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Daniele De Rossi: “Dopo il Mondiale smetto con la Nazionale”

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Daniele de Rossi in conferenza stampa

Daniele De Rossi, impegnato in questi giorni con la Nazionale azzurra, è intervenuto al fianco del ct Ventura in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Uruguay.

“La Roma e l’Italia sono la mia famiglia, se ci sarà bisogno sarò sempre presente e a disposizione. Il Mondiale però potrebbe essere la mia ultima esperienza in nazionale. Così come a oggi quello che ho firmato potrebbe essere il mio ultimo contratto con la Roma. Spalletti all’Inter mi dispiace, è un allenatore forte a cui sono molto legato”.

“E’ una cosa onesta da pensare – aggiunge il centrocampista – potrei essere al capolinea di due storie che sono state bellissime. E’ un discorso logico, tra un paio di mesi sto per fare 34 anni. Sono sicuro che potrò essere un giocatore forte in questo Mondiale, che è tra un anno. Già arrivarci significa disputare una buona stagione, adesso non ci penso. Però se mi immagino a 37 anni bisogna essere anche un po’ coscienti e realisti von noi stessi…”.

“Spalletti è un allenatore forte e spero che non lo farà vedere al 100% all’Inter, perchè sarà una delle nostre rivali l’anno prossimo”. Quanto alla possibilità ventilata che anche lui potesse scegliere la strada di Milano, l’azzurro risponde: “Non vedermi all’Inter non mi fa nessun effetto perchè non sono mai stato all’Inter. Ho sempre vestito la stessa maglia, sarebbe stato un effetto un po’ più particolare vedermi con un’altra maglia, di qualsiasi colore”.

Due parole De Rossi le ha spese anche sulla finale di Champions League a Cardiff: “Abbiamo parlato due minuti, io e Buffon, in queste giornate hanno dovuto raccontare e spiegare la stessa partita, rievocando ricordi non belli. Gufare? Non lo scopriamo adesso, sarebbe stato uguale con un’altra squadra italiana. Il fatto che ci siano sempre loro aumenta l’odio… odio è sbagliato, rivalità fra tifoserie. Io la vivo diversamente. Quando ero ragazzino sono andato a vedere Ajax-Juventus a Roma e tifavo per l’Ajax. Cresci così, mio padre non era un tifoso sfegatato. Buffon avrebbe meritato di vincerla non solo per la Champions ma per il Pallone d’Oro“.