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Cataldi: “Non avrei mai lasciato la Lazio, è una cosa di cuore. Bove è forte”

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DANILO CATALDI IL NUOVO CAPITANO DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Potrebbe essere una favola a lieto fine visto che nessuno si aspetta che Edoardo Bove e Danilo Cataldi lasciassero Roma e finissero alla Fiorentina. Nonostante la rivalità Roma-Lazio, i due oggi sono compagni di squadra. E il centrocampista lo ha voluto sottolineare in conferenza stampa: “L’ho conosciuto, Bove è un calciatore forte. Ripeto quello che ho detto prima: quando si incontrano belle persone, tutto va oltre. Roma è una piazza particolare, ma adesso siamo qui ed entrambi dobbiamo fare il bene della Fiorentina”.

 Cataldi: “Venire a Firenze è stato facile”

Poi sulla Lazio ha aggiunto: “È una domanda complicata. Non sono un ipocrita, quindi risponderò la verità. Io non avrei mai lasciato la Lazio per quello che rappresenta per me e per quello che mi ha dato. È una cosa di cuore. Poi, nel momento in cui ho ricevuto le chiamate della Fiorentina e ho sentito tutta questa fiducia, non ci ho pensato molto. Lo stacco è stato duro, ma la decisione di venire qui è stata facile. Sono contento e determinato a far fare un anno importante a questa squadra, insieme a tutti i compagni”.

Baroni: “Alla Lazio attraverso il lavoro. Zaccagni capitano scelta mia, su Dia e Taty ci stiamo lavorando”

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MARCO BARONI PUNTA IL DITO ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Intervenuto ai microfoni di Dazn, l’allenatore della Lazio, Marco Baroni, ha parlato della Lazio, della scelta di fare Zaccagni capitano e della nuova coppia Dia-Castellanos, che con l’ex Hellas Verona può fare bene: “C’è grande emozione e consapevolezza dell’occasione che ho. Io e il mio staff siamo concentrati e vogliosi di dare tutti noi stessi. Siamo arrivati qui attraverso il lavoro e sempre con esso vogliamo dimostrare di essere all’altezza. Ogni momento ti insegna qualcosa, nella vita bisogna sempre guardare avanti e poco indietro. Abbiamo trovato grande consapevolezza nei nostri mezzi. Ora si volta pagina, qui c’è un ambiente bellissimo. Sappiamo che è una piazza difficile, ma più è importante la sfida e meglio è”.

Baroni: “Lazio step importante per Dele-Bashiru”

Dele-Bashiru? È un ragazzo che ha tanta energia e qualità sia fisiche che tecniche importanti, deve crescere dal punto di vista tattico. Credo che interpreti un calcio moderno. Deve crescere e avere fiducia da parte mia e dell’ambiente. Noslin? Si è appena affacciato a un calcio importante. Lo scorso anno ha fatto un buon girone di ritorno e per noi è stato importante nella prima giornata. È un ragazzo che ha la bellezza di essere pulito ed è un giocatore che può ricoprire tutti i ruoli offensivi con energia e qualità. Deve lavorare ed essere consapevole che per lui la Lazio è uno step importante che non deve farsi sfuggire”.

Coppia Dia-Taty? Nella mia carriera ho giocato anche con quattro attaccanti, bisogna trovare gli equilibri e ci stiamo lavorando. Loro sono due giocatori forti e non è detto che non possano giocare insieme. Zaccagni capitano? È stata una mia scelta perché è un ragazzo che si è legato fortemente alla società, è in Nazionale ed è un riferimento. Proprio per questa rappresentanza esterna credo che sia il giocatore ideale. Avrà, dall’interno, il sostegno dei tanti capitani che ho in rosa. Obiettivi? Dobbiamo guardare solo noi stessi, perché tutto passa da quello che faremo in campo, in allenamento e dalla dedizione che ci metteremo. Sarà importante lavorare nella compattezza, negli equilibri, nell’aggressività, nella determinazione e anche nello sviluppo della manovra”. Queste le parole riprese da Lalaziosiamonoi.it.

 

Il Panathinaikos prepara l’offerta per Correa | Le ultime

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Correa - ph: KeyPress

Joaquin Correa prepara le valigie. L’attaccante dell’Inter potrebbe partire nelle prossime ore visto che i nerazzurri lo hanno messo da tempo sul mercato e sulle sue tracce sembra esserci il Panathinaikos.

Inter, Correa verso l’addio

Il club greco però prima di arrivare all’ex Lazio, deve cedere Andraz Sporaz. Questo quanto riportato da Inpao.gr, con l’Inter che però spera nella sua cessione.

 

Abraham: “Un onore giocare per il Milan. Con Tomori ci conosciamo fin da piccoli, San Siro un sogno”

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TAMMY ABRAHAM GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto ai microfoni di Milan TV, Tammy Abraham ha parlato della sua nuova esperienza in maglia rossonera.

Abraham: “Spero di segnare contro l’Inter”

Sull’importanza della religione: “E’ una parte fondamentale, non sono nessuno senza Dio, non siamo nessuno senza di lui. Anche prima di arrivare al Milan ho pregato ogni giorno nella speranza che potesse succedere qualcosa per me. Non potrei essere più grato di essere arrivato in un club così prestigioso ed è grazie a Dio”.

Sull’arrivo al Milan: “E’ un sogno, è un onore. Sono cresciuto seguendo questo fantastico club, con le sue glorie. Ho giocato contro il Milan in passato, ora sono contento di giocare per loro”.

Sui suoi idoli: “La mia famiglia era molto tifosa dell’Arsenal e io sono cresciuto guardando molte partite dell’Arsenal e Tierry Henry era il mio idolo. E’ vedendo lui che ho voluto fare l’attaccante. Ancora oggi cerco di copiare alcuni suoi movimenti. Ma ci sono così tanti grandi giocatori, come Ronaldo, Drogba che ho avuto la possibilità di vedere ogni settimana. Ci sono tanti grandi attaccanti che hanno giocato in questo grande club ed è bello che possa seguire le loro orme. Idoli fuori dal calcio? I miei genitori, sono stati fonte di ispirazione tutta la vita, hanno fatto sì che rimanessi concentrato, così come mio fratello e mia sorella, a raggiungere i miei obiettivi”.

Su suo figlio e la sua compagna: “Da papà, la cosa più importante è esserci, essere sempre presente, aiutarlo, guidarlo nella sua crescita fino a diventare uomo. Io sono qui per supportare i suoi sogni, come hanno fatto i miei genitori con me. Io farà lo con lui, qualsiasi cosa voglia fare, spero il calciatore e spero l’attaccante, ma qualsiasi cosa voglia fare nella sua vita io sarò lì a supportarlo. La mia compagna? Potrei parlare ore di lei. Eravamo amici, poi siamo diventati una coppia e lei c’è sempre stata nel bene e nel male. Da ragazzo sono diventato uomo e lei era sempre lì con me, mi ha dato consigli. E’ una madre fantastica e la ringrazio per essere stata con me tutti questi anni”.

Sul rapporto con la sua famiglia: “Quando hanno capito che io e mio fratello volevamo diventare calciatori? Quando abbiamo iniziato a rompere qualsiasi ornamento in casa. Ogni giorno io e mio fratello rompevamo lampade con la palla. Da lì hanno capito cosa volevamo diventare. Mio fratello ci hanno messo un po’ di più, io ho iniziato prima, lui era più interessato alle macchine fino a che non si è interessato al calcio. Nella mia famiglia si respirava calcio, guardavamo le partite insieme ogni weekend. Anche mia sorella probabilmente oggi guarda più partite di me. E’ bello stare insieme e avere una passione comune”.

Su quando era bambino: “Ero sempre motivato, sapevo cosa volevo fare e cosa volevo diventare. Ho sempre creduto in me stesso. Se potessi tornare indietro e parlare al me bambino gli direi: ‘Bravo! Hai sempre creduto in te stesso anche quando gli hanno smesso di farlo. Tu no'”. Non ero un bambino silenzioso, mi piace parlare e scherzare con le persone.  La vita è divertimento e va vissuta. Ora sono pù grande, ma voglio sempre divertirmi e fare le cose che mi piacciono di pù”.

Su Tomori: “Lo conosco da quando avevo 6 anni, siamo cresciuti insieme, abbiamo fatto tante esperienze insieme, ci siamo sempre stati l’uno per l’altro. Siamo cresciuti insieme, siamo arrivati in prima squadra, abbiamo giocato in Premier League, siamo arrivati in Serie A e ora giochiamo nello stesso club. E’ davvero un sogno”.

Sulle sue origini nigeriane: “Ho qualche amico nigeriano. Sono cresciuto in una zona con molti nigeriani. Sono cresciuto con quella cultura, sono stato in Nigeria e spero di tornarci presto. Mia mamma cucina spesso piatti nigeriani”.

Su San Siro: “Quando esci dal tunnel ti vengono i brividi: senti la musica, vedi i tifosi e ti vengono i brividi. Sono cresciuto vedendo giocare e segnare tanti giocatori a San Siro. E’ stato bellissimo, ma ora è il momento di segnare per questo grande club”.

Su come si immagina il suo primo con il Milan: “Se dovessi dire un gol che farebbe impazzire tutti sarebbe nel derby contro l’Inter: tocco il mio primo pallone, segno e vinciamo 1-0. E’ il mio sogno: vincere il derby e sognare”.

Sull’infortunio al ginocchio: “Penso che nella vita si attraversino situazioni diverse, per me è stato l’infortunio. E’ stata dura, ho pianto spesso per il dolore e per il fatto di dover restare fuori a lungo. Ma non puoi farci nulla. Mio figlio mi ha aiutato molto. Ho avuto la possibilità di stare di più a casa, vederlo crescere e ho lottato per lo. Mi sono detto che dovevo farlo per lui. Devo tornare in campo più forte e dimostrare di essere tornato. Sono contento di poter dimostrare il mio valore in questo grande club e fare vedere a tutti che gli infortuni non mi abbattono, io mi rialzo”.

Dalla Francia: “L’Al Nassr prepara 20 milioni a stagione per Rabiot” | L’ex centrocampista pronto a dire si

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ADRIEN RABIOT PERPLESSO ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Adrien Rabiot è l’oggetto del desiderio di questo mercato dei svincolati visto che l’ex Juventus rappresenta un nome di lusso. Nonostante l’interessamento di Milan e Manchester United, il calciatore potrebbe finire in Arabia Saudita.

Rabiot verso l’Arabia | Ci siamo

Secondo quanto riportato da RMC Sport all’ex Juventus sarebbe arrivata un’offerta dell’Al Nassr da 20 milioni di euro con il benestare di Cristiano Ronaldo che sarebbe ben contento di avere il calciatore in rosa.