Ferrari, trittico asiatico fatale alla rossa

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La Rossa tra Singapore, Sepang e Suzuka si è giocata il titolo mondiale

Asia fatale, espressione che suona bene sul destino della Ferrari in questa stagione. In tal senso il trittico asiatico è stato crudele per le ambizioni iridate di Vettel e la Rossa. A partire da Singapore alla scuderia di Maranello ne sono successe di tutti i colori, rendendo di conseguenza un miraggio il titolo mondiale. Nel Gran Premio di Marina Bay, Vettel dopo aver conquistato con una grande dimostrazione di forza la pole position al sabato, rovina tutto alla partenza andando a stringere prematuramente Verstappen con il conseguente tamponamento di Raikkonen, autore di uno grande scatto al via, con l’olandese e lo stesso Seb. Risultato: fuori gioco tutti e tre, e contemporanea vittoria di Hamilton, che ringrazia Dio per quanto accaduto nel post gara, e conseguente allungo nella classifica piloti.

La sfortunata cavalcata della rossa

La sfortuna è stata una parola che ben si sposa con la Rossa di Maranello anche nel successivo week end di Sepang. Questo perché il pilota tedesco, dopo la rottura del motore in qualifica, è stato costretto a partire dal fondo dello schieramento, rendendosi poi protagonista la domenica di una bellissima rimonta che lo ha portato a concludere la gara ai margini della zona podio. Cattiva sorte per Seb che si è trasformato per l’inglese della Mercedes come una di quelle opportunità da cogliere per mettere ancora di più le mani sul quarto mondiale, grazie al secondo posto dietro Verstappen. La fine di questo brutto film la si è avuta a Suzuka, circuito dove si è verificata la mazzata definitiva sulle ambizioni mondiali della Rossa. L’ex Red Bull infatti è stato costretto al ritiro nelle fasi iniziali della gara, mentre si trovava dietro Lewis, per la rottura di una candela della power unit. Tutto questo ha quindi trasformato in una passerella trionfale la gara di Hamilton, con relativa ipoteca sulla corona iridata, conquistata matematicamente due gare dopo a Città del Messico, con in mezzo il successo ad Austin.