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Hellas Verona-Inter, probabili formazioni e dove vederla

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MARCUS THURAM PENSIEROSO GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Queste le probabili formazioni di Hellas Verona e Inter in vista della sfida di domani delle 15. Orfani di Calhanoglu, Inzaghi lancia Asllani e ripropone la coppia formata da Thuram e Lautaro Martinez.

Hellas Verona-Inter, le probabili formazioni:

HELLAS VERONA (4-2-3-1): Montipò; Tchatchoua, Coppola, Magnani, Bradaric; Belahyane, Serdar; Suslov, Harroui, Lazovic; Tengstedt. All. Zanetti.

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Asllani, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro. All. Inzaghi.

Ranieri: “Napoli da primo o secondo posto. Dybala ha fatto tutto l’allenamento ma…”

CLAUDIO RANIERI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa, Claudio Ranieri, nuovo tecnico della Roma, ha parlato a due giorni dalla sfida contro il Napoli.

Ranieri: “Dovbyk sta bene. Su Pellegrini…”

Le condizioni di Hummels e Dybala? Posso partire titolari contro il Napoli?
“Dybala l’ho visto oggi per i primi 20 minuti, per cui lasciatemi parlare con lui e i fisioterapisti. Non so quanto allenamenti debba fare prima di essere disponibile. Hummels già si era allenato l’altra settimana, poi è stato male i primi due giorni della settimana. Oggi ha fatto tutto l’allenamento, per cui mi lascia sereno di poter decidere come voglio. Scegliere è molto importante”.

Che Napoli è quello di Conte? Come si affronta?
“Prima che iniziasse il campionato dissi che Conte sarebbe arrivato primo o secondo, è una squadra in auge e sta facendo bene. Sarà una partita bella e difficile sia per noi sia per loro”.

Questa è una squadra che ha potenzialità inespresse o non ha la mentalità vincente come diceva Juric?
“Mi è difficile dirlo ora. I giocatori sono validi, ma quando si inizia a perdere si entra in una spirale negativa. Io devo riportare fiducia e avere fiducia in loro e tra loro. Fare dei risultati in sequenza accresce la fiducia in tutti. La qualità c’è, è una buona squadra che va supportata da me e dai tifosi, che sono l’anima di una squadra. L’allenatore può essere bravo o meno, ma i tifosi sono la benzina della squadra. La squadra deve tirarseli dietro con ottime prestazioni e voglia di far vedere chi siamo. Il calcio è semplice”.

Che sensazioni ha su Dybala? Pensa che sia un problema mentale? C’è una volontà di risolvere questo problema?
“Dobbiamo aiutare il ragazzo, se ha questo fastidio va risolto. Se viene evidenziato che non c’è un vero infortunio allora bisogna scandagliare ancora di più e capire il perché di questo dolore. Stiamo facendo tutto il possibile affinché sia disponibile. Ho parlato con lui in questi giorni, è sempre positivo. Io non voglio rischiare il giocatore, preferisco perderlo per una partita piuttosto che per un mese. Vediamo, abbiamo tre partite in sequenza tutte belle. Voglio parlare con lui e capire cosa mi può dare”.

La figura da ‘Harry Potter’ che le è stata data le piace o le mette pressione?
“Ringrazio i tifosi per la fiducia, è incredibile vedere quelle manifestazioni di affetto e stima. La pressione l’ho sempre avuta, se non l’avessi voluta non avrei scelto di tornare. La squadra ha bisogno di tutti, ha fatto male e ora dobbiamo fare ciò di cui siamo capaci. Non serve un mago ma una persona normale che dia loro fiducia e piano piano si risolvono i problemi. Ho sempre cercato di tirar fuori il bambino che è dentro di loro. Facciamo un mestiere bellissimo, dobbiamo far di tutto per tornare indietro e cercare di giocare con l’entusiasmo di un bambino anche se siamo adulti. Abbiamo delle responsabilità, dobbiamo dare tutto. Questi calciatori sanno giocare bene e ce lo devono far vedere. Se uno è malato non diventa sano dall’oggi al domani, abbiamo degli step da fare insieme, compatti e uniti. Io, società ,presidenza, lo spogliatoio e sono convinto che anche il pubblico ci darà una mano”.

Come sta Dovbyk? Che tipo di centravanti può diventare? Cosa ha detto a Pellegrini per superare questo momento?
“Ho detto alla squadra che lui è un tipo di centravanti che si trova meglio in profondità piuttosto che palla addosso. Comunque sta bene, ha detto che non ha problemi. Pellegrini deve saper reagire, quando si cade la cosa più bella è vedere come ti rialzi, con che voglia e determinazione lo fai. Per essere romano è un po’ introverso, si tiene tutto dentro mentre noi romani siamo più aperti. Lui soffre dentro ma deve saper reagire alle avversità e sono convinto che ce la farà”.

Che spogliatoio ha trovato dal punto di vista dell’umore?
“Se Juric lo ha trovato triste immaginate io… Per questo ho parlato del bambino che c’è dentro di loro, dentro di me ho ancora quel sogno e voglio che loro facciano lo stesso. Facciamo il lavoro più bello del mondo, solo chi cade può rialzarsi dalle difficoltà e noi abbiamo la possibilità di rialzarci”.

Ci ha promesso che Angelino non avrebbe fatto più il braccetto.
“Gli allenatori sono tutti bugiardi (ride, ndr)”.

C’è la possibilità di vedere Cristante tra i tre di difesa?
“Cristante può giocare lì, ma se ho Hummels perché devo giocare con Cristante lì. Tante volte l’allenatore fa delle mosse che sembrano strane, però lui sta tutti i giorni con i calciatori e sa quello che può chiedere. Non ho detto che Angelino non possa giocare lì, il calcio è vario e cambia da un giorno all’altro. Noi dobbiamo essere sul pezzo. Ormai tutte le squadre cambiano: il Napoli come gioca? Non gioca 4-3-3, guardatelo bene…”.

Conte su Ranieri: “Partita tosta, hanno fatto un ottimo mercato. Contento sia tornato ad allenare”

Antonio Conte ph: KeyPress

Intervenuto in conferenza stampa, Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha parlato in vista della sfida di domenica contro la Roma dell’amico Claudio Ranieri.

Conte: “Ho telefonato a Ranieri e…”

Questo uno stralcio delle sue parole:

E’ una partita affascinante, battezza il suo amico Ranieri, ma è anche una trappola. Chi rischia di più?
“E’ una partita di calcio, mica rischiamo la vita (ride, ndr), è un rischio sportivo. Chi ne può uscire meno contento… sicuramente mi fa piacere incontrare Claudio, c’è grande stima nei suoi confronti, anche dell’amicizia. Sono contento per lui, pensavo tornasse per una nazionale, ma la finestra del cuore per la Roma e per il Cagliari era sempre aperta e sono contento per lui, per la sua famiglia, vivono a Roma. Sarà una partita tosta, non dimentichiamo che la Roma l’anno scorso è finita davanti a noi, fanno l’Europa League, ha fatto un ottimo mercato, ma non sta rendendo secondo aspettative e rose. Mi auguro tutti inizi a funzionare dopo il Napoli”.

Cosa si aspetta dalla Roma dopo il cambio in panchina e cosa dal Napoli?
“Quando cambi allenatore c’è un input importante, loro sono al terzo cambio, è inevitabile… se fosse rimasto Juric avremmo saputo un po’ dal punto di vista del gioco e di sistema ed ora è tutto un po’ un punto interrogativo, non abbiamo grandi notizie. Non sappiamo come vorranno affrontarci e quindi pensiamo a noi stessi, c’è voglia ed entusiasmo di continuare questo percorso sapendo che sarà una gara difficile contro un’ottima squadra che ha avuto delle difficoltà”.

C’è amicizia, possibile non ci sia stato un contatto con Ranieri?
“Una telefonata a Claudio l’ho fatta, per dargli il bentornato, ma era il minimo. C’è amicizia anche tra le moglie, lui è uno davvero a modo, di altri tempi, non puoi che volergli bene. Gli auguro tutto il bene ma tranne nelle due gare con noi”.

Fonseca: ”Partita di domani importante ma non decisiva. Camarda sarà convocato”

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PAULO FONSECA AMAREGGIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il tecnico del Milan, Paulo Fonseca, è intervenuto nella consueta ‘conferenza stampa, presentando il big match di domani contro la Juventus.

Fonseca:”Dobbiamo migliorare la fase difensiva”

Sull’assenza di Vlahovic:

”La Juve ha una squadra che si adatta molto ai giocatori che ha. Non so se giocherà Weah, che conosco bene perché ha lavorato con me. Magari avranno intenzioni diverse, sono giocatori diversi. Weah è molto veloce, attacca la profondità: è diverso da Vlahovic. Magari dobbiamo fare attenzione a questi movimenti in profondità di Tim e non ai suoi appoggi. Le intenzioni della squadra cambiano un po’”.

L’altro giorno l’abbiamo visto con Sinner. Cosa le è piaciuto di questo ragazzo e vorrebbe trasferire alla sua squadra?

“È stato un piacere tifare un milanista come Sinner. Ha tante cose buone che vorrei vedere in squadra, ma ovviamente è diverso perché è uno sport di squadra. Non sbaglia quasi mai, ha una capacità di concentrazione impressionante. Mi piacerebbe vedere lo stesso nella mia squadra? Ovviamente, è il numero uno”.

Come mai quando c’è un’apparente minore pressione, la squadra gira male, mentre quando di fronte c’è una ‘big’ la squadra sembra giocare meglio?

”Non sento più pressione per questo tipo di partite. Non è una questione di pressione ma di motivazione. È facile capire che contro Inter, Juve, Real Madrid è facile essere motivati. Dopo è più difficile andare a Cagliari e avere la stessa motivazione: stiamo cercando di capire questa cosa. Al Milan c’è pressione tutti i giorni: se non vogliamo avere questa pressione allora non possiamo stare qui”.

Sull’importanza del match:

“È importante, ma non decisivo, come lo sono tutte le partite adesso. Non posso dire che la partita con la Juve è più importante di quella con l’Empoli. Abbiamo bisogno di fare vittorie di fila. Sono sempre positivo, penso sempre a quello che possiamo vincere. Siamo il Milan, abbiamo tanto rispetto per la Juve, ma non abbiamo paura”.

Sull’importanza di Leao e Morata:

“È importante averli in un buon momento, sono giocatori decisivi che possono fare la differenza in questo tipo di partite. Abbiamo bisogno del miglior Rafa e del miglior Morata per questa partita: li ho visti in allenamento e, come gli altri, stanno molto bene e sono molto motivati. Mi aspetto che possano farlo vedere domani in partita”.

Che tipo di Milan vedremo?

“Noi vogliamo essere sempre offensivi. Penso che stiamo bene offensivamente, fare 3 gol a Madrid e a Cagliari è un buon segnale offensivamente. Mai mi aspetto che possiamo dipendente da un calciatore solo, dipendiamo da tutti. È importante quello che fa la squadra. Penso che se la squadra sta bene i giocatori faranno bene. Penso alle partite sempre come squadre, tutti i giocatori saranno importanti. Vogliamo essere una squadra offensiva, ma sappiamo che la Juventus è la squadra che ha preso meno gol: è una squadra fortissima difensivamente. Sarà una partita difficile offensivamente, non ho dubbi”.

Si può prendere spunto da Madrid?

“Penso che sarà una partita diversa. Penso che in questo momento la Juventus è più forte difensivamente del Real Madrid: come squadra difende meglio. Non è una critica al Real, è quello che penso”.

Sulla fase difensiva:

“Non voglio scappare da quelli che sono i nostri problemi. Il nostro problema è difensivo. Ho avuto la fortuna di avere qui durante le due settimane tutti i difensori tranne Theo e Pavlovic. Abbiamo lavorato tanto sulla linea difensiva e su cosa migliorare. Penso che la squadra possa progredire. Il problema non è offensivo e stiamo lavorando per migliorare. In queste due settimane quasi solo lavoro sulla linea difensiva perché ho avuto a disposizione quasi tutti i difensori”.

Sul momento di Theo Hernandez:

“Theo è un grandissimo calciatore. Per me il miglior terzino sinistro del mondo, non ho dubbi. Penso che sia stata una questione di adattamento. Abbiamo parlato in questi giorni, sta imparando cose che sono importanti. Questa settimana mi è sembrato più concentrato e motivato che mai: un segnalo importante per vederlo al miglior livello”.

Jovic può essere convocato per domani? 

“Jovic non sta bene. Non può essere convocato. Camarda sarà ovviamente con noi. Si è allenato con noi”.

Sul raggiungimento di un equilibrio tattico:

“Vuoi i tre mediani? (ride, ndr). Sono d’accordo con Zlatan, dobbiamo trovare questo equilibrio. Se noi non avessimo mai giocato e difeso bene, ma lo abbiamo fatto e anche con le squadre più forti. Se abbiamo la possibilità di farlo contro le squadre più forti è perché la nostra squadra ha questa possibilità, ed è positivo. È una questione di concentrazione e di atteggiamento. Il modo come vediamo le partite contro le squadre più “piccole”. È una questione mentale per me. Stiamo lavorando, stiamo parlando. È parlando con i giocatori che possiamo cercare questo equilibrio. Quando parliamo di problemi difensivi parliamo tanto dei difensori, ma non solo i difensori. Se non pressiamo bene in avanti i giocatori hanno più tempo la palla scoperta… È un problema mentale e di concentrazione”.

In riferimento alle parole di Deshamps su Theo:

“Ho parlato con Theo. Onestamente non penso che sia stanchezza mentale. È una questione di adattamento. Non voglio commentare quello che ha detto Deschamps”.

Gabbia può partire dal 1′?

“Sta bene, si è allenato in questi giorni ed è pronto per giocare”.

Il Milan è la squadra ultima in Serie A per duelli vinti e palle recuperate. Dipende anche dalle caratteristiche dei giocatori?

“Non siamo una squadra molto aggressiva nel momento difensivo. Questi recuperi però avvengono su tutto il campo: noi siamo la squadra con più azioni di pressing offensivo. Ma difensivamente non siamo una squadra molto aggressiva, anche per caratteristiche dei giocatori. Stiamo lavorando per portare questa aggressività nei duelli. In questa settimana abbiamo lavorato in tante situazioni di uno contro uno, stiamo lavorando per migliorare anche in questo”.

Dopo le mosse tattiche contro Inter e Real, domani possiamo aspettarci un’altra ‘Fonsecata?

“Non sto inventando niente di nuovo. Ovviamente dobbiamo fare attenzione alle caratteristiche della Juventus. Non sarà niente di nuovo (sorride, ndr)”.

La Juve recupera contro l’Inter quando esce Vlahovic e non danno punti di riferimento. Si aspetta quella Juve lì?

“Sì. Mi piace molto la Juve. È una squadra a cui piace giocare, è totalmente diversa dall’anno scorso. Parliamo qui di Vlahovic ma penso che i giocatori più influenti sono gli esterni: questo è il loro principale pericolo”.

E’ l’ultima chance per rientrare nella corsa scudetto?

“Come ho detto, è una partita importante. Questo non è un campionato come in Spagna con Real e Barcellona, o Francia con il PSG. La differenza con le squadre “piccole” non è come in Francia o Spagna. C’è un equilibrio più grande. Sono sicuro che tutte le squadre perderanno tanti punti fino alla fine. Per noi è una partita importante”.

Leao ha detto che deve essere più egoista… Glielo chiede anche lei?

“Capisco quello che ha detto Rafa. Penso che lui voglia dire che deve essere più decisivo. Sono d’accordo. Penso che Rafa possa essere più decisivo. Sta lavorando per esserlo, non ho dubbi su questo”.

È sicuro che è solo una questione di caratteristiche quando si parla difensiva, o c’è anche qualcosa di testa? Come si fa a risolvere questa cosa?

“Quando dopo la partita di Madrid dico che sarà più difficile vincere a Cagliari, non l’ho detto perché sono pazzo. L’ho detto anche per trasmettere un messaggio al gruppo. So che questa squadra ha questa caratteristica: quando giochiamo contro questo tipo di squadra si rilassa un po’. È per questo che ho mandato questo messaggio”.

La squadra ha ricevuto il messaggio?

“Onestamente penso che non l’abbiamo capito bene. Sapevo che era una partita pericolosa. Andiamo a Madrid, giochiamo bene, vinciamo. Siamo tutti euforici. Andiamo a Cagliari, prima della sosta. Per questo ho voluto parlare di quelle difficoltà. So che questa squadra ha difficoltà a motivarsi e concentrarsi. Generalmente sono stato in altre squadre che giocavano la Champions. Succede molto. Dopo la Champions capita di non fare buoni risultati. Anche voi siete più motivati nel fare meglio il vostro lavoro al Bernabeu che a Cagliari, è umanamente comprensibile. E noi dobbiamo lavorare per risolvere questa cosa”.

Su Loftus-Cheek esterno:

“Onestamente non lo so, non l’ho provato. Penso che abbia caratteristiche per giocare al centro. Musah ha caratteristiche diverse, ha giocato varie volte sull’esterno, anche in nazionale”.

Sulla continuità di risultati:

“Ho parlato di questo oggi con i giocatori. Abbiamo bisogno di vincere diverse partite di seguito. È fondamentale per noi. Abbiamo questa capacità. Siamo il Milan, dobbiamo farlo. Se vogliamo recuperare i punti persi dobbiamo fare questo per avere la possibilità di lottare per lo scudetto”.

Cosa ti fa essere ottimista per il futuro della squadra a medio termine?

“Penso che ne abbiamo già parlato diverse volte. Come i giocatori ricevono le nostre idee. Guardare il progresso della squadra. Possiamo parlare di tante cose. Io naturalmente sono sempre positivo. I giocatori mi fanno credere che possiamo essere la squadra che vogliamo essere. Lavorano sempre bene, questo mi fa essere sempre positivo. Magari potevo sentire che la squadra non lavorava bene, non faceva, non correva. Ma non è quello che sento con questi giocatori. Sento che piano piano stiamo migliorando e progredendo, stiamo seguendo il nostro cammino per essere una squadra più forte”.

Sul momento di Loftus-Cheek:

“Tutti i giocatori qua hanno giocato e hanno avuto diverse opportunità. Sono contento con Loftus. All’inizio ha avuto difficoltà: è un giocatore di accelerazione, di transizione, non è un giocatore che trova gli spazi. Ma sono contento del progresso che ha fatto: col Napoli ha fatto una bella partita. Solo che dopo io ho un altro “problema”: Pulisic e Tijji sono in un buon momento. Per Loftus è dififcile perché Chris, Tijji e Fofana sono in un buon momento. Cosa deve fare? Avere pazienza e lavorare bene per farsi trovare pronto, sono sicuro che giocherà tanto. È difficile per tutti non giocare, ma sono contento di Loftus perché si allena sempre bene”.

Pensa che ci sia bisogno di un vice Fofana e un vice Theo? Farà qualcosa?

“Penso che abbiamo le soluzioni qui. Bennacer, non manca tanto tempo per tornare. Lui può e deve fare la posizione di Fofana. Questa settimana stavo parlando con il mio staff di questo: che soluzione possiamo avere se Fofana ha un problema? Loftus può essere una soluzione, Musah può essere una soluzione. Sono adattati, ma possono farlo fino al ritorno di Bennacer. È vero che Theo è l’unico terzino sinistro. Devo dire che ho fiducia in Bartesaghi, può essere un giocatore che può aiutare la squadra. Non abbiamo avuto il momento per avere Bartesaghi con noi, ma è un giocatore che mi piace molto. Penso che possa giocare con noi se non c’è Theo Hernandez. Anche per Camarda è più difficile giocare nel Milan Futuro, è un contesto diverso. Bartesaghi, Camarda e Zeroli hanno meno difficoltà con noi che in Serie C. Qui hanno più spazio ed il gioco fisico e lo stesso della Serie C. Questo mercato di gennaio in Italia non è facile: non è facile per i giocatori arrivare ed adattarsi. Per me Bennacer può essere un’alternativa importante a Fofana”.

Inzaghi non rischia: Calhanoglu non convocato per la partita contro il Verona

Calhanoglu
L’ESULTANZA DI HAKAN CALHANOGLU ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Come da previsione, Hakan Calhanoglu, che aveva rimediato una leggera elongazione  alla coscia sinistra in nazionale, non prenderà parte alla trasferta di domani contro l’ Hellas Verona.

Inter, chi prende il posto del turco?

Inzaghi opta per la cautela: Come riportato da ‘Sky Sport’, Calhanoglu rimarrà ad Appiano Gentile per lavorare in vista dell’importante match di Champions League casalingo di martedì contro i tedeschi del Lipsia. Con ogni probabilità, al posto del mediano neroazzurro, giocherà il suo naturale sostituto, Asllani, che dopo un periodo difficile a causa di qualche infortunio di troppo, è pronto a prendere in mano le chiavi del centrocampo dell’Inter. Occasione importante quindi per l’albanese che avrà l’occasione di mettersi in mostra in una partita comunque molto importante per i neroazzurri.