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Italia-Malta, probabili formazioni e dove vederla

GIACOMO RASPADORI PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Azzurri in campo contro Malta allo Stadio San Nicola di Bari. La formazione di Spalletti, forte della vittoria contro l’Ucraina, vuole continuare il buon momento per avvicinare la qualificazione europea. Nella gara d’andata l’Italia ha avuto la meglio imponendosi per 0-2, con reti di Retegui e Pessina. Il match sarà visibile, in esclusiva, su Rai Uno, e in streaming su Rai Play.

Le probabili formazioni:

 

Ucraina-Macedonia del Nord, probabili formazioni e dove vederla

esultanza Malinovskyi ph: Fornelli/Keypress

Sfida importantissima anche per gli azzurri quella di Praga tra Ucraina e Macedonia del Nord. Entrambe le squadre appaiate a quota 7, ma con una partita in più dell’Italia, si sfidano in una gara che potrebbe rivelarsi decisiva per la qualificazione. L’Ucraina, reduce della sconfitta contro gli azzurri di Spalletti, pronta riscattarsi per inseguire il secondo posto, dall’altra parte, la Macedonia del Nord, forte della vittoria contro Malta. Nella gara d’andata, disputata lo scorso giugno, la formazione ucraina ha avuto la meglio per 2-3 sui padroni di casa, grazie alle reti di Zabarnyi, Konoplya e Cyhankov. Il match sarà visibile, in esclusiva, su Sky Sport Calcio, e in streaming su Sky Go e Now.

Le probabili formazioni:

UCRAINA (4-3-3): Bushchan; Konoplya, Zabarnyi, Kryvtsov, Mykolenko; Zinchenko, Stepanenko, Sudakov; Malinovskyi, Dovbyk, Mudryk. CT. Rebrov.

MACEDONIA DEL NORD (3-4-1-2): Siskovski; Manev, Musliu, Serafimov; Dimoski, Alimi, Ademi, Alioski; Bardhi; Miovski, Elmas. CT. Milevski.

Conte precisa: “Vorrei una squadra che ha già vinto”. Chiaro riferimento al Napoli?

Conte
Antonio Conte ph: Fornelli/Keypress

Intervenuto al Festival dello Sport in programma a Trento, Antonio Conte è tornato a parlare della Serie A ma non solo, e non ha escluso un’ipotesi per il futuro. “Essere allenatore oggi significa seguire un calcio in continua evoluzione. Quello vissuto da calciatore mi ha permesso di incrociare due allenatore che ricordo con piacere e sono Mazzone e Fascetti. Al di là del ruolo loro erano due padri. Alla Juventus ho conosciuto Giovanni Trapattoni che non finirò mai di ringraziare. Ha avuto un atteggiamento paternale con me, ragazzino di 21 anni alla prima esperienza lontano da Lecce. Il primo a cambiare la figura dell’allenatore fu Sacchi, che ho avuto in Nazionale, e Lippi alla Juventus. Davano indicazioni in più, hanno iniziato ad usare le tecnologie applicate al calcio come le analisi video degli avversari. Ai tempi nostri l’allenatore incide tanto e sotto tutti i punti di vista. Ripeto: l’allenatore incide. Chi magari al 5%, chi al 20%, chi di più”.

Conte: “Ognuno ha le sue idee ma..”

C’è anche chi fa danni? “Odio questa parola, questo concetto. A volte sento dire anche fra colleghi che bisogna fare meno danni possibili. Non condivido assolutamente, a questo punto penso che non si debba nemmeno intraprendere questa strada”.

Che caratteristiche deve avere un allenatore? “Un grande allenatore deve conoscere e applicare diversi moduli. Ognuno chiaramente ha le sue idee, ma dopo ti devi comunque adattare alle caratteristiche dei calciatori. La nostra funzione è mettere nelle migliori condizioni il giocatore per esprimere il talento. Io ho vinto il campionato a Bari con il 4-2-4, decisamente innovativo ai tempi. Quando andai alla Juventus volevo giocare proprio così, ma poi decisi di cambiare. Avevo Pirlo che inizialmente giocava a due con Marchisio e Chiellini che non voleva fare il terzino sinistro. C’era anche Vidal che non pensavo potesse avere tutte quelle potenzialità che poi ha dimostrato. Per tutti questi motivi decisi di difendere a 3 e giocare a 5 in mezzo. Questo per fare capire come bisogna essere bravi ad andare dietro una propria idea ma capire le caratteristiche dei giocatori. La stessa roba è capitata al Chelsea. Iniziai 4-2-4, poi dopo un primo tempo con l’Arsenal in cui perdevamo 3-0 decisi di cambiare a 3-4-2-1. Con questo modulo poi vincemmo il campionato. Le idee nuove possono esserci e noi allenatori le dobbiamo sentire e farle nostre. E quando le spieghiamo dobbiamo farle arrivare nella testa dei giocatori. È fondamentale saper trasmettere le idee”.

Un allenatore deve essere integralista? “Se io vado in una squadra dove ci sono esterni bravi nell’uno contro uno punto su di loro, se c’è un solo attaccante forte provo a metterlo nelle migliori condizioni. La flessibilità prima di tutto. Diventa fondamentale anche saper leggere la partita perché in 90 minuti ha diverse fasi. Glielo dico sempre ai miei calciatori, e se non lo capiscono glielo dico io. Dal 70’in poi subentra la lettura dell’allenatore: capire se puoi vincere, se rischi di perdere. L’essere stato giocatore aiuta nell’aspetto gestionale e so cosa dire al calciatore e come arrivare nella sua testa, sia per un qualcosa di positivo che di negativo”.

Cosa vorrebbe per la sua prossima avventura quando tornerà ad allenare? “Ho vinto in contesti non facili. Come la Juventus al primo anno, oppure con il Chelsea che la stagione precedente arrivò decimo. Mi piacerebbe prendere un giorno una squadra che ha già vinto (ride, ndr)”.

Calciomercato Milan, tra acquisti e cessioni | Tutti i dettagli

Leao
PULISIC, GIROUD, RAFAEL LEAO E LOFTUS-CHEEK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il mercato estivo del Milan ha notevolmente rinforzato la squadra, regalando a Pioli i giocatori di cui aveva bisogno, che hanno dato nuova linfa alla rosa, che, nonostante la poca intesa che si pensava ci sarebbe stata durante le prime partite, sta facendo volare il Milan in campionato, che è primo in Serie A con 7 vittorie in 8 giornate.

Calciomercato Milan, si lavora a un rinnovo e a dei trasferimenti

A tenere banco negli ultimi giorni in casa rossonera è stato il rinnovo di Krunic, che ha il contratto in scadenza nel 2025 e non ha ancora trovato un’intesa con la società per il prolungamento, dato che c’è ancora distanza tra richiesta e offerta.

Nelle ultime settimane c’è stato tra le due parti un incontro per trovare l’accordo, ma il bosniaco chiede 3 mln l’anno, cifra che il Milan non è disposto ad offrire: l’ultima offerta è stata di 2 mln + bonus, ma Moncada potrebbe arrivare a offrirne 2,2 + bonus, cifra che continua a non convincere il centrocampista.

Calciomercato Milan, chieste informazioni per Miranda

Un nome che piace molto a Pioli è quello di Juan Miranda del Real Betis, terzino sinistro venuto fuori dalla cantera del Barcellona, che si è mesoni luce nelle ultime stagioni, raggiungendo la sua attuale di 12/15 mln.

Lo spagnolo è però in scadenza a Giugno e non ha ancora trovato l’accordo sul rinnovo, e ciò potrebbe far abbassare le pretese del club di Siviglia, che potrebbe anche accettare un cifra intorno ai 5/6 mln.

Calciomercato Milan, due club spingono per Thiaw

Malick Thiaw inizia a far gola a molti club europei, sono infatti in molti ad aver messo gli occhi su di lui, in particolare Real Madrid e West Ham, che sono le due squadre che stanno provando a convincere il Milan ad aprire per la sua cessione.

Il club rossonero non è infatti intenzionato a vendere il suo centrale, anche se permetterebbe alla società di fare una grossa plusvalenza. Il Real si è mosso per primo, e vorrebbe offrire per il belga 20 mln, cifra considerata troppo bassa.

Quindi a meno di offerte irrinunciabili, Thiaw rimarrà con ogni probabilità un giocatore del Milan fino a Luglio.

Verso Italia-Malta, Donnarumma: “Sono state 24 ore particolari. Non temo di perdere il posto ma..”

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GIANLUIGI DONNARUMMA INVITA TUTTI ALLA CALMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

A poco più di 24 ore dalla prima partita per gli Azzurri in questa sosta, il capitano Gigio Donnarumma e il neo CT Luciano Spalletti hanno partecipato alla conferenza stampa in vista di ItaliaMalta, in cui non sono però mancate le domande sulla vicenda calcioscommesse che sta coinvolgendo il calcio italiano negli ultimi giorni.

“Paura di Vicario o Provedel? Assolutamente no, mi alleno dando sempre il massimo”

Hai già parlato della vicenda, ma quanto l’avete metabolizzata questa situazione scommesse? La partita sembrava una formalità o quasi…
“Sono state 24 ore particolari, ma sicuramente non intaccheranno la squadra e il nostro percorso. Noi siamo concentrati sull’allenarci, sul giocare e quindi penseremo alla partita di domani: siamo super pronti a dare tutti noi stessi per vincere la partita. Questo non ha intaccato il morale della squadra”.

Hai esordito in Nazionale a Bari: che sensazioni ti porti dietro e che obiettivi ti poni?
“Qui provo grandi emozioni, è sempre bello tornare qui. Gli obiettivi futuri: io cerco sempre di dare il massimo, di allenarmi bene, di mettermi a disposizione della squadra, dello staff e del mister. Cercherò di arrivare a più gare possibile, poi nessuno può sapere dove arriverò, però darò sempre il massimo: se mi fate il paragone con le presenze di Buffon, parliamo di uno che ha fatto la storia, che è stato il migliore. Sarà difficile, ma ce la metterò tutta per avvicinarmi”.

Bari, poi Londra dove avete vinto gli Europei, con la fascia da capitano in una situazione da particolare…
“Beh sì. La fascia di capitano è motivo di grande orgoglio, già indossare la maglia azzurra è un onore e il sogno di tutti i ragazzi che lo inseguono. Indossare la fascia è un onore che non si può spiegare. Noi abbiamo iniziato un percorso e cerchiamo di vincere tutte le partite, è il nostro obiettivo: seguiamo costantemente l’allenatore, ci alleniamo in maniera intensa, pensiamo partita dopo partita e adesso pensiamo a domani, che sarà una partita difficile come tutte. Dovremo esserci con la testa giusta e cercare di portare a casa questi tre punti. Poi penseremo alla partita con l’Inghilterra, che sarà difficile ma andremo lì per vincere”.

Spalletti a settembre ti ha elogiato e spronato. Come le hai vissute? Spesso sei criticato…
“Ringrazio il mister per le parole, ha ragione: sul talento bisogna lavorarci sempre, è quello che ho sempre detto e penso che bisogna sempre crescere, lavorare. Non si è mai arrivati, lavorare sul talento è la cosa più importante per crescere di più. Poi sicuramente quei giorni non sono stati facili, ma con l’aiuto di tutta la squadra è stato più semplice”.

C’è mai stato un momento in cui hai temuto di perdere la maglia, magari per Vicario o per Provedel o per qualcun altro?
“No. Assolutamente no, io mi alleno sempre al massimo e poi le decisioni spettano al mister ma non ho mai temuto nulla. Cerco di lavorare sempre al massimo e per questo sono sereno, poi la decisione spetta al mister”.