudetto dei bianconeri.

Queste le parole riportate da Tuttojuve: “Ci mancava solo che dicesse quanto è importante raggiungere la salvezza… La Juventus deve puntare a vincere lo scudetto, ha sette giorni per preparare le partite. Insomma, è chiaro che Allegri dica di andarci piano ed essere equilibrato, ma sei l’allenatore della Juve: non hai nessun altro obiettivo se non quello di vinceere il campionato. L’obiettivo minimo sicuramente è il quarto posto e aiuteresti la società, ma i tifosi si aspettano che tu vinca il titolo”.

Pioli esce allo scoperto: “Vogliamo vincere il campionato. Loro bravi anche senza Osimhen”

STEFANO PIOLI INFURIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa, Stefano Pioli ha parlato del momento delicato dei rossoneri in vista della partita di domani sera contro il Napoli. Molti i temi trattati dall’allenatore del Milan.

Pioli: “Attenzione a Kvara, può farti molto male”

Queste le parole del tecnico riportate da Milanews.it:

Il momento del Milan, come ha visto la squadra dopo la sconfitta di mercoledì? “Ha la voglia di cambiare questo momento. Arriviamo per la prima volta da due sconfitte consecutive in due scontri diretti, dovremo dimostrare sul campo di avere le qualità di una squadra continua. Quando giochi contro avversari così devi essere sul pezzo per 90 minuti e così vogliamo fare”.

Il Napoli per la svolta: “Penso che nello sport e nella vita quotidiana non puoi pensare a quello che hai fatto fino a ieri, è già storia. Non puoi pensare a cosa faremo a maggio o all’anno prossimo. Bisogna vivere il presente e la prossima partita è la più importante. In questa settimana le partite non sono andate come volevamo, abbiamo fatto errori che in passato abbiamo fatto meno e li abbiamo pagati a caro prezzo. Domani è l’occasione per dimostrare di essere una squadra migliore”.

L’umore della squadra: “Giorni di lavoro, di attenzione, di confronto con la squadra come faccio sempre per cercare di alzare il livello della squadra e di tante situazioni, di quelle situazioni che ci hanno visto in difficoltà”.

Gli uno contro uno concessi in difesa: “Abbiamo il nostro modo di giocare che assolutamente dobbiamo portare in avanti, poi è chiaro che ci sono situazioni in cui dobbiamo essere più attenti, più riflessivi. Sicuramente non cambieremo il nostro stile di gioco”.

L’obiettivo scudetto dichiarato da Furlani: “Lavoriamo con una proprietà ambiziosa, una proprietà che ha strutturato la società per avere tante soluzioni e pensare in grande. Ha fatto sì che la squadra sia competitiva. Il nostro obiettivo è vincere il campionato, questo è sicuro. Non ci saremo solo noi a volerlo vincere ma il nostro obiettivo deve essere questo”.

Si dice di un Milan tornato da Parigi con i nervi tesi: “Nervi tesi sì, ed è giusto così perché diamo il massimo per ottenere le cose e non ci siamo riusciti. Nervi tesi giusti, ci mancherebbe altro che torniamo da una sconfitta così e siamo sereni e sorridenti. Anzi, tutto chiarito. Meglio di prima ancora. In sala stampa mi erano state riportate cose non veritiere, questo ha creato un po’ di confusione. Ma tutto a posto, tutto chiarito e si va avanti”.

Il chiarimento con Calabria: “Sei proprio tu quello che ha riportato male, perché non parlava dei suoi compagni ma parlava dell’ambiente. Noi ci crediamo, lavoriamo in un certo modo a Milanello, diamo tutto e ci crederemo fino alla fine. Ma non c’è nessun problema. Io parlo con i giocatori, ci siamo chiariti”.

Il problema del gol, ci sono soluzioni alternative? “Certo che ci stiamo lavorando, è l’aspetto che ci sta penalizzando di più. Ci sta mancando l’ultimo passaggio, la conclusione, il riempire l’area con qualche giocatore in più. Jovic ed Okafor stanno bene, sono convocati e sono a disposizione”.

Le polemiche del passato con Garcia: “Ho detto che non dobbiamo pensare a ieri e tu torni ad anni fa… Garcia è un ottimo allenatore, ha avuto com’è normale che sia per un allenatore nuovo delle difficoltà, ma ora è sulla strada giusta. Gli manca Osimhen, ma è anche vero che nella passata stagione senza Osimhen hanno avuto grandissimi risultati e hanno perso solo contro di noi. È un allenatore di livello”.

Su Kvaratskhelia: “Un giocatore da tenere in grande considerazione, può farti molto male negli uno contro uno”.

Il centrocampo segna poco, un solo gol. Si riempie male l’aerea? “Dobbiamo riempire di più l’area questo sì, stiamo andando spesso all’uno contro uno sugli esterni e stiamo crossando di più rispetto alla passata stagione. Dobbiamo riempire l’area non solo con le mezz’ali ma anche con l’attaccante esterno opposto. Credo che Tijjani abbia le caratteristiche per fare meglio, sia l’ultima passaggio, sia nelle conclusioni perché è un giocatore che ha sempre fatto gol. Se riguardo la partita col PSG nel primo tempo abbiamo recuperato molti più palloni di loro nella metà campo avversaria, lì potevamo fargli veramente male e ci è mancato l’ultimo passaggio, il tiro in porta o l’ultimo movimento. Sono situazioni che dobbiamo provare a forza perché non possiamo pensare di cambiare i nostri risultati così, dobbiamo avere un atteggiamento diverso e una qualità superiore per tornare pericolosi sotto porta”.

Come sta Loftus-Cheek? “È importante per la nostra fase offensiva dal punto di vista fisico e della qualità, ma abbiamo anche altre caratteristiche e possiamo essere pericolosi anche senza di lui. È guarito dalla lesione che aveva avuto al muscolo particolare, piccolino, il pettineo, adesso soffre di un’infiammazione pubica/addominale. Ogni giorno sembra stare meglio, gli manca l’ultimo step per tornare in squadra, sicuramente domani non sarà con noi. Ci sono buone possibilità che recuperi per la prossima partita. Dal punto di vista psicologico purtroppo è un ragazzo che ha avuto in passato tanti infortuni, va quindi un po’ guidato e sostenuto. Era partito benissimo, e adesso va un pochino sostenuto”.

Ci sono delle cose che vanno migliorate in difesa? “Sì, ci abbiamo lavorato anche in questi giorni. Essere aggressivi non vuol dire essere scoperti e accettare sempre l’uno contro uno. Dobbiamo leggere molto meglio le situazioni quando la palla è coperta e possiamo essere aggressivi, quando non lo è dobbiamo essere un po’ più riflessivi. Sono tutte cose che vanno perfezionate e migliorate, ma non deve cambiare l’atteggiamento mentale della squadra. Poi nello specifico delle situazioni difensive possiamo fare sicuramente meglio”.

Perché Theo non è più cosi incisivo? “Secondo me stiamo sviluppando una fase offensiva sulla sinistra un po’ diversa, quindi ci sta che sia un po’ meno prorompente sulla fascia e sia un po’ più di appoggio. Lui sa che è fortissimo e che deve alzare il livello. Ho la netta sensazione che mercoledì, al contrario di quanto successo col Chelsea l’anno scorso, siamo stati vicini all’altissimo livello, ma vanno fatti dei passettini in avanti; Theo è uno di quei giocatori che può aiutarci ad arrivare a quel livello”.

Cosa è cambiato tra Spalletti e Garcia? “In fase difensiva non è cambiato più di tanto: un 4-4-2. Con la palla prediligono il possesso e comandare il gioco: è difficile vedere differenze notevoli con la passata stagione. Forse Raspadori può raccordare di più il gioco, Simeone, che conosco bene, è più bravo ad attaccare l’area e la profondità”.

Dualismo Krunic-Adli? “Giusto che si sia creato perché occupano la stessa posizione: li vedo uno cominciare, l’altro stare in panchina. Entrambi sanno giocare bene in quella posizione con caratteristiche diverse. Sono contento delle loro prestazioni e di come stanno interpretando il ruolo nello specifico”.

Si potrebbe tornare al 4-2-3-1? “In fase difensiva siamo spesso in 4-2-3-1 e lo saremo anche domani, quando gli avversari giocano con un vertice basso lo andiamo a prendere con un centrocampista, poi in possesso palla prendiamo posizioni diverse. Poi saranno le partite, gli avversari e le prestazioni a farci capire dove cambiare qualcosa. Io sono sempre molto attento su cosa serve per migliorare quando ci accorgeremo che c’è qualcosa di specifico che ci può aiutare a far crescere la squadra”.

Secondo qualcuno Pioli pecca di tracotanza, è presuntuoso... “Io sono convinto di quello che faccio, cerco di essere convinto di quello che faccio, mi preparo, studio, vedo, mi aggiorno, conosco bene i miei giocatori e cerco, nelle mie convinzioni, di dare convinzione ai miei giocatori. Se sono convinto io divento credibile agli occhi dei miei giocatori e diventano convinti anche loro. Se passo per presuntuoso… Non credo di esserlo, ma non è che posso convincere tutti. Non è neanche il mio obiettivo. Io devo pensare ai miei giocatori. Io penso a mettere in campo la migliore squadra possibile con le migliori idee possibili per poter vincere la prossima partita”.

Cosa c’è da migliorare? “Non è tutto da rifare come può sembrare, ma migliorare le piccole situazioni che, a quel livello lì, pesano di più in un girone non so quante volte più difficile di quello dell’anno scorso. Col PSG dobbiamo vincere in casa, sarà uno spartiacque determinante. Vedo una squadra consapevole e volenterosa”.

Nuovo premio per le prossime 200 presenze? “Vorrebbe dire che a maggio festeggiamo”.

Juventus-Verona, le ultimissime sulle formazioni

DUSAN VLAHOVIC PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Allegri sceglie l’attacco: sarà Kean ad affiancare Vlahovic nel reparto offensivo, Chiesa e Milik dalla panchina. Ancora mediana affidata al trio composto da Locatelli, Rabiot e McKennie, supportati da Weah e Cambiaso, che prende il posto di Kostic. Non recupera Danilo, in difesa ci sarà Rugani con Bremer e Gatti. Possibile cambio per Baroni, intento ad utilizzare Lazovic come trequartista a sostegno delle due punte Bonazzoli e Djuric. Si rivede Duda in mezzo al campo con Folorunsho.

Le probabili formazioni:

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny; Gatti, Bremer, Rugani; Weah, McKennie, Locatelli, Rabiot, Cambiaso; Vlahovic, Kean. All. Allegri.

VERONA (3-4-1-2): Montipò; Magnani, Dawidowicz, Amione; Faraoni, Duda, Folorunsho, Doig; Lazovic; Bonazzoli, Djuric. All. Baroni.

Caso Scommesse, Zaniolo non rischia alcuna squalifica

Zaniolo
NICOLO ZANIOLO LASCIA IL CAMPO RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, Nicolò Zaniolo potrebbe non correre il rischio di essere squalificato, a differenza di Fagioli e Tonali, in relazione al coinvolgimento in attività di scommesse. Sembrerebbe che l’ex giocatore della Roma abbia ammesso di aver partecipato a giochi di blackjack e poker su siti illegali, ma nega categoricamente di aver scommesso sul calcio.

Caso Scommesse, Zaniolo rischia sanzioni, ma non dal punto di vista sportivo

Attualmente, ciò che sembra pendere sul giocatore è una possibile multa dal punto di vista penale per aver partecipato a tali attività su piattaforme illegali. Tuttavia, dal punto di vista sportivo, sembra che Zaniolo non sia a rischio di sanzioni, a meno che emergano nuovi elementi riguardo alle scommesse legate al calcio.

Questa situazione sottolinea l’importanza di separare le attività di scommessa personali dai rischi di corruzione sportiva, garantendo che i giocatori non siano coinvolti in pratiche illecite che minerebbero l’integrità del gioco.

Lazio, probabile addio di Sarri a fine anno?

LA DELUSIONE DI MAURIZIO SARRI CON LA MANO IN TESTA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Secondo il Corriere dello Sport, Sarri e Lotito hanno tenuto recentemente colloqui in cui hanno concordato di valutare il loro futuro alla fine dell’anno. Se uno dei due riterrà che le condizioni non sono adatte, si impegneranno a trovare un accordo contrattuale ed economico per evitare uno scontro aperto.

Lazio, a fine stagione Lotito valuterà se continuare o meno con Sarri in panchina

Nonostante alcune incertezze, sembra che entrambi desiderino portare a termine la stagione con successo, puntando a una qualificazione europea, in particolare la Champions League. Tuttavia, le loro relazioni sono influenzate dai risultati della squadra, che sono altalenanti. Il futuro sarà definito con il passare del tempo, alla fine della stagione, quando verranno anche considerati gli aspetti legati al mercato e alle ambizioni della squadra.

Dopo la pausa invernale, saranno disponibili dati più chiari sulla classifica e sulla situazione europea. Sarri dovrà quindi decidere se iniziare trattative di mercato con Lotito e il direttore sportivo Fabiani. Nonostante alcune difficoltà, sembra che entrambi siano motivati a lavorare insieme per il bene della Lazio.