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Irrati conferma tutto: “Farò solo VAR”

Irrati
Massimiliano Irrati ph: Fornelli/Keypress

Non sono solo i tacchetti che calciano i palloni di cuoio sul prato verde ad essere i protagonisti del campo da gioco, ma c’è un’altra figura che indossa la divisa diversa dalle altre ad essere un primo attore del fantastico gioco del calcio: l’arbitro. Uno dei tanti volti noti che è molto conosciuto da ormai 11 anni e che milita dagli stessi anni in Serie A è Massimiliano Irrati.

Irrati, dal prato verde al VAR: l’intervista su Repubblica

Massimiliano Irrati, arbitro che da 11 anni dirige partite di Serie A, ha preso una decisione netta sul futuro del suo lavoro. A Repubblica, l’arbitro, ha spiegato la motivazione che lo ha spinto nella decisione di fare il VAR: “È un’attività talmente specializzata che serve farlo il 100% del tempo. In campo serve avere un impatto anche irruente con i calciatori, in cabina no. Un VAR deve essere stato arbitro di alto livello, o almeno della stessa categoria in cui va ad operare. Ma anche UEFA e FIFA hanno preso questa strada: quando diventi élite fai solo una delle due”. Ma il problema di Irrati è un altro: “Quando sei arbitro pensi a quello, ma poi se vai a fare il VAR puoi essere focalizzato anche sull’aspetto arbitrale: non dico che giustifichi la decisione presa sul campo, ma rischi di solidarizzare con lui e anche se la decisione è sbagliata dici: ‘So cosa si prova, non voglio rovinargli la giornata’. Non serve assolutamente questo, serve tecnica arbitrale e una distanza che il terreno di gioco non ti dà, perché è passione, coinvolgimento emotivo. Componenti che il VAR deve eliminare il più possibile”.

Jovetic: “Il derby di Milano lo vedo equilibrato. Vlahovic è micidiale”

Stefan Jovetic, ex attaccante di Fiorentina e Inter, e ora in forza all’Olympiacos, ha parlato in vista del derby di domani delle 18.

Jovetic: “Il derby è sempre affascinante. Lautaro può essere decisivo”

Queste le parole del calciatore: “È sempre affascinante, con tanti giocatori di alto livello. E poi con Inter e Milan in testa alla classifica mi sembra che la lotta al vertice sia subito interessante”, conferma l’attaccante classe 89.

E arriva subito il derby.
“Vedo tanto equilibrio. L’Inter è reduce da una stagione soddisfacente, con la finale di Champions in cui avrebbe meritato di più di fronte al fortissimo Manchester City. Lautaro è sempre più decisivo, come Giroud del resto. E poi è sempre un piacere veder giocare Leao. Insomma, vedo tanto equilibrio per questa sfida. E comunque è pesto per fare previsioni per lo scudetto”.

E su Vlahovic, l’ex Fiorentina ha risposto così: “Ha tecnica e negli spazi è micidiale. Secondo me ha ricevuto sin troppe critiche. Forse anche perché è straniero. Giocare in Italia è un’esperienza bellissima. Però a volte c’è l’ossessione del risultato e le pressioni sui giocatori sono enormi. Anche per questo chi non è abituato rischia di finire nel mirino”.

Pellegrini: “Contro la Lazio dovremo essere al 100%. Conoscevo Kamada, e su Guendouzi..”

LUCA PELLEGRINI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto su Lazio Style Channel, Luca Pellegrini ha parlato in vista della sfida di domani contro la Juventus.

Pellegrini: “Guendouzi mi ha impressionato”

Queste le sue parole: “La vittoria di Napoli dà entusiasmo, più consapevolezze rispetto alle due precedenti. Dobbiamo essere bravi a non farci fuorviare dalla vittoria di Napoli perché sappiamo che andare a giocare a Torino non è una cosa facile. La Juve è una squadra forte che non ha altre competizioni come noi. Le loro energie fisiche e mentali sono tutte concentrate su campionato e Coppa Italia, dobbiamo esserne consapevoli e fare una grande partita domani. Mio passato alla Juve? Ho avuto la fortuna di giocarci sia da avversario che da giocatore bianconero. Come tante squadre, lo stadio di casa porta più punti rispetto a fuori, per i tifosi e altre circostanze. L’atteggiamento che dobbiamo avere è quello di una squadra propositiva, di non lasciarci mettere sotto dal loro modo di giocare. Con tanti strappi, con intensità più bassa nella costanza, però quando ci sono questi strappi improvvisi che hanno i giocatori della Juve, loro ce l’hanno come qualità principale. Dobbiamo essere pronti a fare una partita al 100%”.

Su Kamada e Guendouzi: “Daichi già lo conoscevo e sapevo che non fosse quello delle prime due partite in cui magari era sottotono. Io avendolo passato sulla mia pelle, il fatto di dover cambiare campionato, mentalità, è stato catapultato in una realtà nuova, quindi sapevo che fosse forte avendoci giocato a Francoforte. Guendouzi mi ha impressionato perché l’avevo affrontato da avversario l’anno scorso. Alla fine un giocatore lo vedi dagli allenamenti, dalla costanza che dà nelle cose che non si vedono da fuori. Come ad esempio, la professionalità in palestra, l’attenzione. A Napoli è entrato con personalità ha fatto un assist e un gol, sfortunatamente non convalidati. Se questo è il Guendouzi degli allenamenti sicuramente può essere un grande colpo per noi”.

Sulla crescita con la Lazio: “Il primo discorso che fece mister Sarri, al quale presi parte, lo fece alla Juve. Disse ‘io sono un perfezionista, so che la perfezione non si può raggiungere quindi sarò scontento a vita. Con questo ci ho fatto pace, ora dovrete farci pace voi’. L’idea del gioco del Mister è difficile da arrivarci, ma siamo a buon punto per quello che vuole lui. Il salto di qualità dobbiamo farlo nell’aspetto mentale. Nelle prime due partite ci è mancato, considerando che quest’anno sarà pieno di match importanti, dobbiamo essere bravi a tenere mentalmente alta la concentrazione”.

Obiettivo 100 presenze: “Raggiungere le 100 presenze in carriera, a Napoli, con la maglia della Lazio? Qualche anno fa era uno scenario inaspettato. Forse uno degli ultimi in maniera obiettiva pensabile, ma adesso che mi è stato detto, visto che non sapevo di averle raggiunte, è stato coronato da una bella vittoria in trasferta, ci serviva dopo un periodo così, con la maglia della Lazio, è stata una bella cosa da raccontare ai miei nipoti un giorno”.

Inzaghi: “Sia noi che il Milan abbiamo cambiato poco. Volevamo fortemente Frattesi, e su Leao..”

Inzaghi
L’URLO DI SIMONE INZAGHI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Nella conferenza stampa pre-Milan, Simone Inzaghi ha presentato la sfida di domani contro i rossoneri, che non varrà soltanto tre punti ma anche il predominio su Milan.

Inzaghi: “Frattesi si è inserito benissimo. Leao ha grandissima qualità”

Quanto è importante il derby, visto l’avvio delle due squadre?
“Il Milan ha impressionato, come noi. Sarà una gara importante, che vorremo giocare nel migliore dei modi”.

Dalla sosta buone e brutte notizie. Un Frattesi così come si tiene fuori?
“Davide è un giocatore che abbiamo voluto tutti quanti, fortemente. Si è inserito benissimo, lavora molto bene da due mesi con i suoi compagni, poi chiaramente devo fare delle scelte e sono contento di doverle fare. Lo dicevo l’anno scorso, negli ultimi mesi ho potuto scegliere come ora e siamo migliorati”.

Quanto è importante capire il vostro livello?
“Sappiamo tutti quanto conti questa partita, quello che rappresenta per noi, per la società, per i tifosi. I ragazzi si sono preparati meglio, a livello di formazione sia io che gli altri allenatori non abbiamo potuto avere la stessa preparazione delle altre partite, ma è una cosa con cui sappiamo di dover convivere. Sanchez lo vedrò solo oggi, Cuadrado spero si possa allenare al meglio ma ieri l’ho visto sereno: spero di averli entrambi a disposizione di domani, poi dovrò fare delle scelte”.

L’Inter prosegue il lavoro dello scorso anno, il Milan è rivoluzionato. Quali indicazioni le hanno dato queste prime partite di campionato?
“Guardando le squadre, parlo dell’undici iniziale, noi abbiamo cambiato due giocatori e il Milan penso tre-quattro. Non c’è tanta differenza: sono due squadre che hanno rinnovato tanto, sono partite entrambe bene e con la loro identità. Domani non è decisiva, ma sappiamo tutti quello che riveste per i nostri tifosi”.

Avete guardato solo queste tre partite del Milan o anche quelle della scorsa stagione?
“È tanto che ci si affronta, i principi sono gli stessi. Abbiamo guardato le partite di campionato, che hanno dato indicazioni per quanto riguarda il Milan”.

Quanto è rischioso sentirsi più forti?
“Se penso ai derby dello scorso anno, sono orgoglioso di averli vinti, di aver dato gioia ai nostri tifosi, di aver vinto un trofeo e giocato una finale. Però i precedenti non vanno in campo”.

Pensa di fare qualcosa di speciale per Leao?
“Sarà un osservato speciale, è un giocatore di grandissima qualità. Cercheremo di prendere contromisure, come sempre fatto”.

Avete eguagliato un record di quattro derby vinti di fila. Teme la cabala?
“Abbiamo tanto rispetto del Milan, sappiamo che tutte le squadre non hanno potuto lavorare come in settimana ordinaria: ci sono giocatori che hanno viaggiato, altri he hanno fatto 180 minuti. Dovremo essere bravi”.

Frattesi e Barella in nazionale hanno giocato insieme, si può ispirare alla Nazionale?
“Sì, ma hanno già giocato a partita in corso. Sono giocatori simili, ma che possono giocare insieme tranquillamente: sono simili, ma possono farlo e l’hanno dimostrato. Vedremo, come ho detto prima l’unico mio pensiero è scegliere per il bene dell’Inter: poi chiunque giochi lo vedremo di volta in volta”.

Cosa può significare vincere il derby?
“Sarebbe un bel messaggio. Poi per quanto riguarda griglie o pronostici, sono cose che non mi piacciono e l’ho sempre detto. Fino a tre partite fa si diceva che l’Inter è peggiorata perché ha perso giocatori importantissimi. Ora sembra che debba vincere l’Inter, anche se probabilmente lo giocherà l’Italia e non l’Inter. Non ci tiriamo indietro, sappiamo cosa significa questa maglia, ma sappiamo anche di avere avversari forti”.

Il derby, poi quattro turni “facili” sulla carta. Quanto è importante fare bene subito?
“Quello è l’auspicio e il desiderio, poi non bisogna pensare alla carta o all’avversario: sappiamo che il campionato italiano presenta insidie ogni domenica e mercoledì. Il desiderio e l’auspicio è di avere tutti i giocatori disponibili: stanno lavorando tutti bene”.

Su trenta partite di campionato, diciassette hanno avuto almeno dieci minuti di recupero. È una cosa che state studiando a livello di staff?
“Assolutamente sì, dobbiamo essere pronti a questo tipo di recuperi e ne abbiamo parlato anche durante l’ultima riunione con gli arbitri, con Rocchi. Si è parlato di questo, noi abbiamo chiesto che sia tutto più veloce, anche per gli interventi al VAR, perché avere tanto recupero condiziona. Ma sappiamo che non è così solo in Italia”.

L’anno scorso avete avuto quattro sconfitte e un pareggio prima della Champions. Siete più pronti ora?
“Guardando a quello che abbiamo fatto le dico di sì, chiaramente dobbiamo ancora iniziare il percorso: a me basterebbe avere tutta la rosa a disposizione. Sappiamo che non è semplicissimo, oggi penso di avere tutti a disposizione e poi domani dovrò fare delle scelte in base alla partita di domani. Poi penseremo a quello che verrà dopo”.

Il Milan ha cambiato modo di giocare, quanto cambia per voi?
“Hanno cambiato, prima giocavano con due mediani e ora Krunic rimane più in protezione. Però i principi mi sembrano gli stessi: è una squadra aggressiva, organizzata, ben allenata, hanno messo più fisicità e senz’altro farà bene”.

Il Milan fa un calcio più offensivo e propositivo. Questo vi può dare qualche problema in più o qualche vantaggio in più?
“Prevederlo adesso è una cosa a cui non so rispondere: so che si affrontano due squadre che stanno bene, che stanno giocando un ottimo calcio, che arrivano a questa gara con la certezza di avere fatto un ottimo precampionato e che devono organizzare una partita importante dopo un periodo in cui hanno avuto tanti giocatori fuori”.

Secondo lei questa Inter è più forte dell’anno scorso?
“È una domanda che mi hanno già fatto, lo diranno il tempo e il campo. Noi sappiamo di avere cambiato tanti giocatori, perché cambiare 12 giocatori non è mai semplice. Sappiamo che per ora sono partiti dall’inizio solo due nuovi, così come di aver perso giocatori importantissimi, perché ne avevamo bisogno. Però allo stesso tempo la società è stata bravissima a lavorare, mettendo in squadre giocatori giovani e altri più esperti che aiuteranno i primi. È normale che siamo partiti bene e stiamo lavorando bene, ma il tempo darà la risposta a questa domanda”.

Che dubbi di formazione ha?
“Sì, perché ce ne sono sempre. Quest’oggi ancora di più, ho visto Lautaro solo ieri per mezz’ora, Sanchez e Cuadrado li vedrò oggi, quindi dovrò cercare di valutare, di capire che abbiamo giocatori che hanno giocato 180 minuti, altri 45. Ho dubbi e oggi faremo la rifinitura, poi domani sceglierò per il bene dell’Inter”.

Le dà fastidio sentire che l’Inter è obbligata a vincere?
“No, ho fatto prima una battuta perché quello che leggevo tre settimane fa o che mi riferiscono e quello che mi riferiscono ora non è un problema. È giusto giocare le partite al livello massimo, sappiamo di esserci arrivati e questo mi rende difficile rispondere anche a qualche domanda di prima, se l’Inter è più forte o meno. Spero di fare 60 partite, ma lo dirà il tempo. Noi siamo all’Inter, siamo qui per vincere e per dare soddisfazioni ai nostri tifosi: lavoriamo per questo ogni giorno a cento all’ora”.

Torniamo a Frattesi-Barella: chi si dovrà sacrificare di più in fase difensiva quando li vedremo insieme?
“Ne ho parlato prima e lo ripeto. Non è un problema, anzi ad avercene… Con l’Al Nassr hanno giocato insieme e l’hanno dimostrato due giorni fa: Frattesi è rimasto a destra e Barella si è spostato a sinistra, ma entrambi hanno compiti da mezzala e sanno di dover sia difendere che offendere. Il calcio ha fasi da giocare di squadra”.

Inter-Milan è anche la sfida Inzaghi-Pioli: il tecnico rossonero è elogiato perché sa cambiare, lei è criticato perché dicono che ha sempre lo stesso modo di giocare. Qual è la forza di un allenatore?
“Fa tutto parte del nostro mestiere, del nostro lavoro. Con Pioli ci conosciamo da tempo, c’è grandissima stima reciproca: ognuno sta facendo la propria strada, poi quale sia la migliore non lo so. Io sono orgoglioso di quello che ho fatto sinora, in questi due anni fatti benissimo con i ragazzi: adesso affrontiamo una stagione che sarà piena di insidie”.

Sabatini su Totti: “Deve tornare con un ruolo dignitoso. Giallorossi da Champions”

Andreas Christensen

Intervistato da Tag24.it, Walter Sabatini, ex ds di Roma, Lazio e Salernitana ha parlato in merito a un possibile ritorno di Totti nella società giallorossa dopo le parole di ieri dell’ex capitano giallorosso.

Direttore, Totti ha aperto ad un suo ritorno alla Roma. Che ne pensa?
“Tutti conosciamo l’amore viscerale di Francesco per la Roma, così come la Roma è attratta da lui. É auspicabile che la società lo richiami, così come deve essere auspicabile anche un’altra cosa”.

Ci dica.
“Con quale ruolo? Totti non deve essere chiamato tanto per, deve avere un ruolo dignitoso, non una cosa generica”.

Si parla di un ruolo da collante e di rappresentazione per la squadra.
“Così sì. È un ruolo importante, Francesco sarebbe nel suo territorio, saprebbe muoversi a dovere. Me lo auguro per lui, sarei contento. L’importante è dargli un ruolo specifico, con risvolti tecnici”.

Un suo eventuale arrivo darebbe quell’energia in più all’ambiente?
“Il carisma di Totti lo conosciamo tutti, senza togliere che sensibilizzerebbe le istituzioni, anche se dobbiamo ricordarci che Totti non è Mago Merlino, ma la sua presenza caricherebbe l’ambiente e non poco”.

Quell’ambiente che aspetta che la Roma inizi il suo vero campionato..
“Mi aspetto che la squadra reagisca a dovere, con una coppia d’attaccanti forti come Dybala-Lukaku e che cominci a vincere le partite. Ma da subito. L’obiettivo della Roma deve essere la Champions League, ma aggiungo: non è pensabile raggiungere qualificazione passando per una finalissima di Europa League, la Roma deve conquistare la Champions tramite campionato”.

La partenza horror ha fatto scatenare parecchie critiche.
“Io conosco la Roma e Roma, so che questo è un canovaccio da sopportare, lo sa Mourinho e lo sanno i giocatori. La Roma ha bisogno di risultati, e devono uscire fuori. Bisogna rivedere le prestazioni, una squadra come la Roma non può partire in questo modo, serve una reazione immediata per tornare a vincere partite”.

Che stagione si prospetta per i giallorossi?
“Non lo so, ma so quella che deve essere, ovvero la stagione in cui la Roma deve tornare in Champions League. La Roma senza Champions è un club dimezzato, deve esserci coscienza da parte di tutti per avere la giusta reazione. I valori tecnici per stare in alto ci sono tutti”.