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Brutta partenza per i viola: vince il Rapid Vienna (1-0)

Italiano
VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Viola costretti alla vittoria nel match di ritorno

Parte male la UEFA Conference League della Fiorentina, finalista dell’ultima edizione. I viola si fermano contro gli austriaci del Rapid Vienna. Buona Fiorentina nella prima mezz’ora, ma gli austriaci vanno in vantaggio al minuto numero 35 con Grull che realizza dal dischetto. Nella ripresa timida reazione dei viola che non riescono a trovare la rete del pari. Fiorentina costretta alla vittoria nel match di ritorno al Franchi di giovedì prossimo.

Rapid Vienna-Fiorentina, risultato e tabellino

1-0

Tabellino: 35′ (rig) Grull (R)

RAPID VIENNA (4-2-3-1): Hedl; Schick, Hofmann, Querfeld, Auer (92′ Moormann); Kerschbaum, Sattlberger; Oswald (71′ Kuhn), Seidl (92′ Greil), Grull (81′ Bajic); Burgstaller. All. Barisic

FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano; Dodò, Milenkovic, Ranieri (80′ Martinez Quarta), Biraghi; Arthur, Mandragora (80′ Duncan); Gonzalez, Bonaventura (70′ Infantino), Brekalo (57′ Sottil); Nzola (80′ Beltran). All. Italiano

Sanchez sbarca a Milano | Domani visite e firma per l’attaccante cileno

ALEXIS SANCHEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Alexis Sanchez è arrivato a Milano ed è pronto(ancora una volta) a mettersi a disposizione di Simone Inzaghi. L’attaccante cileno prenderà il posto di Joaquin Correa, passato al Marsiglia e che i nerazzurri avevano preso proprio in cambio dell’ex Lazio.

Calciomercato Inter, ecco Sanchez

L’ex calciatore dell’Udinese è sbarcato questa sera a Linate e domani svolgerà le visite mediche di rito per poi mettere nero su bianco andando a firmare un triennale da 3 milioni di euro netto a stagione. Il “Nino Maravilla” ha fatto un grande sforzo, decurtandosi l’ingaggio, per tornare a Milano.

Kamada si presenta: “Avevo tante offerte ma volevo la Lazio. E su Sarri..”

Kamada
DAICHI KAMADA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa insieme al ds Fabiani, Daichi Kamada, ha parlato della sua nuova esperienza in biancoceleste: “Sono molto contento di essere qui. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno permesso di venire alla Lazio e di vestire questa maglia, sono in una squadra dalla grande storia”.

Kamada: “Ci si aspetta tanto da me. Devo migliorare tanto”

Ti ispiri a qualche giapponese che è stato qui in Italia? Hai parlato con qualcuno? Indossi una maglia pesante…

“Non ho parlato tanto con gli ex calciatori giapponesi che sono stati in Italia, l’unico è stato Tomiyasu del Bologna. So che è un ruolo molto difficile, ci si aspetta tanto da me, posso dire che non sono lui. Non posso fare lo stesso lavoro, ma qualcosa di diverso. Credo di poter migliorare e dare tanto alla squadra”.

Dopo l’addio all’Eintracht hai aspettato tanto tempo prima di accettare la Lazio. Come hai passato questo periodo?

“Raccontare tutta l’estate c’è poco tempo. Non mi aspettavo così tante difficoltà. Non potevo scegliere una squadra così facilmente, abbiamo aspettato tanto, ma ora sono molto contento di essere alla Lazio. Ci sono giocatori forte e un allenatore bravissimo. L’importante era scegliere la strada giusta da solo”.

Un commento sul passaggio al Liverpool di Wataru Endō?

“Ho giocato con lui in Belgio e Sint-Truiden, anche in Nazionale. Sono contento per lui, un giocatore di 30 anni, non è facile andare in una squadra grandissima come il Liverpool. Ora nel calcio non conta molto l’età, conta essere un buon giocatore e aiutare la propria squadra”.

Perché hai scelto la Lazio?

“Avevo detto tante volte, volevo una squadra che giocasse in Champions League. Ho ricevuto tante offerte da diverse squadre, ho parlato con il presidente, ho sentito l’entusiasmo e sono ventuto qua. So che mister Sarri tatticamente è bravissimo, ho pensato a quanto potessi migliorare tatticamente e offensivamente. In Germania ho imparato tante cose in fase difensiva, qui posso completarmi”.

Possono aumentare i tifosi giapponesi della Lazio?

“Non sono un tipo molto popolare, non vi aspettate troppo sotto questo profilo (ride, ndc)…”.

Cosa ti aspetti dalla Lazio in Europa?

“Ho potuto giocare tante partite buone in Europa e ho segnato molto, ma non sono uno che sblocca la partite da solo. Non sono un giocatore speciale che fa il risultato da solo, dipendo anche dalla squadra. Se gioca bene la squadra, gioco bene anche io. Se gioca male la squadra, gioco male anche io. L’Eintracht, in Europa, ha giocato benissimo le partite importanti”.

Sei l’unico che ha giocato titolare a Lecce: come ti sei trovato a centrocampo?

“La prima partita è stata difficilissima, mi ha detto la squadra che contro il Lecce spesso è stata complicata, però pensavo che segnando per primi, poi potesse andare meglio. Invece abbiamo preso due gol e perso nel secondo tempo. Nel calcio non si possono giocare tutte le partite in modo perfetto. Speriamo di ripartire bene e giocare meglio dalla prossima in poi. Il mio debutto non è stato perfetto, c’è stato un tempo stretto per prepararmi, posso migliorare mentalmente e di condizione, posso dare molto di più alla squadra”.

Barone conferma: “Amrabat e Jovic sul mercato. Gonzalez resta qua e su Sabiri..”

L’URLO DI NICO GONZALEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato a pochi minuti dalla gara di Conference contro il Rapid Vienna ai microfoni di Dazn, Joe Barone, direttore generale della Fiorentina, ha svelato nuove novità di mercato, a quasi una settimana dalla fine. “Nico Gonzalez è un giocatore della Fiorentina, è importante per noi e per il calcio italiano, sta bene con la nostra squadra e non è in vendita e non lo sarà. Andiamo a giocare un campionato importante e abbiamo una bella crescita”.

Barone: “Nico non è in vendita, così come Sabiri”

Jovic e Amrabat andranno via?
“Sono scelte che stiamo facendo all’interno, Amrabat sta facendo un lavoro particolare ma non abbiamo ricevuto nessuna offerta. Siamo molto contenti del rendimento di tutta la squadra e se ci sono dei giocatori non contenti che parlino con me e li accontenteremo. Stiamo a vedere il mercato per loro, vedremo se arrivano delle offerte”.

Sabiri all’Empoli c’è qualcosa di vero?
“E’ una notizia inventata, lo abbiamo comprato per giocare nella Fiorentina. Ha un piccolo fastidio e quando torniamo a Firenze lavorerà con la squadra per essere disponibile domenica”.

Quest’anno l’obiettivo è vincerla?
“Prima pensiamo a questa partita, però una partita alla volta. Non abbiamo fatto la squadra sulla carta e rimane lì, poi ci sono le partite vere. Siamo sempre pronti per qualsiasi cosa succeda sul mercato”.

E’ importante l’entusiasmo a Firenze.
“Firenze è una piazza importante, la tifoseria merita tanto e il presidente ha chiesto di fare un mercato importante e abbiamo lavorato. Pensiamo di aver allestito una squadra di buon livello, adesso resta che giocare”.

Zilliacus svela: “Inter, entrerei anche come socio di Zhang. Ecco chi prenderei in attacco..”

Zhang
LA DIRIGENZA DELL'INTER CON STEVEN ZHANG, ALESSANDRO ANTONELLO; PIERO AUSILIO E JAVIER ZANETTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato da Fcinternews.it, Thomas Zilliacus, imprenditore finlandese interessato da tempo ai nerazzurro ha parlato a 360 gradi della possibilità di prendere il club nerazzurro, magari con Zhang vicino.

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Inter, Zilliacus: “Ho parlato con Zhang..”

Non ha mai nascosto l’interesse per l’Inter, come nasce? E perché proprio l’Inter?
“Sono stato impegnato nel calcio per tutta la mia vita. Da ragazzino ero un calciatore, tanto da aver militato nelle giovanili di un team che poi è arrivato in Champions. E ho pure trascorso un anno in Brasile, nell’accademia della Fluminense, a Rio. Successivamente, quando ho smesso di giocare, sono stato presidente dell’HJK di Helsinki. Ho una lunga storia nel calcio, come nel mondo degli affari. Certo, poi mi sono focalizzato sulla tecnologia. E la tecnologia rende possibile lo sviluppo di svariati progetti, compresi quelli nel calcio: pensi che 8-9 anni fa abbiamo creato un gioco che regalava al vincitore la possibilità di vedere la sua squadra del cuore allo stadio e di incontrare i suoi idoli. Un qualcosa che non potevi comprare, ma che dovevi guadagnare tramite una vittoria. Ho sempre guardato con attenzione possibili investimenti nel calcio. Tutto questo per arrivare alla sua domanda: ‘Perché l’Inter?’ L’Inter per me ha un potenziale incredibile, come in generale tutto il calcio italiano, visto che non è un caso che nell’ultima stagione tre squadre del vostro Paese abbiano raggiunto le finali delle coppe europee. Il calcio italiano in molti casi è pure migliore di quello inglese. L’Inter poi è sempre stata la mia squadra italiana preferita sin da quando ero bambino. Il potenziale è enorme. Si potrebbe costruire un nuovo stadio per sostituire San Siro. E in generale appagare la fan base internazionale dei nerazzurri. Io che con la tecnologia sviluppo progetti, potrei portare l’Inter ad un nuovo livello, sebbene il livello sia già altissimo perché parliamo dell’ultima finalista di Champions. Ecco, proverei a costruire un team che competa permanentemente per vincere Scudetto e Champions”.

Proverebbe ad acquistare l’Inter in solitaria o cercherebbe un gruppo di finanziatori per rilevare la società?
“L’Inter è brand e business. Quindi quando parliamo di affari devi capire il punto di maggiore convenienza economica. Normalmente è quello di unire più risorse finanziare. Però, per quanto riguarda i nerazzurri, ho capito che l’attuale proprietario non voglia vendere. E io non posso costringerlo a farlo. Pubblicamente ho ammesso l’interesse nell’Inter ed eventualmente userei parte del mio portafoglio, con partner esterni”.

Ha parlato con Steven Zhang e lui le ha detto che l’Inter non è in vendita?
“L’ho capito da quanto emerso pubblicamente. E io rispetto la sua decisione e quella di Suning. Non deve essere stato facile per lui diventare Presidente dell’Inter così giovane, arrivando poi dalla Cina. Ha fatto un ottimo lavoro. Quando e se deciderà di vendere l’Inter, io sarò eventualmente pronto a provare a rilevare la società”.

Se però le cedesse ora una quota di minoranza, sarebbe interessato?
“Sì, sarei interessato. Sono interessato solo in top club, questo perché la tecnologia verrebbe sviluppata per club con un grande bacino di sostenitori. E solo i top club hanno fan base di portata importante. Non voglio comprare un club per vincere titoli per me stesso. Non mi interessa dire agli amici: ‘Guardate cosa ho vinto’. No! Vedo l’Inter come un’istituzione: il club è nato molto prima di me ed esisterà anche quando sarò morto. Qualora avessi il privilegio di esserne alla guida per un po’ di tempo, cercherei di prendermene cura, affinché il futuro possa essere radioso. Non per il mio ego, ma per rendere felici i tifosi. Esattamente quindi come quando ero Presidente dell’HJK e tutte le decisioni venivano prese per il meglio della società”.

Lei ha parlato prima della costruzione di un nuovo stadio. Quanto sarebbe importante un nuovo impianto per i nerazzurri? E non è spaventato dalla burocrazia italiana?
“Guardi, in Finlandia ero l’azionista di maggioranza di una rinomata squadra di hockey, uno sport che qui è più famoso rispetto al calcio. Abbiamo costruito il nuovo stadio, quindi ho l’esperienza per sapere cosa fare e come fare. Certo, ci sono differenze nel calcio, ma la sfida è la stessa: avere a che fare con i politici, convincere tutti che sia una buona cosa. Ma costruire una nuova cattedrale del calcio sarebbe ottimo proprio per la città di Milano, con un’area attrattiva h24, non solo quando l’Inter scende in campo. Ci guadagnerebbe la metropoli e sarebbe eccitante costruire un nuovo stadio che funzioni sempre, non solo la domenica per le partite”.

Entro il 2024 Steven Zhang dovrà restituire a Oaktree il prestito, salvo rifinanziamento. Pensa che questa deadline possa spingerlo a cedere l’Inter?
“Conosco la situazione e ovviamente deve essere risolta. Io rispetto troppo Steven Zhang per dire qualcosa che possa risultare negativo sulla questione. Sono sicuro abbia il controllo totale di quanto possa accadere. Quindi le dico che sarei molto felice se potessimo lavorare insieme, portando nuovi capitali all’Inter. Qualcosa di assolutamente possibile considerando i milioni di tifosi che ha in giro per il mondo, non solo in Italia”.

Sa se altri uomini d’affari o fondi vogliono comprare l’Inter?
“C’è sempre interesse per comprare un top club come quello nerazzurro e ora ho sentito di alcuni progetti americani per le squadre europee. Credo tuttavia che le connessioni locali siano fondamentali. Se diventassi numero uno dell’Inter, vivrei sicuramente nell’area di Milano”.

Secondo lei a quanto ammonta oggi il valore dell’Inter?
“Probabilmente sul miliardo di euro. Investire nel mondo del calcio è però differente rispetto ad altri tipi di affari. L’Inter è un brand molto forte. E può diventare ancora più forte, il che significa che lavorando bene, il valore della società potrebbe ancora crescere”.

Facciamo un gioco: se domani diventasse il Presidente dell’Inter e potesse comprare un calciatore, su chi punterebbe?
“Domanda difficile! Diciamo prima questo: le squadre si costruiscono con un mix di giovani, che hanno fame di arrivare, e calciatori più esperti. Serve sempre criterio, pensi al PSG: un team di 11 stelle che non ha vinto mai la Champions perché mai diventato squadra. Esempi vincenti poi ce ne sono: Borussia Dortmund, Ajax, il Barcellona attuale. Quindi come nome le dico Pedri, dei catalani. Poi ovviamente non parliamo di cifre o di altro, ma solo del profilo di un grandissimo top. E attenzione: io punterei su di lui, ma solo dopo aver ricevuto l’approvazione di Marotta e Inzaghi. Si lavora sempre da squadra: è giusto che il proprietario di un club abbia delle opinioni, ma queste vanno condivise con i suoi collaboratori”.

Mi ha parlato di giovani, fortissimi e affamati di vittorie. Io pensavo ad Haaland.
“Pure lui è un giocatore fantastico. Pensi che squadra con Pedri a centrocampo e Haaland in attacco! Allora facciamo così: aggiungiamo pure il norvegese alla lista dei nomi che fantasticando mi piacerebbe portare in nerazzurro”.